Facile ex amico inimicum facies, cui promissa non reddas

Facile ex amico inimicum facies, cui promissa non reddas

L’Opinione / La nuova rubrica del nostro Andrea Viscardi

di Andrea Viscardi, @@AndreaViscardi_

Il rapporto tra una parte del popolo granata e la società è sempre più difficile. Le ragioni vanno trovate nello ieri e nell’oggi. Promesse e proclami a cui ha fatto seguito, negli ultimi quattro anni, una strategia che sembra non voler far propri i rischi necessari a fare un salto di qualità. 

San Girolamo, nelle sue epistole, consigliava di mantenere le promesse fatte agli amici, pena il rischio che questi divenissero nemici. Traslata nella situazione del Torino e di Urbano Cairo, questa frase ci dimostra che i buoni consigli durano nei secoli. Sarebbe una negazione della realtà, infatti, nascondere come, negli ultimi anni, si sia fatta sempre più numerosa la frangia del tifo granata disillusa dalla gestione di una società che, al contrario di quanto promesso in quel lontano 2005, sembra aver trovato la sua dimensione nella media classifica, con la massima ambizione, date coincidenze e stagioni particolarmente positive, di riuscire ad acchiappare una qualificazione all’Europa per il rotto della cuffia.

Confrontandosi con tifosi di altre squadre, questo malumore diffuso viene mal compreso: in fondo, dicono, nei dieci anni precedenti all’arrivo di Cairo il nostro palmares racconta di cinque campionati di serie B, e quattro di A, tre retrocessioni e una mancata fidejussone. Da quando è arrivato Cairo, dicono, dopo alcuni anni di difficoltà la squadra si è assestata nella parte sinistra della classifica. In fondo, aggiungo io un po’ forzosamente al ragionamento, togliendo i mitici anni ’70, nel dopo Superga la posizione media – e sottolineo, media -del Toro è compresa tra il settimo e il nono posto, non così distante da quella odierna, in un calcio completamente diverso, nel quale la distanza tra piccole e grandi era inferiore, e dove, quindi, era più facile pensare di poter ambire a piazzamenti di un certo tipo. È vero, vi erano stati degli exploit, come il primo anno del Radice bis o il primo biennio Mondonico. Esistono, però, almeno quattro buonissime ragioni per non dare torto a chi, ogni estate, si sente sempre più tradito dalla gestione della società.

Promesse – La prima, come ricordato in apertura, si riassume con la parola promesse. Urbano Cairo arrivò a Torino da salvatore, Urbano I, lo chiamavano. Non era un uomo di sport, ma di immagine e comunicazione, scuola Berlusconi. Così, si rese protagonista di quello che, nel calcio, è uno degli errori più gravi: scegliere, piuttosto di adottare un profilo basso, di promettere Europa e lotte per le prime cinque posizioni in un arco di tempo relativamente breve. In fondo, se in quel lontano 2005 ci avesse detto, dopo la paura del fallimento e dieci anni passati tra Castel di Sangro e Andria (con tutto il rispetto), che il suo obiettivo era di riportare, stabilmente, il Torino nella parte sinistra della Serie A, nessuno avrebbe obiettato. Invece, alle promesse gloriose, seguirono errori di gestione e valutazione che, a distanza di sei anni, ci fecero “festeggiare”, al massimo, un quindicesimo posto in classifica, con tre anni consecutivi di serie B e uno dei peggiori piazzamenti di sempre nella storia granata.

Granatismo – Il secondo, buonissimo, motivo, è la totale assenza di granatismo. Quel cromosoma in più, insito da sempre nel genoma granata, in grado di soddisfare i tifosi anche davanti a sconfitte o a stagioni magari non eccellenti, è andato perduto. Quella grinta, quel sentimento di comunità, quel patto sociale fondato sul tacito accordo per cui, gli undici granata, uscivano dal campo acclamati dai tifosi anche davanti ad una sconfitta, purchè la loro maglietta fosse più sudata di quella degli avversari, è venuto meno a partire dalla metà degli anni ’90, ma è morto definitivamente nell’ultimo decennio. Chiaro, oggi il calcio e i calciatori sono altra cosa, ma questa è una scusa solo parziale.

Da una parte, i risultati disastrosi nel derby: una vittoria, due pareggi, quattordici sconfitte, molte delle quali arrivate assistendo ad una squadra che sembrava essere scesa in campo arrendendosi ancora prima del fischio iniziale, incapace di entrare, veramente, nello spirito richiesto, da sempre, dal derby della Mole. Dall’altra la sensazione di una mancanza di voglia, da parte della società, di preservare il patrimonio culturale granata e trasmetterlo. Quasi a normalizzare una storia che, normale, non è. Un delitto per una realtà che è ben più di un undici che corre su un campo da calcio, una colpa ancor più grave se si considera la sempre maggiore influenza sulle nuove generazioni della seconda squadra di Torino. Per vedere il Filadelfia ci sono voluti dodici anni, accompagnati da mille polemiche e dalla costante impressione che la sua ricostruzione non fosse un piacere, ma uno sforzo. Cinque anni per la prima visita ufficiale ad un sacrario come il Museo del Grande Torino, arrivata solamente nel 2010 e avvenuta, possiamo essere maliziosi, solo in risposta alle polemiche sollevate da alcuni giornalisti successivamente alla visita dell’Albinoleffe di Mondonico.

Ambizioni – Il terzo motivo è lo scudetto del bilancio. Personalmente ritengo che, sino agli ultimi anni, non si potesse contestare Cairo chiedendo una maggiore propensione agli investimenti. Al massimo, cercando di guardare al quadro completo in modo oggettivo, si poteva criticare la grande ingenuità di non aver saputo mantenere, fin da subito, un profilo basso in riferimento agli obiettivi a breve medio termine e l’inesperienza, nei primi cinque anni, rispetto a come dovesse essere gestita una società di calcio. Due gravi errori, certamente. È però evidente come, nel calcio moderno, una squadra debba essere, prima di tutto, sana economicamente, un’azienda funzionale e funzionante, almeno in mancanza di sceicchi o cinesi di turno. Serviva, in una prima fase, lavorare per un aumento del fatturato. Raggiungere una certa stabilità di bilancio, costruire una rosa di proprietà, appianare i debiti. Porre le basi, insomma. Comprensibile. È a questo punto, però, che serve lo step successivo. Il Torino, sia chiaro, non è il Napoli: gran parte del suo fatturato è ancora rappresentata dalle plusvalenze, ma gli utili sono stati comunque 60 milioni negli ultimi cinque esercizi. Dall’altra parte c’è sempre stata una squadra che, sin dall’estate, era evidente mancasse di quel piccolo investimento in più per fare il salto di qualità necessario ad entrare nel novero di chi, poteva combattere in prima linea per un piazzamento UEFA, senza dover sperare soprattutto in un’annata mediocre da parte di almeno un altro paio di contendenti. Ogni volta, poi, confermate le lacune già evidenti in estate, si è trovata la scusa per non intervenire, a gennaio, nel riempirle (Carlao e Amauri insegnano). E puntualmente si era ancora in piena corsa per una qualificazione alle Coppe Europee. Tale aspetto è, francamente, difficile da comprendere.

