I due attimi che possono valere una stagione

I due attimi che possono valere una stagione

Il Toro nella Testa / Torna la rubrica di Marco Cassardo: “Contro il Chievo i nostri ragazzi sono entrati in campo con un frigorifero sulle spalle”

di Marco Cassardo

Il percorso che porta al raggiungimento dell’obiettivo non è un’autostrada a cinque corsie. O meglio, potrà esserlo per alcuni tratti, ma prima o poi riserverà tornanti ripidi, sterrati e nebbia. Può succedere di tutto, mettiamolo in conto, bisogna essere attrezzati e non farsi cogliere impreparati. D’altronde, che obiettivo sarebbe se tutto fosse facile? Gli imprevisti possono accadere in qualsiasi istante, capita di forare, ciò che conta è avere dietro cric e ruotino di scorta (cioè le risorse) e saper cambiare la gomma.

Per esempio, gli ostacoli che un atleta può incontrare sono molteplici: un guaio fisico, la stagione disgraziata della squadra, l’esplosione di un compagno che gioca nel suo stesso ruolo, tutti eventi che non rientrano nella sua sfera di controllo. 

Dimmi come parli e ti dirò chi sei

Oltreché gli imprevisti, un atleta si potrà trovare a fronteggiare avversari subdoli: le false convinzioni (dette “credenze limitanti”), che possono riguardare sia il modo di pensare a se stesso sia il modo di pensare agli altri e al mondo (è il caso dei pregiudizi e dei luoghi comuni).  

Le “credenze limitanti” possono fare più danni di un infortunio perché tendono a ingigantirsi con il tempo e bloccano il processo di miglioramento. Occorre individuarle, gestirle e trasformarle in “credenze potenzianti” prima che sia troppo tardi.

Perché la settimana dell’orgoglio diventi la stagione dell’orgoglio

Contro il Chievo i nostri ragazzi sono entrati in campo con un frigorifero sulle spalle. Zero leggerezza, zero serenità, zero sfrontatezza. Ogni movimento dei singoli e della squadra sembrava gravato da una tonnellata di incertezza e pressione. Ebbene, le credenze limitanti sono quel frigorifero sulle spalle, sono pensieri negativi (non sempre consci) che si infilano nella mente di un atleta o di una squadra e, con il passare del tempo, tendono a figliare e a trasformarsi in metastasi. Ciò avviene sia a livello individuale sia a livello di gruppo. Sicuramente, ieri, è successo qualcosa del genere e sono certo che sia nella mente dei ragazzi sia nella nostra di tifosi albergassero pensieri del tipo: “noi sbagliamo sempre la prova della maturità”; “quando ci illudiamo, prendiamo fregature memorabili”; “tanto non godiamo mai”; “ogni volta che c’è lo stadio pieno falliamo la partita e facciamo figure miserabili”; “speriamo che non succeda come contro il Parma; la domenica prima una grande vittoria, poi il patatrac”.

Comanda la testa; il corpo si connette soltanto se la disposizione d’animo è positiva. Ormai anche il più antico dei tifosi è consapevole di quanto la mente sia decisiva al fine della performance sportiva. Certo, il Chievo era ben messo in campo e ormai conosciamo la prudenza di mister Mazzarri, ma vedere contro gli ultimi in classifica 45 minuti di passaggi orizzontali e un’aggressività pari a quella di un panda ha stupito un po’ tutti.  

La svolta è avvenuta al terzo minuto della ripresa. Ancora centoventi secondi e Sirigu avrebbe superato lo storico record d’imbattibilità di Castellini. Il Chievo ha l’occasione per passare, rovinare la festa a Sirigu e gettare lo stadio nel più buio dei baratri. E invece no, e invece è il momento in cui il campione vero non si piega alle sirene della credenza limitante (“non ce ne va mai bene una”) e reagisce con la credenza potenziante, quella che differenzia il giocatore normale dal campione (“anche oggi non passa nessuno. Paro tutto e poi andiamo a vincere”). Ebbene, il doppio miracolo di Sirigu su Djordjevic può essere lo spartiacque del nostro campionato. Avessimo preso il gol, molto probabilmente saremmo andati nel panico e avremmo consumato il più tradizionale dei suicidi granata; invece da quel momento il Toro ha iniziato a caricare, sbuffare, pressare e porre le condizioni perché si verificasse l’altro momento topico del match (e chissà, forse della stagione).

Protagonista un altro campione, il Gallo granata. A neanche un quarto d’ora dalla fine, dopo l’ennesima partita da gladiatore,  scambia con Zaza, getta a mare tutti i “pensieri zavorra” legati all’astinenza da gol, alla sfortuna e alle menate da partita stregata, e si invola verso la porta con in testa un pensiero fisso: spaccare la rete. Il suo gol è di una bellezza antica, sono gli anni Settanta che per un attimo tornano a farci visita: l’incantesimo è rotto. Il boato è gigantesco, la sua corsa sotto la Maratona è roba d’altri tempi, è Pulici che salta in velocità la difesa fiorentina, segna e continua la corsa sotto la curva prima di rientrare a metà campo e raccogliere i complimenti di Mazzone.

E ora stiamo a vedere

Sirigu e Belotti, due campioni, due momenti che hanno dimostrato che non è vero che il destino è segnato, che non ce la faremo mai, che noi non possiamo godere, che tanto finisce sempre in vacca. Crediamoci, trasformiamo tutti insieme il “tanto finisce  male, siamo degli sfigati” nel “siamo forti, abbiamo tutte le carte in carte in regola per raggiungere il nostro sogno”.

I due capolavori di Sirigu e Belotti hanno sgravato le spalle dei compagni dal peso del frigorifero. Il Toro, grazie a essi, ha preso a giocare disinvoltamente, noi tifosi abbiamo ricominciato a respirare e la squadra, ormai forte del vantaggio, ha iniziato a muoversi leggera tanto da realizzare altri due splendidi gol nei minuti di recupero.

Carica ragazzi! Zero ansia da prestazione

E’ vero; il gioco continua a non convincere e ogni vittoria è una via crucis, ma le sei partite senza subire gol, il record d’imbattibilità del portierone sardo, la terza difesa del campionato e le cinque vittorie casalinghe di seguito sono dati di fatto. Nessuno può contestarli. Così come nessuno può mettere in discussione che senza furti Var saremmo insieme a Milan e Inter  a giocarci terzo posto e Champions League. Siamo più forti di quello che pensiamo di essere; è il momento di allineare la nostra autostima agli obiettivi che sogniamo di perseguire. 


Marco Cassardo, esperto in psicologia dello sport e mental coach professionista. E’ l’autore di “Belli e dannati”, best seller della letteratura granata.

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  1. patricio.hernandez - 3 settimane fa

    sempre dei bellissimi articoli..comunque il cambio passo se cosi si puo’ definire è stato dato da rincon e zaza che con una squadretta come il chievo anche se pochi minuti hanno il suo peso..

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  2. dattero - 3 settimane fa

    sinceramente non so cosa dire,ho letto parecchie cose sensate.
    sicuramente domenica ho avuto parecchie perplessita’,fino al gol non ho visto nulla di calcistico,ma nulla.
    poi ho tenuto conto di qto detto dagli ultimi tre mister,squadra con problemi di personalita’,tutti tre stesso refrain,stessa frase.
    giustissimo ‘impietoso paragone meggiorini,mio Dio che scarsooooo,belotti,giusto rimarcare la PERSONALITA’ del portierone,altro leader silenzioso e carismatico,giusto far presente che abbiamo un po’ di culo,insomma tante cose per un bel dibattito

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    1. umberto.picott_7956055 - 3 settimane fa

      UmbertoP67

      Io penso che bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare; a noi il VAR ha tolto la classica ciliegina sulla torta. Mi spiego meglio: immaginiamo una bella torta pronta per essere mangiata; arriva un bimbo dispettoso e ruba la guarnitura finale con la ciliegina. Quella torta risulta monca non è più come prima e noi con quei punti in più saremmo dove saremmo! é chiaro il concetto? altro che il Var è una scusa!
      forza Toro Sempre

