Toro-Empoli, una sconfitta scritta dal destino

Toro-Empoli, una sconfitta scritta dal destino

Gargarismi / La rubrica di Domenico Catagnano

Una delle rare volte (mi vien da dire l’unica, ma solo perché non me ne vengono in mente altre) in cui mi sono un po’ vergognato di una vittoria del Toro risale al dicembre 2006, partita del Centenario. Ricordate? Stadio tutto granata, palloncini, maxi striscioni con i volti dei protagonisti della nostra storia, Junior e Pulici su un palchetto al centro del campo a ricordare le vecchie glorie. Quella partita la vincemmo 1-0 con un gran tiro di Comotto, ma prima i nostri avversari avevano segnato un gol regolarissimo, uno di quelli che chiameremmo “gol fantasma”. La palla aveva abbondantemente superato la linea di porta prima di essere respinta da un difensore, ma l’arbitro, imbeccato dal guardalinee, inspiegabilmente annullò la segnatura. La partita del Centenario è insomma passata agli annali come un mezzo furto, e il conto… l’abbiamo pagato adesso. Perché, ça va sans dire, l’avversario di allora era l’Empoli.

Insomma, quel simpaticone che lassù non ci ama ogni tanto continua a farci qualche scherzetto. Coincidenza, certamente, il fatto che i toscani fossero in qualche modo in credito con la fortuna nei nostri confronti. Coincidenza che si giocasse anche stavolta sotto ricorrenza, allora il compleanno, oggi l’anniversario degli Invincibili. Coincidenza anche lo stesso risultato.

Una “vendetta” ancora più amara per come si è consumata, con l’incredibile papera di Padelli che l’ha fatta talmente grossa… da non avere colpe. Insomma, il destino, se mai esiste, continua a divertirsi alle nostre spalle. Certo, si parla pur sempre di calcio, ma non siamo i primi a dire che proprio il calcio è metafora di vita, e per noi del Toro questo parallelismo vale di più.

Nel momento più bello di queste ultime stagioni, con ancora negli occhi l’impresa al San Mames, la palpitante vittoria nel derby, la sentita e partecipatissima marcia verso Superga, con la squadra lanciatissima verso l’Europa, ecco la battuta d’arresto che non ti aspetti. E a voler far pesare più il danno, anche la beffa, con un gol subito in maniera assurda.

Tutto questo nulla toglie alla fantastica annata dei Ventura boys, anzi, a vederla in controluce, il tutto rende più esaltante questa corsa all’Europa. Troppo facile vincere e portarsi al sesto posto. No, a noi le cose semplici non sono mai piaciute. Del resto anche la scorsa stagione si chiuse in modo rocambolesco: ve lo ricordate il rigore di Cerci a Firenze, no?

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy