Il calcio, l’Arabia Saudita e i diritti delle donne

Il calcio, l’Arabia Saudita e i diritti delle donne

Loquor / Torna la rubrica di Anthony Weatherill: “L’occidente da tempo ha perso di vista l’orizzonte della verità, e si è immerso nel mondo confusionario e rumoroso del relativo elevato ad assoluto”

di Anthony Weatherill
quarto cambio, Serie A

“La grandezza è una visione”

Massimo Decimo Meridio

 

 “Ciò che facciamo in vita riecheggia nell’eternità”, recita una delle frasi più significative del film premio oscar “Il Gladiatore”. Chissà se ha pensato a questo Riku Riski, calciatore finlandese, quando ha rifiutato la convocazione della sua nazionale per la partita amichevole con la Svezia che si giocherà prossimamente in Qatar. Convocazione rifiutata per protestare contro la sistematica violazione dei diritti umani del piccolo e ricco emirato affacciato sul Golfo Persico. Infatti è da tempo che Amnesty International denuncia lo sfruttamento e le condizioni critiche dei lavoratori migranti che si stano occupando di costruire le infrastrutture della coppa del mondo del 2022. Si calcola che le vittime di incidenti sul lavoro nei cantieri della rassegna iridata siano ormai 4000(fonte Amnesty International), e c’è da chiedersi di fronte a  cosa i maggiorenti del calcio mondiale possano decidere di dire basta. Esiste un Riku Riski alla Fifa? Possiamo affermare tranquillamente di no, viste le ultime entusiastiche dichiarazioni  del presidente della Fifa Gianni Infantino. “Possiamo allargare il mondiale a 48 squadre sin dal 2022. La maggior parte delle federazioni è a favore. Gli stadi saranno completati nel 2020, ed è qualcosa che non ho visto in nessun mondiale, nemmeno in Europa”. Ovviamente Infantino si è ben guardato, a differenza di Riku Riski, di chiedersi a quale prezzo i qatarini stiano arrivando a fare ciò che nemmeno gli europei sono mai stato in grado di fare. Forse perché in Europa esistono ancora legislazioni sul lavoro e i sindacati, e nessun governo del vecchio continente si sognerebbe di istituire una legge come quella della “kafala”: un sistema diffuso in tutta l’area qatarina, che riduce il migrante a schiavo del suo datore di lavoro, che entra in possesso dei suoi documenti e quindi della sua vita.

http://www.toronews.net/columnist/loquor/per-amore-del-gioco-2/

Ad aggravare la situazione c’è il reiterato tentativo di silenziare la stampa internazionale, impedendole di svolgere qualsiasi inchiesta sui cantieri incriminati. Rispetto a innumerevoli morti sul lavoro per lo svolgimento di un torneo di calcio, forse il caso sulle donne obbligate ad essere accompagnate per assistere alla finale di Gedda della supercoppa italiana tra Juventus e Milan appare un filo ipocrita e montata ad arte. Premesso che non si può non essere d’accordo sul non condividere la condizione femminile in Arabia Saudita, dobbiamo sempre ricordare che la nostra non condivisione nasce dal cammino che l’occidente, nel suo complesso, ha operato nel corso dei secoli. Cammino orgogliosamente giunto alla presa d’atto che tutte le persone sono uguali di fronte alla legge, e tutte le persone devono godere degli stessi diritti e devono rispondere degli stessi doveri. Questa è la nostra cultura, questo è il risultato degli sforzi di innumerevoli generazioni di occidentali. Risultato da non ascrivere in nessun modo al caso. Filosofia greca, diritto romano, cristianesimo, Magna Charta Libertatum, rinascimento, illuminismo, rivoluzione francese, idealismo tedesco, socialismo, hanno segnato in modo indelebile il mondo occidentale, rendendolo conscio della sua storia. Una storia però, se vogliamo essere obiettivi, riconducibile ad un punto di vista tra vari punti di vista. Che per noi occidentali sia il miglior punto di vista possibile, è quasi lapalissiano aggiungerlo. Ovvio come per gli arabi non sia così. Una domanda sorge spontanea: si può usare lo sport per condannare, secondo il nostro punto di vista, una modalità culturale? Abbiamo il diritto di farlo? Possiamo chiedere di non giocare una partita per violazioni dei diritti civili delle donne, mentre ci apprestiamo a giocare una coppa del mondo in un Paese dove vige un sistema di schiavitù e sfruttamento? Sono temi complessi dove apparentemente vengono richiamati fondamenti di filosofia del diritto, di antropologia culturale, di storia religiosa.

