Baselli: l’emblema di una nuova generazione di giocatori

Baselli: l’emblema di una nuova generazione di giocatori

Il Granata Della Porta Accanto/ In altri tempi i giocatori con i piedi di Baselli avrebbero preteso la maglia numero 10. Con personalità…

di Alessandro Costantino

Che il Toro sia reduce da due vittorie consecutive non è sufficiente a certificare che la formazione di Mazzarri sia ormai saldamente avviata sulla strada dell’Europa, obiettivo che, piano, piano, anche dalle parole dello stesso Cairo, è sempre più dichiarato. I punti in classifica sono sufficienti a rimanere in scia del treno delle squadre che si giocheranno l’accesso all’Europa League, ma le prestazioni della squadra, in particolare in fase offensiva, non autorizzano all’ottimismo più sfrenato. Anche i singoli viaggiano a corrente alternata e, al netto di parecchi infortuni, ci sono giocatori in ascesa (Berenguer, Meité, Aina, Parigini) e giocatori che invece stentano a far valere il proprio tasso tecnico.

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Tra questi uno in particolare si sta rivelando, anno dopo anno, una delusione per i tifosi perché puntualmente manca il salto di qualità definitivo. Parliamo di Daniele Baselli, centrocampista dai piedi fini che, alla quarta stagione in granata, ancora non è diventato un leader tecnico in campo come un po’ tutti, addetti ai lavori compresi, si sarebbero aspettati. L’ex Atalanta è uno dei pochi giocatori della rosa che dà del tu al pallone, grazie ad una tecnica di base decisamente sopra la media: tiro, lancio lungo, controllo della palla, capacità di inserimento in zona gol, unite ad una discreta capacità di interdizione, farebbero di lui un signor centrocampista. Eppure il ragazzo di origini bergamasche sembra fare sempre trenta, ma mai trentuno. Personalmente l’ho sempre apprezzato perché si vede che è di una caratura superiore, ma inizio ad esserne profondamente deluso tanto che lo sto facendo scivolare lentamente nella sezione delle “cause perse”: se fino ad un paio di stagioni fa la scusa “è giovane, si farà” poteva calzare a pennello per le sue altalenanti prestazioni, oggi non riesco a capire come non sia ancora sbocciato definitivamente. Un vero mistero.

Ci aveva illusi tutti, Baselli, con quello strepitoso finale di stagione di due anni fa, quando sembrava finalmente un giocatore completo ed affidabile. E invece niente, è tornato sull’ottovolante offrendo un rendimento con dei picchi di grandissima qualità e dei down di quasi apatia in campo. La gara con il Frosinone è stata un po’ lo specchio di quello che è Baselli oggi: un gol (e di gol per essere un centrocampista ne ha sempre segnati parecchi), ottimo non tanto per la difficoltà di esecuzione, quanto per la bravura nel trovarsi nel posto giusto al momento giusto, e poi lunghe pause soprattutto nel secondo tempo durante la rimonta dei ciociari, quindi nel periodo in cui il Toro faceva più fatica e sarebbe stato necessario che qualcuno lo avesse preso per mano. Ma la cosa che è rimasta più indigesta a tutti è stata l’esultanza polemica dopo la rete: un atteggiamento francamente inaccettabile verso una tifoseria che lo ha sempre sostenuto ed incitato e che, forse, quattro anni dopo, gradirebbe essere ripagata di tanto affetto. Probabilmente, e qui duole ammetterlo, Baselli è solo uno normalissimo giocatore dei tempi moderni, quelli che non si legano alla maglia, che monetizzano i buoni momenti con ricchi rinnovi contrattuali, ma poi non hanno lo stesso ardore quando c’è da mettersi in gioco e da diventare punti di riferimento per i compagni in campo e per i tifosi fuori.

