Brighi Caterpillar o Gatto delle nevi?

Brighi Caterpillar o Gatto delle nevi?

Decine di palloni letteralmente sradicati dai piedi degli avversari. Sempre a testa alta. Presente per tutti i novanta minuti in ogni zona del campo dove rotolava il pallone. Un solo fallo commesso, per altro utilie a spezzare…

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Decine di palloni letteralmente sradicati dai piedi degli avversari. Sempre a testa alta. Presente per tutti i novanta minuti in ogni zona del campo dove rotolava il pallone. Un solo fallo commesso, per altro utilie a spezzare una pericolosa ripartenza del velocissimo Candreva al minuto 60 della ripresa.


CATERPILLAR O GATTO DELLE NEVI? – Peccato solo per l’incapacità o quasi di effettuare lanci di media o lunga gittata. Un difetto, questo, che può avergli impedito quand’era più giovane di giocare titolare in club di altissimo livello. Il Matteo Brighi ammirato domenica all’Olimpico torinese giocherebbe fisso in nazionale vista la penuria di mediani dai piedi buoni che c’è in serie A. Mai prima d’ora avevamo visto il 32enne riminese così a suo agio come domenica in Toro-Lazio! Su un terreno reso insidioso dalla copiosa nevicata era davvero difficile dialogare palla a terra coi compagni. Ebbene Brighi domenica notte non ha sbagliato praticamente nulla. E’ stato regista e trascinatore, caterpillar e gatto delle nevi, ha cantato e portato la croce. E’ stato insomma il migliore di un Toro che, battendo al fotofinish di misura l’irriducibile Lazio di Petkovic, ha esaltato lo stadio Olimpico in un clima a dir poco polare. Ora che la sciolina sotto le suole non servirà più perchè l’inverno è finito, resta un dubbio: quale sarà il prossimo travestimento per il nuovo super-eroe granata?

 

L’UNIONE FA LA FORZA – Domenica l’ultimo quarto d’ora di gioco si è disputato a meno uno di temperatura ma con un tifo che ha raggiunto vette inimmaginabili. Il primo gol in granata di Jonathas, dinoccolato attaccante del Minas Gerais, è stato il sigillo della ritrovata compattezza fra popolo e squadra granata. A quel gol il Toro è stato letteralmente trascinato dalla sua gente. Tutti o quasi i 13mila che hanno sfidato il gran freddo capivano che lo 0-0 contro la Lazio in dieci dal 16° del primo tempo sarebbe stata un’autentica beffa. Mai come stavolta la vittoria era davvero a portata di mano! Granata in forcing. D’Ambrosio (geniale la mossa di Ventura al 50° di invertire la sua posizione con quella del soldatino Darmian!) lotta come un ossesso per procurarsi il corner che il neo-nazionale Alessio Cerci batte a rientrare per la girata in acrobazia di Jonathas. L’Atleta di Cristo è veramente bravo a segnare con un guizzo eludendo la marcatura di Biava. Al mister Ventura come all’ultimo dei magazzinieri giunge un segnale preciso: noi sugli spalti e alla Sisport isoliamo i contestatori, voi in campo cercate di mettercela tutta. Il cammino per tornare ad essere una società temuta e rispettata da tutti è ancora lungo? Sarà ma l’importante è marciare convinti verso la stessa direzione: l’unione fa la forza, qui a Torino più che altrove!

QUANDO PELÉ SCOPRÌ IL MARE – San Paolo, anno di grazia 1956. Un ragazzino di 16 anni proveniente, come Jonathas, dal Minas Gerais viene a giocare per il Santos. E’ così povero che, non potendo acquistargli un pallone, la sua famiglia a Tres Coracoes gli procura ogni tanto un pompelmo per allenarsi. Ma a questo ragazzino che sarebbe diventato l’attaccante più forte di ogni epoca assieme a Valentino Mazzola, Puskas, Di Stefano e Maradona la sorpresa più inaspettata la procurò il mare. “Quando lo vidi impazzii. Entrai nell’acqua con le scarpe e tutto il resto per vedere se era davvero salata!”. Peccato non esserci a spiare la gioia inattesa di quel povero bambino cresciuto a pane e miseria fino a quel giorno! Edson Arantes do Nascimento, in arte Pelè, ha oggi 73 primavere e si prepara a fare l’ambasciatore del Brasile ai prossimi Mondiali, riverito e stimato da tutti tranne che … da Maradona, ovviamente!

Renato Tubère

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