Cerci e l’assurdo attacco ai tifosi del Toro

Cerci e l’assurdo attacco ai tifosi del Toro

Il Granata della Porta Accanto / Accusati di “averlo pugnalato alle spalle”, i tifosi granata hanno dimostrato nella Youth League di avere cuore verso chi ha cuore…

12 commenti
cerci, calciomercato

Capisco quanto sia sbagliato rinvangare il passato, esercizio di cui faccio volentieri a meno, specie se il fine non è far riemergere bei ricordi. In questo caso però farò un eccezione, “tirato per la giacchetta” dal post su facebook di Alessio Cerci dopo Toro Milan. Come tutti saprete, il buon Alessio si diceva profondamente deluso dai fischi ricevuti all’Olimpico sabato sera, “una pugnalata nella schiena” li definiva, per poi citare Martin Luther King riguardo le grandi delusioni che scaturirebbero solamente dai grandi amori.

Ero allo stadio e sono stato tra quelli che hanno fischiato Cerci all’uscita dal campo. E aggiungerò che non me ne pento affatto. Innanzitutto il mio atteggiamento verso di lui, si è modificato da neutrale ad ostile in occasione del fallo che gli ha fatto Baselli, azione in cui ci stava il giallo per il nostro talentino, ma nella quale ci stava anche il giallo per lo stesso Cerci, il quale, cadendo, ha avuto una brutta reazione verso il nostro giocatore. Con l’aggravante di non aver stretto la mano che in segno di scuse gli porgeva Baselli. Sul gol del Milan, poi, è andato ad esultare con i compagni come se niente fosse (e ci sta direte voi, con quello che lo pagano, ma allora qualcuno mi spieghi le critiche a Quagliarella che non esulta mai contro le sue ex squadre…).  Insomma, lo temevo sabato, ma, ben annullato da Molinaro, Cerci ha dimostrato di essere la controfigura del giocatore visto in granata. E questo mi dà il la per spiegare i motivi più reconditi dei fischi che mi sono sentito di tributargli.

cerci
Alessio Cerci durante Torino-Atalanta della stagione 2012/13

Per prima cosa non vedo assolutamente il problema della riconoscenza. Molti tifosi del Toro si sono detti infastiditi dai fischi a Cerci perché denotavano una mancanza di riconoscenza verso chi “ci ha fatto godere per due anni”. Verissimo, Cerci sotto la Mole ha dimostrato ciò che tutti si aspettavano, ma nessuno aveva mai potuto vedere: di essere un giocatore di un’altra categoria. Ci ha regalato gol e giocate alle quali non eravamo (più) abituati e per questo dobbiamo essergli grati a vita. E a onor del vero, finché è rimasto da noi (compresi i ritiri farsa di due estati fa in cui aveva già le valigie pronte) la stragrande maggioranza dei tifosi lo ha sempre fatto sentire importante, amato e coccolato. Pur avendo toccato l’apice della propria carriera in maglia granata, essersi guadagnato un posto ai Mondiali e aver avuto la possibilità di giocare l’Europa League, il buon Cerci non ha mai avuto un attimo di ripensamento circa la decisione di abbandonare il Torino ed ha sempre chiesto di essere ceduto non considerando nessuna proposta di rinnovo con ritocco dell’ingaggio. Ciò che gli interessava era il calcio che conta, non ciò che conta nel calcio ovvero giocare con continuità, essere un pilastro di una squadra, conquistarsi l’affetto dei tifosi e magari la maglia della propria nazionale. Per Cerci e signora contava solo entrare nel presunto gotha del calcio al quale evidentemente si sentivano di appartenere di diritto.

Mi chiedo se in quel calcio lì, l’errore dal dischetto in Fiorentina-Torino sarebbe stato perdonato con l’affetto con cui era stato perdonato dai tifosi del Toro. Allora la spalla su cui piangere e consolarsi gli era stata offerta proprio dai tanto “vituperati” tifosi granata i quali avevano saputo quasi immediatamente andare oltre la fortissima delusione di aver perso all’ultimo il sogno di ritornare in Europa per tributare affetto ad un giocatore che appariva distrutto da quel pesantissimo errore. Già, perché la verità storica che forse alcuni tifosi del Toro hanno rimosso è che l’errore dal dischetto di Cerci ci costò L’Europa League, raggiunta poi solo d’ufficio grazie alla mancata concessione della licenza Uefa al Parma. Questa è la verità, altro che pugnalata alla schiena! Vedere Cerci piangere (e lo scrissi allora nel mio articolo) mi illuse che quell’episodio lo avesse convertito alla causa granata e che, travolto dall’amore dei tifosi e dalla voglia di riscatto, alla fine sarebbe rimasto da noi. Un gesto da campione e da uomo vero. L’Atletico Madrid all’ultimo giorno di mercato dopo aver flirtato con l’Inter per tutta l’estate fu, invece, la pugnalata che lui stesso inferse a migliaia di schiene in un pomeriggio di fine estate. Stante ciò, avere la botte piena (il conto in banca esorbitante) e la moglie ubriaca (l’affetto incondizionato ed imperituro dei tifosi granata) era prevedibilmente difficile da poter ipotizzare. Strano che Cerci sia cascato dal pero sentendo i fischi allo stadio sabato…

