Si è spenta la luce sul Leicester

Si è spenta la luce sul Leicester

Loquor / Torna la rubrica di Anthony Weatherhill: “E’ scritto nel “Talmud” che “un sogno che non viene interpretato è come una lettera che non viene letta”

di Anthony Weatherill

“Semper Eadem”

Motto della città di Leicester

Nel maggio 2016 il Leicester di Claudio Ranieri terminava la sua epica cavalcata verso la vittoria della Premier League nella cornice del “Teatro dei Sogni” del Manchester United. Il nome con cui tutti i mancuniani chiamano lo stadio Old Trafford, era apparso subito un monito riservato al calcio in presenza dell’atto finale di uno delle più belle storie sportive mai avvenute. Sembrava l’inizio di un nuovo orizzonte esistenziale per la città di Leicester, fino ad allora riempito quasi tutto dai Leicester Tigers, la squadra di rugby più vincente dell’era del professionismo della palla ovale. E’ scritto nel “Talmud” che “un sogno che non viene interpretato è come una lettera che non viene letta”, e allora molti, sin da quando si era capito che l’annata 2015/16 della Premier League sarebbe stata speciale per le “foxes” di Claudio Ranieri, si erano messi a leggere questa lettera recapitata dalle Midlands orientali.

La cosa più chiara, nei primi commenti, era l’assoluta certezza che i ragazzi di Ranieri non sarebbero durati molto in vetta: prima o poi sarebbero crollati. C’era nascosta, tra le pieghe di autorevoli pareri di giornalisti e opinionisti, la voglia di demitizzare da subito una squadra  probabilmente meno costosa del contratto quadriennale che Josè Mourinho aveva firmato con il Chelsea di Abramovich. Questi parvenu del calcio, poverini, avevano fatto già il massimo per le loro possibilità, ed erano trattati come il cavallo brocco prono a tirare la volata ai purosangue  dal diritto divino alla vittoria. Nel ricco calcio spettacolo della Premier League non si può certo accettare la logica delle “nozze coi fichi secchi”. Una vittoria del Leicester avrebbe di certo fatto male al marchio Premier League, che faceva dei ricchi investimenti di fondi sovrani e miliardari di tutto il mondo un vestito d’alta sartoria assolutamente da esibire. Per esibire questo vestito d’alta sartoria la Premier League, sin dalla sua fondazione nel 1992, si era preoccupata di porre le basi per la demolizione di gran parte della storia del calcio inglese. Da quel giorno ha contato più la conquista di nuovi mercati(tipo l’oriente), con le loro piazze borsistiche di riferimento, che non le ragioni per cui, dall’inizio dei tempi del calcio, le squadre si erano costituite per sfidarsi su un prato erboso. Gli autorevoli commenti alla lettura della lettera cominciarono a diventare sempre più tra il caritatevole e il funesto, quando ci si rese conto che le foxes probabilmente lo avrebbero vinto quel campionato, dove la loro vittoria era stata quotata 5000/1.

Marchionne, lo sport e il calcio

“E’ un caso, l’anno prossimo torneranno a lottare per non retrocedere”, era stata la sintesi dell’impresa del Leicester. Proprio nessuno voleva ammettere che il calcio, se fatto con competenza e passione, è proprio lo sport prodigo di questo tipo d’imprese. E’ quel luogo dove non sempre i soldi fanno la differenza. Era un messaggio, in un’ epoca dove si cerca di convincere la gente quanto mai sia necessario “finanziarizzare” il più possibile il mondo pallonaro, al quale bisognava a tutti i costi sbarrare il passo. E quando il gioco si fa duro, ecco arrivare i duri fra i duri: i procuratori. Drinkwater, Kanté, Mahrez e Vardy erano i quattro pilastri su cui si stava basando tutta la cavalcata vincente della squadra di Ranieri, e sin da prima che la vittoria della Premier fosse compiuta i loro procuratori avevano cominciato ad imbastire trattative con i club più ricchi, dove trasferire le loro prestazioni di giocatori improvvisamente scopertisi campioni.

Cominciava la demolizione di un sogno, prima ancora che il sogno si compisse definitivamente. La cosa più impressionante era il silenzio della proprietà del club, una multinazionale thailandese(King Power Group) che aveva assunto il controllo delle foxes attraverso la sua controllata Asian Football Investiments. All’inizio dell’avventura, Vichai Srivaddhanaprabha, il magnate thailandese padrone di King Power Group, aveva dichiarato che “il calcio ripaga gli investimenti in tempi e modi diversi. Ma se uno acquista un albergo, inizia a guadagnarci dopo 15/20 anni”. Ecco, uno che parla di investimenti e guadagni si mette subito a livello della filosofia Premier League. E in questa filosofia si spiega il silenzio assordante del club di fronte alla destrutturazione anticipata dei vantaggi che la vittoria della Premier avrebbe portato alle foxes. E non solo in termini economici, visto che la vittoria del massimo campionato inglese porta un ricco premio in denaro(93 milioni di sterline) arricchito dalla conseguente qualificazione in Champions(altri 30 milioni di sterline), ma soprattutto d’immagine. C’erano tutte le premesse per rendere conveniente l’annunciato investimento di 180 milioni di sterline promesso dalla proprietà del club appena qualche mese prima. Dei magnifici quattro, solo Vardy continua a giocare per il Leicester. Gli altri tre, insieme a Jeff Schulupp, hanno preso la strada di più ricchi contratti, facendo incassare alla proprietà del club quasi 170 milioni di sterline(altro che 180 milioni da investire…) e demolendo le premesse di una crescita che i bianco/blu potevano avere dopo la vittoria del 2016. I procuratori sono stati i killer assoldati da tutto ciò che conta nella Premier, con la complicità di King Power, per riportare ordine in un disordine procurato allo scorrere sereno del denaro. Vichai Srivaddhanaprabha non ha mai avuto nessuna intenzione, come è del tutto evidente, di far vivere alla squadra messa in piedi da Ranieri tutta la parabola che sarebbe stato giusto vivere. Non ha voluto rilanciare aumentando alcuni ingaggi dei big e comprando qualche innesto per rendere ancora più duraturo il miracolo del campionato 2015/16.

L’opera del proprietario delle foxes si è completata l’anno successivo, con il licenziamento di Claudio Ranieri, seguito da un riaversi improvviso della squadra tornata improvvisamente a vincere delle partite e concludendo il campionato a metà classifica. Voler pensare male di tale rendimento alterno dei giocatori nell’anno successivo la vittoria della Premier potrebbe essere un peccato non eccessivo. Hanno voluto far ballare il Leicester un solo anno,  perché solo chi fa grandi investimenti ha diritto alla vittoria nel calcio contemporaneo. Hanno stabilito dei grossi premi in denaro, foraggiati dalle televisioni, per le vittorie. Premi che devono essere distribuiti da chi fa girare più moneta e anima sponsor di ogni tipo. Non sono previste deroghe alla Leicester in questo sistema, perché danno solo fastidio. I giornali sono stati costretti ad elogiare l’impresa di Ranieri solo il giorno in cui si è compiuta; mentre sia prima che dopo hanno cercato solo di demitizzarla per toglierle valore. I tifosi delle foxes sono stati derubati della possibilità di coltivare il sogno più a lungo, e probabilmente se ne saranno fatti presto una ragione. Tanto, nell’ ammirato sistema Premier League, i tifosi ormai contano meno che da altre parti. Compreso i club e la loro storia. Tutto ciò mentre i proprietari pro tempore delle società fanno allegramente affari con procuratori e sponsor. Dove vanno a finire parte degli utili generati da un Manchester United, potrebbe e dovrebbe essere oggetto di serie inchieste della stampa e della Football Association. Ma nulla di tutto ciò, temo, accadrà mai.

