Distrarsi al 94′, Primavera finalmente piena, quella frase del grande Bill …

Distrarsi al 94′, Primavera finalmente piena, quella frase del grande Bill …

In barba a ogni regolamento. Fregandosene di tutto e di tutti, cioè all’italiana. La partita Cagliari-Torino di domenica scorsa doveva giocarsi a porte chiuse.

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In barba a ogni regolamento. Fregandosene di tutto e di tutti, cioè all’italiana. La partita Cagliari-Torino di domenica scorsa doveva giocarsi a porte chiuse.

A PORTE SOCCHIUSE – Invece verrà quasi sicuramente registrata nel Guinness dei primati del 2013 alla voce: maggior numero di addetti ai lavori presenti, pare circa quattrocento. Che hanno tifato come forsennati, naturalmente! I padroni di casa, con l’acqua alla gola dopo l’arresto del loro presidente, hanno sfruttato fino in fondo la pessima giornata di un arbitro, Peruzzo, già segnalatosi in precedenza per un’impreparazione direttamente proporzionale, forse, solo alle scarse diottrie che madre Natura deve avegli fornito. E il Toro? Ha fatto la sua onesta partita, probabilmente l’avrebbe anche vinta senza certi episodi apertamente sfavorevoli. Di positivo si è vista l’ottima intesa sulla fascia destra fra Darmian e Cerci: e di negativo? La giornata storta di Ogbonna, le lunghe pause di Barreto? Non solo: a me ha soprattutto deluso la mancanza di lucidità con cui, al minuto 94 di una sfida che si stava pareggiando in 9 contro 11, è stato lasciato tirare comodamente da fuori area un certo Daniele Conti. Un errore collettivo che, complice la sfortunata deviazione di Glik, i granata hanno pagato caro. Sindrome da … porte socchiuse?

UNA RONDINE NON FA PRIMAVERA – Finalmente! In via Arcivescovado devono aver riflettuto su certi vuoti imbarazzanti allo stadio Olimpico. Si devono anche essere guardati attorno. A Bologna lo stadio ormai lo riempiono solo così: facendo sempre o quasi offerte, sconti, promozioni per ogni singolo incontro. Il risultato è che al Dall’Ara i rossoblu sono sostenuti, in larga parte, da una tifoseria formata da famiglie. Ecco che, per l’anticipo a ora di pranzo di domenica prossima, la dirigenza granata vuole ripopolare la curva Primavera con prezzi scontati. Papà, mamma e figlio con meno di 16 anni spenderanno in tutto 30 euro, ma non solo: dal sito ufficiale apprendiamo che, indipendentemente dal vincolo del nucleo famigliare, donne e under 16 entreranno in Primavera pagando solo 5 euro. Col campionato che entra nella fase decisiva e in tempi di crisi economica a dir poco lancinante il calcio tornerà ad essere alla portata di tutti o quasi: a Bologna ci stanno riuscendo, quindi …
 
RICORDANDO BILL SHANKLY – “Non farlo! Per te è solo una sciarpa, per un ragazzo rappresenta la vita!”: era il 1973 e il suo Liverpool andava a vincere nella stessa stagione campionato e Coppa UEFA. Bill Shankly pronunciò questa frase quando vide un poliziotto sequestrare la sciarpa a un tifoso dei reds che festeggiava i suoi beniamini in modo forse un po’ troppo scomposto. Una vita per il calcio fin da quando nel suo villaggio in Scozia tirava i primi calci a un pallone coi suoi 4 fratelli e qualche amico. Poi una carriera decisamente anonima da calciatore terminata durante la Seconda Guerra mondiale nel Partick Thistle. Ma Bill era nato per fare l’allenatore. Fu alla guida del Liverpool, raccolto quando languiva malinconicamente in Seconda Divisione, che quest’uomo di sport straordinario fece il suo capolavoro. Era il 1959 e, lavorando sui muscoli ma soprattutto sulla mentalità di giocatori e pubblico, lo scozzese in 15 anni trasformò il Liverpool da club di seconda fila a squadra imbattibile o quasi. Quando si ritirò nel 1974 Anfield gli tributò un trionfo pazzesco: la corona lo designò ufficiale dell’Impero Britannico. Ma di Bill Shankly resteranno indimenticabili, più del pamares dei titoli vinti, le belle parole spese per quel tifoso che salvò da un probabile arresto. Su le sciarpe per Bill, allora!
 
Renato Tubère
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