Palombella di Izzo… e nerazzurri battuti

Palombella di Izzo… e nerazzurri battuti

L’editoriale di Gino Strippoli / Toro vincente con carattere contro l’Inter

di Gino Strippoli

Una vittoria di carattere, conquistata grazie al sacrificio e all’abnegazione di tutti i giocatori del Toro con in più una palombella fantastica di un giocatore sempre più importante nello scacchiere granata, Izzo, capace di soffocare il suo diretto avversario ma anche bravo a ribaltarsi in avanti, tanto da andare in gol. Un vero difensore-incursore.
Sin dai primi minuti i granata hanno giocato con grinta e caparbietà e soprattutto con una grande voglia di vincere. È altrettanto vero che nei primi 20 minuti l’ Inter ha impegnato Sirigu ben due volte ma poi con il gol il Toro ha trovato sicurezze nelle sue capacità.
Il gol della vittoria è arrivato da un difensore e gli attaccanti si son ritrovati ancora con le polveri bagnate ma il loro lavoro è stato importantissimo nel conseguimento della vittoria. Se Belotti non ha segnato è altrettanto vero che si è reso protagonista di una prestazione maiuscola. Il Gallo è sempre stato combattivo e battagliero in ogni parte del campo, in difesa, a centrocampo recuperando infinità di palloni , in attacco sfiancandosi in lunghe corse verso l’avversario. Un vero capitano. Il suo compagno di reparto Zaza ha fatto molto movimento, ha cercato gli scambi con il Gallo, si è battuto ma sicuramente può fare molto di più.
Quello che però ha impressionato è stata la capacità dei granata di battersi a centrocampo alla pari contro giocatori che sia fisicamente che tecnicamente sono nettamente più forti o comunque considerati tali. La realtà è stata invece molto diversa dove Rincon ha fatto davvero il generale comandando il suo reparto in maniera instancabile. Al suo fianco Ansaldi sempre prezioso e Lukic che ha mostrato di saper giocare con intelligenza, coprendo bene gli spazi che spesso si aprivano sui ribaltamenti di fronte. Il pressing granata ha fatto la differenza, un attacco ai giocatori nerazzurri già nella trequarti granata, riuscendo così a imbrigliare le costruzioni avversarie.
Ma la cosa più importante il Toro l’ha realizzata nel secondo tempo perché dopo aver chiuso in vantaggio i primi 45 minuti non ha rinunciato a giocar a viso aperto, facendo molto movimento, cercando il raddoppio. L’ unico brivido che il Toro ha avvertito è stato al 73′ con un tiro di Politano che ha lambito il palo di Sirigu ma poi più nulla e con l’ uscita per espulsione del numero 16 nerazzurro l’ attacco dell’ Inter si è frantumato definitivamente. In ogni caso nè Icardi nè Lautaro Martinez si sono resi pericolosi, a parte un tiro nei primi minuti di centravanti nerazzurro, soprattutto per una retroguardia che non ha mai lasciato spazi agli avversari. Oggi il quartetto Sirigu, Izzo, Nkoulou, Djidji rappresenta una difesa assolutamente di dimensione internazionale.

2 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

  1. dennislaw - 3 mesi fa

    quando una squadra vince come ha fatto il Torino con l’Iter si dice che è stata brutta ma cinica. Lo ha fatto anche la Juventus con la Lazio, che per altro ha giocato una bella partita. Significa però che il gioco non è ancora sufficiente e che può andar bene qualche volta. Per l’Europa, io penso che non basterà. troppe squadre giocano meglio e alla fine il calcio è ” galantuomo”.I giocatori sono da lodare per l’impegno profuso, qualcuno anche per la qualità. I due attaccanti hanno dimostrato di poter convivere, ma che occorre un rifinitore e uno che dalla fascia faccia arrivare cross ben fatti ( serve Iago Falque ). Il goal di Izzo è arrivato da un campanile gettato a caso nell’area…10 per l’impegno a tutti,ma do 6 meno a Mazzarri di incoraggiamento e 4 alla società che ha venduto Ljajic. Quest’anno con lui , vista l’Inter terza, ci si giocava la Champions.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. rogozin - 3 mesi fa

      Ho cinque minuti da sprecare: in un solo commento ha previsto il futuro – non andremo in Europa -, ha immaginato la qualificazione alle Champions League col serbo- che non fa la differenza nemmeno in Turchia -, ha anche dato utili indicazioni su come impostare il gioco dell’attacco ad uno che fa quel mestiere con successo da decenni e guadagna perciò una montagna di soldi. Che dire? Provo una sincera invidia delle sue grandi qualità.

      Rispondi Mi piace Non mi piace

Recupera Password

accettazione privacy