Il calcio e lo schiavismo

Ci sono squadre come il Millwall e l’Athletic Bilbao che continuano ad avere rapporti strettissimi con i suoi tifosi, molto presenti nella vita dei loro club di appartenenza. Peggio è andata ai tifosi dello United, costretti a crearsi un’altra realtà(lo United of Manchester), per manifestare il loro aperto dissenso contro la proprietà americana dei “Red Devils” e per coltivare una speranza di rinascita dei valori di quei ferrovieri fondatori del sogno mancuniano colorato dalle maglie rosse. In Italia, in questi giorni, stiamo assistendo ad un sindaco improvvido, quello di Bari, che ha assegnato a De Laurentis ciò che resta del fallimento del Bari Calcio. Il patron del Napoli ha già annunciato di voler riportare la squadra pugliese in Serie A, e che se ne infischia se il regolamento impedirebbe ad una stessa proprietà di avere due squadre nella massima serie. “Faremo cambiare i regolamenti –ha tuonato il vulcanico presidente partenopeo- , è tempo che l’Italia si adegui alla modernità”. Ovviamente dalla Federcalcio nessuno è intervenuto per metterlo al suo posto, e fa davvero molta tristezza ascoltare le dichiarazioni di un famoso giornalista come Pier Luigi Pardo, in cui sostiene che “l’acquisizione di De Laurentis è legittima. Una normale operazione di trading finanziario”. Non c’è storia, non c’è sport, non c’è fairplay, non ci sono i tifosi. Ha ragione Pardo: tutto è denaro. Normale e legittimo denaro. Stanno facendo prostituire l’oggetto del nostro amore, e tutto sembra normale. “I sogni sono risposte a domande che ancora non abbiamo capito come formulare”, ha scritto qualcuno. Non dobbiamo permettere l’oscuramento dei nostri sogni, altrimenti smetteremo di inseguire le nostre domande. E saremo come dei figuranti della nostra esistenza.

(ha collaborato Carmelo Pennisi)


 

Anthony Weatherhill, originario di Manchester e nipote dello storico coach Matt Busby, si occupa da tempo di politica sportiva. E’ il vero ideatore della Tessera del Tifoso, poi arrivata in Italia sulla base di tutt’altri presupposti e intendimenti

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  1. Giankjc - 1 settimana fa

    Bravo ddavide69!

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  2. user-13963316 - 1 settimana fa

    concordo con ddavide69!!

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    1. ddavide69 - 6 giorni fa

      Certe posizioni per me sono assurde

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  3. paolinux - 1 settimana fa

    Condivido al 100%. Alla radice di tutta questa trasformazione in peggio (dal punto di vista sportivo, intendendo una sana competizione dove tutti dovrebbero avere le stesse possibilita’) sono i sistemi finanziari. Ma ci rendiamo conto? Squadre come il Leicester (o il Torino, o l’Atalanta, eccetera) “non possono e non devono” essere vincenti perche’ andrebbero contro al fiume di denaro gettato nelle squadre primedonne.
    E purtroppo le masse sono in gran parte pecore che salgono sul carro dei vincitori: perche’ cosi’ tanti tifano rubentus in Italia? Alcuni hanno una genuina passione, OK, ma in gran parte (specialmente fuori da Torino e Piemonte) devono essere individui sfigati che vogliono almeno in una dimensione sentirsi vincenti e vincitori. Come quelli che dopo aver guardato un film a luci rosse esultano “abbiamo ciulato alla grande!” Ecco, queste masse grigie sono i complici di questo sfacelo. Ma se ci pensiamo bene il problema non affligge solo il calcio. Dopo la fine della guerra fredda la finanza, da motore di sviluppo e benessere generale qual era, e’ diventata uno strumento di disuguaglianza, facendo chi era gia’ ricco ancora di piu’, e chi non lo era sempre piu’ impoverito.
    Ritengo sbagliato concentrarsi sulla diatriba “Cairo si’ / Cairo no”, perche’ non e’ quello il problema. E’ un’altra distrazione che ci impedisce di mettere a fuoco il problema vero. Qualcuno ha menzionato i diritti televisivi: basterebbe distribuirli in modo piu’ egalitario per dare un po’ di equilibrio di forze in gioco. E magari un salary cap, in modo che vinca il piu’ abile a mettere assieme una rosa competitiva e ben assortita piuttosto che, come ora, vinca chi ha piu’ soldi da spendere.
    Penso che finche’ c’e’ gente che vede e capisce queste cose c’e’ speranza. Diffondiamo queste nozioni e facciamo questa voce sempre piu’ forte. Forza Toro.

