Quando in campo c’è la voglia, il Toro non arriva mai secondo

Quando in campo c’è la voglia, il Toro non arriva mai secondo

Occhi sgranata / Torna la rubrica di Vincenzo Chiarizia: “In campo c’era la nostra voglia contro la loro. Ma quando è il Toro a mettere in campo la voglia, non arriva mai secondo.”

di Vincenzo Chiarizia

Il Toro viene da tre vittorie consecutive. Non era mai accaduto in questa stagione, la più altalenante che io ricordi. Ma la cosa curiosa è che con Ljajic in campo, da quando è entrato nel secondo tempo di Cagliari, lui ha giocato 217 minuti nei quali il Toro ha segnato nove gol, lui è andato a rete due volte e ha sfornato assist a profusione cambiando letteralmente il rendimento del reparto avanzato del Torino e di Andrea Belotti. Capisco l’atteggiamento indolente del giocatore che deve essere gestito quando sbaglia, ma credo che ci sia stato un certo ostracismo quasi esagerato nei suoi confronti. Soprattutto quando le cose andavano male e il Torino costruiva davvero poco, ci sarebbe stato bisogno di meno impuntature di Mazzarri e, al contrario, maggior pragmatismo. Se avesse giocato nelle partite precedenti non avremmo avuto mai questo rendimento di Ljajic? Forse sì o forse no. Quel che è certo è che con Mazzarri e con quelle quattro sconfitte il Toro si è davvero complicato la vita. Infatti i granata restano gli ultimi della colonna di sinistra, un decimo posto che resta comunque troppo poco per le ambizioni e di inizio campionato.

Intanto il presidente Cairo continua a celebrare dati numerici che lasciano davvero il brevissimo tempo che trovano. Dire che il Toro alla trentunesima giornata ha il record di punti in serie A sotto la sua presidenza è un’enfatizzazione di un non-risultato. Sì perché se il Toro ha fatto il record di punti, ma occupa il decimo posto, significa che il livello della Serie A è suddiviso letteralmente in due tronconi e difatti le prime inseguitrici dei granata, Bologna e Genoa, sono a -10. Dunque decantare questi 45 punti come primato ottenuto a questo punto della stagione è un modo per buttare, a mio modo di vedere, del fumo negli occhi ai tifosi che, per fortuna, non hanno l’anello al naso. Se penso a tutti i punti persi quest’anno come contro nei due match contro il Verona o contro la Spal o contro il Crotone, a questo punto il Toro poteva stare a 54 punti e allora sì che sarebbe stato anche corretto da parte del presidente sottolineare il primato ottenuto alla trentunesima giornata. Quanti rimpianti e quante operazioni di mercato si sarebbero potute fare se ci fosse stata la seria volontà di rinforzare il Toro nella mediana. Bastava davvero poco per poter essere nelle zone alte della classifica.

TURIN, ITALY - APRIL 08: Team of Torino FC celebrate victory at the end of the Serie A match between Torino FC and FC Internazionale at Stadio Olimpico di Torino on April 8, 2018 in Turin, Italy. (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)
TURIN, ITALY – APRIL 08: Team of Torino FC celebrate victory at the end of the Serie A match between Torino FC and FC Internazionale at Stadio Olimpico di Torino on April 8, 2018 in Turin, Italy. (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

Ad ogni modo il Toro, inteso come squadra e non come società, sembra essere riapparso e la vittoria di domenica fatta di ardore, tenacia, audacia e anche fortuna, ha permesso ai granata di battere dopo 24 anni l’Inter in casa propria. Una vittoria importantissima che rilancia qualche speranza, dà fiducia, ma che fa aumentare il rammarico. Una nota di merito per la prestazione di domenica voglio dedicarla a Lorenzo De Silvestri, troppo spesso bistrattato anche dal sottoscritto, ma che in campo ha messo una voglia tale che non si era mai vista in campo. In verità la voglia è stata messa in campo da tutta la squadra, ma lui mi ha colpito molto per l’atteggiamento. Emiliano Mondonico, nel commentare la vittoria della Coppa Italia del 1993 dopo la pazzesca finale andata e ritorno contro la Roma, alla domanda su cosa avesse pensato sul risultato di 5 a 2 per la Roma nel match di ritorno, il Mondo rispose: “In campo c’era la nostra voglia contro la loro. Ma quando è il Toro a mettere in campo la voglia, non arriva mai secondo.”

Questa è la frase di Mondonico che deve essere impressa nella testa dei calciatori per concludere degnamente questo campionato.


Vincenzo Chiarizia, giornalista di fede granata, collabora con diverse testate abruzzesi che trattano il calcio dilettantistico, per le quali scrive e svolge telecronache. Quinto di sei figli maschi (quasi tutti granata), lavora e vive a L’Aquila con una compagna per metà granata.

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  1. Valentino49 - 3 mesi fa

    Chiarizia scusa ma pensare che le cose sarebbero andate meglio se Ljajic avesse giocato nelle partite precedenti non sarà mai dimostrabile. Magari potevano andare peggio. Quanto al resto sono convinto che la posizione della società rispetto ai risultati sportivi immediati sia sopravvalutata. Chi conta davvero sono quelli che scendono in campo e a seconda di come ci scendono. Nemmeno avere Messi e Iniesta in squadra ti garantisce la vittoria (grazie Roma) così come spendere cifre assurde per un solo giocatore ti garantisce di entrare nell’elite del calcio europeo (vedi PSG). Poi è chiaro che la società deve costantemente perseguire una politica di rafforzamento graduale e costante. Ci vuole un po’di fortuna nell’azzeccare gli acquisti e scegliere l’allenatore giusto, ma poi a scendere in campo, buoni o cattivi, saranno i giocatori. Dai quali mi aspetto sempre il massimo. Secondo te per risultati deludenti che hai citato qualcuno dei nostri “top player” non dovrebbe forse farsi l’esame di coscienza? Continuare a dire che la colpa per i risultati negativi è della società (Cairo & dirigenza varia) significa servire un bell’alibi su un piatto d’argento a Belotti & C.

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  2. claudio sala 68 - 3 mesi fa

    Cairo è le sue dichiarazioni lasciamoli da parte per un attimo, preferisco mettere in primo piano la frase del Mondo che mi trova perfettamente d’accordo.

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  3. prawn - 3 mesi fa

    A proposito di voglia, che partitone la Roma…
    Complimenti veramente e l’ennesima prova che con attaccanti che non difendono (Messi, Suarez) non vai da nessuna parte, manco con uno squadrone di quel calibro.

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    1. maraton - 3 mesi fa

      mi spiace quasi dirlo…..ma la roma ha fatto una partita da TORO. tutta grinta e forcing.
      veramente complimenti.
      bello vedere un’italiana andare avanti in champion. i mafiosi a strisce non li prendo nemmeno in considerazione 😉
      oltre a quello che dici (giustamente) sugli attaccanti del barça, aggiungo che anche l’approccio non è stato dei migliori, inoltre a centrocampo sono stati surclassati

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      1. prawn - 3 mesi fa

        Si mi è piaciuta proprio per lo spirito da toro.
        Magari un giorno torneremo a quei livelli pure noi…

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