Toro, la sosta per sciogliere i tanti interrogativi

Toro, la sosta per sciogliere i tanti interrogativi

Il Granata della Porta Accanto / La vittoria sul Genoa dà la giusta serenità per valutare come migliorare questa squadra. E non è solo questione di mercato

4 commenti

Non c’è miglior medicina nel calcio dei tre punti. Quelli conquistati col Genoa càpitano a fagiolo, permettendo agli uomini di Sinisa Mihajlovic di interrompere una preoccupante striscia di tre sconfitte consecutive e di festeggiare il Natale con una ritrovata serenità mentale e un bottino di punti (28) tutto sommato lusinghiero. Inutile nascondersi però dietro ai meri risultati. Il Torino dall’inizio del campionato ha mutato il suo modo di porsi in campo, giocando le ultime sette o otto giornate senza quella verve, a volte anche un po’ scriteriata ma sanguigna, con cui affrontava le gare in principio. Da un lato si è provato a trovare una quadra che desse un certo equilibrio tattico a Belotti e compagni, spaccati in due tra un attacco atomico ed una difesa molto ballerina. Purtroppo i fatti dicono che tale equilibrio non è stato (ancora) trovato, e contestualmente lo spirito che ad un certo punto ci aveva permesso di arrivare ad avere il settimo attacco d’Europa si è un po’ smarrito, evidenziando più chiaramente quelle lacune strutturali già notate nell’estate.
Quali problemi dunque Mihajlović e il suo staff si troverà a fronteggiare in queste settimane di pausa propedeutiche al ritorno in campo in quel di Reggio Emilia, casa del Sassuolo?
Innanzitutto si dovrà lavorare tatticamente sulla protezione della difesa. Ammesso che un innesto di qualità servirebbe per aumentare il valore della linea difensiva, il vero problema appare più legato al centrocampo dove la qualità di certi interpreti (Valdifiori, Baselli) mal si sposa con la quantità di altri (Obi, Acquah). Forse il solo Benassi è davvero in grado di reggere le due fasi allo stesso livello, ma non sembra avere quella personalità da trascinatore. E’ quindi solo una questione di pedine da reperire sul mercato di gennaio? In parte si, ma quello che dovrà cercare il ds Petrachi non è solo un centrocampista che alla qualità abbini la quantità con “chili e centimetri”, quanto un giocatore che sia dotato anche della personalità giusta per reggere il reparto nei momenti difficili. A mio avviso quello che erroneamente si imputa al mister è di chiedere solo grinta ai suoi giocatori, mentre penso che sia la personalità quella che vorrebbe vedere espressa da loro in dosi più massicce. Quella ad esempio che possiede Barreca e che, al netto di fisiologici errori, mette in tante giocate propositive in attacco e risolutive in difesa. O quella che sovente manca a Baselli nelle stesse situazioni offensive o difensive e che tanto fece arrabbiare Sinisa quando gli riservo’ la famosa pubblica reprimenda. E questo ci ricollega ad un altro punto chiave: la pressione che il mister esercita sulla squadra. Il gioco del Toro, fatto di pressing e verticalizzazioni, sottopone i giocatori ad un grande dispendio di energie fisiche ( e la sosta in questo senso dovrebbe aiutare a far mettere benzina nelle gambe per ritrovare brillantezza), ma anche ad un continuo stress psicologico. Aggredire, cercare di arrivare prima sul pallone, puntare la porta e cercare l’uno contro uno sono azioni che se proposte in continuazione necessitano di grande motivazione mentale. Mihajlovic è un martello in questo senso però forse non tutti i giocatori sono abituati di testa a quest’intensità: ci vogliono “voglia”, “fame”, “spirito di sacrificio” , tutti termini forse impropri ma che rendono l’idea del suo credo tattico. Normale che sia impossibile tenere per 38 partite tale atteggiamento, però e’ innegabile che le valutazioni del mister sulla bontà della rosa passano anche da questa particolare chiave di lettura.
Non so come si muoverà il Torino nel mercato di riparazione però sarà importante, oltre ad aggiungere qualità che non guasta mai, inserire anche elementi con carisma e personalità. Per quanto apprezzi Benassi, pensarlo capitano rende l’idea dell’attuale carenza di personalità in campo, cioè uno dei limiti maggiori del Toro in relazione all’idea di calcio che vuole praticare il mister. Non so neppure quale reale obbiettivo vorrà puntare la società: un girone di ritorno propedeutico e formativo alla vera scalata europea del prossimo anno (come da obbiettivo dichiarato) o l’intenzione reale di provarci davvero quest’anno nonostante una quota qualificazione alle coppe probabilmente alta come non mai?
Non pochi interrogativi, dunque, che questa provvidenziale sosta aiuterà, in parte, a risolvere.