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    1. ddavide69 - 1 settimana fa

      A me girano le balle perché uno pieno di soldi che prende il Toro non può comportarsi in questa maniera. Questo è il 14esimo anno. Erano meglio i lodisti quelli erano genuini, con pochi soldi ma per far rimanere il Toro in queste condizioni e con i diritti tv a 43 milioni bastavano loro.

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  4. Esempretoro - 1 settimana fa

    Come sempre i pezzi di Weatherill sono una spada che colpisce senza pietà…direi che le evidenze sottolineate in effetti hanno diverse analogie con il nostro Toro ma di più ancora con il Sistema Calcio che si sta promuovendo in Italia. L’aggravante è che la principale voce a bilancio (i famigerati diritti tv) non sono neppure avvicinabili alle ripartizioni inglesi,quindi nel percorso di caduta noi siamo molto più in basso…sono veramente addolorato dal riscontrare l’inasprirsi della contrapposizione Cairo sì/ Cairo no,trovo che non ci faccia bene,anche perché alimentata dal fatto che alternative non ve ne sono…
    Ognuno di noi ha sempre rivendicato le caratteristiche peculiari del Toro come proprie,ma non per questo questo identikit deve per forza corrispondere a quello del presidente. Girano,lo so,ma è così.
    Soldi messi in naftalina che ci sono,non ci sono. Alle ultime battute del mercato squadra ancora da completare,uno stillicidio di nomi,un progetto che ciclicamente viene sconvolto.
    Personalmente a volte debbo sforzarmi per allontanare il pensiero che ciò che vorrei per il mio Toro sia come il secondo scudetto del Leicester…irrealizzabile.
    Ma siccome non si può vivere senza sangue,non mi resta che far buon viso ad un gioco che è sempre meno bello…Alé Toro!!!!!!!!!

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  5. Kieft - 1 settimana fa

    Ovunque girano soldi c’è marciume …..e nel calcio ne girano tanti

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  6. prawda - 1 settimana fa

    Ultimamente trovo che gli articoli di Weatherill partano da considerazioni certamente condivisibili, il calcio ha sicuramente dei problemi seri e andrebbero trovati dei correttivi per evitare che vi sia una sempre maggiore sproporzione di valori, ma mi sembra che vengano scelti esempi sbagliati, come in questo caso con il Leicester. Premesso che quando si parla del Laicester andrebbe sempre ricordato che e’ una squadra che negli ultimi 25 anni e’ stata piu’ nelle serie inferiori che in Premier, che prima dell’incredibile successo aveva negli ultimi 30 anni un ottavo posto come miglior risultato in Premier e storicamente un quarto posto oltre 50 anni fa; ecco perche’ si e’ gridato decisamente al miracolo sportivo ed ecco perche’ era praticamente impossibile ripetersi e molto difficile da gestire. Soprattutto mi sembra che la societa’ abbia cercato di portare avanti l’unica scelta possibile visti i colossi con cui andava a competere, vale a dire provare a consolidarsi e lo dimostrano gli ultimi cinque mercati consecutivi in passivo con una perdita complessiva di circa 160M. Poteva farlo meglio, gestire il successo in maniera ancora piu’ proficua e spendere di piu’? Probabilmente e’ vero ma e’ anche molto facile fare certe considerazioni dopo. Certo che se Weatherill critica chi ha avuto un passivo di 160M in cinque anni relativamente al calciomercato, chissa’ cosa scriverebbe di chi negli ultimi cinque mercati conclusi, ha avuto un attivo sempre relativo al calciomercato di 65M.

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    1. ddavide69 - 1 settimana fa

      E pensa che ci sono anche quelli che non sono d accordo a quanto affermi. Una cosa talmente palese è oggettiv..

