Carica ragazzi! Zero ansia da prestazione

Carica ragazzi! Zero ansia da prestazione

Il Toro nella Testa / Torna la rubrica di Marco Cassardo: “Finalmente abbiamo vinto contro una big”

di Marco Cassardo

Finalmente abbiamo vinto una partita importante contro una big. Non ci capita quasi mai, la felicità è grande. Non è stata una gran prestazione; si sono rivisti i soliti pregi e i soliti difetti del Toro. Grande organizzazione, un pacchetto difensivo all’altezza della Champions League, un centrocampo con tanta grinta e poca qualità e due attaccanti che fanno tutto meno che attaccare. Per ora Mazzarri ha dimostrato di essere da otto in quanto a solidità e organizzazione di gioco, ma ben lontano dalla sufficienza in quanto a manovra offensiva: palle lunghe e cross dalle fasce, nient’altro.

E’ vero che manca un fantasista in grado di creare la superiorità numerica (incredibile la testardaggine di società e staff tecnico nel non voler provvedere), ma nonostante ciò con gli attaccanti di cui disponiamo si potrebbe e dovrebbe fare meglio. Ora siamo arrivati al momento della verità: nelle prossime sette partite, eccezion fatta per la trasferta del San Paolo, incontreremo squadre alla nostra portata. Ha ragione il grande Armando Izzo (mi sto innamorando di questo giocatore, può diventare il nuovo Pasquale Bruno): è il momento di centrare un filotto di vittorie. E siamo al dunque: la cronica incapacità del Toro di superare le prove di maturità. Non appena abbiamo qualcosa da perdere, immancabilmente la perdiamo.  Ormai da anni, la nostra squadra è incapace di reggere qualsiasi pressione, anche l’obbligo di vincere a Carpi per andare in testa alla classifica di Serie A dopo 37 anni o contro l’Albinoleffe per vincere il campionato di B.

Fateci sapere cosa volete fare

Come tutte le squadre prive di mentalità vincente, appena giunge il momento di confermarsi crolliamo. Facciamo spesso bene, invece, quando siamo all’ultima spiaggia. Ieri contro l’Inter la situazione era abbastanza disperata: se si perdeva si andava a 6 punti dal sesto posto e le speranze europee avrebbero iniziato a ridursi al lumicino. Non solo, giocavamo contro una squadra più forte, per cui chi scendeva in campo non aveva nulla da perdere e tutto da guadagnare.

Questo atteggiamento è un classico della psicologia di gruppo e riguarda soprattutto l’atteggiamento degli atleti più giovani o più fragili caratterialmente: quando hai tutto da perdere, la mente inizia a pensare al peggio e a creare film negativi. Al contrario, quando hai tutto da guadagnare la mente inizia a visualizzare film entusiasmanti, la voglia di stupire prende il sopravvento e spesso si vince. Vi ricordate cosa combinò la Danimarca agli Europei del 1992? Non doveva neanche partecipare. Fu convocata all’ultimo secondo per l’esclusione da tutte le manifestazioni sportive internazionali della Jugoslavia, impegnata in una terribile guerra civile. I giocatori danesi furono richiamati prima dell’inizio della competizione: chi era in vacanza a Rimini con la fidanzata, chi in montagna a prendere il sole, chi in viaggio… I ragazzi danesi sulle prime non capirono. Poi dovettero arrendersi all’evidenza: era tutto vero, dovevano partire, fare le valigie, rintuzzare l’incazzatura di mogli, fidanzate e figli e correre in Svezia: in dieci giorni bisognava trovare una condizione decente per evitare figure oratoriali. Furono dieci giorni vissuti alla grande; i danesi avevano un unico obiettivo: divertirsi.

Dedicato ai piccoli cuori granata

Il resto della storia lo conoscete: fu una cavalcata trionfale e la Danimarca si laureò campione d’Europa sconfiggendo in finale la Germania. In quei trenta giorni di giugno i ragazzi danesi mostrarono al mondo intero che, molte volte, quelli che chiamiamo miracoli non sono altro che la conseguenza di un favoloso stato di libertà mentale. Il loro trionfo fu uno sberleffo alla pressione e all’ansia da prestazione che aveva disintegrato la serenità delle superpotenze del calcio europeo.

E’ fondamentale ritrovare la gioia e la felicità con cui si giocava in cortile, quando eri il più forte e tutto ti veniva facile, segnavi valanghe di gol ed eri l’idolo degli amici. Leggerezza e gioia: gli stati d’animo che hanno permesso ai danesi di scrivere una delle pagine più straordinarie della storia del calcio. Sembra incredibile, ma a tutti i livelli è necessario ritrovare le sensazioni del campetto, quando si provavano giocate impossibili senza che nessuno sottolineasse con urla e insulti i tuoi errori. Sembra un paradosso, eppure è così: il mondo professionistico, al contrario del mondo del cortile, è afflitto dalla mentalità perdente. In cortile conta chi vince, comanda la gioia; hai sbagliato due gol? Pazienza, ne hai fatti cinque e ti sei esibito in una rovesciata che neanche Pulici. Il mondo del calcio professionistico ribalta la prospettiva: le tue giocate migliori sono date per scontate e i tuoi errori sono evidenziati con il pennarello rosso.

La conseguenza è ovvia: la mente si riempie di emozioni negative, un semplice errore inizia a essere vissuto come limite e l’autostima inizia a vacillare. In cortile facevano tutti il tifo per te e ti invitavano a sognare, ora sei uno dei tanti e ti dicono di volare basso. In cortile andavi a testa alta, ora ti dicono di abbassare la cresta ed entri in campo con le gambe che tremano. Cos’è l’ansia da prestazione se non questa?
Ricreare lo stato d’ebbrezza e riportarlo su tutti i campi del mondo. E’ questo il segreto dei grandi giocatori e delle grandi squadre. Morale della favola? Forza ragazzi: contro la Spal come contro l’Inter c’è solo da guadagnare: divertitevi, date il mille cento e uscite dal campo convinti di avere fatto il massimo. Non avete nulla da perdere, mai. Fate il più bel mestiere del mondo. Godetevelo. E fateci godere.


Marco Cassardo, esperto in psicologia dello sport e mental coach professionista. E’ l’autore di “Belli e dannati”, best seller della letteratura granata.

60 Commenta qui

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  1. dattero - 2 mesi fa

    Le pressioni fan parte del calcio da sempre,quindi,facciano bene,male,lascino indifferenti,poco conta,un calciatore lo sa,senza se e ma.
    In questo mese ci si gioca la stagione,punto.
    Rosa ristretta e senza una figura importante in mezzo.
    Il campo dira’

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  2. Maroso - 2 mesi fa

    Ciao Simone,

    Lungi da me il pensiero unico, che non ho mai sostenuto. Le critiche può farle chiunque, ma è provato che caricare pesi e tensione sulle spalle di chicchessia, calciatori o non, non sia producente.
    Io penso che ognuno di noi possa dare un proprio contributo positivo, evitando di ricordare errori passati, persino anche quelli non commessi da questa squadra, ma cercando di suggerire di guardare avanti (non edulcorare), di incoraggiare crescita tecnica, concentrazione, come fa lo stesso Dr.Cassardo alla fine del suo articolo. Se si fosse limitato alla conclusione l’ avrei apprezzato. E’ il suo sottolineare errori passati che non condivido. Poi questa è la mia opinione, opinabile, tanto quanto le altre.
    Ciao
    FVCG

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  3. Simone - 2 mesi fa

    Ciao Maroso,
    dove hai letto che il sig. Cassardo voglia sostituirsi al mental coach che probabilmente il Toro gia’ ha (come quasi tutte le squadre di A)?
    Sei certo che i giocatori leggeranno il suo articolo?
    Rimarranno “scottati” da ciò che scrive che poi non è che altro quello che dice Cairo?
    Pesano più le parole di Cairo o quelle di Cassardo?
    mmmmmmmmm….
    Ciao e buona giornata

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    1. Maroso - 2 mesi fa

      Il Dr. Cassardo ha esordito nella sua rubrica dicendo che il Toro non ha, come la Juve, un valido staff di mental coach. Il fatto che lui lo sia, implicitamente, lo rende eventualmente “papabile”. Questo può essere però un semplice sillogismo.
      Probabilmente i giocatori non leggeranno il suo articolo. Me lo auguro, Io sostengo, alla pari di altri sotto, che i concetti che esprime sono controproducenti, a mio avviso, spianando la strada al ripetersi di tali errori. Chiunque nel Toro sa come occorra lavorare alla continuità. Ma un conto è affermare questo, un conto e caricare le spalle dei giocatori di pesi psicologici basati su preconcetti che non hanno senso. Io penso che si debba lavorare sulla concentrazione, sull’ umiltà e su tutto quanto in questo momento solo gli allenatori ed il loro staff possono fare.
      Ti ringrazio della replica garbata. Ciao e buona giornata anche a te.

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      1. Simone - 2 mesi fa

        Se per non “urtare” la sensibilità dei giocatori non si deve esporre il proprio punto di vista temo che i sopracitati debbano trovarsi un altro lavoro o, come immagino già facciano, devo pensare a giocare e stop.
        Le critiche ci sono sempre state, sempre!
        Tu li voi trattare da bambini quando parliamo di adulti.
        Un saluto

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        1. Maroso - 2 mesi fa

          Io parlo di giovani sui 20 – 23 anni, non di bambini. Il mio è stato un esempio per farmi capire. Io penso che le critiche siano doverose, ma entro certi limiti che credo Cassardo abbia superato non solo questa volta. Comunque padrone di farle, e di riceverle però.
          Colgo l’ occasione per segnalare che se i giocatori non leggono questo articolo, i tifosi che lo fanno possono caricarsi di tensione che va a sfociare nei fischi al primo passaggio sbagliato, questi fischi deleteri in una partita delicata sarebbero molto dannosi e mi auguro non si verifichino.
          In questa occasione dovremmo essere tutti dalla stessa parte a sostenere la squadra, o eventualmente a spronarla, non a ricordare la sfortuna che ci perseguita dalla notte dei tempi.

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          1. Maroso - 2 mesi fa

            Ciao Simone.

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          2. Simone - 2 mesi fa

            Non sono favorevole al “pensiero unico” anzi credo che le critiche, qualunque esse siano, sono sempre accette.
            Sta a chi le riceve selezionarle.
            Impedirle o scoraggiarle significa raccontare una verità edulcorata e non è la soluzione.
            A 20-23 anni la gente vota, guida e, spesso, ha anche una famiglia. Non li trattare da ragazzi che necessitano di “protezione”.
            Ciao

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  4. robertozanabon_821 - 2 mesi fa

    Gentile Dr. Marco, grazie per il suo apprezzato intento di “alleggerire” i pensieri citando un simpatico episodio che però, applicato al Torino, si potrebbe intitolare “L’insostenibile leggerezza del giocare”. Fare appello alla “creatività” a chi ne è largamente sprovvisto, appare perlomeno “temerario”. Quel poco in nostro possesso è stato “cassato” da un allenatore che non risulta essere un celebrato “fantasista” e stimolare onesti maniscalchi a diventare abili e spensierati giocolieri ha del “miracolistico”. Se vorremo inseguire il traguardo della qualificazione all’ E.L. dovremo affidarci ad un più percorribile “Sangue, Sudore e Lacrime”, motto che permise alla Gran Bretagna, con la sua determinazione, di vincere la II Guerra Mondiale. Per il “divertimento” sempre sognato, ma a noi tifosi costantemente e colpevolmente negato, confidiamo nella prossima “reincarnazione”. Buon Toro a Tutti.

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  5. LeoJunior - 2 mesi fa

    io vorrei dare un risvolto tecnico agli aspetti psicologici qui ben tratteggiati dal nostro Cassardo. In altro commento cercavo di vedere i lati positivi della partita di domenica ed in generale della nostra squadra. Ottima difesa e grande recupero palla con pressing alto. I guai arrivano dopo la riconquista. E qui vedo un grosso limite psicologico. Manca quella convinzione e cattiveria di buttarsi avanti e proporsi negli spazi tipici (e necessari) delle squadre che giocano in questo modo. E molto attribuisco all’approccio psicologico anche quando dobbiamo costruire. Sembra che i giocatori abbiano in mente l’idea di buttare il pallone avanti per perderlo per riconquistarlo poi, essendo l’unico schema che conosciamo. In entrambe i casi sono anche (non neghiamo limiti tecnici) problemi di tipo mentale/motivazionale. E qui anche noi possiamo fare il nostro. Spingiamoli e facciamo capire che possono osare e non essere impauriti.
    Sul fronte mercato. A noi non serve un giocatore in punta di piedi. Sarebbe utile dopo la riconquista della palla ma non sarebbe funzionale alla riconquista stessa, base del nostro gioco. A noi servirebbe un incontrista con gamba, capacità di puntare e trovare soluzioni a corsa in avanti (un De Brujine del Man City …). Difficile da trovare e anche costoso. Ma dobbiamo investire lì.

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    1. tric - 2 mesi fa

      De Bruyne è fuori mercato, ma Lukic l’abbiamo in casa. Proviamo ad insistere, che non si può pretendere che alla prima partita faccia sfracelli.

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    2. suoladicane - 2 mesi fa

      non sono d’accordo, il problema non è la timidezza caratteriale nell’affrontare la ripartenza, è la pochezza tecnica; quando vedi rincon o baselli sbagliare facili passaggi di 7-8 metri non puoi imputare la cosa al timore di sbagliare; quello che manca è la qualità, secondo me perchè si allenano poco sui fondamentali e troppo sulla tattica;
      concordo che serva come il pane un giocatore di qualità, non c’è più, non lo vogliono comprare, ed è un errore imperdonabile perchè quello che manca è:
      la tecnica nel manovrare i contropiedi
      la tecnica nel battere i calci d’angolo (siamo l’unica squadra che li batte sempre allo stesso modo)
      la tecnica nel battere le punizioni vicine all’area
      la soluzione aveva un nome ed un cognome, io non sono mai stato un estimatore di Lijaic ma oggi un giocatore così ci manca come il pane e ci farebbe fare il salto di qualità
      SFT

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  6. granatadellabassa - 2 mesi fa

    Difficile giocare tranquillo se sei pagato milioni per far raggiungere alla squadra obiettivi anch’essi milionari, se le tue prestazioni sono commentate da media e social media, se il pubblico ti fischia o insulta in caso di sconfitta.
    Una cosa però è storicamente accertata: quando il Toro è vicino ad un traguardo, piccolo o grande che sia, va sempre storto qualcosa.

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    1. Maroso - 2 mesi fa

      Speriamo che questa sia l’eccezione che conferma la regola.

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  7. Toro71 - 2 mesi fa

    Cairo dovrebbe assumere Marco Cassardo come mental coach del Toro….ne avrebbe assolutamente bisogno!!!!

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  8. Piemunteis - 2 mesi fa

    siete solo dei brontoloni non va bene nulla che non sia il fatto di farsi andar bene questo stato di cose. Va tutto bene certo… siamo fortissimi, non bisogna dire nulla e neanche accennare che segnano i difensori e l’attacco e’ nullo.
    Se vi fa star bene ma .. a me no… si vede che avete gli occhiali che vedono cose diverse perche’ io vedo quello che vede il tizio qui sotto, @Tifoso indomito…
    Non va bene per niente e non sono gli articoli di Cassardo a far andar male il Toro!
    Non e’ la gente che non va allo stadio che non fa andar bene il toro. E’ vero il contrario, la gente va allo stadio quando vede uno spettacolo degno. Piu’ vai in alto e piu’ c’e’ gente allo stadio. Ieri erano interisti da Milano…

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    1. Maroso - 2 mesi fa

      Certamente gli articoli del Dr. Cassardo non sono i maggiori responsabili dei mali del Torino, solo che lui pretende di spiegarceli. Lo faccia pure. Ma si prenda anche le critiche di quelli, come me, che ritengono le sue delle chiacchiere inutili e controproducenti.
      Ciao.
      FVCG

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      1. Piemunteis - 2 mesi fa

        credi di aver frainteso negativamente il tuo pensiero. Ti chiedo scusa.
        Ciao

