Un presidente da Toro

Un presidente da Toro

Lettere alla Redazione / Riflessioni, considerazioni, spunti, pensieri dei lettori: inviateli al Direttore e alla Redazione

di Redazione Toro News

La redazione di Toro News torna ad aprire le colonne della prima e più grande testata on-line dedicata al Torino FC ai suoi lettori, i quali da sempre meritano di avere spazio. Inviateci agli indirizzi redazione@toronews.net o gianluca.sartori@toronews.net articoli su qualsiasi argomento legato al mondo Toro: i più meritevoli e significativi saranno settimanalmente pubblicati sul nostro sito.

“Soffrire, lottare, mai mollare, crederci e spesso fare l’impresa. Questo il tema Toro di un tempo nemmeno troppo lontano, dentro al campo e soprattutto fuori. Nell’era Cairo forse è accaduto solo il primo anno con l’epica promozione al Delle Alpi dopo il 4-2 dell’andata a Mantova, con un pubblico granata da Champions League e qualche anno dopo nell’incredibile scenario del San Mames di Bilbao.

Per il resto, dal 2006 in avanti, quasi nessuna traccia di tutto ciò nella società e nella squadra. Ce n’è ancora tanto invece tra noi tifosi, che di imprese impossibili ne abbiamo compiute: la più epica ed incredibile è il Fila.

Presidente siamo tutti d’accordo, sia chi la detesta, sia chi la sopporta, sia chi si accontenta, sia chi la stima, sia chi la ama, sia chi l’adora. Nonostante tutto non riesce a meritare questi tifosi e con lei quasi tutti gli uomini che questa maglia hanno vestito negli ultimi 13 anni. Sono stati presentati anche dati statistici, direi inequivocabili, a supporto di un sentire che, proprio per questo, poco ha a che vedere con le opinioni.

Le si presenta l’ennesima occasione importante. Si vocifera che uno dei rari ragazzi simbolo della sua era stia per accasarsi con la Gobba, ad un prezzo da saldo. E noi dovremo sopportare ancora una volta un bruciante tradimento. Ma Matteo è un professionista dei tempi moderni, non può rifiutare di vestire la triste maglia di una società che – ahinoi – domina in Italia ed in Europa. Eppure in quel ruolo, Presidente, Matteo ci servirebbe come il pane e ha ancora tante primavere da spendere.

Presidente, faccia un vero colpo da Toro. Invii in missione il suo bravissimo ds Petrachi per convincerlo: “Ragazzo, in bianconero farai panchina anonima (Balzaretti e Ogbonna non ti ricordano nulla?) mentre da noi saresti titolare. Lì attraverserai Torino sulle strisce bianconere e vedrai tanti volti che ti amavano e sorridevano, girarsi dall’altra parte; da noi vedrai le strade di Torino illuminarsi di un granata intenso al tuo passaggio. Lì ti allenerai tra la nebbia grigia, da noi ti allenerai finalmente nel mitico stadio del Grande Torino”.

Ma soprattutto il colpo da Toro che solo Lei presidente può realizzare: “Da noi l’ingaggio sarà più alto”.

Mai mollare, crederci e fare l’impresa. Questo sarà finalmente un bell’esempio di Presidente da Toro.

Non ci pensi troppo su.”

Guido Regis

35 Commenta qui

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  1. BAVARO GRANATA - 2 mesi fa

    PERSONALMENTE rispetto il parere di tutti i tifosi granata anche se non condivido chi appoggia la cairese. perché è come nella vita ce chi si accontenta della mediocrità e chi invece si mpegna come un matto ,fa sforzi e sacrifici per migliorarsi più che può. …………. e come nella vita poi i mediocri provano invidia nei confronti di chi contrariamente a loro ha voluto qualcosa di più …………
    cari accontentisti cairoti ,cari pavidi paurosi che temono che dopo cairo il nulla………. (nessuno è insostituibile ……..) restate nella vostra mediocrità sportiva e culturale ma non lamentatevi più. con il faccendiere sarà sempre così … e se non vi bastano i dati statistici inconfutabili e 14 anni di balle cosmiche ( AMURI Sarà UN IDOLO ………) (farò qualsiasi cosa per portare il toro in europa ……..) e di risultati men che mediocri per desiderare un cambio di proprietà meritate di essere umiliati per altri 14 anni ………….

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  2. Marco59 - 2 mesi fa

    Fratelli, da ora in avanti io chiamerei il presiniente, la dirigenza, l’allenatore e i giocatori nello stesso modo in cui il Grande Paolino Pulici li ha chiamati nella sua intervista odierna.

    Li ha chiamati “quelli di adesso”: non so se qualcuno ha capito il sottile messaggio di Paolo e il suo reale significato…!!!

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  3. studio.borgn_13569014 - 2 mesi fa

    Presidente, per crescere bisogna avere l’allenatore giusto ( personalmente ho un debole per il Gaspa ). L’arrivo di Radice pure in presenza della stessa dirigenza ha cambiato la storia del Toro.

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  4. Bischero - 2 mesi fa

    I giocatori sono solo mercenari. Prima lo capiamo e meglio é… Se domani agnelli va da Cairo e offre 60 milioni per Belotti più 5 o 6 milioni di ingaggio il giorno dopo il buon gallo é di là a baciare la maglia a strisce. Torino udinese Sassuolo Atalanta Samp Genoa cioé tutte le squadre da centroclassifica sono diventati allevamenti per giocatori. Professionisti da far crescere e rivendere a peso d oro. Alla faccia di ogni risultato sportivo da conseguire. Questo é il calcio moderno dove presidenti come Cairo invece di fare investimenti anche piccoli percarità di dio, si sono trasformati in amministratori delegato. Si riempiono di visibilità e non cacciano più fuori un euro. I bilanci oramai sono pubblici, quelli non mentono come fa qualcuno riempiendosi la bocca di mille promesse, ma poi dopo aver venduto soriano non lo rimpiazzano. Per fortuna ci sono ancora tifosi che un po’ di cervello ce l hanno ancora. A volte basterebbe un po’ di onestà. Parlare chiaro e dire le cose come stanno. Per andare in Europa non bastano le parole.

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  5. user-13973712 - 2 mesi fa

    sarebbe un colpaccio sia tecnicamente sia a livello mediatico

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  6. user-13758358 - 2 mesi fa

    la disanima di giorgio b. non tiene conto di come cairo ha trovato il Toro, non c’era più nulla. Poi è vero che dopo 14 anni qualcosa di più si poteva e si doveva fare. Per il presidente è arrivata l’ora di fare il passo che manca, deve ricordarsi che promise alla mamma, al momento dell’acquisto, di essere degno del Toro.
    mimmobg

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    1. blackmapan_12184280 - 2 mesi fa

      Avrebbe potuto acquistare il Toro prima del fallimento.

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    2. Marco59 - 2 mesi fa

      Caro mimmo, Cairo non ha trovato nessun Toro: ha atteso che fallisse, indi ha acquistato quel che ne rimaneva per quattro soldi, con la squadra peraltro già iscritta al Campionato di serie B e con le fidejussioni già versate e garantite da Bana Intesa e in grado di onorare gli stipendi dei giocatori e le spese correnti dell’intera stagione. Quando Cairo parlò di queste fidejussioni come di un costo da lui sostenuto, come di un gravoso impegno economico a cui dovette far fronte, mentì spudoratamente, in quanto fu solo una sorta di “partita di giro”, con l’intero importo che gli ritorno in tasca durante l’anno.

      E non dimentichiamo che è vero che la squadra tornò subito in serie A, ma è anche vero che, nel 2009, la squadra retrocesse nuovamente e restò in serie B per altre due stagioni e solo nel campionato 2011/2012 tornò nella massima serie grazie al secondo posto.

      Quindi smettiamola con le menzogne e diciamo chiaramente quel che accadde allora, ma soprattutto che Cairo non fece, non ha fatto, non fa e non farà mai nulla di quello che ha promesso.

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      1. gior_425 - 2 mesi fa

        Senza polemica… ma chi li mise quei soldi di cui parli? Io ricordo solo una sponsorizzazione promessa da chiamparino poi sfuumata con l’arrivo di Cairo.

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        1. Marco59 - 2 mesi fa

          Fu Giovannone che aveva reperito 2 milioni di euro cash, nonchè aveva dato piena disponibilità ad usare i suoi immobili in Torino, già solo a valore catastale ammontanti a circa 2,5 milioni di euro, quali garanzia da dare alle banche per far erogare un finanziamento di circa 1,5 milioni di euro al Toro. Chiamparino fece non so quante telefonate tra San Paolo ed Unicredit. I vari personaggi dei vertici bancari interpellati, pur con tutte le cortesie dovute all’interlocutore, sempre negativi. Il San Paolo si dichiarò disponibile ad aprire la pratica, indi procedere a perizia degli immobili e, se tutto collimava con le loro regole interne, erogare il finanziamento.