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  3. Esempretoro - 3 settimane fa

    Molto interessante il concetto delle credenze invalidanti, solo che in quest’analisi non ho riconosciuto la squadra, ma me stesso, e non senza un velo di stupore. Dopo anni di limbo mi aspetto qualcosa di grande, ed ecco che il frigo sulle spalle me lo sento io…
    No, non va bene così, mi dico, guarda meglio…e pensa. E d’improvviso un mare di ricordi mi sale alla mente:1500 paganti a vedere il gol di Van De Korput contro l’Avellino, Toschi che segna al 90mo per battere il Napoli, Bulgarelli che respinge oltre la linea per 1 a 0 contro il Bologna….dal Mesozoico vivo con e per questa maglia, senza se e senza ma. Diogene cercava l’uomo, io allo stadio cosa cerco? Cerco una squadra che dà tutto ciò che può, con grinta e passione. Beh! C’è l’ho!!! E anche se spero come tutti in un risultato speciale,so che i ragazzi anche con i loro limiti faranno di tutto per accontentarci. Ed è una splendida certezza. Il boato al gol del Gallo è stato stupendo…c’era tanta storia in quell’attimo, storia da fare e da non dimenticare. FVCG

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  4. GlennGould - 3 settimane fa

    Mah. Di certo il gol clamoroso che si sono mangiati ha influito sul match, così come la splendida rete del gallo; altrettanto vero come il Chievo abbia mantenuto un ritmo tale da arrivare negli ultimi quindici con poco fiato, e non è un caso che la partita sia cambiata nell’ultimo quarto d’ora.
    Non di meno, l’articolo di Cassardo a me è piaciuto, e la similitudine gallo Pulici mi ha emozionato. Quindi grazie!

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  5. ACT1906 - 3 settimane fa

    Ma io la penso così 3 punti, cosa fondamentale Sirigu e Belotti immensi, si analizzano le sconfitte per crescere, godiamoci le vittorie, per il gioco oramai sappiamo che è questo e appunto finché son 3 punti v…….. o a tutti e
    FORZA TORO!!!!

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  6. prawda - 3 settimane fa

    Ho spesso apprezzato gli articoli di Cassardo ma questa volta non lo condivido e non solo per il finale sui presunti torti arbitrali che come ha gia’ fatto notare Granatiere dalla Sardegna, decisamente stona.
    Non mi convince perche’ a mio parere non e’ cambiato l’atteggiamento del Torino dopo il salvataggio di Sirigu, semmai forse e’ piu’ il Chievo che ha compreso che non era giornata; il Torino gioca sempre in questo modo, indipendentemente da chi affronta. In maniera estremamente attenta e cercando soprattutto di concedere il meno possibile; e’ sicuramente poco divertente da vedere ma un tifoso in realta’ si diverte piu’ con le vittorie che con il bel gioco, quindi fino a quando questa tattica ci consentira’ di scalare posizioni ben vengano anche prestazioni esteticamente modeste.
    In generale e’ il calcio italiano ad offrire spettacoli decisamente mediocri, in parte per il livello del campionato sempre piu’ modesto ed in parte per scelte tattiche che privilegiano una spasmodica attenzione piu’ a distruggere il gioco altrui che a costruire il roprio; il risultato e’ che il Torino e’ in buona compagnia nell’esprimere un calcio un poco vecchiotto e bruttino da vedere, sono invece decisamente poche le squadre che cercano di esprimere un gioco piu’ offensivo e non sempre con risultati apprezzabili.
    Questo si ripercuote pero’ all’estero dove il campionato italiano e’ sempre meno seguito e perde sempre piu’ posizioni rispetto a quello inglese, tedesco e spagnolo; non solo perche’ a settembre si sa gia’ chi vince ma perche’ se uno non fosse stato tifoso dubito che domenica sarebbe arrivato a guardare oltre la mezz’ora di Torino-Chievo.

