Ecco il Toro che si allenerà nel nuovo Filadelfia

Ecco il Toro che si allenerà nel nuovo Filadelfia

Il Granata della Porta Accanto/ Nel nuovo tempio granata, fra due anni la rosa potrebbe essere in gran parte composta dai giovani oggi in prestito: un doppio sogno che si realizza


Quando si parla di Toro del futuro, si pensa normalmente al futuro prossimo, cioè a quello che seguirà la fine di questa stagione. Se invece…

Il Granata della Porta Accanto/ Nel nuovo tempio granata, fra due anni la rosa potrebbe essere in gran parte composta dai giovani oggi in prestito: un doppio sogno che si realizza


Quando si parla di Toro del futuro, si pensa normalmente al futuro prossimo, cioè a quello che seguirà la fine di questa stagione. Se invece allunghiamo l’orizzonte temporale alla stagione successiva, quella in cui si inaugurerà il Nuovo Filadelfia, ecco che quello che per i tifosi granata è uno dei sogni, cioè una squadra in gran parte composta da prodotti del vivaio, potrebbe davvero prendere forma. Con delle eccezioni, ovviamente. Ma procediamo per gradi.
PORTIERI – In pole position per la porta granata sembra esserci Alfred Gomis, il secondo dei fratelli Gomis, che fra due anni, specialmente se il prossimo lo passerà da titolare in A in una squadra di fascia medio bassa, potrebbe essere davvero pronto. Come vice vedrei comunque bene suo fratello Lys che quest’anno sta finalmente dimostrando in B di essere un buon numero uno. La rivalità fra i due Gomis per la maglia da titolare in realtà sarebbe trasformata nell’appoggio incondizionato dell’uno verso l’altro a prescindere da chi giocherebbe titolare. Un potenziale gran vantaggio ed una situazione unica e “molto da Toro” nel panorama mondiale del calcio. Possibile sorpresa Ichazo se in questi mesi dimostrerà qualcosa a Ventura. Più difficile vedere Zaccagno salire dalla Primavera.
DIFENSORI – Il vivaio granata sembra specializzato nel crescere ottimi difensori, esempio recente quell’Ogbonna passato poi sull’altra sponda del Po (portando parecchi soldini nelle casse granata). Di sicuro non mi stupirei di vedere in rosa Scaglia e Chiosa, entrambi quest’anno titolari in B con Cittadella ed Avellino. Scaglia ha già esperienze in Lega Pro, mentre Chiosa se l’è cavata bene anche l’anno scorso a Bari. Ipotizzando di continuare con la difesa a tre, se l’eredità di capitan Glik (che Dio lo preservi e lo faccia rimanere a lungo con noi!) sembra del giovane svedese Jansson, ai suoi lati potrebbero esserci proprio Scaglia e Chiosa. Ancora da capire se Gaston Silva sia una meteora destinata a tornare nell’anonimato, mentre il posto da terzino sinistro sembra già destinato a Barreca che alla prima stagione tra i professionisti in cadetteria si sta dimostrando elemento di gran valore. A destra c’è un vuoto che forse neppure Vesovic pare in grado di colmare: ma d’altronde dopo Darmian e Bruno Peres sarebbe dura per chiunque…
CENTROCAMPISTI – Qui il vivaio del Toro sembra dimostrare dei limiti nel tirare su talenti che sappiano giostrare bene a centrocampo. L’eterna promessa Suciu è difficile da catalogare ancora come “giovane” su cui puntare: gli infortuni hanno forse bloccato definitivamente l’esplosione di questo talento rumeno su cui persino Ventura, sempre restio a dare fiducia ai giovani granata, aveva puntato. Gli altri profili degni di nota sono quelli di Comentale, bravissimo nella Primavera ma che ha sofferto molto il salto fra i pro, Parodi, tuttofare della mediana che sta facendo una discreta stagione ad Ancona in Lega Pro e Graziano, il rosso centrocampista di Longo, che ha esordito nella trasferta di Copenhagen in Europa League. Sinceramente poca cosa. Bisogna sperare che Benassi venga riscattato (ma l’Inter non lo lascerà andare facilmente) e, soprattutto, che continui ad esprimersi sui livelli dell’ultimo mese, mentre non c’è dubbio che in questo settore la società dovrà intervenire pesantemente ed in prospettiva già dalla prossima stagione.
ESTERNI D’ATTACCO, PUNTE E TREQUARTISTI – In questo settore un uomo su cui scommetterei è Martinez. L’attaccante venezuelano fra due stagioni potrebbe essere di fronte alla consacrazione definitiva come perno dell’attacco granata. Sempre che ciò che di buono sta facendo vedere in questa sua prima stagione italiana sia solo la punta dell’iceberg… Uomini su cui si spera di fare affidamento per l’attacco potrebbero essere anche Parigini ed Aramu: giovanissimi hanno alternato cose buone a battute a vuoto nella loro prima esperienza in serie B con Perugia e Trapani, normali alti e bassi in un periodo fisiologico di crescita come calciatori. Di sicuro avranno un altro anno a disposizione in prestito per convincere la società a puntare su di loro nell’anno del Filadelfia. Un po’ più difficile sarà rivedere in granata Diop e Gyasi. I due coloured non riescono a sfondare e soprattutto Diop ha già cambiato tre squadre senza lasciare mai il segno. Il fisico non gli manca, la tecnica neppure: potrebbe essere un problema di testa? Dalla primavera invece potrebbe esserci la sorpresa Lescano: l’argentino è un “piccolo” Maxi Lopez, magari non troppo prolifico come El Galina, ma capace di giocare bene a pallone e sostenere sulle sue spalle il peso dell’attacco. Un potenziale partner ideale per Martinez. Chiaro che anche qui la società è chiamata a reperire in giro almeno un elemento di assoluto valore.
ALLENATORE – Difficile pensare che Ventura vada oltre la prossima stagione: di Ferguson nel calcio ce ne sono pochissimi e i cicli anche quelli positivi prima o poi si chiudono. L’idea sarebbe una promozione di Longo sulla panchina “dei grandi”, alla Stramaccioni. Un tecnico giovane e dal pedigree granata sarebbe Antonino Asta che tra Monza e Bassano ha sempre ottenuto ottimi risultati in Lega Pro. Chiaro che la A è un’altra cosa. Alternative tra i tecnici emergenti, infine, potrebbero essere Di Francesco o lo stesso Stramaccioni, ma sono ipotesi ad oggi surreali.
Una potenziale formazione del Toro 2016-2017, quindi, potrebbe essere: (5-2-1-2) A.Gomis, Vesovic, Scaglia, Jansson, Chiosa, Barreca, Benassi, Comentale, Aramu, Martinez, Parigini. Ad oggi decisamente debole soprattutto a centrocampo e leggerina davanti, ma fra due anni i valori potrebbero essere tutt’altri. Due anni nel mondo del calcio sono un’eternità: cos’era Padelli due anni fa? O Darmian, o Glik?
Sognare non costa nulla. Anche undici cuori granata che si allenano nel Filadelfia rinato fino a poco tempo fa erano un sogno. Oggi qualcosa di più…

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