          Inoltre, come ho sempre detto più volte, (come emerge dai giornali “Tuttosport 18/8/2005 pag.1), sin dal 2000 e poi anche successivamente, e la famiglia Cairo aveva attenzionato il Toro per acquistarne le quote, addirittura chiedendo a Cimminelli di diventare socio di minoranza.

          Indovinate che cosa rispose Umberto Agnelli e la FIAT….????

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  7. Marco59 - 2 mesi fa

    Lettera aperta di una tifosa al Presidente:”Dr Cairo, Lei come presidente è un fallito, oppure…“

    Egregio Dottore,

    non si stupisca di questa mia affermazione, sicuramente una persona della sua cultura saprà che la parola fallito ha più significati, non solo quello giuridico, difatti è fallito anche “chi non è riuscito a realizzare le proprie aspirazioni, né a conseguire risultati validi”.

    Nelle sue aspirazioni, Le ricordo in particolare un “riporterò il Toro ai fasti degli anni ‘70”, oppure un “farò un centro sportivo per le giovanili”, oppure “penso ad una cittadella granata”, tutte sue dichiarazioni ai giornali di tanti, troppi anni fa.

    Incominciamo dagli anni ‘70: in quel decennio il Toro (allora lo era) oltre a conquistare lo Scudetto si piazzò quattro volte fra il 2° ed il 3° posto e quattro volte fra il 5° ed il 6°. Peggior piazzamento un 8° posto, ma quell’anno vinse la Coppa Italia. Partecipò 6 volte alla Coppa Uefa, una volta alla Coppa Campioni e una volta alla Mitropa e alla Coppa delle Coppe.

    Prendiamo i suoi ultimi dieci anni: zero titoli, miglior piazzamento un 7° posto, una retrocessione e tre anni in serie B e una partecipazione all’ Europa League, grazie a demeriti altrui.
    Meglio non farsi del male ricordando i risultati dei derby.
    Se questo non è un enorme fallimento, cosa è ?

    Passiamo alla cittadella granata -che doveva comprendere Comunale, area ex- Combi e Filadelfia- ed al centro per le giovanili.
    Sono passati circa 600 giorni dall’inaugurazione di quello che doveva essere un centro di allenamento ed un luogo di aggregazione sul terreno del Filadelfia (quello vero).
    Nulla è più dato a sapere dell’avanzamento dei progetti per il 2° e 3° lotto (Nota: saranno finanziati interamente dal Credito Sportivo, mentre Urbano Cairo non ci metterà nemmeno un centesimo) e quindi dello spostamento della sede sociale (un trilocale per una società come il Torino non è un po’ da falliti ?), del recupero dei monconi, dello spostamento del Museo, della sala stampa, di un Toro Point, della foresteria… insomma di quelle strutture minime che una società di A dovrebbe avere. E che lei sosteneva fossero sue aspirazioni.
    Sul’aggregazione caliamo un pietoso velo, è più accessibile il carcere delle Vallette.
    Relativamente al Comunale, sono stati i tifosi ad ottenere l’intitolazione al “Grande Torino”, Lei manco ha organizzato una cerimonia celebrativa, messo un monumento o almeno una targa. Neanche ha mai minimamente pensato a rendere lo stadio un po’ granata, con una spesa per lei ridicola si potevano almeno colorare i seggiolini. In un contesto dove società come l’Atalanta o il Frosinone puntano sugli stadi di proprietà.
    E per finire c’è la vicenda del Robaldo: quasi tre anni di nulla assoluto dopo essersi aggiudicato il bando, una pantomima tristemente ridicola. Mai sentito da lei pronunciare mezza parola al riguardo.
    Se questi non sono fallimenti, cosa sono?

    E che dire delle tante, tantissime piccole iniziative che al TorinoFC non vengono manco prese in considerazione? Tipo un festa per i 110 anni del Torino, un’esposizione dei nostri Trofei (che fine avranno fatto?) il coinvolgimento delle scuole, delle promozioni vere per facilitare abbonamenti per i ragazzi, i giovani e gli anziani, dei veri investimenti sul settore giovanile, la promozione di tornei dedicati ai nostri indimenticabili Campioni…

    In tutto questo parte dei tifosi sono andati oltre al fallimento, loro le aspirazioni manco le hanno più e chi ancora le ha viene invitato a cambiare squadra. D’altronde “divide et impera” funziona da millenni.