È infatti indubbio che la società sia stata in grado di dare un’ossatura importante a questa squadra, un’ossatura che, per qualità, non è certo inferiore a quella di chi lotta per arrivare tra il quinto e il settimo posto. Oggi ci ritroviamo con un’asse Sirigu – N’Koulou – Baselli – Belotti. Roba che, potenzialmente, non si vedeva dai tempi del primo Toro del Mondo. Un’ulteriore ragione per arrabbiarsi quando poi si fanno i conti della serva – scusate il termine poco tecnico – e si preferisce essere sicuri di chiudere il bilancio in attivo piuttosto che prendersi dei piccoli rischi per completare la squadra. Qui sorge un problema enorme, l’ambizione. Perché per fare veramente il salto di qualità, l’importanza delle Coppe Europee è doppia: è un’attrattiva per i giocatori, ma anche un grande contributo di fatturato e di immagine. Permetterebbe, insomma, di dipendere in misura minore da quelle plusvalenze che creano un circolo vizioso riassunto da una frase: stabilità nella mediocrità. Per rompere il cerchio e raggiungere questo obiettivo è però necessario, appunto, prendersi un rischio. Un rischio che la società non sembra mai essere stata veramente propensa a far proprio, nonostante i proclami. Forse, essere chiari una volta per tutte su quali siano realmente gli obiettivi e la dimensione a cui aspira il Presidente, e spiegare le modalità con cui vuole raggiungerli, permetterebbe quantomeno di allentare la tensione e la frustrazione di una parte di tifosi che, nell’ultimo biennio, stanno lentamente ma inesorabilmente avvicinandosi al punto di rottura.

Parole – Chiudiamo come avevamo iniziato, scrivendo di parole e comunicazione. Davanti a quanto riassunto sino ad ora, certe parole di Cairo sembrano, a volte, una sfida nei confronti dei tifosi. È una frase forte, ma forse qualcuno dovrebbe consigliargli, quantomeno, di evitare di fare affermazioni come quella rilasciata a Bormio. È paradossale dire che quella di questo mese sia stata, sino ad oggi, la più importante campagna acquisti di sempre, riferendosi per tre quarti a giocatori arrivati la scorsa stagione, fallimentare, in cui per altro le plusvalenze hanno pesato per 70 milioni sul fatturato. Gli arrivi sono tre, due dei quali difficilmente rientrano nel novero dei titolari. Uno è arrivato grazie ad uno scambio alla pari con l’ultimo significativo prodotto del vivaio granata, Barreca. A destra, dopo De Silvestri, il nulla, e la parte più vulnerabile di questa formazione appaiono essere proprio quei due esterni di difesa tanto fondamentali per il gioco di Mazzarri. Certo, manca ancora un mese,c’è una rosa da sfoltire e le somme si tirano alla fine. Alcune dichiarazioni, però, davanti ad una piazza sempre più in subbuglio, un uomo di comunicazione dovrebbe saperle evitare. Il rischio, altrimenti, è quello di spingere sempre più tifosi, anche tra i moderati e miti, a ricordare le vecchie promesse non mantenute di quel lontano 2005, con conseguenze che San Girolamo ci ricordava millecinquecento anni fa.

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  1. Hic Sunt Leones (A.C. TORINO)® - 5 mesi fa

    Comunque e’ di oggi la notizia che e’ partito su change . org la petizione per cercare un presidente al Torino
    tremendismo-granata-torocerchiamounpresidente

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    1. steacs - 5 mesi fa

      Ore22:20: Sono il firmatario numero 1000 :)

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  2. claudio sala 68 - 5 mesi fa

    La pressione mediatica dove scusa? Tutti i media vedono Cairo come un buon presidente, gli addetti ai lavori riconoscono Petrachi come un ottimo DS, abbiamo Bava che lo volevano ben altre società, lo stesso Coppitelli doveva andare ad allenare i professionisti. Piuttosto io resto convinto che Cairo non abbia ancora venduto perché non ci sono state offerte significative. Se parte il Robaldo il valore del Toro crescerà ancora, il problema è che non siamo il Milan per cui gli investitori esteri non vengono e quelli italiani mi sembra stiano lontano dal calcio

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    1. Hic Sunt Leones (A.C. TORINO)® - 5 mesi fa

      opinabile,
      perche’ dovrebbe vendere? Tra un po Belotti si rifara’ e potra’ fare altre plusvalenze, perche’ dovrebbe vendere, non se ne andra’ prima di aver fatto quello che vuole fare.
      La cosa sui media che dici e’ vera ma non e’ un grande ostacolo di fronte ai fatti che lui propina negli ultimi anni (non prima).
      Comunque traspare che la tua ricetta e’ sedersi ed aspettare, intanto i bambini vanno a tifare altro.
      Comunque questa discussione porta a nulla, non siamo noi a decidere sia tu sia io siamo in nord America e devo lavorare, non posso seguire piu’ di tanto.

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      1. claudio sala 68 - 5 mesi fa

        Concordo, buona giornata e buone cose. Comunque i miei due maschi tifano Toro

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    2. steacs - 5 mesi fa

      Il Milan che Berlusconi si è autovenduto a se stesso pulendo i soldi sporchi che aveva all’estero?

      A volte mi chiedo la gente dove viva…

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  3. Hic Sunt Leones (A.C. TORINO)® - 5 mesi fa

    Credo che l’unica soluzione percorribile a breve termine sia quella di far pressione su Cairo in modo civile e prolungato, sui media.
    Perche’ allo stadio con le nuove regolamentazioni non si potra’ piu’neanche fare cori anticairo. Perche non si puo’ pensare di mandarlo via ora, deve essere lui che trovera’ qualcuno oppure si faranno avanti quando si capira’ che c’e’ l’intenzione di vendere. Quando la squadra e’ in vendita i compratori arrivano. Le solite frasi che leggo “non siamo a conoscenza di altri interessati” da parte di qualcuno qui, non hanno fondamento. Non capisco perche’ ci dovrebbero essere potenziali acquirenti ora.
    Ritornando a quello che dicevo, si dovrebbe fare pressione sul presidente affinche’cambi la sua politica, Non possiamo fare nient’altro.
    Toccandolo sul “vivo”, facendo sapere in giro le nostre motivazioni, facendo vedere qual’e’ la sua politica, i suoi errori.
    Ha detto bene uno di noi sotto, quando rammenta che non e’ tutto frutto di Cairo la politica dei peones, prima lui voleva nomi altisonanti poi ha fallito e con Petrachi e il Vate ho trovato chi gli scopriva piccoli talentini. Ora con una scquadra di livello diverso non ci si puo’ ancora e sempre appoggiare a Petracchi, credi ci vorrebbe gente abile a scegliere campioni e non solo peones in cerca di fortuna.
    Insomma, la pressione mediatica e’ l’unica via percorribile secondo me.

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  4. dattero - 5 mesi fa

    qualcuno ha scritto che l’attuale proprietario e’ entrato nel calcio che e’ mondo di furboni lupi famelici,bugiardi e imbroglioni..
    Non era un agnellino,la sua condanna ad 1,9 mesi e’emblematica.
    Non e’ un furbone?,non è un bugiardo?non e’ un approfittatore?ditemi di no..
    C’è chi scrive che dovrebbe avere meno yesman..impossibile,lui vuole cosi,non gl’interessano i collaboratori con personalita’,vedi il ds,Sabatini era libero,ed e’ andato alla Samp.
    Blocco subito chi dira’,”bell’esempio,bravo”! A questi rispondo che lo “strano” Ferrero ha mantenuto la stessa struttura con impiegati e affini,piu’ gente come Osti e appunto Sabatini con Romei,ora li trovo superiori a comi petrachi e longo pantaleo,o no?
    Non gli interessa,e come dico sempre,equiparate i successi imprenditoriali con i risultati sportivi,distanti vero?
    Troppe bugie,tutte riscontrabili perche’ son a mezzo stampa,ora pure arroganza e alterigia,mo si esagera.
    Per quelli che il Toro prima di tutto,dico solo che cosi ragionando,accetterebbero anche hitler o stalin come presidenti,tanto il toro viene prima..

