Il Guazzabuglio

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UDINE: QUANTI RIMPIANTI! – Come si fa a regalare una rete in modo così maldestro nelle prime battute di una gara così delicata? Il tic e toc insistito è francamente incomprensibile se fatto pochi metri davanti a Gillet….
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UDINE: QUANTI RIMPIANTI! – Come si fa a regalare una rete in modo così maldestro nelle prime battute di una gara così delicata? Il tic e toc insistito è francamente incomprensibile se fatto pochi metri davanti a Gillet. Un disimpegno sbagliato e loro han segnato dopo aver già costruito due altre palle gol nei primi minuti. Cari Rodriguez & co, perchè? Bastava sentire l’incitamento costante dei tifosi dell’Udinese dal quarto d’ora della ripresa fino al fischio finale per comprendere quanto i loro giocatori stessero faticando. Quel gol in tap in facile facile al 7° minuto, il palo a botta sicura di Maicosuel al 36°, e poi? L’astuto Guidolin aveva richiamato i suoi a star dietro la linea del pallone. Lasciateli pure giocare, i granata: tanto davanti abbiamo Di Natale che all’occorrenza … e invece questo Toro, forse svegliatosi un po’ di ritardo dall’imprevisto letargo, non ha più corso gravi rischi. Anzi: ha fatto la partita. Gli uomini di Ventura han cercato di sfruttare al massimo un Cerci al top della condizione. Scattante, preciso, devastante negli uno contro uno e quella ciclopica conclusione al 59° stampatasi sulla traversa a Padelli strabattuto … che rabbia, Alessio! Per contro non sono pervenuti Barreto e Meggiorini: sapranno anche fare bene certi movimenti senza palla tanto cari a Ventura, i due. Mai un tiro in porta, però! Molto meglio il nuovo arrivato Jonathas e Diop che, pur mancando d’intesa, si sono dati parecchio da fare nel poco tempo a disposizione. Due parole infine sull’arbitro: due rigori solari non dati, molto di manica larga quando i vari Domizzi, Pinzi ed Herteaux menavano come fabbri, Banti di Livorno quando vuole sa essere detestabile come pochi altri fischietti in Italia. Che gli vada il suo stramaledetto cacciucco di traverso al più presto!
 
DA VIAREGGIO ALLA SERIE A – Archiviata con molta amarezza la partita di domenica scorsa della prima squadra il popolo granata volge lo sguardo con interesse al torneo di Viareggio. D’accordo, troppo modesti i norvegesi contro cui la Longo band ha maramaldeggiato all’esordio! Però vogliamo parlare del fantastico gol con cui il ’93 belga di origini congolesi Dolly Menga ha fatto subito innamorare di sé gli spettatori di Toro-Honefoss? Controllo di palla perfetto, palla sul sinistro, il suo piede, e infine una sassata d’inaudita violenza che s’infila sotto la traversa. Chissà quanto avrà gioito il suo scopritore: Gianluca Petrachi! Ieri Menga si sia aggregato alla prima squadra. Fa piacere che, prima della partitella, Ventura lo abbia preso da parte prima del lavoro in gruppo con gli altri compagni più esperti. I ricorrenti guai fisici di Santana e le prestazioni altalenanti di Birsa potrebbero spalancare le porte all’esordio in serie A per questo talentuoso attaccante di fascia. Un Toro che riparta dai giovani per riconquistare il posto che merita nel calcio italiano: da anni i tifosi granata si aggrappano a questo sogno. Chissà se in via Arcivescovado hanno capito che i tempi sono finalmente maturi per lanciare in prima squadra almeno un paio di virgulti della Primavera?
 
CONTROLLORE DI VOLO, MISTER O PLAYBOY? – Un allenatore part time sale alla ribalta del grande calcio: a dargli ripetizioni un certo Josè Mourinho. Lucio Antunes, nella vita di tutti i giorni il controllore del traffico aereo nell’isola di Sal, a Capo Verde, dal luglio 2010 quando vuole allenare si deve mettere in aspettativa. Quanto guadagna? Le cifre ufficiali non si conoscono: c’è voluta una colletta della popolazione di questo minuscolo arcipelago situato al largo del Senegal. Solo così Lucio e i suoi giocatori sono andati in Sudafrica alla fase finale di Coppa d’Africa, conquistata per la prima volta nella loro storia. Eliminando niente meno che il fortissimo Camerun di Samuel Eto’o! Dicono che il buon Antunes, tipo gioviale e dal sorriso sempre pronto, abbia fatto molte conquiste al di fuori del rettangolo di gioco. Ne avrà di cose interessanti da raccontare adesso, fra un decollo e un atterraggio, ai suoi colleghi di lavoro: chissà se Antunes, da buon commissario tecnico, acchiapperà fra il gentil sesso quelche bellapollastrella sulla meravigliosa spiaggia della sua Ilha do Sal? Magari sorseggiando con sguardo malizioso un bel grogue davanti a un bel piatto di cachupa!
 
Renato Tubère
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