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D’altronde é un problema generale del calcio italiano: quanti leader o giocatori decisivi sono usciti dalla Under 21 di cui faceva parte lo stesso Baselli? Prendersela con lui perché non è ciò che non vuole o non riesce ad essere non è corretto. In altri tempi i giocatori con i piedi di Baselli avrebbero preteso la maglia numero 10 e avrebbero voluto che ogni pallone delle azioni di attacco passasse dai loro piedi, oltre ad accaparrarsi senza ombra di dubbio la priorità su punizioni e rigori. Baselli è stato fischiato alla sua uscita dal campo nella gara contro il Napoli ed invece di volersi riscattare a tutti i costi per tornare a farsi amare, pensando in fondo di essere un po’ in debito verso il Toro ed i suoi tifosi, si è permesso di tenere un atteggiamento polemico, decisamente fuori luogo, verso uno stadio che è stato sempre forse fin troppo benevolo nei suoi confronti. L’abbiamo sentito parlare spesso di Nazionale, ma se fatica a prendersi un ruolo importante nel Torino non vedo come possa sperare di farlo in maglia azzurra. Forse farebbe bene a fare un passo indietro e a studiarsi un po’ di campioni del passato. Cambiano le epoche, ma alla fin fine, per essere numeri uno la ricetta è sempre la stessa: è la personalità che conta. E come diceva il Manzoni su Don Abbondio che se uno il coraggio non ce l’ha, non è che può darselo, speriamo di non dover dire lo stesso della personalità di Baselli


Da tempo opinionista di Toro News, do voce al tifoso della porta accanto che c’è in ognuno di noi. Laureato in Economia, scrivere è sempre stata la mia passione anche se non è mai diventato il mio lavoro. Tifoso del Toro fino al midollo, ottimista ad oltranza, nella vita meglio un tackle di un colpo di tacco. Motto: non è finita finchè non è finita.

16 Commenta qui

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  1. rossodisera - 2 mesi fa

    Mihajlovic è stato più diretto e più delicato : uno de pochi bergamaschi senza garra lo ha definito. Dobbiamo accettare che più non può dare e sarebbe il caso che andasse in un’altra squadra per trovare nuovi stimoli.

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  2. gl65 - 2 mesi fa

    Secondo me è un uon giocatore, tecnico, ma manca un po’ di fisico, non regge i 90 minuti, pensavo mettesse su un po’ di kg, cmq a me piace, mi rimane l’eterno dubbio, tutti gli allenatori del Toro l’hanno sempre impiegato mezzala o anche più avanti, proprio perché davanti alla difesa volevano più fisico, ma ci sono dei giocatori che in carriera erano più avanti ma il meglio l’hanno poi dato da registi davanti alla difesa, Pirlo, Jorginho e ora Hamsik, i primi due non hanno tutto quel fisico, a volte è anche una questione di allenatori più capaci…

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  3. robert - 2 mesi fa

    Mi è piaciuto il commento molto meno quando si dice che in altri tempi avrebbe avuta la maglia n.10.Cioè al posto di Mazzola,Rivera, Baggio,Antognoni,Tardelli ecc…Ma per favore non facciamo accostamenti del cavolo.Io sono molto più drastico su questo giocatore:è una nullità.Buon giocatore da calcetto !!!!!

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  4. Hagakure - 2 mesi fa

    Dal punto di vista del giocatore un eterno incompiuto.

    Nel VERO TORO uno come costui (sempre dal punto di vidta del giocatore) non durava una stagione.

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  5. Bischero - 2 mesi fa

    Giocatore ne carne ne pesce. Ha un bravo procuratore che sa gestirlo e sponsorizzarlo.da vendere al miglior offerente. Percarità. È tecnico e ha voglia. Ma con quel fisico è quei polmoni non giochi in serie A.

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  6. user-13758358 - 2 mesi fa

    piantiamola di metterlo in croce, se 3 mister consecutivi si sono affidati a lui una ragione ci sarà. noi giudichiamo i giocatori x il numero di gol e le giocate ad effetto, ma sicuramente c’è altro
    mimmobg

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  7. granatadellabassa - 2 mesi fa

    Non so quale sia il suo problema ma non credo sia la mancanza di coraggio. In ogni caso sarebbe da mettere in panchina. Se non rendi, allora stai fuori. Le alternative non mancano.