http://www.toronews.net/columnist/loquor/cairo-il-natale-e-la-speranza/

Dico apparentemente, perché poi in realtà l’unica cosa a cui, ad un certo punto, bisognerebbe riferirsi è la verità. Questa storia di Gedda richiama un bisogno disperato e crescente di verità, piuttosto che di un ennesimo punto di vista. Ma l’occidente da tempo ha perso di vista l’orizzonte della verità, e si è immerso nel mondo confusionario e rumoroso del relativo elevato ad assoluto. Zygmunt Bauman, elaborando il celebre concetto di “società liquida”, sosteneva che “con la crisi del concetto di comunità emerge un individualismo sfrenato, dove nessuno è più compagno di strada ma antagonista di ciascuno. Mancando ogni punto di riferimento, tutto si dissolve in una sorta di liquidità. Si perde la certezza del diritto e le uniche soluzioni per l’individuo senza punti di riferimento sono l’apparire a tutti i costi come valore e il consumismo”. Gli sceicchi arabi,  formatisi nelle migliori università anglosassoni, devono aver dimenticato questa lezione del grande pensatore polacco, e si sono messi a “consumare” sport ad alto livello con la stessa voracità con cui un bulimico si approccerebbe ad una tavola imbandita. Pur di apparire e consumare nello scenario mondiale hanno cominciato ad iniettare una enorme ed ingiustificata massa di denaro nello sport occidentale, stravolgendone qualsiasi tradizione su cui si fondava. Il  punto di vista(liquido) creso/mediorientale si è insinuato nella nostra cultura, facendo arrivare a desiderare a molti tifosi che la  brama di apparire degli sceicchi li portasse ad investire sulla loro squadra del cuore. In pratica, anche nei desideri, ci siamo messi in vendita senza rendercene conto. E ora la storia,  oggettiva e maestra, sta cominciando a presentare il conto sia agl’occidentali che agl’arabi, ribadendo che nemmeno i tanti soldi possono ovviare all’incomunicabilità. Essendo la cultura religiosa araba fonte di diritto, ritiene ovvio esercitare questa forma di amministrazione della giustizia dalle contaminazioni teocratiche non solo sulle donne, ma anche, per esempio, in diverse voci del diritto penale in cui vige la “legge del taglione” o il concetto legale di “vendetta privata”.