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        1. Piemunteis - 2 mesi fa

          credo

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  9. Maroso - 2 mesi fa

    Buonasera Dott. Cassardo, vedo che il suo articolo è pieno di incitamenti a demoralizzarsi prima del tempo, con un pessimismo inaudito. Faccio appello a tutti di non adottare questi tipi di ragionamenti anzi di concentrarsi il più possibile, senza esagerare e preparare la partita con la Spal con la massima professionalità e concentrazione, ascoltando cuore e testa. Ansia di prestazione? Non mi risulta che a Ferrara ci stiano aspettando delle belle e disponibili Majorettes, quindi non parliamone nemmeno e guardiamo assolutamente avanti senza pensare alle catastrofi passate, per non tirarci addosso disgrazie e sventure.Sarà l’ allenatore a provvedere, sulla base dell’ esperienza diretta sui suoi giocatori a cercare di fare in modo che ciò non capiti. Le auguro di godersi ancora un pò la vittoria di ieri.
    Saluti
    FVCG

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    1. Simone - 2 mesi fa

      Cairo: “Vittoria importante, ora serve continuità”
      Strano, neanche lui si gode la vittoria e dice ciò che il sig. Cassardo ha sviscerato maggiormente

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      1. Piemunteis - 2 mesi fa

        esatto, questa volta la penso come lui (Cairo), per una volta ha detto cio’ che pensa. Lo sa bene che la squadra merita di giocare piu’ in alto di quello che fa. Quindi spera che ci sia una conferma altrimenti e’ solo un fuoco di paglia.

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      2. Maroso - 2 mesi fa

        Certo che serve continuità, se leggi i miei articoli passati (ad esempio quello delle due partite delicate Inter e Spal) e bene il mio intervento attuale, lo dico anche io. Ma un conto è cercare serenamente la continuità, un conto è tirare fuori scheletri dagli armadi. Serve umiltà, professionalità, testa e cuore. Non è portando alla memoria esempi negativi che si sostengono i giovani, non è mettendogli paura di ripetere brutte figure che li si aiuta. Cerchiamo di pensare positivo, cerchiamo di pensare che questa volta ce la faremo, giocandocela senza avere come avversari i fantasmi del passato!
        Ciao.
        FVCG

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        1. Simone - 2 mesi fa

          Non so dove hai letto tutta questa negatività nell’articolo.
          A me è sembrato realista esaminando meglio alcuni aspetti.

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          1. Maroso - 2 mesi fa

            Visto che si parla di psicologia, credo tu sappia che se un educatore dice continuamente che un giovane fa sempre la stessa cosa negativa, puoi star sicuro che quel giovane continuerà a farla sempre più negativamente, per avvalorare la tesi del suo educatore. Avevo una amica che diceva che sua figlia non capiva la matematica, e quella portava a casa delle insufficienze una dietro l’ altra. Poi le ho parlato, le ho colmato qualche lacuna, le ho dato fiducia e quella si è ripresa. Queste cose il Dr. Cassardo dovrebbe saperle bene, visto che vorrebbe fare il mental coach.
            Ciao Simone.
            FVCG

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    2. Piemunteis - 2 mesi fa

      I giocatori si presume non leggano questo articolo, questo e’ quello che conta. Quindi non vedo quale danno questo articolo o modo di pensare possa arrecare in senso pratico.
      Constatare il passato non deve essere preso per forza come un cattivo augurio.

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      1. Maroso - 2 mesi fa

        Esser Foriero di Sventura non è mai positivo, come non sono mai producenti i ragionamenti negativi, come lo stesso Dr. Cassardo (contraddicendosi) scrive nella sua rubrica. E poi il suo articolo è proprio rivolto alla prima squadra. Per fortuna lui non incide direttamente, hai ragione.

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  10. VivaVivaToniVigato - 2 mesi fa

    Intanto grazie ancora Marco per il tuo “ Belli e Dannati” il miglior scritto che abbia mai letto sull’essere del Toro …
    non entro in ambito tecnico perché sarebbe sterile data la cronica posizione societaria ma faccio una considerazione :
    questo Toro in alta classifica lo vogliamo solo noi creduloni e romantici Tifosi del Toro il resto è tutto bla bla bla e plusvalenze…
    Ciò detto essere Granata è la cosa più spontanea che mi viene …al pari di respirare !!!

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    1. suoladicane - 2 mesi fa

      lo vogliamo solo noi romantici creduloni, altrimenti dopo il San Mames Cairo e co avrebbero rinforzato la squadra, partendo magari dal centrocampo, e dando continuità alle qualificazioni in EL.
      SFT

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      1. VivaVivaToniVigato - 2 mesi fa

        La prova della mancanza di qualsiasi ambizione è data proprio dal fatto che ci manca da sempre un uomo d’ordine in mezzo al campo e ancora adesso si continua a snaturare Rincon !
        3 MEDiANI sono ridicoli soprattutto se devi fare la partita ; infatti non la si fa MAI e le uniche partite decenti sono quelle giocate fuori casa …

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  11. Piemunteis - 2 mesi fa

    Il gioco di Mazzarri mi ricorda un caro amico che faceva tutti i tornei di ping pong della provincia. Lui non aveva grande tecnica, lasciava che gli altri sbagliassero a schiacciare continuamente…. la buttava semplicemente dall’altra parte senza ne’ effetti ne’ forza. Per la legge della probabilita’ gli altri schiacciando e rischiando, sbagliavano, e lui vinceva.
    Mazzarri gioca con una racchetta da difesa e non rischia mai di attaccare, gli attaccanti stanno cosi’ indietro che i terzini fanno i gol…

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  12. Tifoso indomito A.C.Torino - 2 mesi fa

    I difensori dello status quo:
    Ormai non leggo neppure piu’ gli articoli, vengo solo a leggere la battaglia quotidiana tra quelli che scusano in tutti i modi una squadra e gli altri che trovano i difetti ovunque. Una squadra fatta in un modo diverso da quella che l’allenatore vorrebbe che a sua volta veniva da un’altra squadra simile diversa da quello che voleva l’allenatore precedente.
    Una squadra a cui manca il centrocampo da un decennio.
    Vengo a vedere quelli che difendono un undicesimo posto con una squadra potenzialmente da 5 posto che l’allenatore fa girare tutta scarburata.
    Ma va bene cosi’ in nome di chi sa quale minaccia che incombe sul futuro…. va bene cosi’
    Cosi’ ci si arrocca sulle prorpie posizioni ogni volta di piu’. Quando si vince saltano fuori gli accontentisti venuti dalle loro tane, quando si perde arriva la fazione opposta dai loro rifugi. Ma ragazzi… vedere gente di 40 – 50 o 60 anni o piu’ che si scanna a difendere le proprie posizioni al punto di prendersi a nomi fa veramente ridere oppure fa pena, dipende dal punto di vista. C’e’ gente che accetta sempre tutto, garantisce che… spera che… un giorno riusciremo… se arriva questo se arriva quello…. ma intanto siamo sempre allo stesso posto…
    ehehehe
    E questo 11 posto costante gli accontentisti lo difendono pure. Potrebbe essere peggio… e certo… potrebbe essere peggio…
    Naturalmente chi si lamenta e’ un gobbo, certo e’ un gobbo….
    ma ci vediamo da fuori? Facciamo la battaglia tra di noi e facciamo il favore a chi ci vuole belli divisi cosi che si puo’ continuare ad andare avanti.
    Che gran bel quadro che vedo…
    ma ci rendiamo conto di che battaglia tra poveri stiamo conducendo?
    L’unica cosa bella e’ vedere la Primavera. Quando la primavera gioca si vedono fratelli accontentisti e maicuntent tifare tutti dalla stessa parte, per mano… Beh ecco perche’ voglio seguire di piu’ la primavera, giocatori veri, calcio vero, tifosi uniti.

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    1. Simone - 2 mesi fa

      La cosa che fa più incazzare è che basterebbe poco x renderla completa, veramente poco.
      Che rabbia!!!