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  7. GlennGould - 1 settimana fa

    Bell’articolo che non dice niente di nuovo, ma lo dice bene. Il calcio di oggi è una realtà triste, per chi lo ha conosciuto venti, trenta, quaranta, cinquanta anni fa’.
    Per chi ha 15/20 anni oggi il calcio è questo, e il suo senso, modo come noi l’abbiamo conosciuto, entro non troppi anni non sarà mai esistito; l’evoluzione del calcio non è altro che lo specchio dei tempi, che piacciano o no.

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  8. ddavide69 - 1 settimana fa

    Ma se anche si quest forum ci sono tifosi che plaudivano l eventuale ingresso di Cairo come capocordata per l acquisizione del Bari. Per poterla poi trattare come squadra satellite. E io non dovrei sperare un giorno di poter godere di nuovo con un presidente che si gioca le sue carte e poi disgraziatamente fallisce? Almenno ho goduto anche io. Qui tutti si ergono a paladini della giustizia e della pulizia. Non c è pulizia e non c è giustizia, guardate come vengono arbitrato le partite in Italia anche con il var, continuano le prese per i fondelli, ah ma adesso emergono! E quindi? La risposta prima ce l abbiamo con il calendario di serie A : le merde sono 4 anni che nei primi dieci turni non affrontano nessuna delle big. Sarà un caso? Ehh, ma nessuno dice niente, perché fa comodo a loro fare una preparazione dove entrano in forma a marzo e così rivinceranno lo scudetto e saranno avvantaggiati anche in Champions. Perché Cairo e gli altri non si fanno sentire in lega? Semplice : perché gli affari si fanno così, non pestando i piedi, i soldi entrano in altro modo, magari acquisendo qualche gruppo editoriale senza che nessuno si metta di mezzo… È noi tifosi a prenderlo in quel posto. Quindi dico : ben venga chiunque mi faccia godere almeno ogni tanto, l attualita è lento preludio all oblio.

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    1. Granata - 1 settimana fa

      Tu , senza rendertene conto, sei l’antitesi del tifoso del Toro. Tu sei esattamente come quelli la,quelli la che per godere accettano qualsiasi nefandezza,qualsiasi porcheria, anche se porta alla morte. Ci sono solo due modi per imparare e sono: sapere esattamente cosa fare. Sapere esattamente cosa non fare. Leggendo te si impara esattamente come non essere un tifoso del Toro.

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      1. Pepe - 1 settimana fa

        La mancanza di romanticismo, il non saper vivere il momento e il credere che tutto gli é dovuto in questa vita senza sapere che le cose si ottengono con il sacrificio e la fede, questo é quello che manca ai giovani di oggi come davide per sentirsi vivi e godere.

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        1. ddavide69 - 1 settimana fa

          Tutto mi è dovuto? Ma cosa ne sai della mia vita? Forse non hai capito che a Cairo non lo ha scritto il medico di fare il presidente del Torino, se lo ha fatto ma sopratutto se lo sta facendo è per puro tornaconto. Se uno fa il presidente di una squadra di calcio è per fare il meglio delle proprie possibilità per raggiungere dei risultati, Cairo non lo sta facendo, anzi… Con tutti i i soldi che ha a quest ora saremmo potuti tranquillamente essere al posto della Lazio. Io questo contesto a Cairo, non fa una beata mazza da tredici anni e si becca la notorietà. A questo punto saremmo arrivati anche con i lodisti, quelli erano tifosi con pochi denari, ma con i proventi tv di oggi saremmo stati in serie a anche con loro. E quindi essere con Cairo cosa mi sposta oltre che farmi incazzare?

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      2. ddavide69 - 1 settimana fa

        Non eri tu quello che volevi che Cairo comprasse il Bari? Tu non sai fare neanche le addizioni! Io ho detto che se uno fa l imprenditore è lo fa in maniera aggressiva come borsano, come Berlusconi, e rischia del suo, sono cazzi suoi. Ti ricordo che Cairo è stato condannato per aver aiutato il suo capo a fare certe operazioni non proprio pulite, ma questo ti sta bene, vero??

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    2. GranataEtico - 1 settimana fa

      Hai già avuto Borsano, ne vuoi un’altro?

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      1. ddavide69 - 1 settimana fa

        Con borsano ho goduto con questo mi incazzo e basta. Visto che continuate a non capire, borsano non è fallito perché ha comprato Martin vazquez, ma perché non ha avuto tempo di essere coperto politicamente, é stato troppo aggressivo, ti ricordi un certo Berlusconi…? Comunque io farei la firma per vincere una coppa Italia e arrivare in finale uefa e farmi anche dieci anni di serie b. Voi continuate a farvi le seghe con il bilancio piano piano verso l oblio con questo presidente

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  9. Paul67 - 1 settimana fa

    Stanno distruggendo un bellissimo sport , ormai è rimasto poco di sport vero nel calcio sia nazionale che internazionale,si riduce tutto al denaro e potere, dire il calcio oggi è questo, significa accettare , appecorarsi, a chi lo sta distruggendo .
    Il calcio è uno sport con i propri nobili valori , che sono poi gli stessi della vita , continuare a rinnegarli nn porterà niente di buono a nessuno. Ormai sono passati 4 anni da quando senti Don Aldo dire che il calcio doveva fare uno o due passi indietro, cioè tornare ad essere uno sport, ora è anche peggio.
    Nn sapevo dell’ iniziativa dei tifosi del Manchester, ma questo bellissimo articolo mi darà la possibilità di approfondire , sarebbe fantastico importarlo al TORO.

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    1. Vanni - 1 settimana fa

      Oramai è tutto un gioco di interessi, diretto o indiretto. Guadagna qualche affarista ma soptatutto i calciatori. Ci sono le TV. Ma pensa se uno che corre dietro a un pallone in mutande debba guadagnare 30 milioni solo di stipendio. Uno come ronaldo se ci fosse logica dovrebbe guadagnare massimo 10000 eu al mese, perché è bravo, ma uno come vasodifiori non arriverebbe a 1000.

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  10. Granat....iere di Sardegna - 1 settimana fa

    Non centra nulla ma qualcuno sa perché sono chiusi i commenti al pezzo sul calciomercato?

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    1. BACIGALUPO1967 - 1 settimana fa

      Ciao Fratello, semplice perché non c’è calciomercato almeno per quanto ci riguarda.

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      1. Granat....iere di Sardegna - 1 settimana fa

        Sì capisco. Non posso biasimare la redazione. Hanno un compito ingrato. Ma allora tanto vale non scrivere nulla piuttosto che non far commentare. Comunque fratello stai tranquillo. Non siamo fermi. C è cairo in campo per le cessioni. Come sostiene petrachi entra in campo lui per vendere.

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    2. silviot64 - 1 settimana fa

      Amico, gli eredi di Buzzati devono aver fatto denuncia di plagio. Anche se va detto la nostra interpretazione del Deserto dei Tartari è davvero magistrale. Ogni domani è il giorno buono.

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  11. Vanni - 1 settimana fa

    E poi su ADL ed il Bari. Io avevo leto che ADL, nel caso avesse portato il Bari in A, avrebbe messo presidente un suo parente, quindi il giochetto e’ fatto ed in quel caso, NON CI SAREBBE NESSUN INTRALLAZZO SE GIOCASSERO NAPOLI E BARI.
    Si si, come no.
    E’ come credere che Berlusca e’ arrivato da solo a questi livelli economici. Si, si, come no.

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    1. ddavide69 - 1 settimana fa

      Beh qualcuno ci crede che Berlusca sia arrivato dov’è per meriti suoi. Qualcuno di questi è anche un compagno di tifo. Sostiene che sono tutte balle, che l edilizia sponsorizzata in Italia non esiste e non è esistita. Gente che si è ritrovata dei prati i mezzi al nulla da area rurale agricola a zona edificabile in un anno, guarda caso dopo aver acquistato tutti i terreni a Lacchiarella e Segrate. Mentre il nostro Borsano ci provava senza tutti quegli appoggi…. Ma non, nkn è vero sono cazzate. Borsano è fallito perché ha comprato Martin vazquez. E Gesù è morto di fame. Dove vogliamo andare con questi tifosi? Gente che non distingue la nafta dal vino. Bah.