http://www.toronews.net/columnist/loquor/i-nuovi-mostri/

Possiamo convivere e fare affari con chi ha organizzato la società in siffatto modo?  Forse questa domanda se la sarebbe dovuta porre Gaetano Miccichè quando ha firmato il contratto per quattro anni con l’Arabia Saudita, portando le prossime quattro finali di supercoppa italiana in Arabia Saudita. “Pecunia non olet”, disse l’imperatore Vespasiano rispondendo alle critiche sulla tassa da lui istituita sulla raccolta delle urine nei bagni pubblici. Ed  all’imperatore romano deve aver pensato il presidente della Lega di Serie A quando, rispondendo ad un’intervista del mensile “Prima Comunicazione”(il periodico a cui tutti i potenti nostrani affidano i loro pensieri, sicuri di non essere contraddetti), ha voluto chiarire la sua pronta presa di posizione(sic) all’indomani dell’omicidio del giornalista Jamal Khassoggi: “Visto che avevamo appena firmato un contratto che prevede la disputa di tre edizioni della finale in Arabia Saudita per un corrispettivo di 7 milioni di euro l’anno, ragionando in modo non emotivo ho telefonato all’ambasciatore italiano a Riad, che mi ha detto di non vedere motivi per non giocare”. Il non emotivo Miccichè ha poi ricordato allo “sdraiato” giornalista di Prima Comunicazione, che l’ambasciatore gli “ha spiegato che l’Arabia Saudita è il Paese del Medio Oriente e Nord Africa con il quale l’Italia ha il maggior livello di scambi commerciali”. Da notare il modo perfido e sottile, tipico dei banchieri, con cui Miccichè ha rispedito al mittente le critiche levatesi, in modo abbastanza ipocrita, da tutte le forze politiche italiane. Il ragionamento dell’amico di Giovanni Malagò è evidentemente quanto segue: se non vuoi fare affari con l’Arabia Saudita per protestare in favore dei diritti delle donne o per opporti agl’omicidi di stato, non te ne puoi ricordare, tu politica, solo quando questi affari li fa il calcio. Siamo, nel caso dei nostri politici e dei nostri dirigenti sportivi, alla dimostrazione pratica della teoria di Bauman di un mondo “dove nessuno è più compagno di strada ma antagonista di ciascuno”. Ma la politica italiana è rimasta quella dei comportamenti ambigui della controversa finale della Coppa Davis del 1976 con il Cile e della parziale partecipazione alle olimpiadi di Mosca del 1980. Si decide sempre di non decidere, e si utilizza lo sport per rinfocolare gli scontri tra “bande” o per aumentare gli ascolti in programmi televisivi stile “Aboccaperta” del compianto Gianfranco Funari. La politica, se obbedisse alla sua mission, in occasione come queste dovrebbe ricordare a tutti noi il motivo della sua esistenza. Dovrebbe utilizzare lo sport non per fare mera polemica, ma per rideterminare la necessità di avere la grandezza di una visione. In questa visione ci dovrebbero stare i nostri valori irrinunciabili(e tra questi ci sono senza dubbio i sacrosanti diritti delle donne), il nostro modo di operare come comunità, il nostro modo di guardare al futuro condiviso. Questa rideterminazione porterebbe a sancire un solido confine invalicabile delle nostre ambizioni e delle nostre avidità, e ci metterebbe nelle condizioni di poter dire, qualche volta, basta. Chiudo sottolineando il silenzio totale del presidente federale Gravina, a sancire in modo definitivo l’autorità evidente di Gaetano Miccichè e del dio denaro sul calcio. Per buona pace dei diritti delle donne e quant’altro. Per quanto mi riguarda io sono solidale con Riku Riski e anche con gli antichi greci, che interrompevano ogni loro controversia in occasione delle olimpiadi. Almeno nello sport lasciateci illudere di poter essere migliori di come spesse volte ci rappresentiamo. Magari finiamo per migliorare davvero. Anche perché dalla Francia è arrivata una buona notizia: Il Guingamp, ultimo in classifica della Ligue 1 , ha eliminato dalla Coppa di Lega il Psg, primo in classifica. Davide non ha ancora esaurito tutte le sue pietre da usare contro Golia. Auguriamoci speranza.

 

Di Anthony Weatherill

(ha collaborato Carmelo Pennisi)


Anthony Weatherhill, originario di Manchester e nipote dello storico coach Matt Busby, si occupa da tempo di politica sportiva. E’ il vero ideatore della Tessera del Tifoso, poi arrivata in Italia sulla base di tutt’altri presupposti e intendimenti.

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  1. Grande Torino - 4 giorni fa

    Sarebbe utile attenersi ai temi trattati e non divagare in discussioni che non hanno nulla a che vedere con i contenuti pubblicati. Questo bellissimo articolo dovrebbe sollecitare ben altre e più importanti riflessioni.
    Lasciamo godere chi è interessato ad approfondire lo scambio di opinioni sui temi degli articoli e approfittiamo dello spazio di commento a disposizione per dibattere e non polemizzare sempre.