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  7. Maroso - 3 settimane fa

    Sulle prove arbitrali effettivamente non si ha la controprova che avremmo vinto senza quegli errori, ma nemmeno il contrario. Meglio sarebbe stato se quegli errori non si fossero verificati. Ma tant’è. Bene ha fatto la società a reagire, non per il passato ma per il futuro. Penso sia inutile recriminare.

    Per contro i barlumi di miglioramento nel gioco sono apprezzabili sperando che sia il preludio di qualcosa di veramente buono. Per il momento non rimane che accontentarsi dei risultati e della “fame” dei giocatori, purchè non si ripetano black-out come quello di Domenica fino al 49° scomparsi poi del tutto al 76°. Bene anche il ritorno al Goal di Gallo e Zaza.

    Insomma a guardarlo bene il bicchiere direi che è quasi mezzo pieno. Ma non si può accontentarsi nè come squadra nè come pubblico e soprattutto basta ai frigoriferi sulle spalle e bando alle auto – celebrazioni.
    FVCG

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  8. Granat....iere di Sardegna - 3 settimane fa

    Ma come dott. Cassardo? Tutto l articolo per dirci che non bisogna arrendersi alle credenze limitanti e poi mi scivola sugli errori arbitrali? Proprio una delle credenze limitanti preferite dal mister. Io sto ancora aspettando che qualcuno mi elenchi i gol ingiustamente annullati al Toro all ultimo secondo dell ultimo minuto di recupero. Solo quelli sono errori senza i quali potremmo essere alla pari di Milan e Inter. Gli altri sono sicuramente errori gravi ma che rientrano nella categoria delle forature per le quali occorre essere dotati di crick e saperlo usare perché un rigore non dato può essere recuperato con un gol in più e un rigore dato va pur sempre segnato. Smettiamola con questa credenza limitante degli arbitri. Non è certo colpa loro se fino a due partite fa il gioco in attacco era inesistente, noioso e, soprattutto, abulico. Ora a sprazzi esiste, è sempre noioso ma, finalmente, non è abulico. Sono molte di più le partite in cui il Toro ha pareggiato o perso perché ha giocato malissimo di quelle in cui il risultato è stato condizionato dai giudizi arbitrali. Ora siamo finalmente tutti soddisfatti ma la realtà nuda e cruda è questa e gli arbitri fanno parte di quelle variabili non governabili che si affrontano per raggiungere gli obiettivi, senza farle diventare credenze limitanti e, aggiungo, un modo per autoassolversi.

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    1. Simone - 3 settimane fa

      Domenica il Napoli ha avuto un rigore all’84° e lo sbagliato.
      Secondo la teoria di Cassardo se non glielo avessero dato gli avrebbero rubato quanti punti?!?!

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      1. Granat....iere di Sardegna - 3 settimane fa

        Secondo le teorie di Cassardo e di Mazzarri se al Napoli fosse stato negato il rigore avrebbe perso almeno un punto per colpa dell arbitro. Direi che Mazzarri avrebbe dato anche un’altra lettura: è comunque colpa dell arbitro. Se non avesse assegnato il rigore al Napoli insigne non l avrebbe sbagliato…

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        1. Simone - 3 settimane fa

          Esatto

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        2. GlennGould - 3 settimane fa

          Permettimi di aggiungere che, statisticamente, un rigore assegnato ha un’alta possibilità di trasformarsi in un gol; lo sbaglio di Insigne in questo senso è un’eccezione, di norma un rigore evidente e negato a pochi minuti dalla fine è in effetti un deterrente.
          Poi che per battere quelle m….. non basti neanche questo, è un’altra storia. Indubbiamente triste.

