Toro, non era tempo di esperimenti?

Toro, non era tempo di esperimenti?

Il Granata della Porta Accanto / Un delitto sprecare le ultime partite senza provare davvero qualcosa di diverso. E anche sui singoli per ora non si traducono in realtà le parole di Ventura di dare spazio a tutti.

14 commenti
Inter, Ventura-Reja

C’è un lato positivo nel fatto di non avere più nulla da chiedere al campionato per una squadra come il Toro: la possibilità d’oro di fare esperimenti tattici e valutazioni sui singoli in partite vere e non in amichevoli. Una possibilità che se da un lato significa aver mancato l’opportunità di lottare per qualcosa di importante fino all’ultima giornata dall’altro è una manna dal cielo perché concede un “lusso” che raramente si ha in un campionato così stressante come quello italiano.

Così, dopo la matematica salvezza, già dalla partita con la Roma (ma anche quella col Bologna poteva rientrare nel novero) mi sarei aspettato un Ventura smanioso di provare un modulo alternativo, anche solo abbozzato, per poterlo testare nell’arco di un mese di campionato e su un ciclo già significativo di cinque gare. Il mister invece si è trincerato dietro la convinzione che la rosa sia stata costruita solo per il 3-5-2 (dichiarazione, a mio avviso, agghiacciante per un allenatore professionista che allena giocatori professionisti…), non prendendo in considerazione il fatto che tanti dei nostri calciatori quando giocano in Nazionale usano moduli diversi e che gli altri sicuramente in carriera non hanno sempre giocato col 3-5-2. D’altronde la parola “sperimentare” implica che si facciano dei tentativi non necessariamente destinati al successo, col vantaggio però nel caso del Torino che poco impatterebbero sull’esito della stagione (tra il sedicesimo ed il decimo posto non c’è questa gran differenza). Anzi, a livello mediatico un Ventura che prova soluzioni differenti potrebbe riconquistare in parte quella fiducia che buona parte dei tifosi granata inizia a non avere più nelle sue capacità di gestione del gruppo.

Anche sui singoli giocatori i minutaggi concessi a chi aveva giocato poco sono stati minimi se non nulli, e anche chi ha giocato, ad esempio Martinez, lo ha fatto per mancanza di alternative per i forfait di Maxi Lopez ed Immobile, non certo per scelta convinta. Un’altra cosa incomprensibile è l’ostinazione a far giocare terzino Gaston Silva invece che provarlo con costanza nel suo ruolo naturale, cioè al posto di Moretti. Perché, viene da chiedersi. Moretti è il giocatore ad oggi con il minutaggio più alto di tutta la serie A: stare in panchina le ultime cinque giornate cosa avrebbe tolto alla sua importanza in questa squadra o alla sua stagione in generale? Nulla, mentre al contrario cinque partite di cui alcune difficili (Roma, Napoli, Sassuolo) avrebbero potuto dirci se Gaston Silva possa essere un valido centrale visto che l’unica sua apparizione nel ruolo, contro l’Inter all’andata, peraltro sul lato destro dello schieramento a tre, non era stata malaccio in relazione anche alla caratura dell’avversario.

E pensare che ci sarebbero tante cose che i tifosi del Toro vorrebbero vedere: un Bruno Peres in posizione più avanzata a formare una catena di destra con Zappacosta dietro, Baselli trequartista dietro alle punte da “vecchio” numero 10, Jansson al posto di Glik o assieme a Glik in una difesa a quattro, un centrocampo muscolare Gazzi-Acquah a sostenere un trio Martinez-Baselli-Peres dietro all’unica punta Belotti o Maxi Lopez in un 4-2-3-1. Ci sarebbero mille cose da provare, da testare in partite vere come queste ultime di campionato eppure non si muove nulla.

Qual è la paura? Sminuire il valore dei nostri gioielli tipo Glik, Peres o Maksimovic? Far perdere gli Europei a Padelli se tornasse a giocare un po’ Ichazo? Smascherare la pochezza di tanti giocatori nel momento in cui perdono le certezze del compassato 3-5-2 venturiano? Rischiare che si giochi bene con un nuovo modulo e che quindi montino le polemiche verso chi non lo ha proposto prima? Non si vuole svelare il modulo futuro per non dare spunti di mercato visto che inevitabilmente il nuovo modulo porterà ad acquisti nuovi ma anche a qualche cessione? Davvero, non capisco, per favore spiegatemi quali sono le ragioni

dell’impossibilità di cambiare tutto nelle ultime partite! La gente è stufa di partite come quelle col Sassuolo dove si ha paura della propria ombra invece di giocare in scioltezza e a mente libera. Un segnale di vero cambiamento non potrebbe che essere accolto con favore quantunque non porti a risultati positivi: la gente direbbe che perlomeno un tentativo è stato fatto! E’ tutto l’anno che vivo nella speranzosa attesa che il mister mi stupisca positivamente con qualche invenzione, ma per ora non lo ha ancora fatto. Adesso arriva la trasferta di Udine: mister, batti un colpo, ma non solo a parole in conferenza stampa! Sarebbe triste constatare che il Manzoni non aveva tutti i torti: uno se il coraggio non ce l’ha non se lo può dare. Neanche quando non ha nulla da perdere.

