Disastro Toro, Lazio al quarto posto

Disastro Toro, Lazio al quarto posto

La giornata è iniziata con la disastrosa prestazione dei granata, che dopo il ritiro di Desenzano cercavano nell’anticipo pomeridiano contro il Chievo punti in chiave salvezza.

L’esclusione punitiva di Rosina è stata solo la prima delle spiacevoli sorprese per il popolo granata, colpito a freddo dal gol di Bogdani su dormita della difesa ed incapace, questa è la nota più…

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La giornata è iniziata con la disastrosa prestazione dei granata, che dopo il ritiro di Desenzano cercavano nell’anticipo pomeridiano contro il Chievo punti in chiave salvezza.

L’esclusione punitiva di Rosina è stata solo la prima delle spiacevoli sorprese per il popolo granata, colpito a freddo dal gol di Bogdani su dormita della difesa ed incapace, questa è la nota più triste, di qualsiasi reazione.

Il raddoppio nel finale e il terzo gol in apertura di ripresa hanno suggellato una chiara supremazia della squadra di Del Neri, capace di dare anima e gioco agli scaligeri, Pelissier ha graziato Abbiati sbagliando un rigore ininfluente per i tre punti. Zac si è preso tutte le colpe per le scelte tattiche, tecniche e disciplinari, appare però completamente scollegato dal gruppo che non lo segue, non lotta, non ci prova neanche. Cairo apparso visibilmente provato ha ancora una volta confermato la fiducia al mister, ma a questo punto l’incontro di mercoledì pomeriggio contro il Cagliari è l’ultima chiamata prima dell’esonero. Ai tifosi non resta che consolarsi con la primavera di Pigino, capace invece di vincere in inferiorità numerica contro la forte Samp, i ragazzi forse hanno un diverso “cuore Toro”, chissà se qualcuno della prima squadra era davanti al video a prendere nota.

L’anticipo serale ci ha regalato 75 minuti di bel gioco, con un pareggio giusto tra l’Atalanta e il Palermo, che si sono divisi un tempo per uno l’inerzia del gioco.

Il programma domenicale vedeva nel pomeriggio diversi incontri da non perdere, ad iniziare dalla capolista che sul neutro di Cesena incontrava il Catania; tanti gol, occasioni, la sensazione che qualunque undici metta in campo Mancini, almeno in campionato, azzecchi sempre la formazione. La squadra di Marino ha disputato la solita partita spregiudicata, provandoci in diverse occasioni e lasciando qualche spazio di troppo; due amnesie difensive di Cordoba hanno consentito di ridurre un passivo altrimenti pesante.

Il derby toscano è andato alla Fiorentina, con l’Empoli che perde anche il quarto posto, ma soprattutto viene dominato dai cugini capaci di un’altra prestazione maiuscola, con i gemelli Mutu-Toni entrambe a segno; e adesso il premio Champions chiesto dalla squadra ad inizio stagione inizia a non essere più una chimera. A Cagliari la Lazio lascia i primi minuti alla squadra di casa prima di infilarla cinicamente per due volte, il secondo un capolavoro di Rocchi che così porta i suoi in quarta posizione. Da segnalare un brutto intervento di Langella che si becca il rosso diretto e salta la trasferta di Torino.

Nervi tesi anche a Roma, dove i giallorossi faticano un tempo prima di avere la meglio sulla Reggina apparsa meno brillante del solito, capitan Totti si fa parare il sesto rigore stagionale da Campagnolo che imita Groobelar e dopo apre un brutto siparietto che ripete a fine partita; è incomprensibile come il pupone sia recidivo con atteggiamenti che forse meriterebbero più attenzione da parte dell’arbitro.

Brutto pareggio a reti bianche a Livorno, dove l’Ascoli trova un punto che alimenta la speranza di salvezza, mentre a Udine gol a grappoli tra i padroni di casa e il Parma, che trova il primo punto della nuova gestione tecnico-societaria. Ranieri deve ringraziare la precisione balistica dei suoi su due dei tre gol, mentre Di Natale recuperato in extremis è stato il migliore dei friulani con una doppietta.

Vittoria nel recupero per il Messina, che dopo sedici turni trova tre punti che la portano a ridosso della zona salvezza, il Siena avrebbe meritato almeno un pari, con i padroni di casa poco incisivi per tutta la partita.

Il posticipo serale ha visto una discreta partita con vittoria in extremis del Milan sulla Sampdoria che ha giocato per 30 minuti in superiorità numerica, espulsione di Oddo in avvio per fallo da ultimo uomo e di Oliveira per doppio giallo, il primo un po’ ingenuo. Ancelotti ha schierato Ronaldo che è apparso un po’ meno brillante di domenica scorsa, portieri poco impegnati e Ambrosini determinante per la corsa ad un posto Champions, Novellino forse avrebbe meritato il pareggio.

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