La stupidità non è eliminabile… Forse

La stupidità non è eliminabile… Forse

Loquor / Torna la rubrica di Anthony Weatherill: “Ci sono delle eccezioni verso le quali ci si dovrebbe rivolgere solo con dovuto rispetto. Il “Grande Torino” è incontestabilmente una di queste eccezioni”

di Anthony Weatherill

“la stupidità non è eliminabile,

                                                                         ma si può circoscrivere”.

Milena Gabanelli

Giorni fa ho appreso, da fonte molto attendibile, che il cinema americano si starebbe  apprestando a celebrare la figura di Enzo Ferrari attraverso un kolossal con un budget monstre da 90 milioni di dollari. Il genio, gli umori, il coraggio, l’estro e i drammi del Drake saranno affidati al talento insondabile e senza fine di Robert De Niro, che sicuramente saprà restituire ciò che nel suo dna è rimasto dei bisnonni molisani emigrati negli Stati Uniti nel 1890. Saprà declinare quei connotati di nostalgia che avevano gli emigrati della “Little Italy”, il quartiere newyorkese dove è cresciuto e diventato uomo respirandone la sua cultura, tanto da fargli ammettere di sentirsi, in fondo, un italo americano. Enzo Ferrari è stato protagonista di un miracolo che a raccontarlo in tutti i suoi dettagli, la cosa più evidente che si noterebbe alla fine del racconto sarebbero moltitudini di bocche spalancate dalla meraviglia. Nel 1945 l’Italia è in ginocchio, umiliata e sconfitta, e con tante di quelle incertezze sul suo futuro da far tremare anche i cuori più impavidi. Eppure nella primavera del 1945, tramite il giornalista Gino Palumbo, Fausto Coppi riceve da un falegname di Grumo Nevano in dono una bicicletta di legno, con la quale ha la possibilità di tornare a correre da professionista e vincere, dando morale e motivazioni a un Paese intero. Più o meno nello stesso periodo Enzo Ferrari comincia la leggendaria cavalcata che in tutta la seconda metà del novecento arrivando fino ai nostri giorni, pone la squadra corse da lui fondata come unico e credibile antagonista dell’organizzazione motoristica anglo/tedesca. Gli anni del dopoguerra sono anche gli anni del “Grande Torino”, la squadra di calcio che conclude la sua incredibile parabola di vittorie in una delle sciagure più dolorose che l’Italia abbia mai dovuto sopportare.

Agnelli: “Ho cercato Cairo, non poteva”. E sugli scudetti revocati…

Questo breve spaccato di storia è qualcosa, in qualche modo, di noto ad ogni italiano venuto al mondo dal dopoguerra in poi, una sorta di memoria condivisa dai connotati talmente identitari  da assurgere come uno dei “sacrari” della nazione italiana. Quando si parla di Ferrari/Coppi/Grande Torino, quindi, ci si riferisce a qualcosa che va oltre il tifo per gli stessi, andando a sconfinare palesemente nell’esistenzialismo italico. Nonostante il “tifo” sia per sua stessa natura, e giustamente direi, fazioso, recando come conseguenza la nascita di rivalità perduranti nel tempo(si pensi alle contrade del Palio di Siena), ci sono delle eccezioni verso le quali ci si dovrebbe rivolgere solo con dovuto rispetto. Il “Grande Torino” è incontestabilmente una di queste eccezioni. Quella formidabile squadra granata non è, per le ragioni sinteticamente sopra elencate, patrimonio solo dei tifosi del Toro, ma dell’Italia intera. Questo elementare ragionamento di civiltà, e di valori, deve essere completamente sfuggito a quei “quattro” disgraziati, spalleggiati da evidenti complicità di funzionari della Juventus, che hanno deciso di ironizzare sulla tragedia di Superga con degli striscioni che avevano nella stupidità il loro connotato più evidente. Ciò, visto il contenuto “intellettuale” delle intercettazioni telefoniche ascoltate nel corso della trasmissione “Report”, non deve sorprendere più di tanto;  da tempo assistiamo impotenti a vari settori della società colpiti da una evidente regressione cultural/esistenziale che pare non conoscere una battuta d’arresto nella sua caduta libera verso il basso.

La cosa sorprendente, ormai mi sto annoiando da solo a ripeterlo continuamente e spero i lettori mi perdonino, è il preoccupante disinteresse della classe dirigente verso una stupidità elevata ormai a modus operandi quotidiano, il non avvertire nessun senso di responsabilità verso un popolo che avrebbero il dovere di guidare e di ispirare. Anzi, a peggiorare la situazione, appare sempre più evidente come tale stupidità faccia addirittura comodo ai vari padroni del vapore. Tralasciando il giudizio sullo scarso valore etico(sic) delle parole pronunciate a vario titolo ascoltate nella trasmissione di Rai3, sembra che ad Andrea Agnelli sfugga in modo chiaro il senso di essere non solo un influente membro della classe dirigente italiana, ma anche il senso di essere un apicale dirigente sportivo che alla morale e all’etica dovrebbe sempre guardare come ad un faro costante delle proprie azioni. Perché presiedere una squadra di calcio(pazienza se anche qui mi daranno del noioso e ripetitivo) non è presiedere un’azienda(anche se le squadre di calcio hanno necessariamente le strutture di un’azienda). Ma a leggere bene le sue parole all’ultima assemblea degli azionisti, per Andrea Agnelli il concetto di “sport” deve essere stato relegato ormai nel cimitero degli elefanti delle cose inutili. Il presidente della società bianconera  ha parlato di fatturato, di nessuno che si deve permettere di infangare il nome della Juventus, di come si è pensato di cambiare l’assetto delle coppe europee, dei ringraziamenti a Marotta e Mazzia. Insomma, ha fatto il classico discorso aziendale nello stesso modo in cui lo farebbe l’amministratore delegato della “Parmalat”  riferendosi ai successi dei prodotti dolciari e caseari.

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Discorso a parte merita il suo riferirsi al rispetto delle sentenze della giustizia sportiva da parte della Juventus e alla comica difesa di Alessandro D’Angelo, responsabile della sicurezza della Juventus. L’arroganza del figlio di Umberto qui ha superato ogni limite della decenza accettabile, tuffandosi in un uso del condizionale(“Alessandro D’Angelo avrebbe favorito l’ingresso di materiale non autorizzato”) che cozza letteralmente con la realtà fattuale ascoltate nelle intercettazioni mandate in onda da Report. In quelle intercettazioni non solo D’Angelo è chiaramente conscio del contenuto di quegli striscioni ma è evidente il suo aiuto ai “quattro” disgraziati tifosi bianconeri a fare entrare i suddetti striscioni all’interno dello stadio con la complicità della sicurezza. Riguardo il rispetto delle sentenze, più volte su queste pagine ho ricordato la questione del numero degli scudetti vinti presenti all’entrata dello Stadium(due scudetti in più rispetto a quanto stabilito da un processo sportivo) e all’ossessivo ripetere da parte del figlio di Umberto come quelli siano gli scudetti vinti sul campo. Cito da un manuale di psichiatria: “il disturbo delirante è una psicosi caratterizzata da una forma di delirio cronico basato su un sistema di credenze illusorie che il paziente crede vere(resistenti ad ogni critica) e che ne alterano l’approccio con la realtà”. Non tragga in inganno l’apparente understatement e l’aurea da rampollo di famiglia potente di Andrea Agnelli, perché potrebbe non significare nulla come chiarisce il manuale di psichiatria: “a parte l’incapacità di valutare oggettivamente il sistema di credenze illusorie che danno origine al delirio, il paziente mantiene le proprie facoltà razionali e in genere le sue capacità di relazioni sociali non sono compromesse” .

A Roma, città dove ho vissuto per diverso tempo, non perderebbero molto tempo in sofismi da psicoanalisi e rubricherebbero questi comportamenti del figlio di Umberto con una parola così sintetica ed esplicativa da includere in sé ogni tipo di ragionamento sofisticato: “paraculismo”. Dando per scontata la fiducia nella giustizia sportiva e ordinaria che farà il suo corso, dando per scontata la richiesta di scuse che Urbano Cairo ha intimato alla Juventus, dando per scontata la giusta indignazione dei tifosi granata, e dando per scontato che il giornalismo, nel caso di Report, ha fatto semplicemente il suo dovere e non ha infangato il nome della Juventus, come invece prefigurato dal figlio di Umberto, credo che il presidente della Juventus non possa cavarsela con un tweet di presa di distanze dagli striscioni incriminati. Credo che un dirigente sportivo, in nome dell’etica e dei valori dello sport, debba forse fare un gesto pubblico estremamente significativo, ma non per scusarsi con i tifosi del Toro(ai quali delle sue scuse temo non freghi nulla), ma per indicare una giusta via comportamentale ai tifosi bianconeri. Vada a Superga, Andrea Agnelli, a rendere pubblicamente omaggio al Grande Torino. Renda visibile questo omaggio sul sito ufficiale della società bianconera. Faccia comprendere all’Italia intera, di cui il Grande Torino è patrimonio, come le generazioni del dopoguerra, con immenso sacrificio e dedizione, abbiano ricostruito il loro Paese, trovando coraggio e ispirazione anche attraverso le formidabili imprese degli “Invincibili”. Sarebbe un giusto e doveroso ringraziamento ad un popolo a cui la famiglia Agnelli deve tanto per le sue fortune. Facendo ciò, il figlio di Umberto metterebbe un argine alla follia di quei “quattro” disgraziati e rimetterebbe ogni cosa al loro posto. Anche di questo, e soprattutto di questo, è fatta una classe dirigente. Andrea Agnelli provi, per una volta, a smentire la pessimistica conclusione di Raffaele La Capria sul fallimento della consapevolezza.

Di Anthony Weatherill

(ha collaborato Carmelo Pennisi)


Anthony Weatherill, originario di Manchester e nipote dello storico coach Matt Busby, si occupa da tempo di politica sportiva. E’ il vero ideatore della Tessera del Tifoso, poi arrivata in Italia sulla base di tutt’altri presupposti e intendimenti.

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  1. user-14003131 - 3 settimane fa

    Superga e’ un luogo sacro per la memoria granata, non la si infanghi con la presenza di quella feccia.

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    1. Esempretoro - 3 settimane fa

      Sono d’accordo, user131, anche no Superga!!! Della loro “finte scuse” non se ne sente la mancanza, certo come sono che nulla di “sentito” saprebbero rappresentare. Io non li odio, provo per loro una grande pena. Sono brutte persone,quanto di più distante ci possa essere dal concetto di lealtà, correttezza e più in generale SPORT. State dove volete ma lontano dal Colle, non è posto per voi.
      IO NON VI CI VOGLIO!!! FVCG

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  2. giova85 - 3 settimane fa

    impossibile non condividere quanto scritto!
    tutto giusto, talmente giusto che non succederà mai che il paraculo rampollo figlio di puttana salga a Superga!

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    1. Marchese del Grillo - 3 settimane fa

      Ma nel malaugurato caso in cui una simil profanazione dovesse accadere, un bel fulmine proprio in mezzo al monociglio sarebbe cosa buona e giusta.

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  3. robertozanabon_821 - 3 settimane fa

    Trattare questa vicenda con “romanticismo” non porta a nulla. Se avessero avuto, da sempre, un po’ di Etica sportiva non ascolteremmo le continue e arroganti flatulenze che dispensano con spocchiosa e maleodorante alterigia. Non verranno a Canossa. Non li vogliamo. Piuttosto stupisce, ma non troppo, il silenzio della Lega Calcio e della Federazione che dovrebbero intervenire per derimere questioni da tempo legate alla pretesa “Divinità ” di alcune figure dedite all’estasi dell’ Onnipotenza. In breve. Chiunque esponga frasi o immagini facenti riferimento a qualunque lutto, sportivo e non, verrà ritenuto responsabile di vilipendio e condannato alla squalifica del campo per 10 giornate e la penalizzazione immediata di 10 punti. Non è possibile toccare nell’onore chi ne è sprovvisto. Ma nei soldi sì.

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  4. granata - 3 settimane fa

    Caro Weatherill, in altra sessione di questo portale ho auspicato un ritorno alla sana rivalità sportiva, stile Anni 50 quando da bambino andavo a vedere i derby ovviamente tifando per il Toro. Ora il tuo intervento chiaro, limpido, duro nella sostanza, ma corretto nei toni, mi conforta. E sono assolutamente d’ accordo con le tue considerazioni sul “…preoccupante disinteresse della classe dirigente verso una stupidità elevata ormai a modus operandi quotidiano, il non avvertire nessun senso di responsabilità verso un popolo che avrebbero il dovere di guidare e di ispirare…”. Oltre al gesto riparatorio che tu auspichi da pafrte del presidente della Juventus, aggiungerei anche un provvedimento chiaro di presa di distanza dalla feccia che ha inquinato il tifo bianconero con il licenziamentro in tronco del signor D’ Angelo. Sarebbe il modo migliore per chiedere scusa. Ma poi torniamo a pensare al calcio, alla meravigliosa (anche se dolorosa) eredità che ci ha lasciato il Grande Torino. Dimostriamoci degni di quel glorioso passato, di quel simbolo dell’ Italia che voleva rialzarsi. Purtroppo leggo in questo sito interventi che mi sembrano fuori dalle righe, insulti, minacce, astiosità che di sportivo non hanno nulla. Non mettiamoci al livello delle più becera tifoseria juventina.

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  5. ProfondoGranata - 3 settimane fa

    Splendido articolo. Condivido tutto a parte la presenza bianconera a Superga che mi darebbe molto fastidio ma capisco che sarebbe un gesto forre e significativo ma solo se fatto con rispetto e veramente sentito (cosa di cui subito fortemente che Agnelli sia capace).
    Peccato che questo articolo non sia pubblicato su tutti i quotidiani…

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  6. dattero - 3 settimane fa

    bisognerebbe vedere se arriva a Suoerga,facile che sbagli strada,intelligente com’e’..
    Comunque solito intenso e interessante articolo
    Ha elencato una serie di comportamenti assolutamenti degni,di vera educazione civica e sociale,peccato che il sogetto a cui son stati diretti questi suggerimenti sia in antitesi col tutto in questione.
    falso bugiardo,irrispettoso,arrogante,supponente,ma debole e pauroso.
    in ogni caso il prototipo brevettato del gobbo coniglio

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  7. Sempregranata - 3 settimane fa

    Tanto di cappello al solito Anthony, una perfetta analisi sulla ua brutta e condannabile vicenda, trattata con competenza e giusta ironia.

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  8. claudio sala 68 - 3 settimane fa

    L’Italia in generale ha dimenticato da dove arriva e dov’è arrivata grazie a questi esempi. Andrea Agnelli è figlio di una generazione dove l’unico valore che esiste è l’arroganza e la prepotenza, valori che non costruiscono nulla ma anzi separano

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  9. Il mio Toro - 3 settimane fa

    Che dire……presiede una società di deficenti con un gregge di sostenitori elevati al suo livello……io quando ci parlo insieme mi viene da ridere e impegno un neurone per capirli……sono dei beoti e bisogna considerarli inferiori. Nedved è il classico esempio, Lapo un degno erede e con questo è detto tutto.
    Stiano a Venaria a godersi ciò che non ha VALORE.

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  10. alrom4_386 - 3 settimane fa

    Splendido articolo ,documentato educato e civile cose per cui ritengo che non giungerà alla destinazione sperata : il figlio di Umberto.E’ bello anche vedere la valanga di interventi di questi giorni sull’argomento , nonostante la soporifera conduzione del Toro da parte di Cairo noi tifosi siamo tutt’altro che spenti e ci meriteremmo ben altre soddisfazioni.

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    1. Sempregranata - 3 settimane fa

      Analisi perfetta che condivido e sottoscrivo Alrim4. nonostante la mancanza di risultati e la mediocrità della squadra che dura ormai da anni, il popolo granata e sempre vivo con la sua fede indomabile e ineguagliabile. Mi sono sempre chiesto cosa succederebbe se arrivasse un azionista che sapesse ‘sfruttare’ questo grande patrimonio.

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  11. Grande Torino - 3 settimane fa

    Come sempre splendido articolo, lo stile con cui scrive, in maniera educata ma pungente è imparagonabile. Il suggerimento ad Agnelli di compiere un atto di rispetto verso gli eroi ed andare a Superga lo trovo non solo una cosa sensata ma anche utile per dimostrare di aver compreso gli errori compiuti e sarebbe un gesto di umiltà e pentimento secondo me molto apprezzato. Purtroppo credo che non accadrà maii.

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  12. user-13758358 - 3 settimane fa

    non è un caso che il cinema o la tv abbiano fatto film sul Grande Torino, su Coppi ed ora su Ferrari. un film sui gobbi non credo esista
    mimmobg

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    1. Sempregranata - 3 settimane fa

      Giusta osservazione, un film come ‘ora e per sempre’se lo scordano. Al massimo vanno su Report….

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  13. André - 3 settimane fa

    Nessuno può o potrà mai “infangare il nome delle Juventus” più della Juventus stessa, con le sue azioni e il suo “credo” (anti)sportivo.
    L’agonismo é sano quando c’é il rispetto delle regole e dell’avversario. Ho appena letto il titolo d’un articolo, in un noto giornale sportivo italiano, che dice:
    “Orgoglio Juve…a casa sua la società mostra ciò che vuole”.
    In effetti la psicanalisi avrebbe molto da dire in merito a questo titolo e le persone che ci si riconoscono.
    Peccato la Fgci non faccia lo stesso..

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  14. bertu62 - 3 settimane fa

    Come ho scritto altrove, ultimamente “faccio fatica” a parlare (scrivere) di calcio, di sport, di questo sport! Dagli ultimi anni a poche ore fa (vicenda dei “ripescaggi” di serie B) mi pare che “lo sport” calcio stia diventando sempre di più una faccenda che di sportivo ha ben poco! Soldi, soldi e ancora soldi, ecco l’unica cosa che conta! Avere (essere presidente) di un club si serie A è “il massimo” per chi ha delle ambizioni “politico-imprenditoriali”, e chi invece ha “solo” squadre di B o C ambisce ad arrivare in A proprio per quello! Berlusconi&Galliani col Monza lo stanno MOSTRANDO e DIMOSTRANDO a tutta l’Italia: ciò che conta è esserci! Non importa come, non importa perché e non importano neppure I COME: l’importante è esserci!
    Cairo ha detto quello che ha detto, ma avrebbe dovuto FARE anziché dire! Anche Lui però del Toro non gli importa: ciò che importa è essere presidente di un club di serie A, facendo l’occhiolino a tutti, stringendo le mani di tutti, facendo affari con tutti!
    Non stupisca quindi più di tanto se questo rampollo di casa agnelli non assomiglia PER NIENTE al Suo più illustre Zio: l’Avvocato, pur con tutti i suoi limiti e difetti, era di un’altra “pasta”, era di un’altra “caratura morale”! Certe schifezze non le avrebbe MAI né fatte né tantomeno accettate! Chi sbagliava, pagava! Lo “Stile Juve” c’era ancora ai suoi tempi, anzi lo ha inventato Lui, e non ha NIENTE a che fare con quello di oggi! Presidenti come Pianelli, Rossi, Giovanni Agnelli, Franco e Rossella Sensi…: questi erano PRESIDENTI, questi sono stati PRESIDENTI! Quelli di oggi sono “imprenditori” che mandano avanti le loro “aziende” facendo del Loro meglio per fare BUSINESS….

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  15. danno - 3 settimane fa

    Adesso scusatemi ma vivendo in Canada non saprò` tutto che e` successo in questa storia.
    C`e sempre stata una rivalità tra le due squadre da moltissimo tempo.
    Per me dovrebbe finire perché e` ora che si rispetta certe cose.
    1 Il grande Torino e una squadra mia nella storia dello sport. E questo dovrebbe ASSOLUTAMENTE essere rispettato senza discorsi.
    2 La Juve in questo periodo e una squadra fortissima, si le situazioni sono differenti ma bisogna anche rispettare cosa stanno facendo se sei davvero una persona sportiva.
    3 Ai tifosi del TORO bisogna che Vi ricordate che la Famiglia Agnelli ha Salvato i giocatori del TORO durante la seconda guerra perché` li hanno messo ha lavorare alla FIAT, perché non andassero al fronte.
    Aloora ricordatevi questo e se vi informatevi saprai la storia. Guardate il video del grande Torino.
    Purtroppo queste dividono la Città` per una o due persone. Tifosi che non hanno vissuto in quei brutti tempi.( Io nacqui nel 1954 e mio zio mi raccontava i tempi in più` la storia del Toro) non possono capire dei quei bruttissimi tempi. Idioti ci sono da tutte la parti. Quello non cambierà` mai, Ivory tifosi rispettano i risultati;tati che fanno le altre squadre per esempio. Se la Juve fa bene alla fine rappresenta la Città di TORINO e L` Italia.
    Allora se guardate nella storia il TORO e la JUVE nel calcio hanno dominato tutta l`Europa.
    Cosa mi piacerebbe sarebbe di vedere i VERI tifosi della Juve e il TORO con i Dirigenti delle due squadre ad andare a SUPERGA MANO A MANO e fareun OMAGGIO al GRANDE TORINO.
    Questo sarebbe un enorme sforzo per certi tifosi, ma se non fosse al Grande Torino forse altre squadre non avrebbero cercato di essere al loro livello non solo sportivo ma anche personale. Scusatemi per errori di Grammatica ma e più` da 50 Anni che sono via dal Fantastico Paese L`Italia .

