Cesena – Torino: Quagliarella seconda punta, la chiave del successo

Cesena – Torino: Quagliarella seconda punta, la chiave del successo

La Lavagna Tattica di Lello Vernacchia / Brienza trequartista potenziale pericolo, ma i granata hanno retto bene

Sulle colonne di TN ecco un graditissimo ritorno: la lavagna tattica di Lello Vernacchia, ex giocatore granata negli anni ’70 e ora allenatore, che ha analizzato con noi il successo dei granata sul Cesena arrivato domenica pomeriggio.

Secondo l’ex tecnico del Sassuolo una delle chiavi della vittoria è stato l’impiego di Quagliarella come seconda punta, con il napoletano che ha mostrato un’ottima intesa con Maxi Lopez: “Dopo essere stato in vantaggio per 2-0 il Torino è stato ripreso, ma ha mostrato una forza da vero Toro nell’andare a vincere una partita difficile rimettendosi in pista. Il gol decisivo del nuovo arrivato Maxi è giunto dopo un bello scambio nello stretto con Quagliarella, con il bomber argentino che si è trovato a tu per tu con il portiere. I due attaccanti granata hanno dimostrato di avere una buona intesa e di dialogare bene tra loro, e questa è stata a mio avviso una delle cose più importanti di questo match. Spesso in passato Quagliarella ha giocato come prima punta, ruolo non adatto a lui. Per questo motivo speravo sempre che Amauri stesse bene, perché con una boa centrale come l’italo brasiliano Fabio è libero di svariare e di fare le sue giocate. Maxi Lopez può dunque essere in questo senso la soluzione giusta perché, già al Milan e alla Sampdoria, anche se ha giocato poco, ha dimostrato di saper stare in campo e di essere un’ottima spalla offensiva. L’argentino segna e fa segnare, favorendo anche gli inserimenti dei centrocampisti: credo sia dunque un buon colpo per il Toro”.

Un Toro che però, sempre secondo Vernacchia, avrebbe bisogno di qualcosa nel mercato di gennaio: “Anche a Cesena la squadra ha dimostrato di avere la linea mediana piena di cursori, di gente che più che altro corre, come il pur ottimo Gazzi. Servirebbe invece a mio parere intervenire con un elemento non dico alla Pirlo, ma che sappia dettare i tempi e iniziare l’azione”.
Al di là di questa pecca, i granata sono però apparsi piuttosto sicuri al Dino Manuzzi: “Il 3-5-2 di Ventura mi sembra in realtà più un 5-3-2, che funziona molto bene e lo ha fatto anche a Cesena. Domenica infatti qualche potenziale pericolo poteva arrivare dal 4-3-1-2 degli ospiti, con un trequartista molto tecnico come Brienza alle spalle delle due punte Defrel e Djuric in grado di sparigliare le carte. Invece la retroguardia di Ventura ha retto bene e non ha corso rischi su azione, in quanto i due rigori sono arrivati in maniera assolutamente casuale e sono stati il frutto di episodi. Nel primo caso Padelli poteva evitare di far fallo in quanto il suo avversario era seguito da un uomo, mentre nel secondo Jansson, un giocatore che ammiro molto, è stato tradito dal rimbalzo della palla sul sintetico, come spesso accade”.

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