Il campionato più facile del mondo

Il campionato più facile del mondo

di Luca Sgarbi

Ebbene sì. Confesso. Sono invidioso. C’è un dettaglio che mi porta ad invidiare seriamente i tifosi di serie B. Costretti come sono, dal corazon, ad osservare uno scempio estetico di queste proporzioni, devono senz’altro essersi garantiti il Paradiso. Uno sforzo del genere non può passare inosservato al Piano di Sopra, in senso celeste. 
Eppoi devo confessare che sghignazzo…

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di Luca Sgarbi

Ebbene sì. Confesso. Sono invidioso. C’è un dettaglio che mi porta ad invidiare seriamente i tifosi di serie B. Costretti come sono, dal corazon, ad osservare uno scempio estetico di queste proporzioni, devono senz’altro essersi garantiti il Paradiso. Uno sforzo del genere non può passare inosservato al Piano di Sopra, in senso celeste. 
Eppoi devo confessare che sghignazzo di gusto quando sento allenatori affermati dichiarare, con aria socratica, che “la serie B è il campionato più difficile che ci sia”. Mi viene concretamente da pensare che l’unico record che la cadetteria può vantare è quello della mediocrità. Raramente mi è capitato – per fortuna, gente – di assistere a spettacoli così modesti.
Difficile parlare di livello di gioco dal momento che le conoscenze collettive sono ai minimi storici.
Nell’autunno del Novara avevo visto una sorta di rinascimento del gusto. Ma l’estetica, alla prima crisi, ha  lasciato subito il campo alla concretezza, nel senso calcisticamente più degradante del termine. Il solito tran-tran.
Per confutare la tesi basta partire da chi comanda la classifica e probabilmente vincerà il campionato: l’Atalanta. Squadra dalla fisicità notevole (la media altezza fa 185 centimetri), con un giocatore – Barreto – dotato di un calcio da serie A. Una squadra, però, con scarsissime conoscenze di gioco collettivo. Una macchina sufficente per il salto di categoria, considerato il livello medio. Quanto al Siena, devo ammettere che nutrivo molte speranze su Antonio Conte. Il suo Bari versione 2009 era qualcosa di divertente e pratico al contempo. Il Siena attuale, invece, vince perchè ha individualità migliori. Punto e basta. 
Il raffronto col passato è improponibile. Im-ba-raz-zan-te. Una squadra che ho potuto osservare da vicino come il Modena di Gianni De Biasi (2000-2002), arriverebbe senza problemi a 85 punti nel campionato attuale. Sì, sì. Quota 85. Oh yes. Lo stesso discorso potrei farlo per il Chievo di Iachini (85 punti nel 2008) o per le squadre che si giocarono la B nel 2005-06: il Mantova di Di Carlo e il Torino dello stesso De Biasi, con tutti i loro limiti, mi sembrano corazzate rispetto alle partecipanti al ballo 2011. Varese, Reggina, Torino, Pescara, Vicenza e Livorno – citando solo le più vicine alla zona playoff – sono impacciatissime mestieranti che in altri tempi si sarebbero spartite una salvezza tranquilla. Che cosa diavolo stia succedendo a questa serie B posso solo azzardarlo.
Ma state tranquilli. Se avete peccati da espiare e volete raggiungere il paradiso, osservare questo calcio è sufficente per andare dritti allo scopo.

(foto M.Dreosti)

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