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      1. Piemunteis - 2 mesi fa

        infatti… allora chiedersi il perche’ non si fa quel poco?…
        Basterebbe un centrocampo forte, da 10 anni non c’e’ perche’?

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      2. Piemunteis - 2 mesi fa

        nota che ti hanno messo dei meno per aver detto una cosa ovvia e oggettiva: “basta poco per renderla completa” cosa ci sia di cosi’ abominevole in questa affermazione lo sanno solo loro…
        per carita’ con chi abbiamo a che fare….

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        1. Simone - 2 mesi fa

          I meno nn mi sorprendono ne mi interessano. Nn ci faccio neanche caso.
          Mi preme più lo scambio di opinioni.
          Se qualche post non mi piace glielo scrivo come faccio altrettanto x quelli che condivido.

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      3. granata69 - 2 mesi fa

        Appunto, basterebbe poco. Campionato equilibrato, Lazio, Milan, Roma che non brillano, Fiorentina e Sampdoria alla nostra portata. Basterebbe poco per avere una rosa completa e piu’ competitiva, e potersela giocare un po’ piu’ su del decimo posto. Ma non si fa’, non si completa, va bene cosi’. Si vende Liajic a mercato chiuso e non si pensa ad un sostituto.
        Vorremmo tutti un Toro che lotta almeno per un quarto posto ( non chiediamo troppo)

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      4. Maroso - 2 mesi fa

        Sono d’accordo.

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    2. VivaVivaToniVigato - 2 mesi fa

      “ Divide et impera “

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    3. Kalokagathia - 2 mesi fa

      Caro “tifoso indomito” questo spazio è il catalizzatore di alcun genere di prassi, non è un terreno dove l’unità di intenti può determinare un’azione. Qui l’inizio e il fine è il libero scambio di opinioni, dunque ben venga la divergenza di visioni e la libera circolazione di pensieri. Qualcuno ti ha risposto “dividi et impera”, hai espresso un concetto di scienza politica che è fuoriluogo.
      Qui la polarità di visioni e il succedersi di fazioni su vari topic é di casa;ci sono discussioni intelligenti e altre con gioco a somma zero dei vari troll di turno.
      Rilassati che non é un assemblea. In attacco facciamo cacare……

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      1. Kalokagathia - 2 mesi fa

        Errata corrige: “divide et impera”.

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      2. Tifoso indomito A.C.Torino - 2 mesi fa

        buona dialettica ma il tuo mostrare le tue capacita linguistiche notturne non colgono completamente quello che ho scritto,
        e se volessi proprio ottenere cio’ che tu dici che qui non debba farsi? Ti limiti a vedere l’utilita’ del tuo modo di vedere convinto che solo la tua visione limitata dell’argomento ppossa essere quella assolutamente giusta e percorribile. Posa il tuo ego sul comodino e prenditi 3 mg di melatonina cosi’ dormi meglio e non ti alzi con l’ego in queste condizioni.
        Inoltre non dico il contrario di quello che dici e nemmeno cito la cosa, infatti in attacco facciamo schifo e lo dico io e non tu. Io sono contro lo status quo e non tu.
        A proposito i meno non tie li ho messi io.
        buonanotte, non riletto per gli errori, fa lo stesso…

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        1. Kalokagathia - 2 mesi fa

          Tu sei matto… Ahahahaha. Ciao!

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          1. Tifoso indomito A.C.Torino - 2 mesi fa

            ahahhahahaha ciao

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  13. Simone - 2 mesi fa

    Ed intanto nel Genoa ha segnato Sanabria (appena appena arrivato).
    In pochi min ha fatto quanto Zaza in 19 partite.
    Eppure a gennaio nn si trova nulla, ma proprio NULLA!

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    1. BACIGALUPO1967 - 2 mesi fa

      Certo Sanabria avrebbe cambiato gli equilibri della nostra squadra e ci avrebbe condotto diritti diritti in Champions. Peccato lo abbiano preso altri!!!
      Che sfiga dovremmo urlare forza Zaza lo so per molti è durissima tifare per i nostri calciatori che ieri hanno battuto la terza forza del campionato ed il cui monte ingaggi è anni luce superiore al nostro.