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    1. bertu62 - 3 settimane fa

      Fratello Canadese…innanzi tutto SEI UN GRANDE!! :-) !!!
      Dopodiché provo a risponderTi io sulla questione, anche se è un pochino difficile, in quanto “le radici” dell’odio verso la juve sono profonde, MOLTO MOLTO profonde! Tanto che arrivano anche PRIMA del periodo che citi Tu, quello della II guerra Mondiale, che (guarda caso..) ha visto la famiglia Agnelli diventare quello che è diventata proprio grazie alla guerra (scendendo a compromessi prima col Duce, producendo armi e veicoli militari per il regime anziché vedersi confiscare le industrie come sarebbe successo se non avessero appoggiato il regime, salvo poi accordandosi con i politici del dopoguerra per fornire i mezzi per la ricostruzione: prima contribuiscono a creare le macerie e poi producono i camion ed i bulldozer per toglierle! MICA SCEMI!!)… Agnelli (Giovanni, l’avvocato…) intuì che doveva dare qualcosa a tutti quei poveri disgraziati che sfruttava nelle sue fabbriche perché con una mano gli dava lo stipendio ma con l’altra glie lo stava togliendo: compravano le macchine per andare a lavorare nelle fabbriche dove Loro stessi producevano quelle stesse macchine, vivevano nelle case popolari che Agnelli stesso aveva contribuito a costruire e di cui era in parte proprietario, facevano la spesa nei negozi Suoi comprando prodotti in cui la Fiat aveva compartecipazioni azionarie (diversificazione di capitale si chiama: produco utili costruendo automobili ma re-investo anche in altri settori, dalla Galbani alle Ferrovie alle Navi alle moto agli aerei al cemento ai farmaci..): “REGALARE” a queste persone una squadra che vincesse in Italia era IL MINIMO, e come tante allodole si sono fatti prendere in giro! L’enorme potere che aveva Agnelli era tale che poteva garantire già allora una “ricca e tranquilla sistemazione economica” anche dopo il calcio A CHIUNQUE, dal calciatore all’arbitro, non ha stupito nessuno che tantissimi infatti finissero a giocare per Loro DOPO che la sciagura di Superga tolse di mezzo la squadra PIU’ GRANDE al mondo! A Torino comandano Loro DA SEMPRE, ed ora anche in Italia, grazie al fatto che si sono comprati FIGC CONI e AIA, i sette scudetti di fila sono lì a dimostrarlo, ed arriverà anche l’8°, il 9°, ecc…ecc…. SE non cambia TUTTO in Italia, sarà sempre peggio! E la Nazionale finirà a gambe levate, esattamente come adesso: non c’è una volontà “sana” di fare SPORT, solo fare SOLDI…

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  16. Junior - 3 settimane fa

    Non capisco perché debba andare a Superga a rendere omaggio (o scusarsi). Se ne stesse a casa sua a gloriarsi dei suoi trofei. E in barba alla giustizia che lo ha bastonato, espone pure quelli rubati dal trio malandrino. Il che testimonia ancora una volta lo spessore del personaggio.
    Preferisco tenere casa pulita e gli ospiti indesiderati stessero fuori dai nostri luoghi sacri.

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  17. IlDadoDelToro - 3 settimane fa

    Sottoscrivo lo splendido articolo e pongo l’accento sull’ennesimo controsenso del figlio di Umberto. Nel discorso agli azionisti punta il dito contro Report ricordando come “loro” rispettino le regole, omettendo di spiegare come una curva chiusa venga riempita di tifosi (minorenni) in barba alle regole.
    E quando ricorda al giornalista di Report che esistono sentenze al riguardo del bagarinaggio, io ricordo al figlio di Umberto che ci sono sentenze che dichiarano quanti siano gli scudetti da esporre. Ma lui nel suo salotto espone ciò che vuole … in barba alle regole.

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  18. BIRILLO - 3 settimane fa

    Con tutto il rispetto, io quella faccia di m. a Superga non ce lo voglio.

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