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  5. claudio sala 68 - 5 mesi fa

    Non sono un sostenitore di Cairo come di nessun presidente, in quanto qualsiasi presidente fa questo mestiere per guadagnarci e non per fare felici i tifosi a quello ci devono pensare i giocatori. Dopo un inizio disastroso Cairo ha capito come gira il mondo del calcio e nel suo piccolo è riuscito a fare rendere una società che era fallita. Purtroppo non vedo all’orizzonte qualcuno che desideri prendere il posto di Cairo anche perché a Torino è difficile muoversi al di fuori della galassia Juve. Questi articoli dove ci si lamenta servono a poco, a meno che chi scrive non è a conoscenza di possibili acquirenti, allora avrebbe senso scrivere tutti “Cairo vendi”

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    1. LucioR - 5 mesi fa

      No mi dispiace ma non sono assolutamente daccordo sul fatto che tutti presidenti vogliono guadagnare con la loro squadra. Potrei farti decine di esmpi anche di alcuni che si sono mangiati il loro patrimonio per la passione. A Cairo ovvio non si chiede tanto in termini economici. Ma almeno un poco di passione e rispetto che non costa nulla.

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      1. claudio sala 68 - 5 mesi fa

        Nel presente faccio fatica a trovare presidenti tifosi, in passato mi trovi d’accordo. Quello che occorre riconoscere è che il livello dei suoi collaboratori non è basso per cui alla società ci tiene, sicuramente però non azzardera’ mai un investimento alto se non è sicuro del rendimento. Quando lo ha fatto è rimasto scottato vedi ultimo caso Niang. Poi chiaramente per lui tutte le campagne di mercato sono eccezionali, d’altronde non potrebbe dire il contrario. Insomma quello che voglio dire il personaggio è noto, non capisco perché ci si ostini a scrivere articoli sulle sue mancanze o sul fatto che sia o non sia abbastanza tifoso

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        1. LucioR - 5 mesi fa

          Credo che sia interessante leggere il parere sia dei pro cairo che di chi ha delle perplessità. Poi ognuno tirerà le proprie conclusioni. Nascondere la testa sotto la sabbia non farà del Toro una società migliore.

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  6. prawda - 5 mesi fa

    Aricolo con cui concordo in molti punti ma a mio parere fin troppo generoso, dimentica per esempio che la stabilita’ economica e’ stata solo una conseguenza dei diritti televisivi distribuiti con la contrattazione collettiva, che il fatturato e’ cresciuto unicamente a seguito dell’aumento dei diritti televisivi mentre gli altri ricavi sono sostanzialmente fermi e che il dato costante di questi tredici anni e’ la totale assenza di investimenti da parte della proprieta’. Resto sorpreso a leggere certi commenti perche’ sembra esprimano l’idea di un mercato inamovibile, di situazioni e classifiche cristallizzate ma non e’ cosi’: il mercato di qualsiasi prodotto, il calcio e’ un prodotto, e’ in continua evoluzione ed e’ ovviamente condizionato da molti fattori a cominciare da risultati e scelte societarie. Chiaro che se i risultati sportivi restano mediocri e la societa’ e’ decisamente parca anche solo nello spendere le plusvalenze e’ difficile scatenare entusiasmo tra i tifosi, ma e’ altrettanto evidente che una gestione come quella di Cairo che fa seguito a 10 anni precedenti molto difficili non posso non causare anche una lenta emorrogia di tifosi. Quello che mi fa piu’ rabbia e’ che il Torino si sia trovato in una situazione favorevole come mai era capitato in passato: situazione economica stabile grazie all’entrata dei diritti televisivi, campionato italiano a livelli bassissimi, le due milanesi in difficolta’ economiche e finanziarie. Purtroppo si e’ scelto di fare utili, accumulandone 60M in cinque anni ma lasciando la squadra sempre incompleta nel limbo di meta’ classifica. Resto dell’idea che Cairo prese il Torino solo perche’ gratis e solo perche’ gli permetteva una pubblicita’ ed una visibilita’ che mai avrebbe potuto avere; ritengo avesse ampiamente messo in preventivo di avere piccole perdite ma ampiamente compensate dai benefici avuti, poi la modifica della ripartizione dei diritti televisivi gli ha fatto comprendere che dal Torino poteva non solo ottenere pubblicita’ e porte aperte ma anche guadagnarci. La scelta di prendere continue scommesse, giocatori da rilanciare dopo stagioni deludenti non puo’ ovviamente che essere una precisa scelta gestionale e non certo una idea del DS che credo abbia poco piu’ l’autonomia per un caffe’ e si spiega solo con la continua ricerca di poter fare plusvalenze che sembra l’unico vero obiettivo di questa societa’.

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    1. granata - 5 mesi fa

      Qui sotto dico più o meno le stesse cose che dici tu e concordo pienamente sul fatto che forse abbiamo perso l’ autobus buono, non avendo approfittato della crisi delle milanesi. Ma, secondo me, la scelta di prendere scommesse o giocatori da rilanciare per spendere relativamente poco non è stata farina del sacco di Cairo. Dovresti ricordare che Petrachi, quando arrivò al Toro, espresse proprio questo concetto: bisogna andare a cercare giocatori a basso costo, che abbiamo fame di calcio e la voglia di rilanciarsi. Certo fu musica per le orecchie di Cairo che si era fatto spennare con giocatori di nome, ma bolliti (Recoba, Pancaro, Fiore, Vritzas, Coco, Barone, ecc.). Con Cairo o senza Cairo, sono convinto che per far cambiare almeno in parte rotta alla società bisogna fare azione di pressione, creare un movimento di opinione che, senza critiche becere e insulti personali, metta in luce tutte le incongruenze e le carenze del club, a cominicare dalle capacità profesionali dello staff dirigenziale. La speranza è l’ ultima a morire.

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      1. prawda - 5 mesi fa

        Non e’ proprio la stessa cosa. Petrachi arrivo’ in un momento particolarmente travagliato e scelse giocatori che non costavano per ovvie necessita’. Diversa e’ la politica gestionale messa in atto dal ritorno in serie a, dove grazie ai diritti televisivi il bilancio non era piu’ un problema e sono cominciate le operazioni fari spenti. Io non penso che Cairo non decida le politiche gestionali, non credo proprio che chi in tutte le aziende del gruppo contralla tutte le spese proprio al fine di minimizzare i costi poi lasci carta bianca a Petrachi; resto convinto che sia una precisa scelta societaria quella di correre dietro a giovani scommesse ed a giocatori da rilanciare, scelta che con l’aumento delle plusvalenze ha semplicemente aumentato come conseguenza il target. Infine io non credo che con Cairo alla presidenza si possa spostare o cambiare una gestione che non aveva e non ha i risultati sportivi come obiettivo; la speranza e’ l’ultima a morire ma continuando cosi’ e’ il Torino a morire lentamente.

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  7. CUORE GRANATA 44 - 5 mesi fa

    Mi complimento con la Redazione per “il nuovo acquisto”.Finalmente una voce fuori dal coro! Mi sembra di cogliere al riguardo anche “un mutamento della linea editoriale” più incline a recepire i dissensi motivati di molti noi tifosi sulla gestione del Torino fc e sul “personaggio” Cairo. Dell’articolo condivido i contenuti in generale ed una notizia mi ha lasciato di stucco: non sapevo che IL PRESIDENTE avesse impiegato 5 anni prima di “trovare il tempo” di visitare il ns. attuale Museo che vive ed opera grazie all’encomiabile impegno di molti volontari! Altro che impegnarsi per la realizzazionedel Museo al Fila! Questo suo reiterato disinteresse al “mondo” Toro rafforza in me il convincimento che sia il peggior Presidente della ns. Storia. Taluni considerano tale affermazione un’eresia che non vale nemmeno la pena di commentare,per carità,tuttavia mi permetto di suggerire loro “di usare il cervello” come hanno suggerito a me. E’ accettabile tale atteggiamento da parte di un Presidente del Torino? Io dico di no e ribadisco che abbiamo un Presidente che “disprezza” i ns.valori per opportunismo e quieto vivere verso la “Famiglia” e come tale per taluni aspetti anche peggiore di chi ci ha portato al fallimento.Confermo che l’ignavia è una brutta bestia rifiutata anche “all’Inferno!”FVCG!!!

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    1. steacs - 5 mesi fa

      Per dovere di cronaca ci sono altri che fanno articoli non solo pro Cairo, mi viene in mente Vincenzo Chiarizia, ma credo anche altri.

      Comunque anche questo puó essere una tattica: alcuni articoli contro e altri pro e cosí commentando facciamo visite, peró per lo meno che ci siano entrambe le visioni, visto che anche i tifosi sembrano divisi.

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  8. CUORE GRANATA 44 - 5 mesi fa

    Mi complimento con la Redazione per “il nuovo acquisto”. Finalmente una “voce fuori dal coro”! Mi pare un segnale di “spostamento” della linea editoriale dovuta forse anche ai tanti commenti,critici ma motivati e non a prescindere,che molti di noi tifosi hanno formulato ultimamente.Dell’articolo

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    1. CUORE GRANATA 44 - 5 mesi fa

      Quanto sopra costituisce un mio bisticcio con la tastiera infatti ho reiterato il commento completo

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  9. granata - 5 mesi fa

    Articolo che non poteva non suscitare un ampio dibattito e mi ci metto anch’ io. Vedo ricomparire i rassegnati e i fatalisti, oltre ai soliti arrabbiati. Non condivido nè l’ uno, nè l’ altro atteggiamento. Inizio dagli arrabbiati cui dico che Cairo non è il peggiore dei mali. Ma condivido che in campo calcistico appare abbastanza miope, timido e titubante. E’ entrato in questo mondo pieno di inganni, approfittatori, venditori di fumo con la spavalderia del ricco lombardo (nonostante le sue radici alessandrine), quelli che noi torinesi chiamiamo “bauscia” (spaccone) e ha pagato pesantemente dazio. Come ricorda l’ articolista, fece promesse mirabolanti (o quasi) e si scontrò conun ambiente e uno sport di cui non era minimamente esperto. Fui tra quelli che insistette perchè tenesse come ds Zaccarelli, che ben aveva operato nell’ ultima stagione del Toro di Cimminelli (fra l’ altro scovò in Belgio Mudingayi e ridusse significativamente il peso degli ingaggi, ma purtroppo era ormai tardi). Non lo volle chissà perchè e Zac se ne andò a ben operare al Bologna di Cazzola. Di lì iniziarono i guai con giocatori bolliti acquistati a caro prezzo (pochi ricordano che il Toro stabilì un record: un suo tesserato, Coco, che non giocava ma partecipava all’ Isola dei Famosi)e l’ inevitabvile retrocessione in Serie B, che significò dal punto di vista economico l’ Inferno. Senza i diritti tv, si accumularono perdite che sfiorarono i 60 milioni di euro e Cairo perse l’ entusiasmo. Oggi paghiamo ancora quella scottatura, nonostante i conti in ordine e i diritti tv che rappresentano un bell’ ombrello (con la nuova ripartizione parliamo di 60 milioni di euro circa). E qui vengo ai rassegnati. Il Toro ha potenzialità da squadra di seconda fascia (Lazio e Forentina sicuramente) e può ben guardare come modello al Napoli, non certo Atalanta, Udinese, Chievo, Genoa come sembra essere l’ opiniomne prevalente fra il rassegnato popolo granata. Il Napoli di un De Laurentis che è partito dalla Serie C in un club fallito e in un’ realtà economica molto, molto più indietro della nostra (la qual cosa ci compensa del fatto di avere sulla piazza una Juventus). Certo De Laurentis non ha commesso gli errori iniziali di Cairo e investito bene e significativamente (ad esempio i 40 milioni per Higuain) senza mai scardinare i conti della società, eppure rimandendo ai vertici del campionato. Per quanto riguarda la Fiorentina, anche lei fallita e partita dalla Serie C, ha conquistato più volte l’ Europa, al contrario di noi che in 13 anni ci siamo andati una sola volta. Fiorentina, Lazio e lo stesso Napoli sono i modelli da imitare, non le altre provinciali. Questo il convincimento che dovrebbe radicarsi nei tifosi e nel club, Abbiamo già perso tempo e non approfittato dalla grave crisi delle milanesi. Sarebbe ora di fare investimenti su giocatori di valore (Zaza, Marchisio?) per fare il salto di qualità, senza però vendere i migliori (Iago Falque e Ljajic). Per fare questo Cairo avrebbe bisogno non di esecutori di ordini, ma di professionisti con forte personaslità e competenza che abbiano il coraggio di dirgli: “No presidente, Amauri è un bollito, quel Niang è un azzardo…”.

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  10. Hagakure - 5 mesi fa

    Ribadisco per l’ennesima volta il concetto espresso la scorsa settimana:

    Purtroppo qualcuno si ostina ancora a pensare che questo sia il Toro, anzichè una normale società la quale utilizza impropriamente quello che resta del Glorioso Torino Calcio, dunque acquistata, organizzata e diretta dal suo proprietario con l’obiettivo di generare redditività, profitti e plusvalenze.

    Gli obiettivi sportivi non esistono più (ammissione dello stesso proprietario e dei suoi dipendenti), soprattutto in questa società dove la mediocrità di una salvezza assicurata e una (dis)onorevole posizione nella parte sinistra della classifica, beninteso senza mai assolutamente raggiungere eventuali qualificazioni a EL o peggio (pura fantasia, ovviamente) CL per evitare di veder “lievitare” costi e ingaggi (e dunque “dolorosissime fuoriuscite” di quattrini dal portafoglio del proprietario) sono il motivo dominante e imperante nei secoli dei secoli (Amen).

    Inoltre le farneticazioni quotidiame, espresse in dichiarazioni pubbliche, del succitato proprietario, assumono una dimensione grottesca, ilare e folle allo stesso tempo.
    La ragione, come ha giustamente evidenziato nel suo intervento sottottostante “Il “Se” di Kipling” dev’essere imputata al fatto che “si è così tanto contornato di “yesmen” che non percepisce più la realtà dele cose” e il fatto che i suoi dipendenti gli diano sempre ragione lo porta a credere che il Tifoso Granata ancora lo segua e creda alle sue parole. Il che ci conduce agli 11 punti di Goebbels, cardini della propaganda nazionalsocialista hitleriana, che costituiscono il modello comunicativo per eccellenza di codesto individuo (11 punti che ho postato recentemente: andateveli a leggere, se vi aggrada, e trasponeteli alla realtà odierna comunicativa dell’individuo Cairo e poi mi direte).