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      1. Vanni - 1 settimana fa

        Ma magari il dritto di milano avesse solo sponsorizzato per licenze. C’è ben altro e di mooolto peggio dietro la sua nascita.

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        1. ddavide69 - 1 settimana fa

          Già, mi sa…

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  12. Vanni - 1 settimana fa

    Pero’ non capisco bene l’articolo.
    Ma tutti a dire da sempre che il modello inglese e’ il migliore, che gli introiti sono suddivisi in maniera equa e poi si viene a scoprire che gli angioletti:
    ” Hanno stabilito dei grossi premi in denaro, foraggiati dalle televisioni, per le vittorie. Premi che devono essere distribuiti da chi fa girare più moneta e anima sponsor di ogni tipo.”
    Allora gli inglesi fanno cacare come e forse peggio degli italiani?

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    1. ALESSANDRO 69 - 1 settimana fa

      La parabola del Leicester è quanto meno sospetta ….
      Vince un campionato contro ogni previsione, incassa 180 milioni di sterline più altrettanti dalla vendita di alcuni giocatori. Noi chiediamo a Cairo che fine ha fatto il tesoretto da 49milioni ma questi l’hanno più sporca, hanno fatto tornare la squadra nella mediocrità da cui proveniva e hanno fatto sparire 300 milioni di sterline…..E nessuno ha chiesto nulla.
      ..Io dico: ma che cazzo continuiamo a seguirlo a fare il calcio….???Il calcio è morto da anni ormai…

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  13. FV♥️G - 1 settimana fa

    No ma tranquilli che tanto per noi come avevo già detto non ci sono squali nè magnati generosi a noi tocca di tenerci cairo campione dello scudetto del bilancio e per quello che riguarda il sogno di vincere come è stato per il Leicester men che meno,il caro cairo non sembrerebbe mai una squadra cosi….farebbe soltanto delle plusvalenze.
    Comunque “vincere non è importante è l’unica cosa che conta “lo lascio volentieri alle merde strisciate bianco e nero,io mi accontento di vederli uscire dal campo con la maglia intrisa di sudore perché hanno dato il 110% delle loro possibilità perché…non importa se vinci o no quello che conta è che sempre ti amerò
    SEMPRE E SOLO FORZA TORO

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  14. Giankjc - 1 settimana fa

    Penna sopraffina.
    Ci si trovano pezzi di Toro e interessi extracalcistici dell’attuale lucrosa proprietà.

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    1. Vanni - 1 settimana fa

      In realta’ si chiama Anthony Luciani, e’ il fratello di quello dell’articolo dei 10 milioni , cifre da capogiro.

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  15. Sempregranata - 1 settimana fa

    Sempre interessante leggere questi articoli, fanno riflettere.

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  16. One plastic - 1 settimana fa

    Sir Anthony, bellissimo pezzo che sa di calcio antico e dei suoi valori, spero che il suo editore lo legga, magari proverà qualche senso di colpa per aver contribuito a destrutturare quello che per molte generazioni era un sogno che partiva dal prato sotto casa e finiva per chi se lo poteva permettere allo stadio, altrimenti alla TV davanti 90 minuto. Perché anche costui che si professa vittima del sistema per malcelare i suoi reali interessi e insieme l’indifferenza ai nostri colori, spalleggiato da coloro che il fallimento ha prostrato capisca che c’è ancora gente innamorata di un sogno e non di una plusvalenza.

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  17. Daniele abbiamo perso l'anima - 1 settimana fa

    Se non volete leggere tutto l’articolo, in sintesi dice che il calcio oggi fa schifo, che non è più uno sport, che non sono più tempi per i sognatori.
    Ha ragione Prawn, un po’ parla anche del Toro,

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  18. user-13793800 - 1 settimana fa

    Ogni volta che leggo un suo articolo mi chiedo perché ancora seguo il calcio.
    Complimenti,grande giornalista!

