Il Toro e la rincorsa al sesto posto: perché sì e perché no

Il Toro e la rincorsa al sesto posto: perché sì e perché no

Il Granata della Porta Accanto/ Tre ragioni per credere nella qualificazione all’Europa League e tre per mettersi l’anima in pace


Mancano dieci giornate alla fine del campionato e, mentre scudetto e retrocessioni sembrano discorsi già chiusi, la lotta per i posti di accesso alle coppe europee sembra essere l’unico motivo…

Il Granata della Porta Accanto/ Tre ragioni per credere nella qualificazione all’Europa League e tre per mettersi l’anima in pace


Mancano dieci giornate alla fine del campionato e, mentre scudetto e retrocessioni sembrano discorsi già chiusi, la lotta per i posti di accesso alle coppe europee sembra essere l’unico motivo di interesse che terrà viva l’attenzione della gente da qui a fine maggio. Il Toro, provvisoriamente settimo (ricordiamo che il Genoa deve recuperare la gara col Parma e non è difficile immaginare che farà suoi i tre punti), è apparentemente ancora in corsa per il sesto posto, cioè l’ultimo utile per accedere all’Europa League dell’anno prossimo, visto che la coppa Italia sarà vinta da una squadra tra Fiorentina, Napoli, Lazio o Juve che saranno già qualificate per l’Europa.
Tutti noi speriamo di rivedere il Toro impegnato nei giovedì europei soprattutto dopo essere tornati quest’anno a gustarci le sfide continentali (pure di un certo livello). A mio parere ci sono tre buoni motivi per crederci, ma almeno altrettanti per considerare l’impresa di arrivare sesti al limite del proibitivo.
PERCHE’ SI’:
LE MOTIVAZIONI DI GIOCATORI ED ALLENATORE – Il Toro di quest’anno ha fatto un cammino di tutto rispetto nella competizione che tornava a giocare dopo vent’anni. PartitO a fari spenti con l’obbiettivo di “regalarsi” l’accesso al girone, l’appetito è venuto mangiando e con un po’ di fortuna in più i ragazzi di Ventura ora sarebbero ai quarti di finale. Chiaro che l’aver vissuto sulla propria pelle l’ebbrezza di fare le coppe non può che essere uno stimolo a provare a qualificarsi nuovamente per la prossima Europa League. Inoltre tanti giocatori della rosa dovranno dare il massimo in questo finale di stagione per cercare la conferma nel Toro 2015/16. Penso ai vari El Kaddouri (potenzialmente riscattabile dal Napoli), Benassi che dopo le ingenuità pagate carissime nel derby e contro lo Zenit avrà voglia di riscattarsi, Basha in scadenza di contratto e Gonzalez arrivato e di fatto ancora mai impiegato, lo stesso Amauri che ha parecchio deluso soprattutto sotto porta o i giovani poco impiegati come Gaston Silva, Jansson oppure anche Martinez a cui mancano ancora dei gol per poter dire di aver convinto appieno. Ci sono insomma tante motivazioni personali oltre che di squadra a spingere perché il Toro faccia un grandissimo finale di stagione. Incluse magari quelle di Glik e Darmian che con un Toro nelle coppe avrebbero qualche appiglio in più per restare in caso di offerte…
LA SQUADRA GIRA ED HA ESPERIENZA ED EQUILIBRIO Partito malino dopo aver perso Cerci ed Immobile, il Toro 2014/15 ha trovato pian piano il suo equilibrio e lo ha dimostrato con un filotto record di 12 risultati utili consecutivi in campionato e grandi prestazioni in Europa. La spina dorsale della rosa attuale c’era già l’anno scorso quando si lottò fino al famoso rigore di Cerci a Firenze per la qualificazione ed è più preparata quest’anno a reggere la pressione di un finale di stagione in cui non si potrà sbagliare quasi nulla. Se davanti Maxi Lopez e Quagliarella garantiranno un rendimento sotto porta simile a quello dei gemelli del gol della passata stagione, l’impresa si può fare. E poi tanto per i gol al limite ci pensa capitan Glik…!