    La distinzione della Tifoseria è ormai netta: vecchi Tifosi (ed io tra Loro), sanguigni, nostalgici, il cui DNA è lo stesso del Vero Grande Torino Calcio (con annessi e connessi), stufi e arcistufi di una società succube dell’altrui potere, che li vede ai margini del calcio e della storia, disillusi dalle malefatte e dalle bugie assortite del proprietario e dei suoi “dipendenti solerti”.

    E poi nuovi tifosi 2.0, della cui fede calcistica mi permetto di dubitare fortemente, per i quali il propretario è un filantropo, un salvatore, un imprenditore che ha dato lustro e immagine alla società e che, nella “mensa del padrone”, si accontentano delle briciole cadute dal desco e ringraziano per “sì tanta abbondanza”, non dimenticandosi mai di “baciare la mano” di chi li sta nutrendo.

    Questa è la situazione.

    E chi si sente di appartenere alla seconda categoria non si offenda o non incominci ad insultare con parore ramcorose e astiose, bensì risponda alla seguente domanda e rifletta:

    “E meglio un giorno da Invincibili o cento giorni da rigatini zebrati”…???

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    1. Daniele abbiamo perso l'anima - 5 mesi fa

      Parafrasando Troisi, forse è meglio 50 giorni da Torelli.

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    2. Athletic - 5 mesi fa

      Come al solito esce quello divide i tifosi tra quelli veri e quelli no, non si può essere liberi di avere opinioni, no… Il vero tifoso, quello dal DNA originale deve contestate Cairo a prescindere, non si può avere pensieri differenti a seconda del suo operato. La cosa finale poi è demenziale, rispondi alla domanda meglio essere del Grande Torino o essere gobbo? Non ti insulto, mi fai solo pena.

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      1. Hagakure - 5 mesi fa

        L’educazione e il rispetto per l’altrui opinione non fanno parte del tuo DNA, questo l’avevamo capito benissimo.

        Per il resto la manifesta ottusità di giudizio e la superficialità di lettura denotano certamente la tua personalità e il tuo intelletto.

        Sulla solita offesa finale tralascio ogni giudizio o intervento in quanto scendere ai tuoi livelli non appartiene alla mia cultura e alla mia persona.

        Per il resto lascio a chi legge e a chi scrive, nonchè a chi gestisce questo sito, l’onore e l’onere di inquadrarti e qualificarti.

        P.S.: per quanto mi riguarda non sei degno di appartenere nemmeno alla seconda categoria dsi Tifosi Granata da me identificata, bensì apparteni a quella dei fancazzisti perdigiorno che di meglio non hanno da fare che venire qui ed offendere e provocare chiunque non vada loro a genio. Gran brutta bestia, l’ignoranza.

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        1. Athletic - 5 mesi fa

          Sono io quello che provoca? Hai iniziato tu, e stai andando avanti benissimo.

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          1. Hagakure - 5 mesi fa

            Purtroppo non posso farmi carico dei tuoi problemi psichici e delle tue manie di persecuzione.

            Prova con un buon psichiatra e auguri.

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        2. Athletic - 5 mesi fa

          Tu invece hai il DNA del vero tifoso del Toro, il DNA della della persona educata, le hai tutte. Scendi dal piedistallo professore, io non ho mai detto a nessuno che è meno tifoso di un altro, posso essere d’accordo o meno con le opinioni degli altri, ma non mi arrogo il diritto di dire chi è tifoso e chi no.

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          1. Hagakure - 5 mesi fa

            Dall’enfasi e dal lessico arrogante comincio veramente a pensare di essere la tua “valvola di sfogo”, tuttavia non voglio avere nulla da spartire con individui come te, anche se sei talmente “affascinato” dai miei post al punto tale che, ogni volta che li leggi, perdi il controllo e ti attacchi a loro come la zecca sul cane.

            Ciò mi lusinga molto, ma nulla di più.

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          2. Athletic - 5 mesi fa

            Ahahah sei simpatico… Intanto come tutti quelli come te, che si sentono tifosi veri, a differenza degli altri tifosi fasulli, svincoli sempre e non rispondi mai nel merito

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          3. Hagakure - 5 mesi fa

            Lascio a te l’onore e l’onere di sceglierti la risposta che più ti piace.

            Si usa fare così con le menti labili e deboli.

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          4. Athletic - 5 mesi fa

            Come al solito tante parole, contenuti zero

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          5. Hagakure - 5 mesi fa

            Non pretendo che tu capisca nè posso aiutarti: purtroppo qui non si possono postare le figure.

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  11. FV♥️G - 5 mesi fa

    Buongiorno ,vorrei fare davvero i complimenti ad Andrea Viscardi per il modo in cui è riuscito a mostrare nei dettagli il quadro generale di quella che è attualmente la realtà granata.
    Il mio auspicio è quello che più persone in vista nel mondo TORO incominciano a far notare al pres braccino che è finito il tempo delle parole e ché è giunto il tempo dei fatti.
    Insomma pres braccino braccia mozze basta scudetto del bilancio, o fai fatti o taci che è meglio invece di continuare a prendere in giro il popolo granata perché ormai non ti crede più nessuno, solo quei pochi leccapiedi che ti sono rimasti

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  12. user-13946787 - 5 mesi fa

    Cairo cendi il Toro a chi lo ama . Grazie a noi sei entrato nei salotti buoni ora o investi o te ne vai. Il Toro non è ne la Samp né il Genoa Noi vogliamo crescere ad ogni costo se i tuoi obiettivi divergono da questo : Vendi il Toro e vatene !

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  13. Daniele abbiamo perso l'anima - 5 mesi fa

    Non so quali siano state le ambizioni di Cairo 13 anni fa, anche se pure io ricordo le sue promesse di squadra da primi posti.
    Ho però quasi la certezza che gli vada benissimo questa dimensione da squadra di mezza classifica o poco più. Riesce a guadagnare e tiene buoni la maggior parte dei tifosi evitando in ogni modo contestazioni.
    Solo che così si sta passando dall’odio all’apatia. Che secondo me è anche peggio.
    Il motto di San Girolamo valeva ieri. Oggi Cairo non ha nemici nei tifosi granata, solo qualche soldatino e parecchi rassegnati, annoiati.

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  14. robertozanabon_821 - 5 mesi fa

    e infatti la classifica calcistica rispecchia quella televisiva a parte l’Atalanta. La Juventus non avrebbe bisogno del suo canale tematico perché tutte le televisioni parlano solo di lei.
    Anzi ti dirò di più. Secondo me è una cosa voluta. I gobbi hanno così un ritorno economico maggiore grazie allo sfruttamento dell’immagine e relativi diritti. Hanno guadagnato di più con la trasmissione in chiaro, dalla partita col Real, che criptata.
    Oggi nessuno regala nulla e non si può andare in guerra con la fionda.
    Cairo non avrà i carri armati… ma qualche fucilino sì.

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  15. bertu62 - 5 mesi fa

    Ri-mah….

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  16. robertozanabon_821 - 5 mesi fa

    Scusate il disturbo e l’invadenza, ma penso infine che tutto dipenda dall’odiato ” dirimpettaio” a strisce.
    Se potessimo condividere la “piazza” con, per dire, la Sampdoria o il Genoa od anche la Fiorentina (a proposito dove sono le Coppe di queste squadre?) non ci sarebbero problemi, Cairo sarebbe un filantropo benefattore e invece rosichiamo.
    Accettiamo la nostra “dimensione” cercando di fare il massimo, Società e Tifosi, possibile. Migliorare si può e si deve…tutti insieme.
    Forza Toro!!!