Cerci, Torino, rigore, lacrime
Cerci disperato dopo il rigore sbagliato contro la Fiorentina: la sua ultima immagine con la maglia del Toro

Ha detto Pulici alla cerimonia della posa della prima pietra del Fila: “Mai ho fatto un gol per me, li ho sempre fatti tutti per il Toro”. In questa frase è sintetizzato il motivo dei fischi di gran parte dell’Olimpico all’uscita dal campo di AC11, come era simpaticamente, ma significativamente, soprannominato Cerci in chiaro riferimento all’inarrivabile CR7. Se ancora permanesse qualche dubbio, i due anni al Toro di Cerci sono stati un’operazione molto personale di rilancio del giocatore, il quale ha sì fatto gli interessi del Toro con le sue ottime prestazioni, ma non ne ha mai sposato il progetto di crescita. Cerci ha vestito il granata perché sulla panchina del Toro c’era Ventura, l’unico allenatore che era stato capace di farlo rendere al meglio e l’unico che poteva aiutarlo a far decollare nuovamente una carriera che si stava pericolosamente avvitando su se stessa. In due anni di Toro gli è rimasto un tatuaggio di una prodezza personale. E basta.

Quando ami un giocatore che ti dimostra quanto in realtà poco gli importasse di stare bene, di essere una stella, di essere apprezzato e coccolato anche quando aveva le giornate no, perché ciò che voleva era palcoscenici più prestigiosi e stipendi più grassi, beh, un certo livore di fondo sei anche giustificato ad averlo. Ci provi ad essere indifferente (io l’ho fatto per il primo quarto d’ora), ma alla prima scintilla quello che ti tenevi dentro inevitabilmente viene fuori. Quante volte ci siamo chiesti quanto questo Toro sarebbe potuto essere ancora più forte se Cerci fosse rimasto? E quante volte vedendo il disastroso ultimo anno e mezzo di Cerci ci siamo chiesti perché ha buttato tutto alle ortiche (nazionale, posto da titolare, ecc.) volendo a tutti i costi andare via dal Toro? Vedere il Cerci di oggi al Milan fa male anche a chi gli vuole bene pensando alla sua versione scintillante targata Toro. Ha fatto male Cerci a lamentarsi dei fischi della Maratona, sebbene, da professionista qual è, oggi dovrebbe essere più preoccupato dei fischi dei suoi attuali “tifosi”.

cerci
L’ex numero 11 granata non ha trovato continuità né all’Atletico Madrid né (per ora) al Milan

E sbaglia anche chi ha tacciato la Maratona e il popolo granata di essere una tifoseria non più speciale giacché, secondo costoro, una tempo uno come Cerci non sarebbe stato fischiato anche solo per riconoscenza. Non è vero ed, anzi, la dimostrazione di quanto sia speciale la gente granata è venuta dalla massiccia e calorosa presenza di pubblico alla gara della Primavera in Youth League: 15000 spettatori che hanno incitato i giovani di Longo sino alla fine sono un record storico per un match delle giovanili. E la gente ci ha creduto fino ai minuti di recupero trascinando la squadra ad una rocambolesca quanto emozionante e meritata qualificazione! Perché il cuore dei tifosi granata batte forte per chi ha cuore e ci mette cuore. Senza arrivare a scomodare Martin Luther King, vero Alessio?

12 commenti

12 commenti

Inserisci qui il tuo commento

  1. claudio sala 68 - 2 anni fa

    Diciamo che poteva risparmiarsi la citazione del grande Martin L.K., per il resto non spenderei più tempo per parlare di lui.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  2. co_riv_637 - 2 anni fa

    Concordo in pieno con Alessandro,ha agito solo per interesse come i famosi soldati di ventura di vecchia memoria.Peggio per lui tanto come si sa bene morto un Papa sene fa un altro. Non dimentichiamoci che la stessa cosa (leggermente modificata ) l’ha compiuta El Kaddouri il quale attualmente sta facendo le ragnatele a Napoli.Come si dice “CHI E’ CAUSA DEL SUO MAL PIANGA SE STESSO”.
    Auguri Alessio per il prosieguo della tua carriera e scordati,come hai fatto e non come stai facendo,del nostro grande TORO.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  3. Roby Fattori Italgas - 2 anni fa

