Incornare la dea bendata e dimenticare Banti

Incornare la dea bendata e dimenticare Banti

Il Capitano compie un anno in più, cari auguri. Intanto sta arrivando il momento di affrontare la dea bendata, e quando si incontrano gli dei c’è poco da scherzare. Il Tauro di Ventura è senza paura pronto a incornare chiunque lo affronti. Tuoni, fulmini e saette da sempre accompagnano i dominatori…
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Il Capitano compie un anno in più, cari auguri. Intanto sta arrivando il momento di affrontare la dea bendata, e quando si incontrano gli dei c’è poco da scherzare. Il Tauro di Ventura è senza paura pronto a incornare chiunque lo affronti. Tuoni, fulmini e saette da sempre accompagnano i dominatori dei mortali ma in questo caso la squadra bergamasca è da leggersi come giocatrice di sorte, sia essa positiva che negativa. 
Che sorte toccherà al Toro? Girerà un po’ di fortuna  alla squadra granata? Quella dovrebbe esserci ma potrebbe non bastare se non sarà accompagnata da un gioco concreto sin dal primo minuto. 
 
Quando i granata sono scesi in campo con mente libera, ma sul pallone, sin dall’inizio di gara la prestazione è quasi sempre stata accompagnata da un risultato positivo. Contro l’Atalanta i ragazzi dovranno cercare solamente la vittoria. Il bottino pieno porterebbe Bianchi e compagni definitivamente lontani  dalle sabbie mobili della serie B: per Rolando, il giusto regalo di compleanno da fare e da farsi. E anche se non matematicamente salvi, i 31 punti servirebbero a gestire il campionato in tutta tranquillità, visto che comunque il divario di 7 punti con la terz’ultima potrebbe allungarsi ulteriormente. Battere i nerazzurri servirebbe anche a dare continuità di risultati positivi con le dirette concorrenti per non retrocedere. 
 
Sin qui il Torino, in questo girone di ritorno, non ha mai perso contro le cosiddette compagini che lottano per salvarsi: vittorie con Siena e Pescara, pareggio con la Sampdoria. Un trend più che positivo che se proseguirà domenica prossima con la vittoria granata dimostrerebbe una crescita importante del gruppo ma soprattutto ergerebbe la squadra a prim’attrice assoluta della classifica di destra pronta al salto di qualità verso un decimo posto davvero importante.
Il Torino è più vicino al Parma (distacco di soli 4 punti)  rispetto al Pescara, terz’ultimo, per cui perché non inquadrare nel mirino i parmigiani! 
 
La sconfitta di Udine si è vista di chi è stata figlia ma il Toro ci ha messo del suo, nei primi 30 minuti non si vedevano nemmeno le ombre delle corna del Toro. Il dato che fa sperare è la tenuta per tutti i 90 e oltre minuti dei ragazzi. Da quando c’è Ventura la preparazione atletica ha raggiunto dei livelli di eccellenza, mai si era visto un Toro cosi capace di giocare e schiacciare l’avversario fino al fischio finale dell’arbitro. Anche contro i friulani i granata hanno spinto fino al 95’.
 
I ritorni di Bianchi e Ogbonna porteranno sicuramente esperienza e qualità in più in un Toro che comunque sta bene e si sta avvalendo di un Cerci che alla qualità ha aggiunto anche tanta quantità e continuità. Barreto continua a migliorare la sua condizione, allenamento dopo allenamento, in più Ventura si ritrova tre giocatori vogliosi di esplodere in serie A come Jonathas, Diop e Menga. Quest’ultimo,  lo si era scritto nell’editoriale di una settimana  fa, si sta allenando bene cercando sempre più di apprendere gli insegnamenti del Mister. Il ragazzo ha dato un saggio del suo strapotere fisico e tecnico nella partita d’esordio al Viareggio. Molti potrebbero obiettare che la “Primavera” non è la serie A ma è altrettanto indubbio che chi ha qualità e voglia di emergere lo fa in qualsiasi campionato. Stesso dicasi per il binomio Jonathas e Diop in coppia a Udine: i  due in pochi minuti hanno fatto capire che in serie A ci possono stare e molto bene.
 
Questo è il futuro del Toro, tanta gioventù che cresce e che piano, piano, farà diventare forte questo Toro. 
Un piccolo appunto alla classe arbitrale mi viene spontaneo farlo: non è che adesso per dimostrare che non esiste compensazione dopo i fatti di Milano e Udine  si spinga troppo in rigidità magari non concedendo un rigore giusto (se capitasse) contro i bergamaschi? Un rischio che è bene sottolineare, visto il clima di tranquillità dei vertici arbitrali dopo la partita dove non sono stati concessi due tiri dal dischetto netti dal signor Banti al Toro.

Gino Strippoli
 
(Foto Dreosti)
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