Finalmente un Toro con la giusta personalità!

Finalmente un Toro con la giusta personalità!

Il Granata della Porta Accanto/ Al di là degli aspetti economici del mercato, resta il fatto che sul campo ci sarà più qualità e cattiveria agonistica: due plus per l’Europa

9 commenti

Il mercato del Toro di quest’estate va scisso sotto due aspetti fondamentali: quello economico e quello tecnico. Il primo aspetto è quello più controverso agli occhi del tifoso. Si partiva dal cosiddetto “tesoretto”, cioè i denari dei riscatti obbligatori di Napoli e Roma per Maksimovic e Bruno Peres, cioè un’ottima base per comprare senza avere l’affanno di vendere. A conti fatti è andata esattamente al contrario. Il Torino ha venduto benissimo (ma non il Gallo Belotti che era l’indiziato numero uno ad andare e a produrre plusvalenze mostruose) e ha comprato altrettanto bene spendendo (o non spendendo come nel caso di Sirigu) meno di quanto era nelle sue disponibilità. È chiaro che alla presidenza stava stretto lo scudetto del bilancio ed ha provato a puntare alla Champions dei bilanci. Battute a parte, ognuno avrà la sua idea su questo continuo accumulo di risorse: c’è chi lo vedrà come un’assicurazione sulla serenità economica futura del club, chi come una mancata opportunità di fare ancora meglio. Personalmente mi aspetterei, con tanto denaro a disposizione, un investimento patrimoniale da parte di Cairo (stadio?) in linea con la strada che i maggiori club (ma non solo, vedi Atalanta) stanno perseguendo per rendere più solide e redditizie le società.

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In fondo però quello che ci interessa maggiormente è il campo, ed è lì che si devono vedere i risultati di tutti i movimenti di mercato. È chiaro che ognuno di noi ha le sue preferenze per questo o quel giocatore e ritiene questo o quel giocatore imprescindibile o meno per il “progetto tecnico”. In realtà, poi, l’unico che ha diritto di veto e parola sulla questione, piaccia o no, è Sinisa Mihajlovic. L’allenatore ha fatto (o ha avvallato) delle scelte in base a quello che è il suo modo di far giocare il Torino. Di primo acchito quindi, mi pare si possa dire che il mercato ha regalato una squadra maggiormente ad immagine e somiglianza del football che vuole imporre il mister serbo. Sotto molti aspetti ciò è un bene. La squadra (e lo spogliatoio…) è cresciuta in personalità: Rincon, N’Koulou, Ansaldi, Sirigu e, perché no, anche Burdisso, sono tutti giocatori che alzano il livello mentale della rosa. Gente tosta, con esperienza internazionale vera, abituata a gestire pressioni in campo e fuori, tutta gente capace di trascinare i compagni. Il calcio è uno sport che ad alti livelli si gioca molto sugli equilibri e sulle dinamiche di gruppo: per essere vincenti non basta solo la qualità se non è accompagnata da personalità, mentalità, ferocia e cattiveria agonistica. Sotto questo aspetto il Toro ne esce parecchio rinforzato e la cosa può rivelarsi decisiva per la corsa all’Europa.

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Tecnicamente, invece, possiamo discutere anni su chi sia meglio di chi e probabilmente non arriveremo ad un punto comune di convergenza totale. Rincon è più forte di Benassi? Sirigu è più forte di Hart? Ansaldi o De Silvestri possono valere Zappacosta? Burdisso vale Moretti? Ma non solo. Vi sono poi gli aspetti caratteriali o fisici sui quali si può dibattere senza avere una certezza a priori: Niang è più maturo di Parigini? N’Koulou dà maggiori garanzie di tenuta fisica rispetto a Castan? Berenguer si adatterà al calcio italiano? Lyanco saprà diventare un titolare? Bonifazi esploderà? Ljajic reggerà il ruolo da leader che Sinisa gli ha ritagliato? Belotti sarà capocannoniere? Baselli diventerà quel centrocampista completo che i suoi mezzi gli permetterebbero di essere?

Mille domande che dalla terza giornata di campionato troveranno lentamente, come in un puzzle in cui tutti i pezzi vanno al loro posto, le adeguate risposte. La sensazione è che la squadra sia più forte per quanto questo concetto sia poco oggettivo. Di sicuro ha più personalità e questo è innegabile. Il mercato è, finalmente, finito: parli il campo ed emetta le sue sentenze.