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    1. turin - 4 giorni fa

      credo tu abbia ragione, grande torino. ecco perché approfitto di questo tuo sensato e giusto post per scusarmi di essermi lasciato trascinare in una polemica inutile. l’articolo di weatherill è così importante e profondo che meritava e merita ben altre riflessioni, piuttosto che comportamenti da egoriferiti. a volte, purtroppo, le mistificazioni mi fanno perdere la necessaria lucidità. mi innervosiscono forse in modo eccessivo. ecco perché ho perso le staffe di fronte ad una critica incomprensibile, sia per logica che per merito. ringrazio ancora una volta dattero e ringrazio te, per avermi ricordato giustamente il centro della questione. e, ovviamente, ringrazio l’autore dell’articolo, che spero di continuare a leggere prossimamente. forza toro e speriamo domani di superare l’ostacolo fiorentina. sarebbe un buon inizio dell’anno. saluti

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  2. prawda - 4 giorni fa

    Turin mi dispiace per te ma io sono tranquillissimo e non uso epiteti perche’ non e’ mia consuetudine farlo. Su un punto pero’ finalmente concordiamo: sei ignorante!
    Ovviamente nel senso etimologico del termine, magari anche felice di esserlo questo non lo so e nemmeno mi interessa, pero’ ancora una volta non hai perso occasione per dimostrare di esserlo.
    Opinione e giudizio sono sinonimi solo per chi ha una scarsa conoscenza della lingua italiana, perche’ etimologicamente non lo sono infatti opinione deriva dal latino opinio cioe’ opinare vale a dire esprimere soggettivamente la propria interpretazione in merito ad un fatto, ad un evento; mentre giudizio deriva dal latino iudicium e quindi iudex cioe’ giudice, di conseguenza esprimere un giudizio ha, invece, un carattere oggettivo, chi giudica esprime delle verita’ assolute e quindi si colloca al di sopra degli altri. Ancora piu’ grave e’ esprimere giudizi su una persona senza nemmeno conoscerla; pero’ nonostante questo poco piacevole scambio di post, continuero’ ad esprimere le mie opinioni in modo educato e senza alcuna pretesa di verita’ assolute; sarebbe educato e gradito se tu le vorrai ignorare, ma se la tua ignoranza, ovviamente nel senso etimologico della parola, non te lo consentisse, penso di riuscire a sopportarlo.

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    1. turin - 4 giorni fa

      nella logica dell’asino che sei(x carità, lo dico anch’io nel senso etimologico del termine), non sai usare nemmeno Wikipedia. non pretendevo usassi il devoto-oli, ma almeno uno zingarelli sì. sostenere che giudicare vuol dire esprimere una verità assoluta vuol dire, appunto, essere asini. se avessi frequentato decentemente un buon liceo lo sapresti anche tu. ora, siccome il devoto-oli e anche la treccani affermano con una certa decisione che giudizio e opinione sono sinonimi, direi di essere in buona compagnia. ma ovviamente siamo tutti ignoranti, meno male che esisti tu a insegnare l’etimologia italiana. altrimenti staremmo tutti vagando alla cieca nei meandri della lingua italina. ribadisco ciò che ti ho detto dall’inizio: sei stato scorretto con weatherill, e questo non è un giudizio o una opinione, questo è un fatto. e sa sarai scorretto un’altra volta, te lo farò notare un’altra volta. perché quelli che fanno come te non possono farla franca. specie quando si parla di argomenti seri come quello in questo articolo. divertiti con i rigori dati o non dati per inventarti fantasiose ricostruzioni di articoli. almeno lì non fai danno. puoi insultare finchè vuoi, ma tutti hanno potuto leggere ciò che hai scritto. e non ho davvero altro da aggiungere, perché mi hai stancato.

