Il granata all’estero

Il granata all’estero

Una figura interessante che mi è capitato di analizzare nel mio periodo da psicologo è quella del granata all’estero. Quando un tifoso del Toro ad un livello sufficientemente elevato della malattia prende la decisione drastica di emigrare in un altro stato (ad esempio per studi, o per lavoro, o anche solo per vacanza) sente di avere una specie di missione: portare con se il Toro. Per fare questo dedica circa un terzo dello spazio della sua valigia a sciarpe, felpe, cappellini di ogni sorta (porta con sè praticamente tutti i gadget granata che possiede). Una volta sul posto li indossa con orgoglio per strada, anche se nella maggior parte dei casi nessuno (o quasi) dei passanti sa a cosa quei gadget appartengano né tanto meno conosce il Torino. Ma lui si sente fiero di indossarli. Quando inizia a conoscere un po’ di gente (soprattutto se sono suoi coetanei maschi appassionati di calcio) inizia a parlare del Toro narrandone le vicende dal 1927 a oggi specificando con orgoglio di non essere tifoso della squadra ‘’famosa’’ di Torino, e di non avere nulla a che vedere con essa. La sua missione è quella di portare il nome del suo Toro nel paese in cui si è trasferito e far si che tutti quelli che lo circonderanno in questa avventura capiscano cosa voglia dire esserne tifoso. Un altro aspetto interessante di questa categoria di paziente è la scelta della squadra autoctona da simpatizzare: la scelta ricade quasi sempre sulla seconda squadra un po’ “sfigata” della città che magari si trova in serie inferiori (per intenderci se va a Monaco di Baviera simpatizzerà per il Monaco 1960) e ne acquista una discreta quantità di gadget; quando trova il tempo, per sentirsi ancora più a casa, la segue anche allo stadio sfruttando il parallelismo con il suo Toro e sente una vera e propria rivalità con la squadra più titolata della città. In tutto il tempo che resta all’estero non si perde una notizia sul Toro, specialmente in questi ultimi anni in cui la rete ha facilitato e di molto la diffusione di notizie e, ovviamente, non manca un appuntamento con la partita in streaming. Fatemi sapere se anche voi, cari granata all’estero, vi riconoscete in questa descrizione.

Un saluto dal vostro personale psicologo granata!

Riccardo Agnello


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