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    1. sylber68 - 5 mesi fa

      Ma cosa dici….?

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    2. LucioR - 5 mesi fa

      Veramente rimango allibito da questi commenti.

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    3. One plastic - 5 mesi fa

      TU SEI UN GOBBO.

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  17. fabrizio - 5 mesi fa

    Cairo = Cairese = stabilità nella mediocrità. Perfetto! non fa una piega

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  18. One plastic - 5 mesi fa

    Il nano non sa chi sia San Girolamo, quindi…
    Non è ateo è proprio agnostico, il suo unico Dio è il denaro e la sua genitrice, la plusvalenza.
    Come dire l’articolo ha confuso il sacro col profano.
    Comunque complimenti al giornalista e alla testata che lo pubblica nonostante tutto.

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  19. robertozanabon_821 - 5 mesi fa

    Quando fate una tessera al supermercato che poi esibite per avere gli sconti o i punti raccolta altro non è che un monitoraggio del cliente come fedeltà, capacità di spesa e articoli acquistati.
    Torino Channel registra dei numeri che dicono quanti siamo, quando lo guardiamo e per quanto. È un osservatorio come l’Auditel che dice quanti contatti una trasmissione ottiene e in che fasce orarie per stabilire il costo dei passaggi pubblicitari.
    Capisco bene che queste cose danno fastidio ma è il business bellezza…
    …e noi, mi dispiace, in questo”valiamo” pochissimo.

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    1. AndreaV - 5 mesi fa

      Perdonami Roberto, ma non c’entra nulla. Se così fosse, la Juve sarebbe messa come noi, dato che Juventus Channel ha chiuso per gli stessi motivi (era in chiaro ma, in teoria, seguendo il tuo discorso, avrebbe dovuto fare ascolti altissimi, e quindi ripagarsi con la pubblicità). La verità è che se fai una televisione tematica a pagamento su una squadra di calcio, poi è difficile tenerla in piedi, perché dovresti fare anche contenuti originali e di livello, e la produzione costa parecchio, senza considerare i costi dei giornalisti e di chi ci lavora con altre mansioni. Se non hai contenuti stra interessanti, non avrai certo flotte di persone che faranno l’abbonamento o che la guarderanno. Se guardiamo i dati auditel, nel 2016/2017 noi come share siamo arrivati solo dietro alle big, alla Fiorentina, e dello 0,05% alla Sampdoria (quelli definitivi dello scorso anno non riesco a trovarli).

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  20. ANNO1976 - 5 mesi fa

    Con tutte le squadre che falliscono, lottano nei tribunali per l’Europa League, hanno finanziatori sconosciuti, vedere che sto tizio ancora investe nel Toro mi fa piacere. Io vado controcorrente ma troppi brutti ricordi : Calleri, Ciminelli, Giovannone, Romero e i suoi capelli, Goveani il notaio. Solo Borsano fece qualcosa ma poi pagammo il conto. Se poi fa tante plusvalenze vuol dire che si è circondato di gente che tutto sommato ci capisce.

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    1. fabrizio - 5 mesi fa

      ci capisce di cosa? di calcio non credo…. Potremmo comunque iscriverci al campionato dei commercialisti…

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    2. One plastic - 5 mesi fa

      Dà retta, cambia Nick…

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    3. Granat....iere di Sardegna - 5 mesi fa

      Ti chiedo scusa ma potresti dirmi che cosa investe cairo nel Toro? Con gli utili degli anni passati ha recuperato tutte le perdite e puoi stare tranquillo che troverà il modo di non chiudere in perdita anche quest anno. Ora come ora cairo investe nel Toro il tempo per interviste Dove ci fornisce dati a dir poco grotteschi.

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  21. alexku65 - 5 mesi fa

    Complimenti per l’articolo Andrea. Ha un taglio pieno di personalità.

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  22. robertozanabon_821 - 5 mesi fa

    Potrei dire tutto giusto, ragionevole e condivisibile di un’analisi corretta ma incompleta.
    Cercherò di essere il più breve possibile: Cairo è un editore e non stamperebbe mai 100.000 copie di un qualunque giornale o rotocalco che ne vendesse solo 50.000.
    Cairo, quindi, ha il terrore dei “resi” e nel gestire il Torino si è affidato ai numeri che, purtroppo, ci vedono in posizioni di retroguardia in tutti gli indicatori relativi a pubblico pagante, contatti internet, merchandising, bacino d’utenza e tutti quegli indici che esprimono il potenziale di un “prodotto” quale esso è, piaccia o no, il Torino.
    Se si analizzano questi dati si scopre che la classifica del Torino è in linea con quella delle squadre più seguite e migliore del Bologna che esprime numeri migliori di noi.
    Fa eccezione l’Atalanta che, faccio notare, ha venduto Spinazzola, Cristante e Caldara per un centinaio di milioni.
    Cairo di conseguenza pensa: che ritorno posso avere da un investimento se la differenza allo stadio è di poche migliaia di spettatori? A San Siro son decine di migliaia
    le persone in più quando le cose vanno bene. E ancora: è se poi và male? Quanti abbonati ha Torino Channel ?
    Potrei continuare ma voglio precisare che non sto difendendo Cairo ma qualche attenuante và data. Ma davvero pensiamo che avrebbe potuto pagare gli ingaggi del Manchester, del Chelsie della Roma (Fiorenzi rinnova a 3 milioni) Lazio, Monaco ecc. ecc. Per finire: sapete quanto è costato Ronaldo ai gobbi? 0 diconsi 0 lire.
    A 150 euro a maglietta ne stanno vendendo decine e decine di migliaia più sponsor vari e incassi stratosferici da tutto l’indotto.
    Noi rimaniamo una riserva Indiana e Geronimo sta invecchiando…

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    1. steacs - 5 mesi fa

      Analisi un po´miope anche la tua, senza offesa, come ho detto i soldi portano soldi, l’entusiasmo dell’Atalanta lo dimostra e noi siamo molti piú dei Bergamaschi, quindi EL, giocatori, sponsor e stadi pieni… sono tutti collegati.

      Poi citare Toro Channel, ti pare che le squadre si finanzino o guardino cose del genere?

      A noi manca per prima cosa lo stadio di proprietá!
      Poi qualche buon giocatore, soprattutto a metá campo, i risultati e l’entusiasmo sarebbero una conseguenza, se c’é gente (la invidio) che fa ancora l’abbonamento in certe condizioni figuriamoci con una squadra competitiva non solo a chiacchiere da bar.

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      1. Tashunka - 5 mesi fa

        In realtà nella stagione dell’Europa League abbiamo avuto meno abbonati della stagione precedente. Quindi non raccontiamoci storie, con lo stadio mezzo vuoto non andremo mai da nessuna parte. La società deve fare la sua parte , ma i tifosi devono fare la loro a prescindere dai risultati. Anche perché se dipendesse solamente dai risultati saremmo spariti già dai tempi di Gerbi DeFinis Calleri Cimminelli ecc. ecc.