    Concludendo, i casi sono due: o Lei come presidente è un fallito oppure sta eseguendo egregiamente il suo mandato. Perché non è credibile che un imprenditore con le sue capacità economiche e professionali non si impegni per ottenere risultati e non abbia ambizioni per una Società conosciuta a livello mondiale, che avrebbe enormi potenzialità e che invece Lei sta volutamente facendo sprofondare, anno dopo anno, nell’anonimato e nella mediocrità.

    Tertium non datur.

    Breve storia triste

    Ricavi
    Torino FC 2006 = 33,1 Mio
    Cairo Communication 2006 = 220,9 Mio

    Torino FC 2017 = 69,9 Mio
    Cairo Communication 2017 = 1.212,3 Mio

    Marina Cismondi

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    1. gian.ca_5715710 - 2 mesi fa

      Altra standing ovation!
      Complimenti anche a te, finalmente si comincia a leggere qualcosa di reale e non contestabile.
      Le parole stanno a 0, i fatti no: con Cairo non c’è mai stato il Toro ma solo un bue muschiato…

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      1. Marco59 - 2 mesi fa

        Non ringraziare me, gian.ca, ma la Splendida Marina Cismondi.

        Io ho solo ri/postato la Sua Lettera.

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    2. dariog - 2 mesi fa

      😉

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  8. tororussia - 2 mesi fa

    toro e la7 due disastri

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  9. WGranata76 - 2 mesi fa

    Lettera aperta, schietta e sincera al Presidente Cairo
    Gentile Dottor Urbano Roberto Cairo, anzi, ciao Urbano. In fin dei conti sei il presidente della mia squadra da più di un quarto della mia esistenza, quindi se non ti dispiace mi permetto un po’ di confidenza. Sai, in questi tredici anni e mezzo abbiamo parlato molto di te, come è normale che sia. Ti abbiamo accolto come il salvatore della patria granata, abbiamo creduto in te, ti abbiamo fatto i conti in tasca, abbiamo ascoltato le tue infinite promesse, insomma, abbiamo fatto tante parole.
    Adesso, dopo tutti questi anni, è forse giunto il momento di tirare qualche somma e di mettere giù qualche nuda e fredda cifra.
    Al di là di quanto guadagni, quanto spendi, quanto ritorno hai…in fin dei conti ha ragione chi dice che non ci deve importare. Vero. A noi deve importare quanto ottieni con il Toro.
    Sai, Urbano, la quantità di cifre è un po’ corposa, leggerle tutte magari è una cosa lunga, ma credimi, ne vale la pena. Se non altro per capire perché non tutti ti adorano, proprio tu che probabilmente sei convinto che dovremmo baciare la terra dove passi, altro che mugugnare.

    Ecco quello che hai ottenuto, anzi, meglio che il Toro ha ottenuto con te come presidente.
    Buona lettura e buon diverimento

    Capitolo primo: parliamo solo di Toro
    Da quando sei presidente, abbiamo disputato dieci campionati di A, e quattro di B. Il piazzamento medio, se escludiamo il campionato in corso, è (media matematica) 15.92. Se andiamo a contare anche il campionato in corso, nella posizione in cui siamo attualmente, cambia poco: 15.57. Calcola che il nostro piazzamento medio, da quando esiste la serie A, è 9.75. Prima che arrivassi tu, era 8.68. Prima della sciagurata retrocessione dell’89/90 (di cui certo non ti faccio una colpa, ci mancherebbe), era 6.7. Però calcola che abbiamo assorbito il dopo Superga, in questo periodo.
    Oramai le tue presidenze coprono il 15.56% dei campionati del Toro da quando esiste la serie A. Il Toro è arrivato tra le prime 6 28 volte in 90 campionati, il 31, 1% delle volte (prima del tuo avvento la percentuale era il 36.84%). Con te la percentuale è lo 0%. Siamo arrivati tra le prime 8 44 volte (il 48.89%), prima di te la percentuale era il 56, 58%. La tua è il 7.14%.
    Hai detto che ci avresti riportato ai fasti degli anni ’70: bene, la nostra posizione media in quel decennio è stata 4.4. Troppo difficile? Ok, facciamo gli anni ’80. Mmm, no, 7,1. Gli anni ’60? 8.8, anche qui troppo difficile, e poi parliamo di un terzo posto, di una Coppa Italia, di una semifinale europea. Meglio lasciar perdere. Facciamo gli anni ’50, quelli terribili del dopo Superga, culminati con la prima retrocessione. Caspita, 11.1, con un sesto e un settimo posto. Avanzano gli anni ’90, ma pure qui non ci siamo ancora, con una media di 14,1, un terzo posto, una finale Uefa, una Coppa Italia. Sai Urbano, l’unico decennio con cui ti puoi confrontare con successo è quello che va dal 2000 al 2010, di cui per altro sei per quasi metà protagonista. Girala come vuoi, Urbano. Cerca qualunque periodo della nostra storia lungo come la tua presidenza in cui il nostro miglior risultato in campionato non sia meglio di un settimo posto. Prenditi tutto il tempo che vuoi. Tanto te lo dico io: non esiste, ovviamente escludendo la tua presidenza. Così come non esiste un periodo in cui non siamo almeno arrivati una volta in semifinale di Coppa Italia. Così come non esiste che non siamo arrivati almeno un paio di volte a qualificarci (sempre sul campo, tra l’altro) alle Coppe Europee. Da quando esistono, ovviamente.