SITUAZIONE SIMILE ALL’ANNO SCORSO – Anche il calendario non è molto dissimile da quello dell’anno scorso: su dieci partite serviranno almeno 6-7 vittorie e qualche pareggio strategico (trasferte di Milano e Genova). Affrontiamo Roma e Juve ma entrambe per vari motivi potrebbero essere alla portata (la Juve gioca con noi dopo il ritorno dei quarti di Champions…), troveremo squadre già salve (Palermo, Sassuolo, Empoli, Chievo), un Cesena potenzialmente spacciato all’ultima giornata e un ‘Atalanta che si può battere. Certo non dipende solo da noi, ma sulla carta 21-22 punti su 30 si possono fare e quota 60 sarebbe comunque un grandissimo risultato.
PERCHE’ NO:
LA’ DAVANTI CORRONO… – Sette punti non sono impossibili da recuperare, ma c’è anche da dire che le prime sei della classe, Roma a parte ma già troppo avanti, marciano ad un ritmo davvero notevole. Per tentare nell’impresa servirebbe che qualcuna di loro rallentasse di brutto. La Samp ha già avuto la sua crisi e sembra esserne uscita, la Lazio anche se mollasse sarebbe comunque irraggiungibile con 13 punti di vantaggio e il Napoli dovrebbe rompere definitivamente il feeling con Benitez per inchiodarsi in campionato o al limite puntare tutto sulla Europa League per accedere alla Champions e disinteressarsi del piazzamento finale in serie A. Difficile. Resta la Fiorentina su cui fare la corsa con una controindicazione. Se i viola arrivassero dal settimo posto in giù ma vincessero la Coppa Italia vanificherebbero comunque un eventuale sesto posto granata, prendendosi comunque l’ultimo posto utile per la prossima Europa League. Numeri impietosi che non aiutano a sperare nel meglio, dunque…
POSSIBILE CALO PSICO-FISICO – La più grossa incognita del Torino attuale è capire quanta benzina abbiano ancora nel serbatoio i giocatori granata. La truppa di Ventura ha cominciato la stagione prima di tutte le altre squadre di A e, con una rosa non molto ricca di ricambi all’altezza, ha già giocato un numero notevole di partite ufficiali, elemento questo che potrebbe pesare considerevolmente in un ipotetico finale di campionato “tirato”. Il rischio è che la squadra se non imbroccherà subito un filotto di risultati che le consenta di stare attaccata alle prime sei, sbrachi e finisca in un inesorabile calando. Al di là del calo fisico su cui potrebbe gravare l’incognita del caldo nel mese di maggio, la testa sarà determinante per restare concentrati sull’obiettivo e qui dovrà essere bravo il mister a trarre il massimo da giocatori già abbondantemente spremuti. Sperando che basti perchè se poi le gambe non girano, non girano e c’è poco da fare….
LA CONCORRENZA DI SQUADRE BLASONATE – La classifica attuale vede non solo il Toro in corsa per l’ipotetico sesto posto, ma anche altre squadre: Genoa, Inter, Milan e, matematicamente parlando, anche Udinese (aggiungendogli i tre punti del match da recuperare col Parma…) e Palermo. Tolte le ultime due con pochissime chance, Milan e Inter sono alla canna del gas, per usare un eufemismo, e, schiacciate dalla pressione di piazza e stampa, devono fino alla fine provare a credere nella “rimonta Uefa” per dare un senso alla loro fallimentare stagione. E’ chiaro che se dovessero arrivare a contatto con le prime sei nel giro di due-tre partite non sarebbe peregrino immaginarsi “sudditanze psicologiche” da parte degli arbitri nei match di fine stagione, dove, notoriamente, succedono “cose strane”… Il che certo non tornerebbe a favore del Toro, come tutti noi possiamo facilmente immaginare. In realtà di tutte queste squadre, l’unica che per gioco, organico e punti di distacco (virtuali) può seriamente ambire ancora all’Europa League è il Genoa. A cui dovremo andare a far visita nel momento cruciale della stagione. Se pensate alla piacevole partita dell’anno scorso, mi dispiace rovinarvi il dolce ricordo, ma sarà difficile che vada allo stesso modo….
Vada come vada questa stagione, il Toro a mio avviso ha ancora un solo unico e grande obbiettivo da centrare quest’anno. Un obbiettivo che insegue Ventura da tre anni e la società da venti. Molti di noi lo baratterebbero con la qualificazione all’Europa League. E io credo di essere tra questi…

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