Giù la maschera: avanti il prossimo

Giù la maschera: avanti il prossimo

Mai Cuntent / Chi urla al “se ci fosse stato Sinisa un anno fa…” sbaglia, e sbaglia di grosso

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E così, a ventitrè anni suonati, Icardi ha scritto la sua autobiografia. Ci può stare, perché no? La bufera attorno mi pare esagerata, suvvia. Al massimo agli amici (di sfighe alterne) dell’Inter possiamo regalare la mia: non è che ci sia scritto molto, infatti è un’autobiografia al futuro.  “Mai cuntent e il Toro, viaggio in ventidue anni di speranze”, il titolo. Poi l’incipit sarebbe così: “2016, ci siamo. Partiamo in sordina, poi battiamo Roma, Fiorentina, quattro pappine al Palermo, poi Lazio e Inter una volta che ci vedono entrare in campo cominciano a farsi qualche domanda”. Si, per carità, non è scritta benissimo: ma sarà un racconto di passione. Come piace a noi.

Giù la maschera, amici mai cuntent. Della vittorissima rifilata al Barbera han parlato e parleranno in molti, ma quello che commuove è che tutto l’insieme comincia a galoppare inferocito, mai domo. E diciamolo, si: anche bello incazzato. Questi ragazzi hanno cambiato psicanalista e accontentarsi non è più il messaggio che corre tra le mura della Sisport. Poi, certo: i due gol di Ljaic sono l’espressione di un talento puro. Se questo comincia a sconfiggere l’altra parte di sè stesso che alcune volte lo addormenta, rischiamo di goderci dopo anni un giocatore con la ‘g’, la ‘i’, e persino la ‘o’ maiuscola. Ogni singola carta di questa squadra sembra infilata al proprio posto: forse un ragionamento banale, ma mica poi così scontato. Resta da registrare il reparto arretrato, non proprio brillantissimo. Ma lo scaltro Sinisa sa dove (ri)toccare i giusti tasti: anche molto velocemente.

Tutto scorre in un modo preciso. Eppure, il lato più ‘mai cuntent’ del sottoscritto, suggerisce due punti che non posso non commisurare. Sono appunti per l’immediato futuro, ma anche per il recente passato:

-Il granata che abbiamo dentro è come l’amore: alterniamo giorni di estenuante follia a giorni di catastrofe che in confronto il Titanic è soltanto la storia di un pedalò rovesciato vicino al porto di Albenga. Questi ragazzi hanno tutti una grande fame: ma al prossimo possibile stop (speriamo più tardi che mai), mandiamo giù il boccone e guardiamo avanti. I veri uomini sono quelli che una volta fatto l’errore resettano e vanno avanti, senza rimuginare troppo. Vedesi Bergamo, un mese fa. E vedesi ora, trenta giorni dopo.

Chi urla al “se ci fosse stato Sinisa un anno fa…” sbaglia, e sbaglia di grosso. Come mi disse una fanciulla anni fa: “Nulla accade per caso”. Il ciclo della vita doveva farci prendere, risorgere, sorridere per poi annoiarci a morte con Ventura: come tutti i cicli degni di essere chiamati tali. Il serbo è al posto giusto al momento giusto, e con lui tutti quei giovani rivitalizzati dalla sua cura (visto Zappacosta?). Anch’io forse dovevo essere al posto giusto al momento giusto con la fanciulla. Ma questa è un’altra storia. O meglio, un’altra autobiografia. Da non confondere con quella di passione e speranza di un ‘mai cuntent’ nell’anno della nostra concreta e indiscutibile rinascita.

Giù la maschera, quindi. Avanti il prossimo.

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  1. Mik - 2 mesi fa

    dd

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