Torino: Darmian, lo stregone che ha spezzato l’incantesimo e ha aperto una nuova era granata

Torino: Darmian, lo stregone che ha spezzato l’incantesimo e ha aperto una nuova era granata

Il Granata della Porta Accanto/ Il derby vinto dopo vent’anni chiude “il ventennio triste” di storia del Toro. Una gioia che nemmeno le tv hanno potuto rovinarci…

Ci hanno provato in tutti i modi a rovinarci la festa per una vittoria attesa da vent’anni, ma mi sento di dire che, nonostante tutto, non ci sono riusciti. E’ stato vergognoso il modo in cui le televisioni italiane, indistintamente pay-tv e in chiaro, hanno presentato al pubblico il dopo partita del derby in cui finalmente un Toro consapevole e determinato è riuscito a battere 2-1 la Juve e a spezzare quello che sembrava un incantesimo senza fine. Perchè è vero che prima della partita un brutto episodio, il sasso lanciato contro il pullman della Juve che ha riportato il “considerevole” danno di un vetro rotto, ha rabbuiato in parte il bellissimo clima che si respirava all’interno dello stadio Olimpico, per l’occasione quasi interamente colorato di granata (finalmente!), ma è anche vero che l’episodio dalle potenziali conseguenze davvero gravi, cioè il lancio della bomba carta dal settore ospiti verso la curva Primavera, è stato quello che avrebbe potuto consegnare questo derby alla storia come uno dei più tragici di sempre. Di fronte ai fatti e di fronte al risultato in campo, chiunque si sarebbe aspettato di veder in televisione da un lato stigmatizzato il criminale atto compiuto all’interno dello stadio e dall’altro la celebrazione della vittoria granata. Ma siccome siamo in Italia e, per di più, aggiungo io, c’era di mezzo la Juve, le immagini più ricorrenti che passavano quasi “a nastro” erano quelle del pullman della Juve che transitava in via Filadelfia tra gli insulti, le manate e i calci sulla fiancata dati dai tifosi granata (che poi mi chiedo cosa pensavano di trovare facendo quella strada se non un mare di tifosi del Toro che si stava recando allo stadio visto che sui 28000 presenti, circa 25000 erano di fede granata…) e quelle della punizione di Pirlo del momentaneo 0-1. La cosa beffarda è stata che anche quando parlavano della bomba carta le immagini di fondo erano comunque quelle del pullman della Juve, generando nel telespettatore neutrale e magari poco informato la sensazione che quella bomba fosse stata lanciata dai tifosi del Toro.

Una gogna mediatica assurda e ipocrita. Con grande sforzo ho cercato di non farmi rovinare la gioia di una vittoria che davvero aspettavo come una svolta definitiva. La prodezza di Darmian e la rete decisiva di Quagliarella hanno chiuso il cerchio di un ventennio di pura sofferenza: un ventennio non solo pessimo nel rapporto coi derby, ma in generale buio per tutto il Toro passato tra tanta serie B, un fallimento societario ed una rinascita che anche con Cairo ha fatto fatica ad essere considerata tale. Oggi finalmente possiamo dire di esserne fuori e sebbene questo non voglia dire che da domani il futuro sarà roseo, però almeno ci consente di chiudere definitivamente un ciclo della storia del Toro che ha avuto tante pagine buie e poche davvero felici.

Mi piace pensare che il simbolo di questa svolta sia un giocatore come Darmian che in fondo rappresenta molto del mondo Toro, o almeno di quel mondo in cui ancora i tifosi granata si identificano. Un bravo ragazzo arrivato giovanissimo in granata, non un campione, ma un calciatore che ha saputo con umiltà, costanza, grinta e sudore, migliorare anno dopo anno fino ad essere il migliore nel suo ruolo in Italia nonchè apprezzato e cercato anche da grandi squadre straniere. Il suo gol nel derby è stata una perla di bravura e di capacità per aver saputo trasformare un errore (lo stop “a campanile”) in un’opportunità di far gol sorprendendo la difesa juventina. Anche l’assist a Quagliarella è venuto dal suo piede e dalla sua ennesima cavalcata sulla fascia. Non credo che Darmian resti con noi l’anno prossimo ma sono davvero felice che sia toccato a lui essere l’uomo-derby. E’ vero Quagliarella ha segnato il gol della vittoria, ma il fatto di non aver esultato è una piccola macchia nella fotografia che sarà consegnata alla storia: condivido in gran parte l’idea che occorra rispettare una squadra in cui si è militato, ma se sei cresicuto nel Toro e sai benissimo cosa significhi il derby per la sponda granata della città, per quanto tu possa avere rispetto del tuo passato (ahimè) bianconero, non puoi non esultare per un gol così importante in una partita così importante attesa da vent’anni.

Preferisco ricordarmi il viso pulito di Matteo Darmian quando ripenso a quella partita. E sebbene mi abbiano fatto vedere in televisione cento e più volte la punizione di Pirlo, sarà il suo strano campanile e la rabbia con cui ha scaricato a rete la palla una volta scesa a terra ad essere la mia personale “immagine di copertina” della mia memoria di questo derby.

Ora ci aspettano cinque partite per provare a riqualificarci in Europa. Comunque vadano sarà un successo. Perchè, Europa o non Europa, il Toro è tornato ad essere un pochino di più come lo vogliamo noi ed una nuova era è comunque cominciata. Sarà costellata di difficoltà e di sofferenze come solo la storia del Toro sa essere, ma l’incubo dell’ultimo ventennio sembra definitivamente acqua passata. E a me questo basta e avanza. Il Toro è tornato ad essere Toro: non vedo l’ora di vivere i prossimi vent’anni…!

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