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          1. Granat....iere di Sardegna - 3 settimane fa

            La mia voleva essere ironia, mi spiace non si sia capito. Nessuno dice che non ci sono stati errori, e tanti, nei confronti del Toro e nessuno dice che tali errori arbitrali, se non ci fossero stati, ci avrebbero permesso di avere qualche punto in più. Voglio solo dire che ci sono anche altre cause, a mio avviso più importanti, che hanno determinato il nostro andamento fino a due domeniche fa. Nello specifico il gioco offensivo latitante e abulico. Se ci si sforza di capire ciò che gli altri scrivono, senza essere prevenuti come UmbertoP67, ci si renderà conto che la pensiamo tutti allo stesso modo, più o meno. Resta il fatto che non possiamo stare a vita a pensare agli errori arbitrali. Pensiamo a migliorare ancora di più noi e a fare più gol possibile, senza subirne. Se vinci due o tre a zero non è che se l’arbitro sbaglia e ti da un rigore contro casca il mondo…un saluto Glenn

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  9. TitoToro - 3 settimane fa

    Bravo Cassardo! Tutto giustissimo compresa la considerazione sui torti causati dal Var! Adesso però la squadra ci crede di più e non può più nascondere i propri obiettivi. Siamo da Europa League a dire di molti addetti ai lavori e ci dobbiamo andare, per la società e soprattutto x i tifosi! Sempre Forza Toro!

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  10. Maroso - 3 settimane fa

    L’ articolo del Dr. Cassano contiene, a mio avviso, molte chiavi di lettura per comprendere la partita di ieri. Personalmente non mi spiegavo quella sorta di buio seguito dalla luce. Non mi spiegavo il volto perplesso di alcuni giocatori subito prima dell’ inizio della partita, come i video delle sintesi denunciavano.
    E’ innegabile che dopo la doppia parata di Sirigu nel Toro sia intervenuta una metamorfosi, l’ ho sostenuto anche in un mio precedente messaggio. Ora il Dr. Cassano ci ha spiegato come e perchè.
    In altre parole, se ho capito bene, quel quasi goal sventato dal nostro Portierone, è stato come un pugno allo stomaco avvertito da tutta la squadra, grazie al quale finalmente è uscita da quel torpore che l’ ha attanagliata per tutta la partita fino a quel momento. Poi un altro campione, Belotti, ha fatto il resto, dopo due squilli premonitori.
    E tutte le ansie pesantissime, le predestinazioni e i facili pessimismi sono scomparsi da chiunque.
    Grazie Dr. Cassano di aver chiarito il meccanismo mentale con cui sono scesi in campo i giocatori ieri.

    Mr. Mazzarri ha visto tutto, e sa di aver molto da fare. E come lui, noi supporters, forse dovremmo chiederci cosa fare dagli spalti per meglio spronare i nostri giocatori nel corso di queste partite critiche.
    Chissà, magari varrebbe la pena aprire un dibattito a proposito.
    FVCG

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    1. Maroso - 3 settimane fa

      Ciedo infinite scuse: errata corrige: Dr. Cassardo.

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    2. Maroso - 3 settimane fa

      Errata corrige: Dr. Cassardo – infinite scuse

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  11. Pikabu - 3 settimane fa

    Prima considerazione: chiunque tenti di emergere dalla mediocrità ha un frigorifero sulle spalle, salvo sia nato baciato dalla buona stella o con dono naturale dell’essere superiore. In questa squadra non ci sono benedetti da Dio ma buoni giocatori e uomini sì, e siamo lì a giocarcela.
    Seconda considerazione: tanti di noi granata se non tutti abbiamo un mucchio di voglia di riemergere dalla mediocrità al di là ed oltre il frigorifero e se solo i buoni giocatori e ragazzi di cui sopra riescono a darcene motivo sono certo che anche lo stadio tornerà ad essere quello di un tempo.
    Terza ed ultima: quest’anno vedo finalmente una “fame” vera nei ragazzi e ho la sensazione che quella parata di Sirigu (veramente pazzesca la prima, l’avversario sulla ribattuta non ci poteva credere che non fosse entrato il primo tiro) possa essere veramente la sliding door della stagione.

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  12. robertozanabon_821 - 3 settimane fa

    Puoi…se vuoi. Toro credici !!!

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  13. Simone - 3 settimane fa

    Mi spiace che un giornalista preparato come Cassardo si lasci andare a frasi del tipo “nessuno può mettere in discussione che senza furti Var saremmo insieme a Milan e Inter a giocarci terzo posto”.
    Sicuro x chi?
    Secondo qualche algoritmo?
    Dove sta la controprova?

