Toro: mi piaci anche quando sei brutto!

Toro: mi piaci anche quando sei brutto!

Lo Psicologo Granata / Torna la rubrica dello Psicologo Granata sulla tanto discussa vittoria contro il Crotone

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Un Toro brutto ma efficace che, piano piano, stana il Crotone e finisce per prenderlo per fatica nel finale di partita (punto debole della squadra di Nicola) infilandolo negli unici 2 errori che ha commesso. Il copione è lo stesso per tutti i 90 minuti: possesso di palla del Toro che prova a sfondare ma trova un muro di 11 giocatori dietro il pallone che tentano di ripartire in contropiede. Le occasioni stentano ad arrivare e man mano che passano i minuti si ha sempre più l’impressione che le barricate innalzate dai calabresi finiranno per raggiungere l’obiettivo dello 0-0. Si ha solo l’impressione però, perché il Toro ha dei giocatori straordinari che alla fine riescono, con giocate di grande classe ha portare le partite sui binari desiderati, e così è stato anche allo Scida. Doppietta del solito Belotti e 3 punti in cassaforte: proprio come farebbe una grande squadra.

Come ha detto Mihajlovic in conferenza stampa, non si può sempre stravincere dominando l’avversario e a volte capita di dover soffrire più del previsto, anche con squadre con cui ci si aspetterebbe una vittoria più larga. Di questo ha voluto parlare anche uno dei miei pazienti abituali, il quale sostiene che una vittoria così “brutta” ci voleva per testare quali sono davvero le qualità della squadra. In questo campionato, infatti, le vittorie erano sempre state larghe o comunque agevolate da gol immediati che avevano messo le partite in discesa e dunque questa situazione, secondo il mio paziente, può fare da palestra per la squadra. Era necessaria una partita in cui gli avversari riescono a chiudersi bene e non ti lasciano spazi nemmeno per respirare, perché chi gioca contro il Toro tenderà a farlo sempre più spesso.

Vedendo il Toro vincere questo tipo di partite è come se avessi fatto una sorta di tuffo nel passato in serie B, quando il Toro era la grande da temere e chi ci giocava contro si chiudeva salvo poi finire per perdere per troppa differenza tecnica (cito, tra le tante, Vicenza-Torino 0-1 con gol di Bianchi al 93′ del 2011/2012). Tra allora e oggi, però c’è una differenza sostanziale, siamo in serie A. Sì, ormai non ha più senso nascondersi, il Toro sta diventando una delle grandi di questo campionato.

Alla prossima dal vostro Psicologo de Toro!

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