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  1. fabry.prover_36 - 1 anno fa

    Veramente un ottima disamina, complimenti!

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  2. Belfagor - 1 anno fa

    Ottimo articolo, il quale ha finalmente delineato e descritto la nullita, l’incapacita e l’inconsistenza di questo idiota genovese.

    Altro che lanciare i giovani…!!! Il “water doriano” quest’anno è riuscito a snaturarli, distruggendo le loro speranze, costringendoli alla panchina o alla cessione in prestito.

    Togliti dai coglioni, Ventura, imbecille ed incapace…!!!!

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  3. prawda - 1 anno fa

    Potrebbe sembrare logico fare esperimenti in queste ultime partite ma vanno a mio parere fatte anche delle considerazioni. Se da un lato l’impiego di giocatori come Zappacosta, Silva, Jansson che hanno giocato poco e Silva praticamente sempre fuori ruolo, appare logica e non si comprende perche’ non avvenga, dall’altro un cambio drastico di modulo richiede tempi piu’ lunghi perche’ venga assimilito; l’unica modifica che a mio parere si potrebbe provare e’ tornare alla difesa a quattro e provare Peres sulla fascia, con Zappacosta dietro, quindi libero da compiti difensivi. Questo avrebbe pero’ un senso se Peres restasse al Toro anche il prossimo anno ma dal momento che ritengo sia il primo indiziato a partire, l’esperimento perde di logica, se non forse scoprire che per tutto il campionato c’erano delle alternative che non sono state nemmeno tentate. Per quanto riguarde le paure, le insicurezze sono figlie da un lato dei risultati modesti, vincere carica sempre e da fiducia mentre perdere deprime, dall’altro dell’incapacita’ di Ventura di trasmettere tranquillita’ e sicurezza alla suadra, d’altra parte tutte le partite decisive le ha sbagliate: dalle trasferte con Pescara e Albinoleffe in serie b, alle partite con Parma e Fiorentina nel campionato terminato al 7 posto, al derby di Coppa Italia di quest’anno solo per fare degli esempi. Purtroppo temo che Ventura sara’ l’allenatore anche il prossimo anno e non sono assolutamente certo che il modulo sara’ cambiato.

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  4. Jerry - 1 anno fa

    Giusta è ottima analisi. Io penso che non ci siano cambiamenti solo ed esclusivamente perché non si ha intenzione di gettare le basi ad un eventuale altro allenatore. Ventura è smanioso di diventare C.T, e non è così certo di restare, basta leggere le dichiarazioni di ieri. Un chiaro monito alla società di fare una scelta, ho smantellare mezza squadra p cambiate lo staff tecnico per dare nuovi stimoli. Con questi dubbi non getterà mai le basi del cambiamento.

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  5. laboratori_61 - 1 anno fa

    Ventura è l’antitesi del tremendismo granata, il suo calcio fatto di parole – considerato quello che si vede sul campo – è solo una presa in giro.

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  6. osvaldo - 1 anno fa

    Bravo ALESSANDRO,PAROLE SANTE!
    Non penso però che il “mister” ci darà questa soddisfazione perchè lui è l’anticalcio e se togliesse l’ingessatura al suo unico e insostituibile schema, liberando alcuni nostri giocatori di esprimersi secondo le loro possibilità naturali e,questi, dovessere mostrare il buono di cui tutti gli addetti ai lavori parlavano ad inzio anno,per lui sarebbe una vera tragedia perchè sarebbe costretto a riconoscere che per l’intero anno non ci ha capito nulla e che ha distrutto un giocattolo che aveva carte migliori da giocarsi per un campionato e un gioco molto,ma molto più dignitoso.
    Osvaldo

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  7. RDS- toromaremmano - 1 anno fa

    Per giocare senza paura della propria ombra e a mente libera qui oramai ci vuole uno psicologo con i controcoglioni.
    Oramai la maggior parte di loro è stata lobotizzata e sa eseguire solo il famigerato 352.

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  8. aterreno - 1 anno fa

    Bravo Alessandro Costantino

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  9. fabrizio - 1 anno fa

    Parole Sante!!!

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  10. Atanor - 1 anno fa

    Finalmente un articolo scritto da uno che ha i coglioni!

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  11. RDS- toromaremmano - 1 anno fa

    Complimenti vivissimi per l’articolo, spiega pienamente il limite di Ventura, la paura di osare.

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  12. ToroFuturo - 1 anno fa

    Le risposte sono già tracciate nell’articolo. Lasciando in panchina un giocatore in partenza, si altera il Presidente perché si abbassa il prezzo del cartellino e si altera il procuratore perché si riduce la capacità contrattuale con il nuovo acquirente. In più Ventura è un uomo incastrato nel sistema che peraltro non ha le capacità tecniche e l’elasticità mentale per cambiare modulo in corso d’opera.

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  13. michelebrillada@gmail.com - 1 anno fa

    insistere su padelli a che cosa serve? basta padellate

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    1. RDS- toromaremmano - 1 anno fa

      Per fargli fare l’Europeo, io non gli farei fare nemmeno il torneo dei quartieri.

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