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      1. prawda - 4 giorni fa

        Bravo ancora una magnifica lezione di ignoranza a cui pero’ questa volta, hai voluto anche associare una lezione di alta cafoneria.
        Infine giusto perche’ sia estremamente chiaro io ho espresso una opinione personale su questo articolo, su cui ovviamente si puo’ concordare o meno ma non sono stato affatto scorretto; tu al contrario sei stato decisamente maleducato ed offensivo e chiunque abbia voglia di leggere puo’ facilmente verificarlo.

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        1. turin - 4 giorni fa

          non continuare a dire che la tua era un’opinione personale. voglio tranquillizzarti: nessuno qui dentro ha pensato che Dio ti abbia dotato di verità rivelata. E’ assai evidente come tu non sia un profeta. Sui tuoi epiteti come ho detto nel post precedente non ti rispondo più. continua pure ad insultare, se la cosa ti fa piacere. Magari ti funziona come terapia

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          1. prawda - 4 giorni fa

            Invece continuo a dire che era una mia opinione perche’ quello era. Comunque rilassati, perche’ sono il primo ad avere sempre detto di non esternare verita’ assolute, quello che semmai ha la presunzione e la poca educazione di esprimere giudizi anche personali sei tu.

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  3. turin - 5 giorni fa

    vorrei approfittare della possibilità di lasciare un post a dattero. lo voglio ringraziare per avermi aiutato a comprendere questo articolo fino in fondo, e soprattutto per il modo in cui lo ha fatto. Mi capita di leggere i tuoi post, caro dattero, e sono sempre gentili, eleganti e pieni di memoria granata. Forse non sono sempre d’accordo con te sui giudizi su cairo, ma è davvero piacevole essere fratello in tifo con uno come te. Un saluto e davvero tante buone cose

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  4. turin - 5 giorni fa

    prawda, prawda… sei in una evidente crisi di nervi. cominci a pronunciare epiteti, continui a coinvolgere il povero weatherill nel tuo incedere polemico contro di me. ma vedi, caro prawda, credo che weatherill non pensi né a te, né a me. questo personalmente non mi procura problemi, ma per uno come te avverto come ciò invece sia un problema. lo nomini continuamente come un innamorato deluso. sarebbe facile insultarti come hai fatto tu con me(quella sulla differenza etimologica tra opinione e giudizio è da leggenda. magari se ti capita di leggere un buon vocabolario potresti anche scoprire che sono sinonimi. ma cosa vuoi ne sappia un ignorante come me) , ma mi dispiacerebbe provocare in te un’eccitazione esagerata. sei già così teso. magari sarò ignorante come dici tu, ma almeno non equivoco volontariamente ciò che scrivono gli altri. meglio essere ignoranti che scorretti.

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  5. dattero - 5 giorni fa

    non sono orgoglioso di un presidente che usa la societa come passpartout x i suoi affari,affari,tra l’altro,fatti in connubbio con gli strisciati venarioti,vedi tutta la pubblicita’ del loro stadio,detto il gobbodromo,o cvome intesa s.paolo l’abbia spinto verso i vertici do rcs e la7.
    non sono orgoglioso delle sue innumerevoli bugie,del suo farci ristagnare nel costante 9,10 posto,del suo avido speculare,del suo essere zelante zerbino degli elkann.
    ma questo è un mio parere personale,son un anticairo e argomento il mio pensiero,chiedo solo ai pro cairo di equivalenzare i risulti sportivi dell’fc torino,con i traguardi economico imprenditoriali,aziendali,raggiunti dal dr cairo e fatevi una domanda,una sola.
    Ma il punto non è questo,è un altro ed è il fulcro dell’articolo.qui non si guarda il pro od il contro cairo.
    Si fara’ il mondiale dove 4mila schiavi sono morti x un gioco,dove gente è morta di sete e di stenti,dove gente è stata torturata e straziata x un tozzo di pane,dove la dignita è stata calpestata ed oltraggiata,dove anche tredicenni han subito umilizioni terribili..
    Ragazzi,nel 2018 gente è morta di sete x un mondiale di calcio,neanche ai tempi dei babilonesi,loro almeno,mooooolto piu’ colti,capitavano le distonie di questo nuovo,oscuro medioevo moderno,in cui trovo difficile scorgere un rinascimento.
    Tocca alla persone come noi,come me,come madama,come gould,come user,come Granata,come tanti altri,cominciare a decidere,a boicottare umo spettacolo di pseudo festa grondante sangue e sofferenza.
    non guardero’ nulla di sta vergogna,a meno ovvio,che sia in casa altrui..
    la CONDIZIONE DELLE DONNE in arabia..senza polemica,ma nella calabria,entroterra siculo anni 50,non era poi tanto diversa.
    Scusate se tanto mi son dilungato,ma il tema era forte

