Toro: la ricetta per vincere a Bergamo

Toro: la ricetta per vincere a Bergamo

Lo Psicologo Granata / I tre ingredienti di base: convinzione, cattiveria e concentrazione.

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Oggi, nel mio studio, si è presentato un paziente che ha voluto fare una sorta di ricetta per vincere a Bergamo, ma più ancora ha elencato gli elementi che serviranno e li ha riassunti principalmente in 3 cose: convinzione, cattiveria e concentrazione.

Convinzione perché questa squadra ha dei valori inespressi enormi (penso solo a giocatori come il gallo Belotti) che stanno stentando a venir fuori, molto probabilmente anche per mancanza di tranquillità, cosi come molti altri, di comprovata esperienza, stanno rendendo meno di quello che potrebbero, forse per una momentanea perdita di fiducia nei propri mezzi.

Contro l’Atalanta (squadra per altro in forma ma sulla carta battibile) servirà ritrovare questa fiducia, perché il treno dell’alta classifica, come si è già detto molte volte, non aspetta e il rischio di ritrovarsi a fare un campionato anonimo è sempre dietro l’angolo.

Cattiveria, infatti nelle ultime partite il Toro è parso molle e senza il mordente necessario a scardinare le difese altrui, quasi come svuotato. L’esempio principale portato dal mio paziente è Lazio-Torino, partita in cui è proprio mancata la reazione da parte dei ragazzi e sembrava quasi come se fossero entrati in campo sapendo di aver già perso la partita, quando in realtà viste le partite successive dei bianco-celesti e visto il Toro del secondo tempo del derby, è emerso che la partita non era poi così proibitiva e i rimpianti non possono che aumentare.

Concentrazione: fondamentali per invertire la rotta e tornare a macinare punti sono la solidità difensiva e la freddezza sotto porta e questi due aspetti sono considerevolmente mancati in quest’ultimo periodo, proprio a causa di un evidente calo di concentrazione; in questo periodo sembra essere un problema generalizzato a quasi tutti i componenti della squadra, per cui è importante che il gruppo si compatti e ritrovi la giusta quadra aiutando i singoli per far sì che si sbagli tutti il meno possibile.

Su quest’ultimo aspetto, il mio paziente ha voluto concludere facendo una sorta di appello ai tifosi che vanno allo stadio affinché stiano vicini ai giocatori che commettono errori (anche se gravi) in modo che questi ritrovino la serenità necessaria.

Alla prossima dal vostro psicolo del Toro!

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