Toro, l’undici che non vorrei

Toro, l’undici che non vorrei

Se è vero che a Natale dobbiamo essere tutti più buoni, su Pasqua le indicazioni sono molto più vaghe e il detto popolare al massimo ci suggerisce di passarla con chi si vuole e nulla più. Considerato poi che quest’anno Pasquetta coincide con il Pesce d’Aprile, il Granata della Porta Accanto non poteva non farsi…
Se è vero che a Natale dobbiamo essere tutti più buoni, su Pasqua le indicazioni sono molto più vaghe e il detto popolare al massimo ci suggerisce di passarla con chi si vuole e nulla più. Considerato poi che quest’anno Pasquetta coincide con il Pesce d’Aprile, il Granata della Porta Accanto non poteva non farsi tentare da questa atmosfera burlona e parlare di calciomercato in una chiave decisamente ironica: un gioco, in cui potete cimentarvi pure voi, che consiste nel compilare non la lista dei giocatori desiderati alla voce acquisti,  bensì quella di coloro che mai vorreste vedere (o rivedere) in maglia granata. Uno “sconsiglio” per gli acquisti da inoltrare idealmente a Gianluca Petrachi.
Non è un segreto, perchè ne ho già parlato in un altro mio intervento, che il mio sogno sarebbe avere nello statuto societario del Torino Fc una norma che vieti il tesseramento dei giocatori che abbiano militato nelle file della Juventus, per cui, per rendere più complicata la cosa, cercherò di non cadere nel banale mettendo nell’elenco solo bianconeri o ex bianconeri. Per il resto, bando alla bontà per una volta, e sotto con i giocatori che proprio non sopporterei di vedere con indosso la nostra gloriosa maglia color del Barbera…
 
In porta, escludendo Storari per i motivi di cui sopra, credo che la mia antipatia si divida equamente  tra Abbiati e Marchetti: il primo, da noi in prestito nella prima stagione in A di Cairo, forse per il carattere un po’ chiuso, mi pare che non si volle mai realmente calare nella nostra realtà e, anzi, giocò con un entusiasmo pari a quello di un condannato ai lavori forzati nella Cayenna francese; il secondo, invece, cresciuto nel nostro vivaio e svincolato in seguito al fallimento Cimminelli, continua tutt’oggi a dare la colpa al Toro per la sua partenza di allora e non lo ha nascosto nell’ultima trasferta della Lazio a Torino facendo delle manfrine che hanno irritato non poco la Maratona.
 
Per la difesa rinuncio volentieri a Santon sulla destra perchè non puoi gettare via una carriera da predestinato praticamente già al top ancora prima di cominciare come sta facendo lui (è da masochisti!) e a Mesbah a sinistra, che ha il record di rifiuti al Toro in un’unica sessione di calciomercato: sarà banale, ma chi non ci ama, non ci merita! Al centro vorrei che non varcasse neanche per sbaglio i cancelli della Sisport Martino Borghese, l’ex Bari che per scorrettezza, slealtà e strafottenza superò chiunque due stagioni fa. Per fortuna il suo livello tecnico gli impedirebbe di essere anche solo preso in considerazione da Petrachi, ma tutto il resto ne fa comunque un anti-Toro per antonomasia. Come quarto difensore, sebbene non sia un centrale, non posso non citare Balzaretti: non so se esista colpa più grave di quella di cui si è macchiato il “buon” Federico, ma crescere granata sin da bambino, esordire con quella maglia, diventare capitano e alla prima occasione tradire andando alla Juve è la cosa più abominevole cui possa pensare a parte l’idea di Conte allenatore del Torino.
 
A centrocampo rinuncio con piacere all’esperienza di Maresca e alle sue voglie di corrida, così come non sbavo per il ritorno di Dzemaili pur essendone stato un grande fan della prima ora: un giocatore che languiva nella seconda squadra del Bolton in seguito ad un infortunio che gli aveva messo a repentaglio la carriera, avrebbe dovuto dimostrare un po’ più di riconoscenza verso chi aveva scommesso su di lui e lo aveva rilanciato nel grande calcio, invece di pestare i piedi in tutte le maniere per andarsene senza se e senza ma.
 
In attacco ho l’imbarazzo della scelta. Credo che vivrei benissimo senza Schelotto, uno che mi pare sempre a metà tra una cosa e un’altra (italiano o argentino, tornante o mezzapunta, campione o brocco?) e ancora meglio se non dovessi più rivedere neanche in cartolina Di Michele verso il quale non credo di essere il solo a nutrire qualche risentimento (ripensare che sia stato anche capitano mi fa venire la pelle d’oca…). Infine sarà che sono allergico a quelli che sono genio e sregolatezza, soprattutto quando la seconda alla lunga tende a essere dominante sulla prima, ma suppongo che non sarei affatto contento se Petrachi mi regalasse Cassano o decidesse che Torino è la piazza giusta per far rinascere per l’ennesima volta Zarate: no grazie. 
 
Per la panchina ho una rosa di allenatori che non mi stanno particolarmente simpatici: Gasperini, Malesani, De Canio, ma dovendo sceglierne uno credo che Di Carlo sia quello a cui più di tutti auguro il meglio il più lontano possibile da Torino. Per lo meno da quella granata.
Spero non si sia offeso nessuno, era solo un gioco, e comunque basta con questo politicamente corretto a tutti i costi: il sale del calcio è anche l’antagonismo e, finchè si resta nel buongusto, è giusto essere pro o contro qualcuno. L’importante è essere sempre a favore del Toro!
Buona Pasqua a tutti quanti.
 
Alessandro Costantino
Twitter: AleCostantino74
 (Foto Dreosti)
0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy