Toro: le plusvalenze, per arrivare a giocatori di alto livello

Toro: le plusvalenze, per arrivare a giocatori di alto livello

Il Granata della Porta Accanto / Giusto comprare giovani come Lukic con la prospettiva di rivenderli, ma nel lungo periodo servirannoanche innesti pronti per essere subito competitivi. Così da non interrompere il circolo virtuoso

12 commenti

L’era Ventura ha lasciato in eredità un lessico caratteristico fatto di alcune parole chiave che hanno segnato l’immaginario dei tifosi granata negli ultimi cinque anni. Crescita, conoscenze, cellula granata, Cittadella, Bilbao sono solo alcune di queste ma la più importante, quella più cara alla proprietà, è diventata il faro delle strategie del Toro: plusvalenza. Non c’è discussione sul mercato del Torino che non verta in tutto o in parte sul famigerato risvolto economico del guadagno ipotetico di una futura cessione.

Intendiamoci. Per la struttura attuale della divisione delle risorse derivanti dai diritti televisivi della serie A, una delle poche strade percorribili dai club con fatturati modesti come il Torino per sopravvivere dignitosamente è proprio quella di realizzare plusvalenze sulle cessioni dei propri calciatori.

Un modello “sposato” dal Toro che così facendo ha iniziato ad ottenere grossi introiti da giocatori con ottime potenzialità comprati a poco e rivenduti a molto. Di sicuro se oggi il club di Cairo può vantare lo scudetto del bilancio, ciò è dovuto in gran parte a due fattori: la prolungata permanenza in serie A dopo i troppi anni di B e le corpose plusvalenze derivate dalle cessioni eccellenti delle ultime stagioni (Ogbonna, Cerci, Immobile, Darmian, Glik).

In generale, pur apprezzando, come ho già detto, la necessaria politica dell’autofinanziamento, non mi trovo d’accordo in toto con chi vede nella plusvalenza l’unica soluzione possibile. Per due motivi: in primis perché mi piacerebbe che il progetto Toro arrivasse a prevedere un giorno la possibilità che un calciatore che si afferma all’attenzione generale con la nostra maglia non senta poi il bisogno di salpare immediatamente verso altri lidi e in secondo luogo perché affinché possano comunque generarsi plusvalenze ritengo che i risultati sportivi generali del club non possano scendere sotto un certo livello.

Questa seconda condizione in particolare significa che per trarre il massimo da una cessione il club deve partire da un punto di forza e questo avviene se si raggiungono risultati sportivi di rilievo. Se Maksimovic gioca per due anni di seguito l’Europa League nel Toro verrà venduto sicuramente ad una cifra superiore a quella che si spunterebbe se giocasse in un Toro che si salva a stento. Quindi perché il circolo rimanga virtuoso è necessario che i risultati restino molto buoni e per avere più chance che così sia è necessario avere in rosa anche giocatori pronti e validi sui quali magari non si faranno plusvalenze ma sul cui rendimento non ci sono dubbi. Per capirci è ovvio che un Valdifiori di 30 anni non è un calciatore sul quale puoi sperare di fare una plusvalenza, ma se arriva per coprire il ruolo di playmaker – tassello invocato anche dal tecnico Mihajlovic -, allora è da prendere sebbene De Laurentis non lo regali affatto.

Faccio notare che parte del problema della stagione passata risiedeva nello squilibrio della rosa che era sì equamente divisa tra over 31 e under 26, ma quasi totalmente priva di giocatori della fascia 27-30, quelli cioè nel pieno della propria carriera. Investire, come fatto l’anno passato su ottimi profili ancora privi però della necessaria esperienza per esprimersi al massimo delle proprie possibilità è stato  importante e utile, ma non può far prescindere dalla necessità di avere in rosa anche veterani di sicuro affidamento (e questi al Toro non mancano!) e di un certo numero di giocatori, nei ruoli chiave, già al top della propria carriera (e questi sono ancora troppo pochi)

Ben vengano, quindi, i Kucka, i Valdifiori o i Soriano – ormai a quanto pare diretto verso altri e più dorati lidi – seppur le loro valutazioni appaiano come investimenti a fondo perduto, perché il loro apporto in termini di rendimento e di capacità non può che giovare ad una squadra che, stando alle parole del suo allenatore, proverà comunque già quest’anno a lottare per l’Europa League e si impegnerà a centrare il traguardo entro la prossima stagione.

La ricetta per il successo difficilmente comporta un solo ingrediente: puntare tutto sulle plusvalenze alla Lukic, per fare un nome fresco, è un azzardo che, nel lungo periodo, si potrebbe pagare caro. Giusto, se non necessario come spiegato all’inizio, continuare a farle. Ma a queste occorrerà ben presto affiancare investimenti di spicco: tre giocatori alla Belotti e Ljajic in ogni sessione di mercato, per intenderci. Piccoli campioni, pronti a dare il meglio: tanti soldi, ma spesi bene.

In questo modo, – magari! – un giorno si potrebbe diventare la risposta italiana al Porto: che vive di successi sportivi e di plusvalenze stellari. Un sogno non per forza impossibile che metterebbe tutti d’accordo…

12 commenti

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  1. Tenente Sheridan - 1 anno fa

    Credo di poter dire che se si investissero 6/8 milioni di euro per acquistare Viviani, il gioco di Sinisa avrebbe quel regista che lui tanto sogna. Ragazzo integro, giovane, lottatore, quello che ci vuole per noi, dunque denari spesi bene.

    Valdifiori lasciatelo pure ai due cialtroni ADL e Sarri: vedrete che, dopo un altro anno di panca e di malumori, se ancora ne avremo necessità, lo prenderemo l’anno prossimo a parametro zero.

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  2. abatta68 - 1 anno fa

    …poi non sono un esperto in economia ma non ci vuole una laurea per capire che i soldi che prendi dalle plusvalenze non li puoi spendere tutti l’anno stesso per acquistare calciatori ai quali dovrai fare contratti più onerosi e per più anni… I calciatori per una società sono beni da ammortizzare nel tempo, visto che lo stipendio lordo è qualcosa che devi essere in grado di garantire per tutta la durata di un contratto

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  3. abatta68 - 1 anno fa

    Bravo bertu! Aggiungo solo che non si possono fare paragoni con quello che era il calcio negli anni di borsano, quando si poteva chiudere un bilancio in passivo e l’anno dopo potevo continuare ad indebitarti… Oggi se non hai il bilancio in attivo non compri nulla se prima non vendi. Se così non fosse, non si assisterebbe al l’agonia continua delle milanesi, mai più state competitive, o dell’incapacità di rilanciare della Roma o del Napoli, incapaci di rispondere al dominio economico/politico/finanziario di chi sappiamo. Oggi il calcio italiano è una cozzaglia di pseudo presidenti che si accontentano delle briciole, ma in realtà fanno una colletta per far vincere qualcosa ai gobbi, in modo che entrino più soldi dalle competizioni europee nel nostro calcio… Questa è la vera miseria… Cairo è ancora uno dei meno peggio….

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  4. bertu62 - 1 anno fa

    Io non so se sono più “stupidi” certi commenti che leggo, le persone che li scrivono oppure IO che mi ci inc**zo eppoi li commento!!! :-) ..
    Però poi mi arrendo, è più forte di me ed allora ecco qua:
    Vi faccio un copia/incolla di una parte di mio post precedente eppoi ci aggiungo pure qualcosa di nuovo!!
    In precedenza avevo scritto:
    -“Eppoi fratelli, già che ci sono, voglio fare ancora una considerazione:
    Continuo a leggere in tanti commenti (troppi, per i miei gusti/convinzioni…) che “la crescita” non c’è stata in questi ultimi anni perché a guardare la classifica (giustamente..) si vede che dal 7° posto siamo passati al 9° infine al 12° in quest’ultimo campionato….
    Tutto giusto, ma allora mi spiegate PERCHE’ TUTTI vogliono i nostri difensori? Se DAVVERO fossimo una banda di SCARSONI, di Zappaterra, di Schiappe, se DAVVERO i nostri difensori facessero così pietà, allora PERCHE’GLIK AL MONACO? PERCHE’ PERES LO VOGLIONO IN 4/5? PERCHE’ ANCHE MAKSIMOVIC?…..
    Sapete già come la penso in merito, ma LO RIBADISCO:
    Il calcio è un gioco strano, di squadra, di uomini, e di arbitri (uomini anche Loro, e come tali “fallibili” e aggiungerei anche “comprabili” ma non voglio alimentare polemiche…), ma anche di fortuna e sfortuna, anche di incidenti ed infortuni….e NESSUNO mi toglie dalla testa la convinzione che CON MENO INFORTUNI e CON UN PORTIERE che si possa definire tale lo scorso campionato sarebbe finito con ALMENO 12punti in più per noi, e sarebbe stata TUTTA UN’ALTRA STORIA!!!…”
    – Fine del vecchio post…..Ed ora sotto con la nuova considerazione:
    Ma guadagnare dei soldi comprando a poco e rivendendo a di più, è sbagliato? Se lo fai onestamente e pagando le giuste tasse, se dovute, non credo, IN NESSUNA PARTE DEL MONDO!!!! Bene….questo nel calcio si chiama “plusvalenza”…..Ora, tutti i tifosi del mondo sarebbero contenti se la squadra del cuore facesse delle “plusvalenze” anzichè delle “minusvalenze” (che sono il contrario di “guadagnare dei soldi” nell’esempio di prima, cioè rimetterceli…)….TUTTI I TIFOSI dicevo MENO alcuni di NOI!!! ….. Ma cos’è? Vi rode il culo? Non Vi rode se gli schifosi di Venaria fanno 120MILIONI di plusvalenza (!!!!!) con un “pacco”?? Noooooo!!! A Voi rode che il Toro FORSE e dico FORSE li abbia fatti negli ultimi 10anni!!!! Ma VOI, cosa credete? Che mettere in piedi una squadra di calcio di Serie A in modo SANO e NON come ha fatto il Presidente del Parma (ad esempio…), pagare REGOLARMENTE TUTTI i calciatori, gli allenatori, lo staff, gli impianti, i fornitori, le trasferte, ecc…ecc….NON COSTI UN C**O?? MA PERCHE’ NON LO FATE VOI “A GRATIS”?? Così sì che allora rimarrebbero tanti bei soldoni dalle “plusvalenze” per comprare i cartellini dei giocatori più bravi MA ANCHE PER PAGARE LORO GLI STIPENDI POI!!!! Sì perché non dimenticateVi, cari signorini, che PIU’ il calciatore è bravo e costa, e più poi tocca pagargli lo stipendio!!!!
    In sostanza ed in finfine, TUTTI sono bravi a gridare e urlare e a prendere applausi o “mi piace” nei commenti scrivendo cose ovvie e scontate e soprattutto ovvie….. Ma poi bisogna fare i conti con LA REALTA’….E la realtà è che OGGI ci vogliono UN SACCO DI SOLDI oppure hai una FIAT/EXOR alle spalle che poi è lo stesso, oppure fallisci (Parma, ma anche altri -LAZIO- avrebbero dovuto..) oppure vendi ai Cinesi (Milan e Inter…) altrimenti fai l’altalena fra la metà classifica di destra e la metà di quella di sinistra come fanno molte squadre, eppoi se hai pazienza e fortuna e POCHI scassa-maroni allora magari riesci a ricostruire un settore giovanile DA ZERO, uno stadio STORICO come IL FILADELFIA e poi magari una squadra DECENTE fatta da calciatori DI PROPRIETA’ e che possa giocarsi tutti gli anni l’Europa!!
    Ma questo, ahimè, non tutti lo capiscono!!!

    FVCG!!
    SEMPRE!!!

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    1. Jone - 1 anno fa

      Questo si che e’ uno dei commenti piu’ stupidi che abbia mai letto. Unica nota corretta, quella del Fila.
      La prossima volta, lotta con te stesso, non arrenderti e non commentare. Non ce n’e’ bisogno.

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  5. ToroFuturo - 1 anno fa

    Nella gestione bisogna considerare anche il monte stipendi. Quando un giocatore comincia a valere 20 mln richiede uno stipendio di 2 mln netti all’anno e se non lo si accontenta é facile che diventi demotivato.
    Certo Cairo è un imprenditore molto amministratore e poco investitore, ma mi rendo conto che non è semplice sviluppare una Società con tanti soggetti, facendo quadrare il bilancio.