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      1. Simone - 2 mesi fa

        A noi non serve un attaccante. Nessuno lo chiede (tranne te), e soprattutto IO nn l’ho MAI chiesto.
        Vorremmo solo e soltanto un sostituto del serbo visto che il grande sforzo profuso x accaparrarci Soriano è andato mestamente a puttane

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        1. Marco59 - 2 mesi fa

          Lascia perdere, Simone….è come parlare con un sordo…!!!

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          1. Simone - 2 mesi fa

            Temo tu abbia ragione ma…
            ci provo lo stesso.
            Sia mai si rinsavisca :-)

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          2. Piemunteis - 2 mesi fa

            infatti… e’ gia’ avanti negli anni … ogni tanto perde colpi, teniamocelo cosi’ com’e’, in fondo non e’ cattivo.. e’ una brava persona…ehhehehe

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        2. BACIGALUPO1967 - 2 mesi fa

          A dir la verità io non chiedo proprio nulla. Sei tu che hai scritto di Sanabria (che è un attaccante) e lo hai messo a confronto con Zaza.
          Io mi sono limitato a dire che tiferò da qui alla fine del campionato Zaza.
          Tutto qui.

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          1. Simone - 2 mesi fa

            Mai chiesto un attaccante. Ho fatto un puro e semplice paragone (con uno dei nostri) solo x smentire coloro che sostengono che a gennaio non si trova nulla.
            Io sarei contento che i nostri attaccanti fossero serviti a dovere cosa che in 21 partite nn è accaduta

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          2. Marchese del Grillo - 2 mesi fa

            Non c’è peggior sordo, caro Simone, di chi non vuol sentire. E preferisco fermarmi qua.

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          3. Granat....iere di Sardegna - 2 mesi fa

            Fratello probabilmente Simone intendeva dire che volendo si possono trovare dei giocatori utili alla causa anche a gennaio e che non necessitano di chissà quali tempi per l inserimento efficace in squadra…poi certo che si tifa zaza però visto che soriano ha fallito magari si auspica l arrivo di un valido sostituto, anche se personalmente ci credo poco

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    2. Tifoso indomito A.C.Torino - 2 mesi fa

      nulla…. d’occasione, da spendere poco… lui intendevca

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  14. Conterosso - 2 mesi fa

    Analisi perfetta, non si può non essere d’accordo. Anche se dovrebbe essere tutto l’ambiente ad avere quella leggerezza che gioverebbe tanto ai calciatori; se però noi tifosi per primi pensiamo al Toro come ad una squadra perseguitata dalla sfiga, ad una squadra che può solo crogiolarsi nelle proprie tremende tragedie e ad una squadra che è destinata sempre a soffrire, non meravigliamoci se la maglia Granata anziché alleggerirsi, diventa un peso enorme per i nostri ragazzi

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    1. Granat....iere di Sardegna - 2 mesi fa

      Mah non saprei…I giocatori forti sono forti anche nella personalità dunque teoricamente dovrebbero essere in grado di reggere qualsiasi pressione…Quanto a ciò che auspichi per i tifosi non è tanto un discorso di sfiga quanto il fatto che il tifoso del Toro ama la sua squadra in modo viscerale, noi viviamo in uno stato di innamoramento perenne e, in quanto tale, siamo governati dall emotività. Insomma noi per il Toro non avremo mai un amore razionale e maturo come dopo anni di convivenza ma sempre e comunque un amore passionale come il giorno del primo incontro col cuore a mille…

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      1. BACIGALUPO1967 - 2 mesi fa

        In poche parole fratello ichnuso non siamo gobbi!!!!
        Fvcg

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    2. Maroso - 2 mesi fa

      Bravo Conterosso, tu scrivi concetti chiari e semplici, meglio di me. Concordo con ciò che hai scritto.

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    3. rogozin - 2 mesi fa

      Penso che ai “nostri ragazzi” gliene freghi un bel nulla delle tragedie e delle sfighe e che quindi non ne siano in alcun modo influenzati. Me lo vedo il venticinquenne straniero che guadagna una barca di soldi che non esce la sera perché intristito per i fatti del 4 maggio 49.

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