Il calcio e lo sport stanno morendo: chi li vuole salvare davvero?

Il calcio e lo sport stanno morendo: chi li vuole salvare davvero?

Lettere alla Redazione / Riflessioni, considerazioni, spunti, pensieri dei lettori: inviateli al Direttore e alla Redazione

di Redazione Toro News

La redazione di Toro News torna ad aprire le colonne della prima e più grande testata on-line dedicata al Torino FC ai suoi lettori, i quali da sempre meritano di avere spazio. Inviateci agli indirizzi redazione@toronews.net o gianluca.sartori@toronews.net articoli su qualsiasi argomento legato al mondo Toro: i più meritevoli e significativi saranno settimanalmente pubblicati sul nostro sito.

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Premessa: Tutti coloro che non hanno ancora compreso che i tweet, i post, i like, etc, etc sono l’oblio dell’intelligenza, della sana informazione e della coscienza civile, desistano pure immediatamente: a tutti gli altri auguriamo buoni dieci minuti di lettura che riteniamo possano essere ben spesi.

“Il calcio e lo sport stanno morendo”.
Sono ormai mai quasi due decenni che sentiamo ripetere questa frase, sui giornali, sui media e nei bar, spazi reali o virtuali che sono ormai sostanzialmente la stessa cosa. Con lo sviluppo dei social si leggono migliaia di commenti di “liberi” cittadini che, al pari dei VIP di vario genere, prospettano improbabili, fulminee e discordanti soluzioni, ognuno convinto di avere la verità in tasca, una verità che tuttavia rimane quasi sempre inascoltata dai più.  E dopo quasi due decenni continuiamo a domandarci. Ma se la maggior parte di questi “liberi” cittadini è in buona fede, è anche solo mediamente intelligente e realmente anela ad un cambiamento radicale, salvifico dello sport e del calcio, allora come si spiega che tutto, alla fine, si limiti ad una litania lamentosa, fatta di slogan, spesso pure palesemente inefficaci ? Un comportamento simile lo possiamo comprendere, non giustificare attenzione, ma comprendere, con profondo disgusto, in tutti coloro che in questo bel giocattolo miliardario ci sguazzano con alti, medi ed anche bassi proventi.

In sostanza, probabilmente, costoro sono convinti che in fondo va benissimo così, ed è sufficiente fare ogni tanto ora i puristi intransigenti, ora i moderati, criticando così di volta in volta comportamenti come gli sfottò razzisti, ma anche l’esagerazione nel considerarli come espressione di un popolo, poi gli errori arbitrali, ma anche le troppe critiche agli stessi errori, ora i falsi in bilancio delle grandi società, ma anche l’esagerazione nel denunciarli, la mentalità mafiosa e le connivenze con le mafie, ma anche la tendenza di far di tutte le erbe un fascio, ora gli ingaggi miliardari di pedatori nemmeno troppo eccelsi così come quelli dei loro ricchissimi ed ignorantissimi parassiti, ma poi anche l’eccessiva invidia di chi in fondo non è stato così talentuoso da arrivare ad emularli ( sia i pedatori sia i parassiti ovviamente)…etc etc. Ciascuno di costoro però si è guardato bene dall’indicare il vero male e la vera strada per provare a riportare sulla retta via calcio e sport, e c’è da aspettarsi che continuerà a farlo. Nel frattempo così i più scaltri aumentano il loro conto in banca e poi, se davvero tutto finirà in un disastro, potranno ipocritamente dire di aver fatto il possibile per evitarlo e nel contempo si godranno per un po’ le ricchezze accumulate. Non sono tantissimi ma, ahinoi, in qualche modo comandano, anche perché consentiamo loro di comandare, ma soprattutto gli permettiamo di non tenere conto in alcun modo dei nostri desideri che sicuramente volano assai più in alto dei loro.