    Cerci non l’ho fischiato. Ognuno ha il diritto di dire e scrivere ciò che sente e prova, anche senza fare dei pistolotti interminabili come l’articolo di Alessandro Costantino…
    Oggi ogni giocatore che intravede la possibilità di migliorarsi (principalmente economicamente)lo fa senza porsi tanti problemi e con modalità che variano da persona a persona.
    Cerci doveva forse differenziarsi ?
    Siamo sinceri, lui paga semplicemente quella frase infelice twittata dalla moglie (non nuova a scrivere cazzate sui social)e la sua cessione è stata probabilmente caldeggiata anche dalla società perche faceva molto comodo.
    Un saluto a tutti.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  4. toro71 - 2 anni fa

    La differenza tra un campione e gli … altri, si vede anche in queste cose.
    Darmian per me è un vero campione ed è giusto che guadagni più di quanto il Toro sia oggi disposto a spendere per un giocatore, è andato via ed ha ringraziato tutti, tifosi e squadra.
    cerci (confermo la lettera minuscola) è andato via sputando nel piatto nel quale ha mangiato per due anni ed ora si domanda perché i tifosi lo fischiano!!!?
    Tornare al Toro? Mai.. sarebbe un cattivo esempio per gli altri, tutti avrebbero il diritto di sfruttare allenatore e squadra per rilanciarsi.
    Se sputi per aria…..

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  5. angelo - 2 anni fa

    concordo: o fai la “bandiera” e allora ti preoccupi dei sentimenti o fai il professionista e allora ti preoccupi dei guadagni ma ne accetti il prezzo. Non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  6. Daniele abbiamo perso l'anima - 2 anni fa

    Il miglior articolo che ho letto qui quest’anno.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  7. Luigi-TR - 2 anni fa

    Sono d’accordissimo con quanto hai scritto, in modo chiaro, non banale.
    Rispecchia in pieno il mio pensiero e, suppongo, quello della maggioranza di noi cuori granata.
    L’unica differenza è che io Alessio Cerci non lo avrei fischiato, per tutto quello che ha rappresentato per noi nei due anni di maglia granata.
    E’ vero, senza il Toro ha perso tutto quello che si era guadagnato, fuori e dentro il terreno di gioco.
    Ma se tornasse, ammettendo il suo grosso errore e chiedendo scusa per il modo con cui se ne è andato, lo riaccoglierei a braccia aperte.
    Sarebbe comunque molto dura per lui, dopo un anno e mezzo di inattività, tornare a quei livelli, ma a quel punto sarebbe tutto nelle sue mani, anzi nella sua testa e nei suoi piedi.
    Se dovesse tornare pensando di non doversi sacrificare come e più di prima sarebbe un errore più grande di quello di essersene andato.
    Sempre Forza TORO !! FVCG !!

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. bertu62 - 2 anni fa

      Se Tornasse? Se dovesse tornare? MA STIAMO SCHERZANDO? Ma mica siamo GOBBI! Mica siamo alla canna del gas!! NON CI SERVONO ELEMENTI COSI’!!! Scusa, Ti facci un esempio: se tua moglie dopo 2 anni di matrimonio in cui Le hai dato tutto quello che avevi, dal Tuo amore ai Tuoi soldi, proprio alla vigiglia dell’anniversario ti molla e se ne va’ a fare la troia in giro per il mondo facendosi scop**re da tutti quelli che ne hanno voglia e per di piu’ facendo vedere a tutti che non e’ neppure buona a farsi fare, Tu….la riprenderesti a casa? Con Te? E lo faresti sapere a tutti?……MA COSA SEI? CUCKOLD?

      Rispondi Mi piace Non mi piace
      1. Beppe - 2 anni fa

        il tuo è un paragone che non ha senso ; io cerci (adesso con la c minuscola) lo riprenderei comunque , se chiedesse scusa ; e dato che , salvo rare eccezioni , nel calcio non ci sono più le “bandiere” , oggi come oggi occorre pensare solo al bene della squadra e alessio , se giocasse ai livelli dei due anni già trascorsi con noi , potrebbe solo esserci utile !

        Rispondi Mi piace Non mi piace
      2. Luigi-TR - 2 anni fa

        che cavolo di paragone…comunque resto della mia opinione :)

        Rispondi Mi piace Non mi piace
  8. ziocane66 - 2 anni fa

    scusate chi è ‘sto signor nessuno che vuol giocare ancora a pallone?

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  9. bertu62 - 2 anni fa

    Bravissimo Alessandro!!! E’ proprio cosi’!!! Siamo noi ad essere stati pungnalati alla schiena da chi abbiamo amato, e tanto, tanto da perdonare quel rigore calciato fuori!!!Ed hai ancora piu’ ragione a dire che dovrebbe essere piu’ preoccupato dei fischi dei suoi attuali tifosi piuttosto che di quelli degli avversari!! Ma sono certo che dice cosi’ perche’, in fondo, ha capito di aver fatto un’ENORME c****zata e che NOI non lo avremmo mai piu’ ripreso!!! Questa non e’ piu’ casa Tua!!! Figliol prodigo UN C***ZO!! FVCG!!! SEMPRE!

    Rispondi Mi piace Non mi piace

Recupera Password

accettazione privacy