Toro, derby da dimenticare, un Gomis che vale oro..

Toro, derby da dimenticare, un Gomis che vale oro..

Animus pugnandi, dove sei finito? Gl’indiani a caccia dei cow boys evocati da Emiliano Mondonico alla vigilia dei suoi derby sono oggi un pallido ricordo! Domenica scorsa in maglia granata sono invece scesi in campo undici impiegati del catasto.
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Animus pugnandi, dove sei finito? Gl’indiani a caccia dei cow boys evocati da Emiliano Mondonico alla vigilia dei suoi derby sono oggi un pallido ricordo! Domenica scorsa in maglia granata sono invece scesi in campo undici impiegati del catasto.
 
BLOOD, SWEAT & TEARS – Cioè: “Sangue, sudore e lacrime”. Così si aprì e si chiuse uno dei più celebri discorsi di Sir Winston Churchill, leggendario premier inglese, durante il secondo conflitto mondiale. L’immancabile sigaro in bocca, Churchill sottolineava con questa frase l’impegno richiesto ai sudditi della corona contro l’invasore nazista. Sangue, sudore e lacrime: con questo spirito dovrebbero giocare un derby i giocatori del Toro, e invece … Anche stavolta, esattamente come nei due derby dello scorso campionato, abbiamo visto una squadra scesa in campo solo per limitare i danni. Sconfitti prima ancora di cominciare a giocare. Rassegnati al peggio. Ordinati, certo, ma solo nel rispettare le consegne del loro mister. Una su tutte non mi ha convinto: la mossa di far marcare Pogba da Immobile. Un centravanti che, lo ricordiamo, Zeman sgridava in continuazione quando si ostinava a ripiegare con troppa insistenza verso la sua area di rigore. Vederlo muoversi come uno stopperone qualsiasi, che malinconia! Rivediamo comunque l’azione emblematica di questo derby perso così malamente contro un avversario certo non trascendentale. Quasi alla mezz’ora della ripresa Cerci, spalla a spalla con Chiellini che come al solito tenta di metterlo giù con le cattive maniere, entrato in area si lascia cadere come fulminato. Lo fa con l’intento, nemmeno troppo nascosto, d’indurre l’arbitro di fischiargli a favore almeno una punizioncina dal limite. C’erano invece tutte le premesse per restare in piedi e provare a saggiare i riflessi di un certo Buffon: perchè non provarci? Mah! A proposito di Alessio: come si fa a lasciarlo solo nelle grinfie del trio difensivo avversario, con il resto dei giocatori granata incapaci di fare anche solo un lancio in grado di innestare le sue serpentine? Al di là del gol-partita da annullare, la seconda sconfitta stagionale, prima in casa, viene archiviata con un dato che ci auguriamo di non vedere mai più in stagione: palle gol prodotte, zero!
 
ALFREDINO PARA-RIGORI – Buone notizie invece da Crotone. Il portierino granata 19enne Alfred Gomis, pur sconfitto col suo Crotone a Cittadella, si è distinto lo scorso week-end per aver parato alla grande un rigore sullo 0-0. E’ alla sua prima stagione professionistica e farà sicuramente bene, considerando la saggezza con cui laggiù un bravo dirigente di nome Anselmo Iovine, segretario del club rossoblù, lo aiuterà a farsi strada nel calcio che conta. Per una volta riconosciamolo: questo è il modo corretto di valorizzare i prodotti del vivaio granata, bravo Petrachi!
 
ZAHA O ARISTOTELES? – Scoppia uno scandalo a luci rosse fra i campioni in carica della Premier League del Manchester United. A fronte di una classifica improvvisamente deficitaria, i red devils devono ora far fronte alle accuse di mobbing verso uno degli attaccanti più promettenti: Wilfried Zaha, 20enne attaccante ivoriano prelevato in estate dal Crystal Palace, sarebbe stato messo ai margini della rosa per essere andato a convivere, senza l’approvazione del papà, con la figlia del suo nuovo allenatore David Moyes. Zaha come Aristoteles? E Moyes come Oronzo Canà, mitico mister della Longobarda interpretato magistralmente da Lino Banfi? Chi vivrà vedrà …
 
Renato Tubère
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