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  6. prawda - 5 giorni fa

    Sinceramente mi sembra un tema estremamente complesso ed articolato per essere affrontato in modo forse troppo semplicistico e soprattutto riduttivo come viene fatto in questo articolo. Come ha poi fatto giustamente notare Torello_621 la base da cui scaturiscono queste evidenti differenze, oltre ad una profonda differenza culturale, e’ data da una religione, quella islamica, che detta precise leggi, norme e regole non solo in campo religioso. Mi stupisco poi che una cosi’ pesante critica venga scritta da un inglese, la cui patria si e’ da tempo venduta ai soldi mediorentali e non solo per quanto riguarda il calcio che tra l’altro ricorda come “pecunia no olet” per i proventi per la finale ma dimentica invece le decine di milioni di euro che solo come sponsor sulle maglie le principali compagnie aeree mediorientali pagano alle squadre inglesi.

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    1. turin - 5 giorni fa

      “…essendo la cultura araba fonte di diritto, ritiene ovvio esercitare questa forma di amministrazione della giustizia dalle contaminazioni teocratiche”. Questo è scritto nell’articolo, che evidentemente non hai letto, visto che nella critica sostieni(insieme a torello 621)nell’articolo mancare qualcosa che invece weatherill menziona chiaramente. E’ evidente il pregiudizio che mostri quando parli di approccio semplicistico, in uno scritto che è tutt’altro che semplicistico. Se lo avessi letto bene, invece di farti prendere dal pregiudizio anti weatherill che ti anima(assai sospetto a dire il vero), ti saresti accorto che l’argomento non è l’islam, né gli arabi. Ma quando uno non capisce, o non vuole capire, trova normale dare del semplicistico agl’altri. E’ come insultare quando si è privi di argomenti e di solide basi culturali. Basterebbe leggere attentamente il riferimento che weatherill fa bauman, e soprattutto aver letto bauman, per comprendere quale sia l’obiettivo dell’articolo. Quindi non c’entra niente il fatto che weatherill sia inglese(come se poi l’articolista avesse descritto l’inghilterra come il paradiso) e noi italiani, ma c’entra essere persone in quanto tali.

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      1. prawda - 5 giorni fa

        Ma chi ti credi di essere per esprimere giudizi verso persone che nemmeno conosci? Perche’ un conto e’ esprimere delle opinioni, condividerle o averne di diverse, discuterne ma sempre rispettando il pensiero altrui, un altro esprimere giudizi personali in modo decisamente offensivo. Io ho letto l’articolo, non ho alcun pregiudizio verso Weatherill che non conosco, esprimo una opinione personale, esattamente come fanno tutti e senza essere maleducato e oltraggioso. Giusto perche’ sia chiaro lo stesso Weatherill esprime delle semplici opinioni che fortunatamente, visto che siamo ancora in democrazia, possono essere condivise o meno ma che non rappresentano certamente delle verita’ assolute. Sul resto del tuo scritto non perdo nemmeno tempo a risponderti, chi si permette di esprimere giudizi personali non merita risposta.