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  1. policano1967 - 10 mesi fa

    perfetto.analisi di una prsona molto competente.serve un difensore e vero ma il nostro problema e in mezzo al campo.poco propensi sia a difendere che ad attaccare.ci vogliono cm inmezzo che baselli e benassi nn ti danno.ottimo valdifiori ma gli altri 2 nn hanno fisico per fare cio che vorrebbe sinisa,e chi lo ha tipo obi e aqhua lasciano il tempo che trovano.io nn stravedo per benassi.lo sempre reputato un giocatore mediocre.mentre a baselli manca sempre qualcosa per essere un buon giocatore.ha qualita ma puntualmente si perde.la difesa e scarsa ma e anche poco protetta dai centrocampisti.nn so cosa si fara a gennaio…ma una cosa e certa iturbe nn e una priorita

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    1. gl65 - 10 mesi fa

      Non sono niente d’accordo su Benassi, che diventerà un giocatore da nazionale, il problema è che dei tre a centrocampo non ce n’è uno che abbia fisico e personalità sufficiente nonostante siano tecnicamente dotati, se al posto di Valdifiori ci fosse uno più fisico saremmo a posto, oppure spostare Baselli dietro le punte e mettere Castro al suo posto…
      Concordo co te su Iturbe, non ci serve.

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  2. osvaldo - 10 mesi fa

    Veramente bravo Alessandro,sono in perfetta sintonia.
    Io ho già avuto modo di scrivere su questo straordinario forum che l’EL sarà difficilissimo da raggiungere per quest’anno poichè,pur con il record dei punti attuali,troppi ne abbiamo lasciati per strada tant’è che troppe squadre sono in corsa e molte di esse hanno più punti di noi con organici “migliori” oltre che più ricchi e completi,senza considerare poi che,secondo la situazione attuale, quasi certamente serviranno dai 68 ai 70 per classificarsi 5°/6°. Molti punti in più rispetto agli ultimi 2-3 anni.
    Per raggiungere tale obiettivo avremmo bisogno di fare buoni investimenti per almeno 3 Giocatori,con la G maiuscola(uno per reparto) e,detto molto francamente non penso che Cairo sia disponibile a tutto questo!
    Io consiglierei intanto di puntare fortemente alla Coppa Italia,preparando da subito la sfida di Milano e, in ogni caso mi giocherei ancora le speranze per altre 5-6 partite. Se in questo frangente si riuscisse a migliorare il passo e restare attaccati a Inter-Lazio-Milan-Fiorentina, varrebbe la pena provarci fino all’ultima stizza di sudore,altrimenti pensiamo a valorizzare i notri giovani : Parigini Gomis – Aramu, ragazzi che con Barreca hanno la maglia granata attaccata alla pelle e, assieme a Boye, Zappacosta, Belotti e,speriamo a Lukic, Gustavson e a qualche giovane sorpresa,il prossimo anno possiamo avere un manipolo di giovani terribili da far invidia a tutta la serai A,anche alla grande Atalanta del momento.
    Sempre forza TORO
    Tanti auguri di buone feste a tutti.
    Osvaldo

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  3. bertu62 - 10 mesi fa

    GRANDISSIMO ALESSANDRO COSTANTINO!!!! :-) …. HAI CENTRATO TUTTO!!!
    Ma come mai non sono sorpreso di trovare le stesse mie parole nel Tuo articolo?
    Forse che la pensiamo allo stesso modo?
    Forse che abbiamo visto la stessa squadra nelle stesse partite?
    Forse che abbiamo visto BENE da dove siamo partiti quest’estate e COSA il Mister chiede ai giocatori OGNI VOLTA?
    O forse abbiamo visto QUANTO COSTA in termini di fatica e stress mentale applicare il gioco che vuole?
    DAI CHE CE LA FAREMO!!!
    FV❤G!!!
    SEMPRE!!!

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