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        1. AndreaV - 5 mesi fa

          Dai, devo ricordarti io il calciomercato di quell’anno, davanti alla partenza di quelli che erano considerati essere i due migliori giocatori? Non ci fu uno, e dico un acquisto che dimostrasse qualche tipo di ambizione. È come se la Giuve avesse venduto Dybala e Higuain, l’anno scorso, per prendere al loro posto Eder e Paloschi. Uno ritorna in UEFA dopo 20 anni, e vede partire il suo miglior giocatore senza alcun sostituto di livello, mentre assiste tutta l’estate alla telenovela Cerci.

          Nel calcio, l’entusiasmo è come in economia la fiducia, se non c’è è un casino. E noi, non bisogna nasconderlo, siamo sempre stati esigenti, a volte anche troppo, ma se quella era l’investimento della società al ritorno dopo 20 anni in UEFA, era prevedibile che la risposta non sarebbe stata enorme.

          Tant’è che negli ultimi tre anni, davanti a squadre sempre palesemente incomplete ma a mercati comunque più ambiziosi (finanziati con le plusvalenze), la media di spettatori è stata ben maggiore di quella della stagione in cui eravamo in Europa.

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    2. Granata - 5 mesi fa

      Ciao robertozanabon quello che scrivi è condivisibile ma incompleto. Tu prospetti un analisi su dati volubili quali merchandising o frequenze stadi etc etc. Cairo può invece contare su dati certi quali premi derivanti per esempio dai risultati sportivi. Vedi piazzamenti. Analizzando questi dati dovrebbe essere invogliato a raggiungerli o no ?

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    3. AndreaV - 5 mesi fa

      Il tuo discorso potrebbe, ovviamente dal mio punto di vista, essere giusto se l’anno del ritorno in A non avessimo fatto 18 mila abbonati, dietro solo alle big, a Palermo e Fiorentina. Il problema è che tu il “mercato”, sia esso dei tifosi, degli sponsor, del merchandising, non lo sviluppi se non fai risultati. E noi siamo arrivati al punto in cui, senza un minimo di investimenti, non fai il salto di qualità per fare non la vittoria dello scudetto, ma quella squadra che ci consenta di lottare sempre per la UEFA con costanza e sino alle ultime giornate. Perché se arrivi in Europa anche solo un anno sì e uno no, ne guadagni di sponsor, di diritti tv, di presenze allo stadio, di vendita di magliette e annessi, di entusiasmo. Se pensi, invece, che la dimensione del torino siano poco più di 10 mila abbonati è un altro discorso, ma non lo condivido: il bacino c’è, bisogna però invogliarlo e dargli un po’ di entusiasmo.

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  23. bertu62 - 5 mesi fa

    Mah….

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    1. steacs - 5 mesi fa

      Dai Bertu, commenta un po´di piú :)

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    2. One plastic - 5 mesi fa

      Dai bertu ce la puoi fare, è dura ma ce la puoi fare…

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  24. user-13746076 - 5 mesi fa

    Applausi….

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    1. steacs - 5 mesi fa

      92 minuti di applausi (cit.)! :)

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  25. zampa - 5 mesi fa

    non è un segreto, i bilanci sono pubblici, basta saperli leggere…

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  26. zampa - 5 mesi fa

    toro 88, o non sai leggere, e ci sta, ma per le seghe mentali e non , arrangiati non ti posso aiutare.

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    1. Granata - 5 mesi fa

      Ciao zampa scusa ma tu scrivi che Cairo ( che non voglio difendere ) mette come spese 5 mln€ per pagarsi .Su quali basi ? Grazie

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  27. Toro88 - 5 mesi fa

    Vedi di abbonarti. Siamo decimi dietro al bologna. Fissi nella colonna di destra. Poi ti fai le seghe mentali…

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  28. zampa - 5 mesi fa

    ps, il giornalaio continua a mettere nelle spese del toro 5 mio di euro pe pagare il suo stipendio e per pagare tutta la sua stirpe più o meno nobile?
    penso di sì… un giorno ci dirà che lo abbiamo mandato via, e si farà pagare 200 mio di euro…dopo aver speso nulla per comprarlo, altro che salatini Da uno che ha già rinnovato l’abbonamento in maratona per sé e per i suoi figli, quindi tifoso del toro a prescindere, ma non disposto a farsi prendere in giro da nessun giornalaio, meno che meno da questo….

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  29. steacs - 5 mesi fa

    Grazie per la risposta Andrea.

    Non è tanto andando a paragonare dati statistici che ne usciamo, anche perché loro sono partiti dalla C quindi dubito che in quell’anno fatturassero piú di noi.

    Comunque il tema è che hanno aumentato gli investimenti negli anni, questo ha generato vendite migliori dei giocatori (Lavezzi per es), reinvestimenti (Higuiain dal Real), stadio pieno e sponsor che avranno versato piú di quanto abbiamo ricevuto noi, come dire: “i soldi fanno soldi”.

    Cairo ai soldi è recettore lo sappiamo, peró ormai anche lui si accontenta, perché il rischio diventa maggiore, lo capisco perché no, lui non é tifoso per questo ad un certo punto, ci starebbe bene l’intervista che dice: “ho una certa etá e altri interessi, ho fatto molto per il Toro peró ora voglio dedicarmi ad altri progetti/famiglia e se ci sono compratori fatevi avanti, la cifra é xxx” (che per quanto ha messo di suo puó essere pure zero, i suoi soldi se li é ripresi con gli interessi (un milioncino all’anno), vendesse Belotti e un altro a 100 e se ne vada, se so che servono a questo non mi arrabbio, purché arrivi qualcuno con un progetto serio e vero, non solo a parole. Solo questo.

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    1. AndreaV - 5 mesi fa

      Sì, diciamo che il Napoli è l’unica squadra che va presa con le pinze quando si fa questo discorso. Si è potuta permettere di rischiare molto limitatamente, perché aveva un potenziale di fatturato enorme, aggiungiamoci che con Cavani e Lavezzi, poi, aveva avuto molta lungimiranza (non è che vennero pagati una follia). Quindi, di per sé, i margini per arrivare in alto, senza andare a, diciamola in termini imprenditoriali, investire tanto per conquistare il mercato e fare il salto di qualità, ce li aveva. Tant’è che i suoi bilanci sono (vado a memoria, non ho i dati sotto mano) quasi sempre stati in attivo (lo stesso anno che arrivò Higuain, con la partenza di Cavani e Lavezzi chiuse in utile di 20 milioni), e il fatturato è aumentato esponenzialmente in questi anni (stiamo parlando di una squadra che, solo dallo stadio, e solamente considerando il Campionato, fattura circa 12 milioni di euro di biglietti).

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  30. prawn - 5 mesi fa

    Ottimo articolo, un bel riassunto (lungo eh, ma gli anni di Toro-Cairo sono ormai tanti!), rivedo tanti dei commenti miei e dei fratelli granata negli ultimi due o tre anni su TN, ma qua e’ ben scritto, nero su bianco, non e’ un commento dei maicuntent, non ci sono insulti, solo fatti.

    Da stampare, mandare in societa’, o da linkare quando qualche tifoso (voglio pensar bene, acceccato dalla fede) non capisce che non ci siamo proprio con questa filosofia societaria.

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    1. Il "Se" di Kipling - 5 mesi fa

      secondo me e’si e’ cosi’ tanto contornato di “yesmen” che non percepisce piu’ la realta’ gli danno sempre ragione e crede che la gente lo segua.

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  31. Il "Se" di Kipling - 5 mesi fa

    @tric “gaute la nata”

    (ndr. proverbio piemontese equivalente a: “fatti furbo”)

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  32. Hic Sunt Leones (A.C. TORINO)® - 5 mesi fa

    Grande Andrea Viscardi,
    Uno di noi.
    FVCG

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  33. tric - 5 mesi fa

    Che noia!!!!!!!!