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        1. turin - 5 giorni fa

          tutti siamo liberi di esprimere giudizi/opinioni, giusto. compreso tu, compreso me. hai fatto una critica fuori luogo, come ti ho ampiamente dimostrato citando il brano dell’articolo. si può fare ogni critica, ma bisogna essere corretti e logici. sostenre che ti abbia offeso in qualche modo è semplicemente fuori contesto, visto che non ti ho offeso. Tu hai semplicemente fatto una critica non corrispondente a ciò che c’è scritto sull’articolo. Tutto qui. Se per te questa è un’offesa, allora ti ho offeso. il fatto che tu non perda tempo a rispondermi sul resto adducendo vaghi giudizi personali che non ho dato, era quasi scontato visto l’approccio che stai continuando ad avere. non hai argomenti, questa è la verità. ora, se vuoi, puoi continuare ad urlare su chi io creda di essere o chissà che cosa. per me non c’è problema. ma proprio nessuno. ciò che scritto rimane su questo forum, e non lo puoi cambiare. e siccome, come hai detto tu, siamo in democrazia, tale è la mia opinione. Buona continuazione con il tuo sfogo contro weatherill.

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          1. prawda - 5 giorni fa

            Ma tu non hai dimostrato proprio nulla se non di essere maleducato ed ignorante, nel senso etimologico della parola, perche’ evidentemente ignori la differenza tra esprimere una opinione personale ed esprimere un giudizio su una persona che nemmeno conosci. Tutti siamo ovviamente liberi di esprimere opinioni, peraltro nessuno esprime verita’ assolute, non lo fa Weatherill e non lo fai tanto meno tu, ma nessuno ha il diritto di esprimere giudizi personali su altri. Non ti ho risposto perche’ non ho alcun interesse ad avere un dialogo con chi si pone in modo cosi’ sguaiato e si permette di esprimere giudizi su chi nemmeno conosce, non certo per mancanza di argomenti o per le tue opinioni che non mi interessano minimamente.

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  7. Torello_621 - 5 giorni fa

    Appassiona, giustamente, il tema della condizione della donna e delle disuguaglianze di genere. Ci si concentra però sull’Arabia saudita in sé, come se fosse per via di un regime dittatoriale avulso da un contesto ben più preciso e circoscrivibile. Tento di spiegarmi meglio,in tutte le ricostruzioni, anche culturali, degli articoli che leggo mi pare che manchi la citazione della vera essenza della base su cui la donna è discriminata in quel mondo. È un fatto puramente religioso, si fonda su una lettura testuale del testo sacro dell’Islam. Non l’ho visto citato, non so se per paura, pudore, o altre motivazioni, ma mi pare un’omissione rilevante. Tutto qui, tornerò al cazzeggio sul calcio.

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  8. okami - 5 giorni fa

    come sempre un articolo lucidissimo,
    Scritti come questo tengono ancora in vita il moribondo mondo del calcio

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  9. GlennGould - 5 giorni fa

    Allora, chi parla di Cairo e condanna e condizionale in questa maniera, dimostra che non sa minimamente come sono andate le cose, il percome ed il perché. @Madama, fosse solo che alcuni vogliono un arabo, qua ci sono utenti che a Cairo preferirebbero Vidulich o Goveani. Tutta gente che, oltre a essersi dimostrati grandi professionisti (sic!), trasudavano granatismo e passione da tutti i pori (sic2!).

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  10. user-13814870 - 5 giorni fa

    condivido Totalmente ciò che dice Madama Granata…sono i miei esatti pensieri..Orgogliosa del mio Presidente..anche con i suoi errori. FVCG a Domenica allo stadio però

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    1. Madama_granata - 5 giorni fa

      Buongiorno, User..870! Sono molto contenta di leggere un altro commento al femminile! Se a te (spero ti sia gradito il “tu”) facesse piacere, ti suggerirei di mettere “qualcosa” nel tuo “nik-name” che identificasse i tuoi commenti come pensati e scritti da una donna: siamo così in poche a parlare del “nostro amore granata”.. Di assidue, poi, ci sono solo io!

      Buongiorno anche a Glenn Gould! Grazie per la risposta.
      Lo so, siamo sempre gli stessi a sostenere la fazione “pro Cairo”, ma facciamocene una ragione, e non demordiamo mai!
      Sempre nel rispetto di tutte le idee diverse, quando espresse in modo civile ed educato, sosteniamo una Società che, dopo Pianelli, forse per la prima volta non ci fa “vergognare” per il comportamento della sua Dirigenza!
      Sembra proprio che a taluni un “Toro in salute” dia fastidio.

