Toro, aria di svolta

Toro, aria di svolta

TUTTI INSIEME APPASSIONATAMENTE – Si respira un’aria nuova in casa granata. La bella prestazione con l’Inter fa rinascere l’entusiasmo attorno a D’Ambrosio e compagni. Si è chiuso il mercato di gennaio e Ventura tira un sospiro di sollievo: ora può lavorare con un organico più…
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TUTTI INSIEME APPASSIONATAMENTE – Si respira un’aria nuova in casa granata. La bella prestazione con l’Inter fa rinascere l’entusiasmo attorno a D’Ambrosio e compagni. Si è chiuso il mercato di gennaio e Ventura tira un sospiro di sollievo: ora può lavorare con un organico più ristretto e, quel che più conta, i giocatori a disposizione sembrano ideali per il suo progetto. “Questo è l’anno zero”: ha fatto un po’ scalpore la frase del mister genovese nel dopo-partita a San Siro. Vi ricordate cos’è stata la serie B? Un torneo terribile per la serie di trappole disseminate lungo il percorso. Ma anche modesto come contenuti tecnici: i gol fioccano a grappoli in B ma quanti errori madornali da parte di chi li becca! Il Toro 2012/13, entusiasta ma inesperto in quasi tutti i suoi componenti, è così approdato alla serie A dopo tre annate consecutive in questo inferno. C’è voluto un periodo di rodaggio che forse si è concluso all’inizio del girone di ritorno. In casa col Siena,  poi nelle due consecutive trasferte a Pescara e con l’Inter: sette punti in tre gare disputate con grande determinazione sono un bottino di tutto rispetto per chi, fino a qualche domenica fa, guardava terrorizzato il fondo della classifica. Qualcosa è scattato nelle menti e nei cuori dei granata. Tutti insieme appassionatamente, dall’eterna riserva Caceres al ritrovato Meggiorini, hanno voltato pagina: ma guai a mollare proprio ora!
 
IL FATTORE DELIO ROSSI – Quanto può incidere la bravura di un mister sul rendimento del club che allena? Alla Sampdoria ne sanno qualcosa. Promossi assieme al Toro ma passando per le forche caudine dei play-offs i blucerchiati erano in crisi nera. Ferrara, subentrato all’allenatore della promozione Iachini, puntava molto sui gol del bomber argentino Maxi Lopez, prelevato in estate dal Catania dopo una breve parentesi in prestito al Milan. Partenza fulminante poi, proprio a partire dal pareggio in rimonta col Toro dell’andata, succede il patatrac. Una sconfitta bruciante dietro l’altra, Maxi Lopez infortunato gravemente, e l’ex commissario tecnico dell’Under 21 sale ben presto sul banco degl’imputati. Il pubblico doriano, per quanto estremamente paziente, non comprende il motivo di certe esclusioni eccellenti (capitan Palombo, il giovanissimo argentino Maurito Icardi). Ferrara non arriva a mangiare il classico panettone: sapete perché? Una settimana prima di Natale la famiglia Garrone, dopo l’ennesimo rovescio in campionato, gli dà il benservito chiamando al suo posto un certo Delio Rossi. Uno della vecchia guardia che sa alternare bastone e carota a seconda delle situazioni. Uno che vive il calcio in modo totale. Uno che dà fiducia solo a quei giocatori che lo ascoltano durante la settimana, senza preclusioni di sorta. I risultati della sua Samp sono sotto gli occhi di tutti: il gruppo che pareva disgregarsi sotto il peso di tante sconfitte si trasforma in squadra vera grazie ai gol a raffica della nuova stella argentina Icardi. Per fortuna del Toro sabato mancherà per squalifica l’uomo-squadra di Rossi: Pedro Obiang, pescato per caso nel vivaio dell’Atletico Madrid, è uno dei pochi centrocampisti totali presenti in Italia. Ecco perchè, amici doriani, per uscire indenni dall’Olimpico il fattore Delio Rossi potrebbe non bastarvi!
 
LA MUSA DO BRASIL – Tutti gli anni in Brasile si svolge, parallelamente al campionato nazionale, una manifestazione che col calcio ha poco a che fare. Ogni tifoseria dei venti club iscritti al “Brasilerao” elegge una miss, anzi una Musa, che partecipa a una votazione che coinvolge tutto il paese. A trionfare con ben il 41% delle preferenze lo scorso anno è stata la bionda candidata del Gremio, anzi come dicono laggiù, la Musa do Tricolor. C’è chi maligna che Martina Spier, questo il nome della vincitrice, sia stata sostenuta soprattutto da uno dei calciatori più popolari del club di Porto Alegre. Elano Blumer, aria da bravo ragazzo ma sotto sotto un impenitente donnaiolo, pare si sia svenato nell’acquisto delle schede da inviare al concorso col nome della sua bella Musa. Può permettersi questo e altro, il nazionale brasiliano ex City e Galasataray, dopo il fenomenale gol di destro esploso pochi giorni fa nel ritorno del primo turno di Copa Libertadores!
 
Renato Tubere
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