Serie A: commento alla 29.a giornata

Serie A: commento alla 29.a giornata

di Nino Mancini

Le milanesi frenano in testa contro le ultime della classe in due match che avrebbero potuto addirittura regalare due sconfitte, l’Inter che anticipa a venerdì per provare a rimanere l’ultima superstite in Champion con un’impresa a Monaco di Baviera trova un Brescia determinato e attento, tanto che nel finale Julio Cesar deve dimostrare tutto il suo valore per portare a casa il punticino (ringraziando…

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di Nino Mancini

Le milanesi frenano in testa contro le ultime della classe in due match che avrebbero potuto addirittura regalare due sconfitte, l’Inter che anticipa a venerdì per provare a rimanere l’ultima superstite in Champion con un’impresa a Monaco di Baviera trova un Brescia determinato e attento, tanto che nel finale Julio Cesar deve dimostrare tutto il suo valore per portare a casa il punticino (ringraziando Caracciolo per il rigore fallito); dal canto suo i cugini vanno sotto a San Siro contro un Bari che ci mette tanta buona volontà anche dopo il vantaggio, riesce a sventare diverse occasioni di Ibra e compagni ma proprio quando lo svedese si fa cacciare per doppia ammonizione arriva il pareggio di Cassano, fino a quel momento impalpabile.
La solita Udinese espugna Cagliari con un’altra goleada, i suoi bomber Di Natale e Sanchez creano sempre scompiglio nell’area avversaria ma le prime due reti sono viziate da altrettanti falli bianconeri; il Bologna inguaia il Lecce e si porta oramai lontano dalla zona retrocessione, Malesani ha fatto il miracolo tenendo conto del clima nel quale ha lavorato per i primi cinque mesi del torneo con  le note vicende societarie, i pugliesi oltre alla classifica devono fare i conti con le tensioni interne ben testimoniate dal battibecco tra Chevanton e Di Canio.
Il derby di Roma va ai giallorossi grazie a due calci da fermo di Totti, risparmiato nei match precedenti dall’amico Montella, la Lazio non batte i giallorossi da cinque gare e ora li vede avvicinarsi a due punti, il solito nervosismo nel finale stavolta porta l’espulsione di Radu per uno sciocco tentativo di testata su Simplicio; continua a vincere la Fiorentina che a Verona ringrazia il ritrovato Vargas e la barriera che si apre colpevolmente sulla punizione del cileno, ora Mihajlovic con una classifica più serena può far scendere in campo i suoi ragazzi senza troppe pressioni con la possibilità di mostrare tutte le qualità tecniche che possiedono, preoccupa invece il Chievo che non riesce a vincere da cinque turni e sta scivolando verso la zona calda.
La Juve non riesce più a vincere neanche a Cesena, nonostante una doppietta di Matri i ragazzi di Del Neri non portano a casa i tre punti complice l’espulsione di Motta ed il rigore a favore della squadra di Ficcadenti, che ci ha però creduto fino alla fine ed in alcune occasioni ha messo sotto i più quotati avversari, tra cui spicca Del Piero per l’abnegazione dimostrata alla causa; sull’acquitrino di Catania la Sampdoria affonda nella ripresa nonostante il cambio in panchina, con il povero Cavasin che deve giocare in inferiorità numerica per una sciocchezza di Tissone per quasi un’ora, ed ora è a tre punti dal baratro, Simeone invece si rialza immediatamente dopo lo scivolone di Firenze.
Il Genoa batte il Palermo grazie ad un gol di Floro Flores nella ripresa in una partita che ha messo a nudo i problemi dei rosanero, Sirigu incerto, difesa non ermetica e Pastore troppo narciso e poco utile alla squadra, ne approfittano i rossoblù per trovare una classifica tranquilla che li mette al riparo da qualsiasi sorpresa nel finale di torneo; nel posticipo del Tardini il Napoli lascia il primo tempo ai padroni di casa che passano con Palladino, nella ripresa Lavezzi e compagni tornano la squadra brillante e infilano per ben tre volte Mirante, da segnalare che il pareggio di Hamsik è viziato da posizione irregolare, così Mazzarri avvicina le milanesi e può tornare in corsa se faranno ulteriori passi falsi.
Ferma la Premier per l’F.A. Cup che ha visto le due squadre di Manchester passare in semifinale dove si sfideranno, in Germania la capolista Borussia Dortmund inciampa ad Hoffenheim ma rimane a nove punti di distacco dal Leverkusen che comunque prova a fare il suo dovere vincendo a Magonza mentre l’Hannover viene travolto a Colonia, risorge il Bayern che ne rifila sei all’Amburgo con Ribery e Robben sugli scudi.
In Spagna il Barcellona non va oltre il pareggio a Siviglia in una partita dominata nel primo tempo, nella ripresa un Messi a mezzo servizio dopo la botta al ginocchio ha preso il pareggio da avversari più intraprendenti che hanno rischiato di vincere con almeno due occasioni in contropiede, ne approfitta il Real Madrid che accorcia a cinque punti le distanze grazie alla vittoria con il pericolante Hercules piegato da una doppietta di Benzema.

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