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  8. Marchese del Grillo - 2 mesi fa

    L’autore non ha paragonato Baselli a Don Abbondio. Ha solo fatto una citazione per avvalorare la tesi che se una determinata caratteristica non fa parte del tuo carattere, non puoi comprarla al mercato. E dopo anni in cui aspettiamo Baselli spiccare il volo, e dopo continue critiche e sollecitazioni puntualmente cadute nel vuoto, si finisce per arrendersi e accettare che siamo davanti a un giocatore incompiuto. Buon per lui che nel miglior momento della passata stagione è riuscito a strappare un bel contrattino milionario, molto male per il Toro che ancora quest’anno si ritrova con un centrocampo zoppo.

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  9. user-13814870 - 2 mesi fa

    che articolo offensivo…ragione totale a Madama granata. .qui vedo che Baselli è sempre molto criticato altro che Amato. se ha fatto quel gesto è da capire. Ed io l’ho capito. Ha sempre parlato bene del Toro e rimasto volentieri. Ha sempre accettato il ruolo che gli han chiesto anche se non.era il suo e se qualche volta non dà il meglio è anche per questo. Forza Baselli io sto con te..

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  10. Madama_granata - 2 mesi fa

    Commento fuori luogo ed altamente offensivo perla persona, non per il calciatore Baselli!
    Per me totalmente fuori luogo il paragone manzoniano!
    Il dovere di chi sceglie di vestire l’abito talare è quello mettere la propria vita a disposizione dei deboli, degli indifesi, delle vittime!
    Un prete sceglie e deve essere pronto a morire, se necessario, pur di assolvere il suo compito, davanti a Dio ed agli uomini!
    E il tutto senza nulla pretendere!!!
    Un calciatore sceglie di giocare, e deve mettere in campo tutta la sua abilità al fine di indirizzare il pallone nella porta avversaria, o al fine di far sì che questo pallone non entri nella sua, di porta!
    E il tutto dietro a lauto compenso!
    Come si può dire ad un uomo che non ha la personalità, o magari il coraggio, di Fra Cristoforo o del Cardinale Federigo Borromeo?
    Come lo si può marchiare con l’infamia di essere un don Abbondio?
    Chi dice all’autore che nelle difficoltà della vita Baselli non saprebbe avere più personalità e più coraggio di molti di noi, magari dello stesso commentatore?
    Lasciamogli fare il suo mestiere: giocare a pallone!
    Non ci convince? Non ci piace?
    Bene, critichiamolo per questo, e non plaudiamo alle sue “gesta pallonare”, ma lasciamo fuori i tratti positivi o negativi della sua personalità, sia egli Baselli o un qualunque altro essere umano!

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    1. rogozin - 2 mesi fa

      Sono pienamente d’accordo con lei.

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  11. Agi - 2 mesi fa

    Baselli e Rincon in 2 fanno circa 3 quarti di un giocatore vero!

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  12. TOROHM - 2 mesi fa

    3 o 4 panchine di fila o addirittura tribuna e ritorna pimpante.

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  13. user-14036712 - 2 mesi fa

    Un giudizio troppo severo nei confronti di un ottimo calciatore quale è Daniele Baselli, con la condanna eseguita per colpa dello sfogo dopo il gol al Frosinone. Se il motivo di quella “esultanza” sia solo perché ci tiene alla gloriosa maglia del TORO, invece di essere il solito mercenario?

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  14. roplo - 2 mesi fa

    ma quale emblema ….più di questo non cresce èpalese ….c è dai tempi di ventura …..e non è cambiato di una virgola ….si 38 partite gioca bene 10 si salva in altre 10 e le restanti 18 fa PENA…..è sempre uguale non cambierà mai …baselli è questo …un buon rincalzo per un team da Europa e titolare per team dal 7 al 18 posto

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  15. Vanni - 2 mesi fa

    Più che pretendere la maglia 10, una volta, con la qualità che c’era, uno come basellao faceva il porta borracce.

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