LOGO quadrato

Per cui sperare che davvero si preoccupino di promuovere un reale cambio di rotta, è una pia illusione! Almeno fintanto che noi continueremo ad ingrassarli con i nostri soldini e risparmi, senza pretendere una minima (e doverosa) considerazione. Comprendo però allora molto meno l’immenso popolo che alimenta a suo discapito questo triste squallore, pur lamentandosi. E mi è più doloroso constatare che in questo popolo è compresa anche la maggioranza del popolo granata. Dico la maggioranza, perché grazie a Dio una microscopica componente ha fatto e sta davvero facendo qualcosa di utile, con tanta fatica, tanto dispendio di energie e denari, pochissimo seguito ed altrettanto striminzita riconoscenza, almeno fino ad ora. Piaccia o no da Torino e dal mondo Toro sono nati movimenti, civili, culturali, sociali e sportivi che sia in loco, sia esportati, si sono rivelati antesignani dei più virtuosi e meravigliosi esempi di “governance” economica, politica e sportiva. Tutti o quasi però nel tempo sono stati deturpati, e travolti dalla sordida ingordigia di pochi e dalla inettitudine di chi, di questa ingordigia ne ha fatto e ne fa le spese. Ebbene, nel secondo secolo granata, ancora una volta una minoranza di tifosi ha intrapreso un cammino faticoso ed improbo ma lungimirante e sano. A questa minoranza si deve la salvezza dei cimeli più preziosi della storia granata; l’improbabile salvezza del Toro, del quale alcuni ingordi avevano programmato la fine nel 2005; la ricostruzione del Filadelfia; una targa in ricordo della storica sede; la titolazione al Grande Torino dello Stadio Comunale e di piazze o piazzali più o meno prestigiose di alcune città italiane; l’appoggio gratuito, costante e cocciuto alle dimenticate compagini giovanili del Torino FC, riportandole a vincere titoli come un tempo; il costante lavoro ai fianchi della società Torino FC per iniettare un minimo di granatismo d’altri tempi; l’aggregazione tra i club granata con l’UCG.

Una parte di questa minoranza si è poi organizzata in un bel gruppo che ha iniziato prima di tutti ad immaginare la vera rivoluzione salvifica del calcio e dello sport, ha cercato di diffondere il progetto nel mondo granata, ha preso contatti con altre minoranze italiane attive, non solo lamentose, convinte dello stesso progetto. È così è nato un comitato che, con pazienza, tenacia e costanza, è arrivato fino a Roma, nelle stanze della politica. Il gruppo si chiama Associazione ToroMio, di cui sono onorato d’essere oggi Presidente, ed il Comitato si chiama N.O.I.F., Nelle Origini Il Futuro, di cui è Presidente l’Avvocato Massimiliano Romiti consigliere e segretario di ToroMio. Dal 2006 ne abbiamo sentite e viste di tutti i colori. La maggioranza del popolo granata è rimasta lamentosa e sostanzialmente passiva, a parte le sempre più numerose azioni “da tastiera” che, se non seguite da fatti concreti, non cambiano mai nulla. È così, magari involontariamente, si è diventati conniventi con gli ingordi. Però la minoranza ha tenuto botta, passo dopo passo si è ampliata, si è strutturata, aggregata ed il lavoro, non le litanie lamentose, hanno iniziato a prendere il sopravvento e dare i loro frutti.

IMG-Roma

Noi di ToroMio abbiamo scritto una proposta di legge sulla partecipazione dei tifosi nello sport, che conduca l’Italia all’esempio più virtuoso oggi esistente di Azionariato Diffuso nel mondo, quello Tedesco. L’abbiamo formulata con grande impegno e accuratezza giuridica e grazie a ciò, chi fa politica, se ne è accorto e ci ha convocati ben tre volte. Dopo l’ultimo incontro a Palazzo Chigi ci è stato detto che i suoi contenuti potranno ben ispirare una parte della prossima riforma dello sport e non possiamo che augurarcelo tutti. In ogni caso la strada è tracciata, la rivoluzione salvifica del calcio è li. Nella diffusione della cultura della partecipazione popolare, nel calcio e nello sport in genere. Attorno alla proposta di legge elaborata da ToroMio è davvero incoraggiante che si siano poi già raccolte a vari livelli nel Comitato “Nelle origini il futuro” o NOIF analoghe associazioni di tifosi della Roma, del Milan, dell’ Athletic Club di Bilbao, del Cosenza, del Modena, del Rimini, oltre ancora all’Unione Club Granata e alla Fondazione Torres.  E’ un inizio promettente. Ma non illudiamoci che chi lasciamo comandare da troppo tempo ci spalancherà le porte. Gli ingordi non capiscono ragione, sono quasi tutti come un tumore che divora senza capire che la sua ingordigia sarà fatale anche per lui.