    Capitolo secondo: parliamo di derby.
    Sai Urbano, a te sembrerà strano, ma noi al derby ci teniamo, anche se per ragioni strettamente terapeutiche da un bel pezzo a questa parte cerchiamo di non farci coinvolgere troppo. Il nostro epatologo ci ha detto di fare così, e siccome crediamo alla scienza e non alle chiacchiere, ci adeguiamo. Però ti informo di una cosa: prima del tuo avvento capitava anche di vincere qualche derby, sai? Ne vincevamo quasi il 27%, e comunque non perdevamo in oltre il 50% dei casi, quasi il 57%. E i gobbi non sono mai stati una squadretta. Credo che avessimo il miglior bilancio di tutti contro di loro, o poco ci mancava. Sai qual è la percentuale di vittorie con te? poco oltre il 5%. Quella di sconfitte? Oltre l’83%.
    Dirai, una volta c’era meno distacco, ora il loro strapotere è aumentato. Vero, mica lo nego. Ma come è aumentato per noi, lo è anche per gli altri. Ma ne parliamo dopo.

    Terzo capitolo: confronto con le altre squadre.
    Guarda, te lo dico subito: lasciamo perdere gobbi, milanesi, Napoli, Roma. Una volta eravamo a ruota delle prime tre e le altre due ci guardavano la targa, ma una volta era una volta e pazienza. Anche se vorrei solo che ti ricordassi dove era il Napoli quando tu ti sei affacciato al balcone come il messia. Parliamo di Lazio, Fiorentina (modelli a cui ispirarsi, anche se mi viene il magone a dirlo), Atalanta, Sampdoria (termini di paragone), Udinese (capitolo a parte) Genoa, Cagliari, Bologna, Chievo (che dovrebbero arrivarci dietro nove volte su dieci) Palermo (altro capitolo a parte).
    Uhm, da chi iniziamo? La Lazio? Ok, nei campionati conclusi ci sono arrivati davanti 12 volte su 13, hanno sollevato due trofei, sono andati in champions, in EL quasi sempre, sono arrivati tra le prime 5 per 6 volte, sul podio 2 volte, media piazzamento 7.53.
    Fiorentina? Ci sono arrivati davanti 13 volte su 13, sei volte tra le prime 5, finali di Coppa, qualificazioni a Cl ed EL come piovesse, semifinale europea, media piazzamento 6.76.
    Atalanta? Ci sono arrivati davanti 10 volte su 13, due qualificazioni europee, in Coppa Italia almeno in semifinale una volta ci sono arrivati, quarto posto miglior risultato, media piazzamento 12.76.
    Sampdoria? Dietro a loro 8 volte su 13, sono arrivati quarti, una finale di Coppa Italia, qualificazione alla CL e all’EL, media piazzamento 11.76.
    Udinese? Vero che adesso non vanno bene, ma il ciclo dei Pozzo per una realtà come la loro è stato una roba senza uguali. E comunque limitiamoci al confronto, che esclude molti dei loro anni migliori e comprende gli ultimi mediocri campionati. Otto piazzamenti migliori per loro contro i nostri 5, tre volte tra le prime 5 con un podio, due qualificazioni alla Cl più altre all’EL, tre semifinali di Coppa Italia, media piazzamento 10,15. In una città di centomila abitanti.
    Palermo? Sono in vantaggio 7-6 nei piazzamenti (anche se ovviamente quest’anno pareggeremo), tre quinti posti, mi pare di ricordare una finale di Coppa Italia, almeno tre giri in Europa se non 4, media piazzamento 12.76.
    Genoa: un quarto e un sesto posto, media piazzamento media piazzamento 14,61 (nonostante un anno in C che gli vale un 45 posto). Ci sono arrivati davanti 7 volte su 13
    Chievo: un quarto posto, con annessa qualificazione in CL, e una media piazzamento di 13.23. Dai, siamo in vantaggio, gli siamo arrivati davanti 7 volte a 6. Al Chievo…
    Cagliari: Ci sono arrivati davanti 7 volte su 13, e la loro media piazzamento è 14.30. L’unica cosa in cui siamo meglio è la “punta”, perché non hanno mai fatto di meglio di un nono posto.
    Bologna: evvai, siamo meglio di questi, gli siamo arrivati davanti otto volte su 13, hanno una media piazzamento di 18,07 e non sono andati oltre il nono posto. Che bello!
    In pratica: Lazio e Fiorentina sono di un’altra categoria proprio, Atalanta, Sampdoria, Udinese ci sono nettamente davanti sotto ogni punto di vista (con la postilla che il ciclo dell’Udinese pare essere finito), il Palermo a nude cifre ci è nettamente superiore, anche se ovviamente ora come ora siamo messi assai meglio di loro.
    Con Chievo e Genoa ce la giochiamo, un pelo dietro, con il Cagliari siamo lì, bisogna arrivare al Bologna per trovarne una di cui siamo inequivocabilmente meglio (salvo un particolare di cui parlerò poi)