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  6. SemperFidelis - 1 anno fa

    Io sto con Cairo. Dopo i primi 5 anni di apprendistato il presidente ha capito che non poteva gestire il Toro come un giornale. Negli ultimi 5 anni siamo sempre cresciuti, penso che anche l’anno scorso nonostante i risultati non lo dicano la rosa sia migliorata. Penso che la persona che meriti il titolo di INCEDIBILE sia Petrachi qualche bufala l’ha presa anche lui ma ha talento.
    Con Mihajlovic, si è scelto di puntare su giocatori conosciuti Adelm Yago forse Valdifiori, appunto perché è stata alzata l’asticella, ed ho fiducia che l’obbiettivo europa league arrivi probabilmente in 3 anni a patto di mantenere la barra a dritta alle prime difficolta

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    1. Mik - 1 anno fa

      3 anni fa settimi…poi noni e dopo ancora dodicesimi, a 16 punti dal real sassuolo. Sti 5 anni di continua crescita devo ancora vederli. Volente o nolente la classifica a fine campionato è quella che più conta…

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      1. faber.fibr_617 - 1 anno fa

        a livello di prestigio, valore della rosa e qualità tecnica generale, è innegabile che il toro è sempre cresciuto negli ultimi 5 anni. poi però c’è IL fattore, che è l’allenatore, che è quello che volente o nolente deve amalgamare 11 giocatori e farli diventare una squadra,e con gli anni affinare gli schemi, migliorare l’intesa, innovare nel gioco… ecco, noi siamo stati carenti in quello negli ultimi 2 anni. ventura ha avuto il picco con noi l’anno in cui siamo entrati in europa league. poi, come è normale, il ciclo va in fase decrescente e finisce. perchè obiettivamente non mi venire a dire che l’anno scorso eravamo inferiori al real sassuolo o ad altre, molte, squadre che ci sono arrivate davanti. e due anni fa se padelli non avesse fatto quella cappella clamorosa con l’empoli saremmo andati in europa pure quell’anno, ricordiamocelo!!!

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        1. Mik - 1 anno fa

          Con i se e con i ma non si va da nessuna parte. E conta poco o zero sostenere che si era migliori di altre squadre per poi finirci dietro. Torno a ripetere che nel calcio conta dove ti piazzi in un campionato. E se i piazzamenti diventano sempre peggiori vuol dire che qualcosa non va a livello di tutto, da allenatore al resto. Inutile appellarsi sempre e solo alla sfiga o, appunto, ai se e i ma. Ciclo finito o non il mio appunto stava nell’evidenziare che negli ultimi cinque anni dopo l’accesso in europa grazie al culo che si chiama Parma, poi abbiamo avuto per 2 anni…e non 2 settimane o 2 mesi, una parabola discendente. Che si è tradotta nelle relative posizioni in classifica che tutti a fine campionato abbiamo visto. Il progresso o il regresso di una squadra/società si valuta sui campionati che gioca e i risultati che in ssi ottiene, non su impressioni,sfortune,sembrava, poteva essere,magari…e compagnia bella! Poche ciance! In tre derby l’anno scorso abbiamo preso 10 schiaffi dalla rubentus. Tra l’altro 6 dei quali contro una juve di inizio campionato che tipo pareggiava in casa col frosinone o perdeva con l’udinese. Non di certo quella del girone di ritorno. Con questo non dico che la società non abbia imparato in questi ultimi anni a muoversi meglio. Investe sempre di piu nei giovani e, sopratutto, il presidente mette meno becco finalmente nelle questioni prettamente calcistiche, delegando giustamente a chi ne sa piu di lui ed è imputato a farlo. Ma da qui a dire che abbiamo 5 anni di crescita continua con i risultati ottenuti sotto gli occhi di tutti…bè ce ne passa. Se fosse così quest’anno ci saremmo dovuti trovare noi al posto del Sassuolo,no?! E non invischiati in zona retrocessione.O ce lo siamo già dimenticati?! La strada per essere competitivi e assaporare le qualificazioni in coppa con una certa continuità è ancor lunga e in salita. E finché si vorrà additare tutto questo sempre e solo alla nostra ruota che gira storta, o agli altri che han troppo culo, lo sarà ancor di più

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  7. fabrizio - 1 anno fa

    Articolo condivisibile. Il Newcastle ha adottato la stessa politica ed e’ finito in championship…

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    1. fabrizio - 1 anno fa

      purtroppo sono fatti, sotto gli occhi di tutti

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