Da qualche tempo finiamo su alcune testate giornalistiche principali, anche se in modo saltuario e con paginette o trafiletti. Non è ancora sufficiente. Tocca a noi, tocca a voi, che siete arrivati alla fine di quest’articolo. Parlate, comunicate , informate, diffondete, e aggregatevi a ToroMio. Solo così i giornali ed i media parleranno sempre di più di questa vera rivoluzione. Insieme renderemo il percorso meno lungo, e le porte meno pesanti da aprire. Unitevi senza se e ma a chi veramente sta facendo qualcosa per salvare lo sport ed il calcio malato. Vi aspettiamo e BUON 2019

Guido Regis – Massimiliano Romiti – I soci di ToroMio e del Comitato NOIF

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  1. user-14003131 - 4 mesi fa

    Un mio sincero plauso di ammirazione. Complimenti!

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  2. bergen - 4 mesi fa

    Cari Associazionisti, comincio andando in contrasto con le vostre premesse ed in parte pure le conclusioni, che diffidavano chiunque dal commentare ed invitavano alla lettura paziente, rispettosa ed a-critica.
    Devo dire che le vostre considerazioni in massima parte sono condivisibili e, se può rassicurarvi, vi segnalo che una vasta parte del popolo granata vi segue con attenzione pur non avendo magari formalmente aderito alla vostra iniziativa.
    Mi sento però anche di dire che il vostro atteggiamento ha un che di snobistico, in quanto sottintende che vi sia soltanto una strada giusta per difendere il calcio buono da quello cattivo, la malversazione dal malaffare.
    Mi colpiscono anche un po’ i giudizi tranchant su chi magari fa la propria parte del lavoro di bonifica, in un modo diverso, non appariscente, che non si estrinseca in proposte di legge ma non per questo a mio avviso meno importante.
    Non é detto che chi sottoscrive abbonamenti o compra biglietti diventi automaticamente complice di un sistema che oggi é evidentemente sull’orlo di una crisi globale.
    Vado scrivendo da tempo che il calcio é un’industria fallimentare perché troppo spesso si dimenticano i numeri, che più di ogni altra cosa rappresentano le vicende umane o che, come scriveva il prof. Rosling, ci aiutano a capire il mondo.
    Negli ultimi 5 anni il calcio professionistico in Italia ha prodotto 1,6 miliardi di Euro di perdite, ha accumulato un debito complessivo di oltre 4 miliardi di Euro a fronte di un valore della produzione di soli 3,5. Di quest’ultimo il 38% é formato dai diritti televisivi ed il 22% da (vere o false) plusvalenze.
    Le istituzioni, FIGC in testa, sono risultate in crisi totale, incapaci di cambiare perché aggrovigliate nei conflitti di interesse ed ancora più incapaci di dare risposte ai problemi, come si vede anche in queste ore.
    Le principali società di serie A sono tra il tecnicamente fallito e lo stato di pre-insolvenza, aperte ad ogni tipo di scorribanda.
    Penso che in questo quadro ci sia poco spazio per un’autoriforma e la storia dimostra infatti che i grandi cambiamenti sono avvenuti quasi sempre al prezzo di grandi traumi.
    Il mio giudizio sull’attuale Presidente nonché proprietario diventa positivo al di là dei mugugni e dei rigorismi teoretici, perché rileggendo la storia di questi 12 anni e soprattutto ricordando da dove partivamo, é stato fatto un paziente lavoro di ricostruzione.
    Parafrasando Gordon Gekko eravamo la società dei tanti niente. Niente calciatori di proprietà, niente giovanili, cimeli all’asta a testimoniare che perfino la nostra memoria era minacciata.
    Per cui posso anche essere d’accordo che si può fare di più e di meglio, che l’intitolazione del Comunale, che la spinta sulla ricostruzione del Filadelfia …
    Resta però il fatto he se non vuoi scomparire e soprattutto vuoi cercare di essere più forte e strutturato possibile quando la bolla scoppierà in un modo o nell’altro, l’unica cosa che puoi fare é quella che l’attuale proprietà ha fatto, tenersi forte alla colonna per quando passerà l’uragano.
    E su tutto il popolo granata mi sento di dire che merita più rispetto e meno lezioni.
    Perché si può fare la propria parte in tanti modi.
    Trasmettendo i nostri valori alle nuove generazioni, andando a giocare all’oratorio con la maglia del Gallo e portandola con orgoglio.
    Perché no, esprimendosi anche con la tastiera, che é il mezzo più democratico e forte attraverso cui chiunque può trasmettere i propri pensieri anche senza frequentare Palazzo Chigi.
    Così io augurerei a tutti i fratelli un 2019 come lo desiderano e comunque sia fatto per il loro immaginario e le proprie aspirazioni, purché granata. Adattando Sant’Agostino, direi amate (i colori) e fate ciò che volete, non trascurando mai la potenza dei vostri pensieri.
    Buona fede granata a tutti.

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