Mihajlovic ha già riportato il Toro “al centro del villaggio”

Mihajlovic ha già riportato il Toro “al centro del villaggio”

Il Granata della Porta Accanto / Il mister serbo ha già cambiato i toni della comunicazione coi tifosi riportando al centro della scena quei concetti tipicamente granata. Ora ci si aspetta un gioco nuovo e risultati all’altezza.

8 commenti

Se qualcuno avesse avuto dubbi sulla reale portata della discontinuità tra la vecchia gestione Ventura e quella nuova targata Mihajlovic, la conferenza stampa di presentazione del tecnico serbo ha chiarito tutto: c’è ed è pure parecchio marcata. A fianco del presidente Cairo e del direttore Petrachi, Sinisa ha fatto immediatamente capire che il suo mandato sulla panchina del Toro farà leva su quelli che sono tradizionalmente i valori tipici dell’ultra centenaria storia della società granata: grinta, determinazione, sudore, lotta, caparbietà. Non ha usato mezzi termini il neo mister granata in questo senso. Solo giocatori motivati in una squadra che onori la maglia e sappia portarne con dignità il grande peso che la storia le ha conferito. Non a caso non ha avuto remore a citare gli “eroi giovani e belli” del Grande Torino, rispettandone la memoria (e le visite al vecchio/nuovo Filadelfia e a Superga ne sono stata un’ulteriore prova) e ponendosi l’obbiettivo di riuscire ad essere all’altezza di ciò che rappresentavano.

E proprio il capitolo obbiettivi di massima è stato secondo me quello in cui Mihajlovic ha dimostrato di aver da subito capito in che tipo di piazza è capitato. Una piazza che sotto molti aspetti è affine alle sue caratteristiche sia di quando era giocatore che attuali nel suo modo di essere allenatore. Tre possono essere considerati gli obbiettivi che i tifosi chiedono a Sinisa: rivedere nel Torino atteggiamenti in campo e fuori come da Toro del nostro immaginario, cambiare gioco alla squadra possibilmente integrandola con prodotti del “nostro” vivaio, riprendere il discorso risultati dal punto in cui si era interrotto nella primavera scorsa.

Il primo obbiettivo è sicuramente già avviato verso il raggiungimento e la prima conferenza stampa è già stata lampante in questo senso. Come amava dire Garcia, Mihajlovic ha cercato di riportare la “chiesa al centro del villaggio”, sottolineando come il substrato del suo lavoro si impernierà su valori tipicamente granata. Le porte aperte al Filadelfia, la battuta sui giocatori che possono andare a fare i ragionieri se non sentono la carica del derby, il desiderio di valutare attentamente i giovani ex primavera che torneranno dai prestiti, l’assoluta mancanza di timore nel dichiarare che si proverà con tutte le forze a colmare il gap con le squadre che economicamente sono più avanti del Torino nella lotta per i posti Uefa, sono tutti concetti che da un lato hanno stuzzicato le “fantasie granata” dei tifosi del Toro (c’è chi sogna la Champions e c’è chi come noi sogna una squadra fatta interamente da giocatori del vivaio, ognuno ha le sue fantasie!) e dall’altro hanno rassicurato sulla bontà della scelta per il dopo Ventura.

Restano gli altri due grossi obbiettivi sintetizzabili in una sola frase: far seguire a queste belle parole i fatti. Certo, molto dipenderà dal mercato, ancora troppo nebuloso per avere un’idea precisa di quanto potrà essere rinforzata la squadra al netto di qualche probabile grossa partenza. Fra un mesetto si comincerà ad intravedere il progetto tecnico di Mihajlovic e, fatte le dovute proporzioni, mi pare che si stia lavorando per costruire un Toro stile Anni Ottanta: un mix tra giovani del vivaio, stranieri di livello e italiani solidi amalgamato con un tocco di tremendismo per lottare per l’Europa. Prospettiva niente male. Un’operazione “nostalgia” che speriamo possa avere anche e soprattutto il conforto dei risultati.

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  1. antijuve - 11 mesi fa

    Un po d pazienza ragazzi…. Cmq è sono i giocatori che rendono grande un. Allenatore. E non il contrario… Sinisa ha bisogno d giocatori affamati. Come belotti

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  2. kimigo - 11 mesi fa

    Al netto dei manifesti di inizio stagione, quelli che criticano Sinisa sono gli stessi che criticavano Belotti a inizio stagione. Riportare i valori del torino al centro del progetto è un buon inizio, lasciamo lavorare Sinisa in pace e smettiamola di criticare in continuazione. I fatti parleranno per tutti.

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  3. hodettoprinc_401 - 11 mesi fa

    A Superga se voleva ci andava per conto suo. Non con il carrozzone di “giornalai” al seguito e il mazzo di fiori preconfezionati…
    Speriamo che oltre a essere un paraculo chiacchierone sia anche un bravo allenatore.
    Finora ha il 50% di esoneri…..e se era forte come ci stiamo convincendo col cavolo che Silvio lo cacciava. ..

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  4. crocian_786 - 11 mesi fa

    @Veyser hai detto pane al pane e vino al vino. VIVADDIO !!!!

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  5. Veyser - 11 mesi fa

    Articolo strampalato scritto sull’entusiasmo della conferenza stampa in cui mister paraculo ha toccato i cuori dei tifosi con cose che non gli appartengono minimamente…. La differenza tra Ventura e Sinisa (il cognome è troppo difficile da scrivere) è tutta qui… Ventura non ha mai fatto il piacione perché da buon professionista ha preferito concentrarsi sul lavoro… Questo è partito parlando di Superga, di Filadelfia senza sapere nulla in proposito… Non è Sarri che pur allenando altre squadre ogni volta che viene a Torino a Superga ci va… Sinisa puzza di paraculo lontano un kilometro… Poi una piccola riflessione su Immobile e su tutti gli insulti che sta ricevendo…. Ma siamo sicuri che con Ventura in panchina sarebbe andato via???

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  6. ouarzazate - 12 mesi fa

    tutto giusto… solo che sopra a tutto compresi gli ideali c’è un certo personaggio in grado di cancellare anche i più forti entusiasmi con il suo atteggiamento che ben conosciamo…

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  7. granata - 12 mesi fa

    Sinisa ha parlato,cairo dovrebbe rispondere in fretta ma conoscendo il soggetto perderemo l 80% dei nomi fatti dall allenatore. ventura faceva da paravento ma cairo nn è cambiato
    speriamo che la fortuna ci assista

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  8. masil_600 - 12 mesi fa

    .. alla fine degli anni 80 siamo andati in B … mi tocco.

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