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  19. prawn - 1 settimana fa

    Caro Anthony, il Leicester è il toro in El, da cui i pilastri sono stati venduti in fretta e furia. Il Bari è il toro ‘salvato’ da Cairo.
    Non so se l’hai fatto apposta ma a me pare che in questo articolo si parli anche di toro

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  20. Madama_granata - 1 settimana fa

    Un monito a tutti quei tifosi che sognano x il Toro una proprietà “ricca e straniera”
    Nel gestire il Leicester i padroni Thainlandesi ci hanno proprio messo il cuore!!!
    QUELLI SI, CHE NON HANNO PENSATO AL BILANCIO: HANNO PENSATO SOLO A SMANTELLARE ED INTASCARE!!
    Leggete l’articolo, meditate, e, se veramente volete bene al Toro, ricredetevi!

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    1. Pepe - 1 settimana fa

      Non c’é bisogno che si ricredino, io tifo toro lo stesso e godo quando vince.

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      1. ddavide69 - 1 settimana fa

        Allora godi poco.

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        1. Pepe - 1 settimana fa

          Godo poco rispetto quello che godi tu con la tua squadra?

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          1. ddavide69 - 1 settimana fa

            La mia squadra è anche la tua, solo che tu sei un minchione.

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          2. Pepe - 1 settimana fa

            Allora viva i minchioni come me che godono quando il toro vince!

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      2. ddavide69 - 1 settimana fa

        Impara a scrivere e a pensare minchione.

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    2. LucioR - 1 settimana fa

      Ok mi segno anche “vuoi fare la fine del Leicester” insieme a: ti meriti giovannone, ti ricordi ciminelli, vuoi fallire come borsano… nella bacheca dei moniti.

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      1. BACIGALUPO1967 - 1 settimana fa

        Il presidente che dopo il povero Orfeo Pianelli ha messo soldi veri nel TORO rimettendoci lo abbiamo avuto si chiamava cavalier Sergio Rossi…. ed è stato mandato via da tifosi esattamente come te. Tifosi del tanto peggio tanto meglio.

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        1. Vanni - 1 settimana fa

          Centra un caxxo con cio’ che dice lui, ma se piace a te, perfetto.

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          1. BACIGALUPO1967 - 1 settimana fa

            Rispondevo a lucio@. Con quanto da lui scritto la mia risposta è pertinente.

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        2. LucioR - 1 settimana fa

          hai capito una sega ma non importa… non è colpa tua

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          1. BACIGALUPO1967 - 1 settimana fa

            Visto che non sono alla tua altezza x capire il tuo illuminante pensiero…fammi la grazia di spiegarmelo con parole semplici che anche quelli come me possano capire. Grazie

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    3. Vanni - 1 settimana fa

      Si ma tra questi e cairuzzo c’e’ un abisso. Loro hanno vinto il campionato e partecipato alla CL, noi? mmmmmhhh …..ah si, 7 posto per grazia altrui.
      Non facciamo paragoni tra il thailandese ed il mandrogno.

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    4. Vanni - 1 settimana fa

      Tutta la viata il thailandese. Almeno hanno vinto e fatto un paio di giri nell’europa che conta.

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    5. prawn - 1 settimana fa

      Ma magari, hanno fatto la storia del calcio

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    6. Vanni - 1 settimana fa

      …e cospargetevi il capo di cenere, non lo hai scritto. Mancava, l’ho aggiunto io.
      Guarda che nessuno fa sogni indecenti, Moratti era solo uno, come Rossi.
      Si tratta tra tutti gli affaristi di trovare quello che sappia far meglio il business del calcio.
      Sinceramente a me sembra che Cairo sia un pesce fuor d’acqua in questo settore.
      Spende il minimo e OK, ma non ha idea di che fare per il marketing, in pratica per aumentare il bacino tifosi e quindi introiti.
      Si limita a galleggiare, tipo LA7.

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