    Capitolo quarto: scontri diretti con le big.
    Ora, il calcio è fatto di traguardi finali e di traguardi parziali: una delle soddisfazioni che si possono togliere le squadre che non arrivano in cima alla classifica, è quello di vincere le partite importanti, quelle con le “grandi”.
    Nei 13 anni della tua presidenza, ci sono sette squadre che si sono divise quasi tutto: trofei, piazzamenti, qualificazioni. Gobbi, milanesi, romane, Napoli e Fiorentina.
    Vediamo un po’ quante vittorie hanno ottenuto le altre contro di loro.
    Udinese 44
    Atalanta, Palermo e Genoa 37
    Sampdoria 35
    Cagliari 26
    Chievo 21
    Parma 20
    Bologna e Sassuolo 17
    Toro 15.
    Ecco, queste sono le soddisfazioni che ci hai regalato in questi 13 anni e mezzo. Leggi bene, Urbano.

    Ah, scusa Urbano, dimenticavo una cosa: i risultati degli altri con i gobbi:
    Napoli: 8 vittorie e 5 pareggi
    Inter: 4 vittorie e 7 pareggi
    Roma: 4 vittorie e 5 pareggi
    MIlan: 5 vittorie e 3 pareggi
    Lazio: 1 vittoria e 4 pareggi
    Fiorentina: 3 vittorie e 6 pareggi
    Atalanta: nessuna vittoria e 4 pareggi
    Sampdoria: 4 vittorie e 6 pareggi
    Genoa: 3 vittorie e 6 pareggi
    Udinese: 4 vittorie e 3 pareggi
    Palermo: 6 vittorie e nessun pareggio
    Cagliari: 2 vittorie e 4 pareggi
    Bologna: 1 vittoria e 5 pareggi
    Parma: 4 vittorie e 3 pareggi
    Chievo: 1 vittoria e 6 pareggi
    Noi: 1 vittoria e 2 pareggi.
    Bello essere il loro bancomat preferito, sai.

    Giorgio B.

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    1. gior_425 - 2 mesi fa

      Manca solo il nome del nuovo presidente che ci dovrebbe far fare il salto di qualità e la media abbonati/spettatori di tutte le realtà citate. Io non sono per il tanto peggio tanto meglio, se si presenta qualcuno più solido e con maggior propensione alla spesa di Cairo ben venga e mi unirò ai Cairo vattene… per il momento non vedo nessuno

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      1. WGranata76 - 2 mesi fa

        Le trattative di questo tipo solitamente si fanno molto più in silenzio di quanto si pensi. Diventano facilmente pubbliche solo quando le società hanno bilanci impietosi, come successo con Inter e Milan, inoltre sono società quotate in borsa e quindi le voci fanno parte del gioco. Non mi stupirei affatto se compratori si fossero già presentati in privato a Cairo, ma molto probabilmente non lo sapremo mai. Ora la macchina gira bene economicamente e il presidente non ci pensa lontanamente a vendere finché ci lucra. Non è una questione di Cairo vattene, per me può pure restare se vuole gestire il Toro come squadra di calcio e non come investimento e basta.

