Caos (quasi) logico

Caos (quasi) logico

di Luca Sgarbi – Nel caos ci può essere una logica. Magari non la perfezione di un progetto ordinato, questo no.  Magari la splendida confusione di tutti i singoli elementi crea per magia un ordine insperato. In effetti, sembra così, dal momento che al Piano di Sotto quasi tutti i protagonisti sono al posto giusto.  Partendo dalla “green zone”, quella di chi punta alla serie A. Siena e Atalanta dovevano…

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di Luca Sgarbi – Nel caos ci può essere una logica. Magari non la perfezione di un progetto ordinato, questo no.  Magari la splendida confusione di tutti i singoli elementi crea per magia un ordine insperato. In effetti, sembra così, dal momento che al Piano di Sotto quasi tutti i protagonisti sono al posto giusto.  Partendo dalla “green zone”, quella di chi punta alla serie A. Siena e Atalanta dovevano essere, Siena e Atalanta sono. Senza esaltare, specie los de Colantuono. Siamo più forti, non chiedeteci il calcio, noi c’accontentiamo del risultato, questo dicono. 5 punti di vantaggio  sul Novara per i bianconeri, 8 per i nerazzurri e un sabato potenzialmente insidioso: nessuna  delle due però potrebbe perdere punti sul terzo posto, visto che l’Atalanta andrà a Padova e il  Siena ospiterà il Sassuolo (che metterà in lista presumibilmente 7 primavera su 18).  

Stesso discorso per la zona playoff. Con buona pace di tutti, ci sono quelle che ci dovevano  essere (Toro e Sassuolo a parte): le due matricole (Novara e Varese), le nobili in risalita  (Reggina ed Empoli), una retrocessa caduta in disgrazia (Livorno) più Grosseto e Vicenza, alias “the middle class”. Il campionato insipido era il massimo possibile per Modena, Pescara e Padova, sopresa di inizio stagione, ma che senza Succi e Di Gennaro non poteva non accortocciarsi.  Buon per quelli dallo scudo bianco che il margine dalla zona rossa rimanga sufficente, perchè le premesse per il finale erano diventate tremendamente fosche. Lasciando perdere Sassuolo e Toro, per evitare di piazzare il dito in una piaga formato XXL, il mezzo lo occupano Pescara, Piacenza e Modena, tre per le quali il campionatino insipido vale quanto uno scudetto.

Da quota 36 in giù la vita si fa dura per tutti. Anche nella “red zone”, chi  sguazza sapeva già dall’inizio quale fosse lo stagno. L’acquitrino salvezza ne premierà due tra Albinoleffe (36), Cittadella (35), Crotone (34), Portogruaro(33), Frosinone (32) e Triestina (29).  Per coerenza, chi vi scrive deve ammettere che le sue tre papabili per il rosso diretto erano – dal semaforo di partenza – Albinoleffe, Triestina e Portogruaro. Un ordine (dal basso) al quale rimanere fedeli. Perchè il caos, a volte, può generare un ordine inatteso.

ps. Ho volutamente ignorato l’Ascoli che, complice la penalizzazione, è chiamato ad un torneo surreale. Farebbe parte della middle class, ma la situazione societaria è una zavorra, quindi…

(Foto: M. Dreosti)

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