Toro, pronto a conquistare Cagliari con mentalità vincente

Toro, pronto a conquistare Cagliari con mentalità vincente

 

Si sa che le vittorie fanno volare l’entusiasmo e i risultati positivi creano i presupposti, all’interno di una squadra, per affermare quella consapevolezza che li può portare lontani. Il Toro di oggi, plasmato bene da Giampiero Ventura sin dallo scorso campionato, ha una certezza: quella…
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Si sa che le vittorie fanno volare l’entusiasmo e i risultati positivi creano i presupposti, all’interno di una squadra, per affermare quella consapevolezza che li può portare lontani. Il Toro di oggi, plasmato bene da Giampiero Ventura sin dallo scorso campionato, ha una certezza: quella di giocare la palla e a pallone da vera squadra. Il tic-tac-toc-tuc tanto discusso sia tra gli addetti ai lavori che tra i tifosi sta portando i suoi frutti e il decimo posto a solo un punto di distanza dal Parma lo sta a dimostrare. Quella fitta rete di passaggi tra linea difensiva e mediana è un gioco che fa irretire non poco l’avversario di turno ma soprattutto concede al Toro la libertà di pensare in campo e non buttare la palla in avanti.

Se volevamo, solo un paio di anni fa, un Toro che sapesse giocare all’interno del rettangolo di gioco ebbene lo abbiamo trovato. Chi dispensava critiche al sistema Ventura può riconsiderare il tutto guardando la squadra che gioca con sicurezza e senza paura in campo, dove ognuno sa cosa fare, che posizione mantenere e i movimenti da fare.

Trentadue punti dopo venticinque partite giocate costituiscono il frutto di un grande lavoro, tattico, tecnico e psicologico (mentalità vincente acquisita) realizzato dal mister granata con la disponibilità di tutti giocatori dai più giovani ai più esperti. Tutti hanno capito l’importanza di essere squadra vera, sia chi gioca più assiduamente sia chi scalda più sovente la panchina.

Se analizziamo lo score delle sconfitte in questo campionato ci accorgiamo che Bianchi e compagni ne hanno subite solo 7 a pari merito con l’Udinese (preliminari Champions League), con la Lazio (in Europa League), con il Milan (in Champion League) e con la Fiorentina. Non male assestarsi in un certo modo con queste grandi squadre. Solo Napoli e Juventus hanno fatto meglio con solo 4 partire perse. A dare più consistenza al campionato del Toro c’è quella solidità difensiva che passa anche dal grande lavoro e sacrificio di un centrocampo a due capace di arginare bene gli avversari. Anche in questo caso il Toro è ben 3° in classifica per gol subiti (28) dietro solo a Juventus (17) e Napoli (21).

Statistiche che fanno bene al calcio giocato dei granata, toccasana per i tifosi che sentono di poter vedere la loro squadra giocare contro tutti sempre per vincere. Non era questo che si voleva?
Tra pochi giorni, a Quartu Sant’Elena, il Torino affronterà un Cagliari voglioso di continuare la sua rincorsa verso la salvezza. La compagine di Pulga, grazie ad un centrocampo di qualità e quantità imperniato su Nainggolan e Conti, gioca davvero bene e la velocità e imprevedibilità del duo Cossu – Sau può portare grossi pericoli alla porta di Gillet.

Con un modulo cagliaritano che si preannuncia come di consueto nel 4-3- 2- 1 il Torino dovrebbe mantenere il suo caratteristico 4-2-4 con Stevanovic e Birsa a giocarsi il posto da titolare al posto dell’infortunato Santana mentre a centrocampo pare possibile la conferma del duo Vives – Gazzi a meno che Ventura non voglia aumentare il tasso di copertura a centrocampo spostando Vives come finta ala e portando Brighi o Basha a fianco di Gazzi. In difesa, scontata la squalifica, pare possibile il ritorno di D’Ambrosio, ma sulla fascia sinistra al posto di Masiello.

Gino Strippoli

(foto M.Dreosti)

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