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      2. Marco59 - 2 mesi fa

        Bisognerebbe che, prima, Cairo metta la squadra in vendita sul mercato, per vedere se si presenterà qualcuno e se eventualmente ci saranno offerte di acquisto.

        Questa è la condizione essenziale, non quella di “aspettare la manna dal cielo”.

        Tuttavia non mi sembra proprio che Cairo sia propenso a vendere, visti i vantaggi in termini imprenditoriali, di immagine e di reddtività che sta “ricavando” dalla società da 14 anni a questa parte.

        O sbaglio…???

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    2. gian.ca_5715710 - 2 mesi fa

      Standing ovation per la pazienza e la tenacia di un lavoro oggettivo, reale, incontrovertibile, cristallino: la dimostrazione più eclatante della mediocrità della gestione CAIRO.
      E nulla lascia pensare che il nostro riesca ad invertire la tendenza..magari un giorno arriverà qualcuno in grado di farci emergere dalla mediocrità attuale…

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      1. WGranata76 - 2 mesi fa

        Il tifoso che si firma Giorgio B. Ha fatto un gran lavoro certosino, raccogliendo i dati che, seppur pubblici, devono essere analizzati ed esposti correttamente. Il contributo di tifosi come questi e come Marina aiutano a capire la dimensione del Toro di Cairo e di quanto sarebbe possibile fare un più con piccoli investimenti.

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    3. steacs - 2 mesi fa

      Ottimo post Walter e complimenti a Giorgio per il lavoro, sicuramente non è stato facile, ma CERTIFICA quello che quasi tutti sappiamo: a parte i primi anni, in cui sicuramente qualcosa si è fatto poi non si è sfruttato per nulla quello che entrava in termini economici dalla legge Melandri e dalle plusvalenze, alle parole non sono MAI seguiti fatti ed è quindi ora di renderne conto.

      Sinceramente per farmi contare balle preferisco venda i migliori giocatori, intaschi i soldi e REGALI il Toro a qualcuno che ci tiene veramente a fare qualcosa, se come si dice questo qualcuno non esiste lo creiamo noi tifosi, ma continuare cosí vuol dire solo cancellare la nostra squadra, ancora un decennio del genere e saremo come Pro Vercelli, Casale, Noli, etc.

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      1. WGranata76 - 2 mesi fa

        Esatto, come ho sempre detto, preferivo un fallimento a partire dalla C come le altre, piuttosto di una mediocrità del genere che fa solo disperdere tifosi, dimenticare la nostra grande storia e svilisce i nostri valori che sono all’antitesi di questo genere di imprenditoria.
        Il Toro è una cosa bella, un valore, forse siamo fuori moda, romantici o semplicemente illusi, ma noi siamo differenti e ancora ci crediamo a qualcosa di onesto, pulito e basato sul duro lavoro che da pochi, ma meritati frutti. Questa gestione purtroppo ci sta trasformando in quello che sono tutti gli altri, zebrati in primis.

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        1. gior_425 - 2 mesi fa

          Ognuno puó pensarla come vuole… io credo che il Toro in C sia prima di tutto una bestemmia ed in secondo luogo sia un assist alle merde di venaria che sono anni che cercano di farci sparire…

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          1. Marco59 - 2 mesi fa

            Avanti di questo passo ci riusciranno eccome…e nel peggiori dei modi: una lenta, costante e infinita agonia.

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          2. WGranata76 - 2 mesi fa

            Un assist? Perché questa mediocrità con tutti i punti facili che gli regaliamo ogni anno, con gli affaroni tipo Rincon a loro favore invece sono ottimi esempi di ostruzionismo alle loro intenzioni..
            Il Toro in C non sarebbe stato una bestemmia, ma solo uno stimolo in più per la gente di riportarlo in A e di sicuro avrebbe trovato più mercato di solo Cairo che ha sfruttato le condizioni e amicizie per prenderlo a ZERO EURO. La storiella r scusa della paura del fallimento ci ha portato a questa perenne mediocrità. Spero solo che l’azionariato popolare arrivi presto, così magari si potrebbe presentare un presidente diverso sostenuto dalla gente Granata, sperando che esista ancora di questo passo. Leggo tantissimi dire che preferiscono non vedere più il Toro in tv, stadio ovunque. Questa “Cairese” sta facendo disinnamorare anche i tifosi di lunga data. Una bestemmia per me è vedere un torello che non sa lottare da 12 anni.

