Toro, amarcord-derby: Darmian e Quagliarella come Francini e Serena

Toro, amarcord-derby: Darmian e Quagliarella come Francini e Serena

Gargarismi / Il Derby della Mole visto da Domenico Catagnano

Prendo posto all’Olimpico per assistere al derby, mi volto, vedo dietro di me Aldo Serena e mi cullo nei ricordi. Ripenso al Toro-Juve di trent’anni fa, stagione di grazia 1984/85, quando i cuginastri, in vantaggio con la solita punizione di Platini, subirono la rimonta prima con Francini e poi proprio con Serena, che all’ultimo minuto trafisse Tacconi con un colpo di testa su angolo del divino Junior. Un fenomenale 2-1 in rimonta. Che bello, penso tra me e me, se potesse essere ancora così.

E in effetti comincia così, con la punizione di Pirlo che ci gela. Pirlo come Michel, dico tra me e me, hai visto ma che… no dai, impossibile. Eppure, eppure… 1-1, a pareggiare Darmian, un difensore di fascia con licenza di far male, proprio come Francini trent’anni fa. (A margine: Francini, figlio del Filadelfia, lo ricordo come un fenomeno, poi ci lasciò, fece una dignitosa carriera e nulla più. Meditate, voi che volete andare via dal Toro, meditate. Chiudo la parentesi).

E comunque pareggio. E nuovamente: hai visto mai che… No dai sarebbe troppo bello. Invece, una volta tanto il troppo bello diventa realtà. Non c’è bisogno di aspettare il fotofinish per il gol della rimonta. Allora Serena, oggi Quagliarella: altra similitudine, il bomber della squadra corona la rincorsa con la sofferta vittoria finale.

Non vincevamo da vent’anni, abbiamo vinto come trent’anni fa, tre analogie su tre.
Che goduria, ragazzi. Nonostante quegli imbecilli che hanno provato a rovinare la festa, che bello vedere a fine partita gente che si abbracciava, tifosi in lacrime, ragazzini gioiosi che per la prima volta hanno vinto una stracittadina.

Un grande spettacolo, ma non una ciliegina come San Ventura, con una modestia mal celata dal sorriso, l’ha definita. Questa vittoria vale un pasto completo, ci sazia di una fame durata troppo tempo e dà ancora più valore a una stagione strabiliante.

E ora? Ora sì che servirebbe la ciliegina, ossia quella qualificazione in Europa League che è ancora alla nostra portata. La Fiorentina ha la testa alla semifinale, la Samp sembra in caduta libera. Il calendario è difficile ma non impossibile, non perdiamo quel carattere che abbiamo ritrovato da qualche mese. Dai ragazzi, ormai nulla ci è impossibile, se abbiamo voglia di farlo.

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