      Ricollegandoci poi al tema dell’articolo:
      per me, ribadisco ancora, essere ricchi sfondati, ma con i soldi di chi:
      – sfrutta e schiavizza i lavoratori fino ad ucciderli – tortura le donne perché non le considera “esseri umani”, ma fattrici di propria esclusiva proprietà;non “creature”, non “persone”, ma esseri senza dignità da asservire al proprio piacere e al proprio sadismo
      Ecco: essere ricchi con i soldi di questi bei personaggi..
      Beh, per me, sarebbe stato meglio “scomparire dalla compagine calcistica”, vivendo solo più dei ricordi di un passato fatto di onore, lealtà, dignità, passione, alti valori umani e sportivi.

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  11. Madama_granata - 6 giorni fa

    Ecco perché, continuo a dire e ripetere, ritengo che il Torino Calcio sia oggi in un periodo fortunato, e ringrazio Dio di avere un Presidente come Cairo (sperando che rimanga a lungo con noi!).
    Per lo stesso motivo rabbrividisco nel leggere come molti co-tifosi si siano spesso espressi a favore di una presidenza a guida araba, al fine di poter disporre di ingenti cifre di danaro da scialare senza ritegno nelle campagne acquisti.
    Rifiuto di credere che da noi, nel nostro Toro intendo, non ci siano più remore né limiti etici e morali, pur di poter godere della POTENZA DEL DIO DANARO”.
    Poveri (anche se con il Presidente Cairo tanto “poveri” noi torinisti non lo siamo più), ma onesti, e con le mani pulite.
    I capitali degli sceicchi arabi snaturerebbero l’essenza stessa del Torino Calcio, calpestando, anzi cancellando, tutti i Valori sui quali è stato fondato, e sui quali la nostra Squadra si è poggiata per più di un secolo di Storia.
    I NOSTRI MORTI, QUELLI CHE ABBIAMO ASSURTO A NOSTRI MITI E NOSTRI EROI, SI RIVOLTEREBBERO NELLA TOMBA!

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    1. fabio1906 - 5 giorni fa

      E allora ringrazia anche dio che al nostro “caro” pres hanno dato solo 19 mesi con la condizionale dopo il patteggiamento al processo Mani Pulite

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      1. CarlosMarinelliCampobasso - 5 giorni fa

        Si , era nella questione fininbest poi mediaset anche se credo c’entrasse per una questione più legale/amministrativa che economica ma non ricordo con esattezza e non voglio scrivere castronerie , e non serve mettere deslike a fabio , fate i piemontesi non i corleonesi…

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  12. Granata per convinzione - 6 giorni fa

    Leggenditi il mio orgoglio (credo e spero sano) di essere granata è ancora più forte. Mi convinco ancora di più che non vogliamo e non possiamo essere del mucchio degli adulatori dei vincenti e dei potenti. FVCG

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  13. Esempretoro - 6 giorni fa

    Un bel pugno nello stomaco.
    È tutto vero, senza pensarci troppo ad ognuno di noi è partita la gelosia per i club tipo City o PSG e compagnia cantante. È che da granata quando questo pensiero mi sfiora lo fa per un attimo.
    Credo che il calcio come lo vorrei io sia finito da un pezzo, ma preferisco stare in un contesto di tifosi che mi aiuta a tenerne vivo ricordo e passione, ululando contro la luna ma con schiena dritta e sani principi. Idealista? Certo che sì,ma fiero dei miei colori,di non fischiare i neri,di non discriminare alcuno per sesso, religione o colore (anche politico). Ciò che accade intorno al calcio dei potentati è vergognoso, ed anche se essi si sentono al di sopra di tutto non fa che imbruttire ogni cosa.
    “La bellezza salverà il mondo”

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