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    4. dariog - 2 mesi fa

      😉

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  10. WGranata76 - 2 mesi fa

    Io ancora oggi lo vorrei indietro eccome. Ricordiamoci che paga un campionato di altissimo livello atletico e comunque ha ben figurato finché ha retto. Questo vuol dire che ai bassi ritmi della serie A farebbe ancora la differenza.
    Sul tema calcio moderno hanno detto già sotto altri, purtroppo è il mondo moderno e sono davvero pochissimi i romantici che sanno ancora rinunciare ad una parte di stipendio e onori facili per una vita più intensa e piena di significato.
    Pazienza, il ritorno di Matteo resterà un sogno e spero non diventi un gobbo.

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  11. Conterosso - 2 mesi fa

    Ma che articolo è… Ma per favore… Che vada dove vuole; non esiste mica solo lui in quel ruolo. Oltretutto, sarà anche un bravo ragazzo, volenteroso, professionista serio ecc, ma non è che sia tutto sto fenomeno. Di terzini destri come lui c’è ne sono tanti

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  12. Marco59 - 2 mesi fa

    Redazione, perchè, invece di fare la Vostra solita “scrematura meritevole e significativa” e, al solito, pubblicare solo le contestazioni “soft” nonchè le letterine dei soliti “aziendalisti pro Cairo”, non pubblicate la lettera aperta a Urbano Cairo, firmata da Marina Cismondi (peraltro una tifosa molto nota e carismatica nell’ambiente Toro), o ancora la lettera schietta, pulita e sincera: “Presidente Cairo ti scrivo”, firmata da Giorgio B. ???

    Suavvia, un po’ di coraggio di Dignità, di Amore per il Toro e per l’Onesta Intellettuale e Professionale anziche vivere, come meri dipendenti aziendalisi, all’ombra del padrone, dei suoi voleri e delle sue “chiacchere” (o “bugie”, visto che siamo in tema carnevalesco..!!)

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    1. WGranata76 - 2 mesi fa

      Se non sbaglio quella di Giorgio B. È quella citata in questa lettera e condita di un’ottima e precisissima analisi statistica dei risultati sportivi del Toro, comparandoli a quelli di squadre a noi superiori e pari zona classifica.
      Quella lettera è un perfetto ritratto del fallimento sportivo del modello Cairo.

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    2. WGranata76 - 2 mesi fa

      Visto che tanta gente mette meno senza neanche sapere, ho commentato una copia della lettera di Giorgio B. Che mi pare una disamina senza sterile polemica, ma critica e basata sui numeri che di solito parlano abbastanza chiaro. FVCG

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  13. MaratonaItinerante - 2 mesi fa

    Se Darmian facesse questa scelta sarebbe un colpo al cuore per qualsiasi tifoso granata. Uno degli ultimi e unici a sputare sangue e sudore sulla maglia, ad avere la faccia pulita e ricordare lo spirito delle grandi leggende granata. Pochi gol, ma quando? Nel derby vinto, l’unico dal 95 a oggi con tanto di assist e al san Mames, dove ha fatto vibrare l’emozione nei cuori granata. L’ultimo eroe o l’ennesimo rovinato dal calcio moderno fatto di “professionisti” e non di uomini.

    Non che in tutto questo mi auspichi un ritorno, i ritorni quasi mai portano bene, c’è un certo Di Lorenzo all’Empoli che è davvero forte forte. Cairo pensiona De Silvestri e prendilo prima che valga troppo per il tuo budget.

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  14. Pepe - 2 mesi fa

    Pagherá il prezzo (per strada e nei derby) per diventare un gobbo di merda nonché mafioso

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  15. Daniele abbiamo perso l'anima - 2 mesi fa

    Articolo scritto dal mondo dei sogni come solo noi tifosi del Toro sappiamo scrivere.
    Certo, Darmian gobbo non ce lo vedo proprio ma ormai il calcio è questo.

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