Da tempo opinionista di Toro News, do voce al tifoso della porta accanto che c’è in ognuno di noi. Laureato in Economia, scrivere è sempre stata la mia passione anche se non è mai diventato il mio lavoro. Tifoso del Toro fino al midollo, ottimista ad oltranza, nella vita meglio un tackle di un colpo di tacco. Motto: non è finita finchè non è finita

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  1. Toro57 - 3 settimane fa

    Reputo Cairo un buon Presidente, ha imparato molto dai primi errori commessi quando è arrivato, ma ritengo che il salto di qualità lo abbiamo fatto con l’avvento di Ventura, grande maestro dei giovani, e soprattutto con Petrachi con il suo pool di osservatori, scopritore di talenti da plusvalenze roboanti. Inoltre ritengo la squadra allestita più forte dello scorso anno, condividendo le scelte fatte. Se i soldi non spesi saranno per lo stadio, significa che si inizia a pensare come una grande società.

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  2. JoeBaker - 3 settimane fa

    Lo stadio mi pare una giusta evoluzione per una società che ha generato denaro, anziché bruciarne. Però Torino è una città strana e fino a che non si sta stabili in Europa potrebbe bastare essere tornati ad allenarsi a casa, al Fila, che sarà di certo un elemento determinante per la squadra e il tifo vero.
    Altra storia è l’avere finalmente una squadra che può ambire alla EL e che è sicuramente più forte e solida: il campo dirà se il modulo scelto è un azzardo, ma gli uomini ci sono e sono un buon mix con validi doppioni in ogni ruolo.
    Anche se trovo certe scelte e certi atteggiamenti molto migliorabili, è innegabile che la grinta, il carattere e la voglia di Sinisa sono da Toro: ora bisogna fare che non siano solo folklore, ma trascinino una squadra già tosta e trasmettano la mentalità vincente che l’anno scorso si è solo intravista.

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  3. LeoJunior - 3 settimane fa

    Io inizio a cullare il sogno dello stadio. Tutto si può dire di Cairo meno che non sia un imprenditore serio. Quindi sa che prima o poi per crescere definitivame quel passo si deve fare. Pronostico e spero: entro 2 anni si parte

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    1. iugen - 3 settimane fa

      Concordo, sarebbe bello. Bisognerebbe investire – non solo nella rosa – per aumentare i ricavi e fare un ulteriore passo avanti.
      Ma dove lo metti un altro stadio a Torino?

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      1. LeoJunior - 3 settimane fa

        Proverei a rifare il nostro, sul modello inglese

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        1. iugen - 3 settimane fa

          Il problema è che nei nuovi stadi ci sono sempre spazi per attività commerciali e simili, nel nostro non ci sarebbe spazio.
          Poi per carità, degli spazi commerciali a me frega zero, ma purtroppo è anche così che si fanno i soldi e si aumentano i ricavi

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  4. Akatoro - 3 settimane fa

    Secondo me la squadra è molto più forte. Soprattutto nkoulou lyanko bonifazi e burdisso sono un altro livello rispetto castan rossettini ajeti e carlao. Rincon non so se più forte di Benassi, ma sicuramente molto più adatto a questo modulo, davanti sono gli stessi con in aggiunta Berenguer e niang ( e boye con un anno in più di esperienza) sirigu secondo me meglio di hart, che a mio parere non ha fatto un gran campionato per quanto lo ringrazio di essere stato al Toro. L’unico ruolo dove siamo peggiorati è il terzino destro ovviamente. Poi Cairo sicuramente avrebbe potuto comprare un altro a centrocampo per aumentare il vantaggio tecnico su le altre concorrenti all’Europa League, però io questa squadra la vedo tra le prime 7 squadre

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  5. Junior - 3 settimane fa

    Nonostante il parere contrario di molti fratelli granata che non accettano una inversione di tendenza nel non volersi per forza indebitare e vedono solo l’arrixxhimento del ns presidente con le plusvalenze, bene io soko assolutamente d’accordo con Cairo.
    Certamente ha commesso vari errori durante questi 10 anni prendendo giocatori non all’altezza (e non voglio fare nomi) ma gli va riconosciuto il merito di mantenere un bilancio sano, come deve una società.
    Inoltre i frutti si stanno vedendo, abbiamo finalmente una squadra competitiva, siamo tornati al Filadelfia e prob altre cose arriveranno.
    Io sono fiducioso e sostengo squadra e società. Cimminelli e Co sono un lontano ricordo.
    Lasciamo giudicare il campo ora.

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  6. leolub - 3 settimane fa

    Grazie Cairo alla faccia di chi ti critica Forza Toro

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