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    1. Hic Sunt Leones (A.C. TORINO)® - 5 mesi fa

      cos’e’ che annoia, potresti dirlo?
      Ti riferisci al fatto che questi sono argomenti triti e ritriti ma altrettanto veri? Oppure sono solo lamentazioni senza fondamento e se invece c’e’ una via di mezzo, qual’e’?

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      1. Granat....iere di Sardegna - 5 mesi fa

        Lo sapevo che i tuoi mesi sabbatici sarebbero durati poco….peraltro condivido in toto il senso dell articolo che poi, in fondo in fondo, richiama il presidente semplicemente ad una maggiore chiarezza e sincerità, evitando panzane come quella degli investimenti di quest’anno, che fa a cazzotti con l evidenza dei fatti e denota una certa propensione non involontaria alla lettura dei numeri a proprio uso e consumo…ma si dai lo dico: nel caso specifico il presidente mente sapendo di mentire

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        1. Il "Se" di Kipling - 5 mesi fa

          esatto, non ho resistito, non e’ possibile, quello che ha detto negli ultimi giorni il nostro egregio presidente, e’ troppo. Ma sembriamo veramente cosi’ imbecilli? Oppure lui vive in un mondo tutto suo fatto di “Yesmen” che dandogli sempre ragioni gli fanno percepire la realta piu’ ovattata di quello che e’?
          Mi fa male vedere i suoi seguaci piu’ che il vedere lui.

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          1. Granat....iere di Sardegna - 5 mesi fa

            Io non parlerei di seguaci, a parte qualche caso. Direi che c è la convinzione in buona fede che senza di lui saremmo chissà dove o magari non ci saremmo più. Forse è stato vero fino a qualche anno fa ma ora che il presidente ci sia o meno non cambia nulla. Il Toro si autofinanzia. Basterebbe un buon amministratore delegato e un ds meno incline ai bidoni inutili per la squadra e probabilmente andremmo pure meglio. La situazione ideale per un azionariato popolare…

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          2. Hic Sunt Leones (A.C. TORINO)® - 5 mesi fa

            Infatto @Granatiere, qualche anno fa c’era “TOROMIO” ma non ha riscosso grande attenzione, ora ci stanno provando insieme ad altri.
            Si hai prerfettamente ragione quando mi correggi sui seguaci, io ho generalizzato in “seguaci” ma la soluzione che tu presenti e’ la stessa che mi andrebbe bene, com eminimo.

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          3. Granat....iere di Sardegna - 5 mesi fa

            Sì ma mettetevi d accordo ah ah ah di seguaci ha parlato tuo figlio il se di kipling o tu? Ah ah ah ah comunque un saluto a tutti e due. Ps se qualcuno pensa ad un azionariato popolare per rilevare il Toro io sono interessato a capire cosa vogliono fare. In fondo si tratterebbe di trovare i soldi per rilevare la società. Noi non siamo interessati a distribuzione di dividendi. È sufficiente chiudere i bilanci non in perdita e con una costante attenzione alla gestione finanziaria

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          4. Hic Sunt Leones (A.C. TORINO)® - 5 mesi fa

            @Granatiere, ero io che ho scritto sul suo pc ma lui era ancora loggato con la sua chiave di accesso e non mi sono accorto. Scusami eheheheh

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        2. Hic Sunt Leones (A.C. TORINO)® - 5 mesi fa

          Ciao @Granatiere, si ho ripreso a postare la scorsa settimana dopo le varie dichiarazioni del presidente, e anche mio figlio qui (@Se di Kipling) non resisteva piu’.
          Spalmare due campagne acquisti su un anno, non conteggiare tutte le plusvalenze, mi fanno prorpio pensare che o 1) pensa che siamo dei ritardati 2) ha troppi yesmen che gli fanno vedere una realta’ distorta.
          Un abbraccio caro

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          1. Granat....iere di Sardegna - 5 mesi fa

            Io purtroppo credo sia la prima che hai detto. È talmente grossa quella che ha sparato da non potersi spiegare con un mero distacco dalla realtà…

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    2. Il "Se" di Kipling - 5 mesi fa

      lascialo perdere @Hic questo viene da noigranata, siamo noi che non siamo in grado di afferrare il loro linguaggio elitario.

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    3. A.C. TORINO - 5 mesi fa

      che noia vedere ancora gente che crede nel “progetto” a quell’eta’ uno dovrebbe gia’ essersi reso conto che “al president an pia an gir”. Invece…
      ci sono gli irriducibili, perche’ non siamo in grado di capire perche’ noi siamo il volgo, il nostro linguaggio e’ populista, nel senso di becero e non capiamo le elite che appoggiano il presidente.

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  34. Theblizzard - 5 mesi fa

    Parole sante! Chi non concorda ha un salame intero sugli occhi!

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    1. steacs - 5 mesi fa

      O ha un salame da un’altra parte… e gli piace…

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  35. steacs - 5 mesi fa

    Ottimo riassunto di quello che io e altri fratelli ci sforziamo di dire nel forum da tempo, la maggioranza pensa proprio questo e mai come quest’anno siamo all’esame finale e fino adesso c’è poco da essere ottimisti sia per quelli che sono arrivati e sia per le parole di chi dovrebbe infondere ottimismo.

    Piccolo appunto all’articolo su quando dice che non siamo il Napoli, quest’ultimi investivano su Lavezzi, Hamsik, Cavani e Higuain quando noi… vabbe´ non faccio nemmeno il paragone ma ancora non avevano certo le entrate della Champions, quindi è solo un tema di INVESTIRE, andare in banca fare un piano, prendere soldi e poi rientrare, come qualsiasi azienda che si rispetti… se il calcio ormai è questo… adeguiamoci… usciamo dalla dimensione di BOITA DI PAESE.

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    1. Hic Sunt Leones (A.C. TORINO)® - 5 mesi fa

      Grande Andrea Viscardi,
      Uno di noi.

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    2. Theblizzard - 5 mesi fa

      Meno male che nn sono l’unico a pensarla così! Iniziavo a sentirmi come un Indiano in una riserva :-)

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      1. steacs - 5 mesi fa

        No ormai gli indiani in riserva sono quelli che si fanno raggirare da urbANO, con le sue ultime uscite non gli da piú nemmeno modo di avere difese verosimili… ormai sono passati da “scudetti di bilancio” e “compralo tu il Toro” a: “io tifo Toro da prima di Cairo e lo tiferó anche dopo…” bla bla… manco si accorgono che ancora 10 anni con questo e non ci saranno piú nessuna generazione “ottimista” disposta a scuola a farsi prendere per cul0 per anni… questo ha annientato una generazione e mezzo… in 13 anni… un fenomeno!

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        1. Il "Se" di Kipling - 5 mesi fa

          quello che piu’ mi fa male non e’ mica solo il vedere cio’ che dici e che confermo dico da molti anni, quello che fa male e’ vedere che gli gli va ancora dietro sono quelli che si considerano elitari, quelli che siamo noi che non capiamo che il calcio e’ cambiato. Cosi’ convinti di essere nel giusto che gli andrebbero dietro anche nel burrone, ci sono delle vignette sul sito di “accontentisti buonisti e perdonisti” che accomuna questi tipi a Fantozzi e Filini, fatti un giro sul sito…

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    3. Il "Se" di Kipling - 5 mesi fa

      Grazie Andrea!

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