    Abbiamo subito dei torti? assolutamente si, ma non è dato sapere se quei torti si sarebbero concretizzati in punti.

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    1. Gio - 3 settimane fa

      Veramente è uno psicologo, non un giornalista…

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      1. Simone - 3 settimane fa

        Hai ragione, volevo scrivere editorialista e poi invece ho messo giornalista (non so è iscritto all’albo).
        La mi stima x lui rimane inalterata

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    2. BACIGALUPO1967 - 3 settimane fa

      Simone@ non capisco perché continui a sostenere che gli arbitri non ci hanno penalizzato.
      Non deve diventare un alibi, ma è innegabile che i due rigori non solo non dati, ma neppure visionati al var sullo 0/0 contro i gobbi gridano vendetta.
      Come gridano vendetta altre decisioni.
      Non esiste la teoria che torti e decisioni favorevoli alla fine si compensano. Per i soliti il saldo è sempre positivo.
      Per il resto alcuni punti li abbiamo gettati noi alle ortiche vedi il pareggio di Bologna, non vorrei che quei due punti ci costassero l’Europa, sarebbe davvero un peccato.

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      1. Simone - 3 settimane fa

        Ma prima di scrivere MI LEGGI?
        Hai letto bene cosa ho scritto?
        Xké mi metti in bocca cosa che NON HO DETTO? (e non è la prima volta che lo fai)
        Fai uno sforzo e rileggi cosa ho scritto!!

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        1. Marchese del Grillo - 3 settimane fa

          Lascia perdere, Simone, proprio non ne vale la pena.

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      2. ALESSANDRO 69 - 3 settimane fa

        Simone non nega che abbiamo subito dei torti arbitrali, semmai mette ragionevolmente in discussione la teoria che quegli errori abbiano causato perdita di punti matematica, cosa che onestamente non sta in piedi, nel calcio sappiamo benissimo che non sempre 2+2 fa 4…

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        1. Simone - 3 settimane fa

          Grazie Alessandro, a volte penso di non essere in grado di spiegarmi (o forse volutamente si fa finta di non capire)

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  14. user-13967438 - 3 settimane fa

    Quello di Sirigu è sicuramente uno “switch” importante…
    Fatto sta che fino al 75º la squadra non ha mai cercato la profondità vera, quella fatta con due, tre o quattro giocatori oltre la linea della palla (non quella dei lanci per il lungo come il Di Loreto-Stellone accazzo di debiasiana memoria).
    Poi qualcosa è scattato… prima ricerca della profondità: fallo e punizione dal limite (Sorrentino para su Zaza)…
    Neanche un minuto dopo, nuova ricerca della profondità: gol di Belotti.
    E così di nuovo fino a fine partita.
    Similitudine è quella del pugile, che assestato il primo colpo buono và in modalità overkill e picchia pure le corde dopo che l’avversario è già bello è che steso al tappeto.
    Abbiamo avuto la pazienza di irretire l’avversario fino a quando non abbiamo trovato l’opportunità per colpire.
    Attenzione, perché la partita di Frosinone avrà una lettura tattica totalmente differente, e i rischi non sono inferiori.
    Il dramma è che continuo a essere ottimista, temo di più ciò che accadrà dopo il terzetto delle ultime…
    In ogni caso, godiamoci l’aria che tira… Fa bene al morale!

    Papillon

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  15. TremendamenteGranata - 3 settimane fa

    Bell’ Articolo;Pieno di quel tremendismo che ci appartiene, come la partita di domenica. Stavo festeggiando il futuro matrimonio di mio fratello, ma il gol del Gallo l’ha trasformata da bella domenica a fantastica domenica.Stadio pieno, un urlo immenso e 3 incornate al chievo. Ogni partita soffriamo e non giochiamo benissimo…ma questo è il toro…bastano 15 minuti e una bomba del capitano…FORZA TORO anche dalla provincia di Arezzo, perchè anche nelle vene dell’Appenino scorre sangue granata.

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