Toro Sprecone e senza carattere, sbriciolato dal Parma

Toro Sprecone e senza carattere, sbriciolato dal Parma

Il Toro crolla inesorabilmente a Parma affossato da quattro gol. Una sconfitta figlia degli sprechi offensivi  realizzati dagli uomini di Ventura e si sa che quando sbagli troppi gol e non hai la capacità di chiudere una partita che avevi in mano e facile perdere la bussola e il tuo orientamento in campo va a infrangersi  in una coltre di nebbia…
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Il Toro crolla inesorabilmente a Parma affossato da quattro gol. Una sconfitta figlia degli sprechi offensivi  realizzati dagli uomini di Ventura e si sa che quando sbagli troppi gol e non hai la capacità di chiudere una partita che avevi in mano e facile perdere la bussola e il tuo orientamento in campo va a infrangersi  in una coltre di nebbia che invade il cervello.
Ma non solo l’attacco, infatti la retroguardia granata ha mostrato lati oscuri dettati da un Ogbonna apparso quasi sempre insicuro con la palla tra i piedi, suo il primo assist gol della partita al Parma con un retropassaggio a Gillet che solo per un non nulla non si è tramutato in gol, ed era solo il terzo minuto di gioco. Poi quel pareggio ducale con Ogbonna, che sebbene infortunato,  ha dato via facile al gol del pareggio di Amauri  al 31’ marcandolo malamente  su calcio d’angolo. In questo periodo il difensore granata non gioca come sa e in due partite con lui in campo la difesa ha perso quella sicurezza e quello smalto di cui si era fatta forza trainante .
Una giornata granata che ha dimostrato  il poco carattere di questa squadra che si è sbriciolata in un amen, ed è un peccato perché fino al 76’ il Toro era in vantaggio, con buoni fraseggi a centrocampo,  ma se da una parte le ripartenze granata erano efficaci con un Parma allo sbando,  dopo aver preso il gol di Santana, dall’altra si trasformavano inefficaci per gli sprechi nelle conclusioni a rete. Bianchi ha avuto due occasioni per segnare  ma è rimasto ancora all’asciutto,  al 13’ quando non ha sfruttato un bellissimo contropiede di Birsa che gli ha servito su un piatto d’argento  un pallone da trasformare in gol e al 59’ quando  sempre su servizio dello sloveno  ha tirato in scivolata  trovando il miracolo del portiere.  Due minuti prima era Birsa che dopo un dribbling sparava una cannonata precisa che si stampava sul palo. E poi altre occasioni … Davvero un peccato aver giocato bene per 60 minuti riducendo l’avversario ad uno straccio anzi a morto e poi non saperlo strizzare bene anzi riportandolo in vita. Ancora una volta il Toro fa fatto resuscitare i morti in campo..
Cosa succede a questo Toro?  Perché è cosi labile la tempra caratteriale?  Perché Masiello  al 79’  prende palla e con il suo solo piede sinistro cerca di attraversare  orizzontalmente  il campo in mezzo a selva di avversari regalando palla per il vantaggio di Sansone? Non è che il giocatore in quel momento sia stato percosso mentalmente dal pensiero: Masiello è meglio i Pelè? Pazzesca la frittata  combinata  dal terzino granata.  Dopo il vantaggio  parmense il Toro è crollato definitivamente  e in maniera ingloriosa per non dire vergognosa rispetto ai tanti tifosi che assiepavano la curva di colori granata. Il triplo vantaggio è stato l’apoteosi dello sfaldamento con Amauri che va in gol nonostante sia contrastato da Rodriguez, Masiello e Glik. Qui si è perso senza onore!
Il Toro a Parma? Brutta storia,  con la terz’ultima  che ha ridotto sensibilmente il suo gap a soli 8 punti. Pochi? Tanti?  Non ci si può sedere di sicuro. Adesso però è innegabile che in campo devono andarci i migliori, quelli che assicurano sicurezza : Rodriguez oggi è più valido di Ogbonna  e D’Ambrosio è meglio di Masiello sulla sinistra con Darmian  al suo posto. I numeri parlano chiaro così come le prestazioni di questo Toro che con questa difesa ha sempre fatto bene.  In questa fase cruciale della stagione  non si possono aspettare i recuperi dei giocatori, in campo devono andare i più in forma.
Citazione particolare  in questa  tremenda sconfitta va a Birsa,  che è stato impeccabile assist-man a   ripetizione  e un palo che grida vendetta.  Gli altri? Bravi per 70  minuti ma le partite  ne durano 90. Un bell’esame di coscienza  è da farsi, in primis Ventura  forse tradito in campo dai suoi uomini e forse da se stesso. Questo crollare in campo quando mancano venti minuti  alla conclusione del match sta diventando una costante  (a Cagliari inziò al 75’) ed è da prendere ben in esame dal Mister. 
 
Gino Strippoli
(foto M.Dreosti)
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