Perché non ci ritroviamo?

Perché non ci ritroviamo?

Occhi sgranata / Torna la rubrica di Vincenzo Chiarizia: “Che bello sarebbe vedere la città di Torino invasa da una marea umana granata come quindici anni fa! Servirebbe a recuperarci tutti, servirebbe a dare un messaggio al mondo intero proprio come allora”

di Vincenzo Chiarizia

Il Torino nella stagione 2002-2003 retrocesse in Serie B arrivando ultimo in classifica con soli 21 punti. Sabato 3 maggio 2003, prima della conclusione della stagione, sul neutro di Reggio Emilia il Toro incassò l’ennesima sconfitta di quella stagione e purtroppo non sarebbe stata l’ultima di quel campionato. Tuttavia in quel weekend accadde la quintessenza di cosa vuol dire essere del Toro: puoi perdere e puoi anche retrocedere, puoi contestare società e calciatori, ma niente di niente potrebbe mai scalfire l’amore per i colori granata. Ed infatti mentre quel sabato il Torino perdeva e retrocedeva aritmeticamente in Serie B, il giorno dopo i tifosi compatti marciavano in centro a Torino in una manifestazione assolutamente pacifica che servì ai supporters granata per ritrovarsi, per riconoscersi e per lanciare un messaggio a società, giocatori e mondo intero: Il Toro siamo noi.

Quella giornata è stampata nella mente di tutti i tifosi granata come una delle più importanti del nuovo millennio, una manifestazione che sarebbe poi passata alla storia come la marcia dell’orgoglio granata.

Cosa è successo in questi quindici anni? Dov’è finito lo spirito che all’epoca spinse i tifosi del Toro ad innalzare bandiere e sciarpe e a gridare al mondo intero di essere orgogliosi di far parte di questa fantastica comunità? Credo che l’ultima gestione societaria iniziata ormai da quasi 13 anni abbia nel tempo sfinito questo orgoglio e la mediocrità delle annate ha portato i tifosi ad accontentarsi di vincere un derby solo, ad arrivare in Europa grazie a colpe altrui, a vivere a Bilbao una delle poche e vere partite da Toro, come non se ne vedevano da tempo. L’aria che si respira oggi è di disorientamento e sfiducia. Anche alcuni media adesso si scagliano oltremodo contro il presidente, magari anche con giuste prese di posizioni, anche se forse sono dettate da secondi fini. Oltre ai tifosi però, ad essere sfiniti sembrano esserlo anche i calciatori. Non parlo di preparazione atletica o addirittura di “pressione ambientale che non farebbe rendere i giocatori” come sosteneva Ventura. Parlo della piattezza in cui tutto l’apparato Toro sta sprofondando e che, pur non rischiando la Serie B come nel 2003, toglie ogni stimolo e motivazione ai giocatori. Infatti oggi Andrea Belotti sembra essere riuscito far spazientire i tifosi con i suoi atteggiamenti, le sue prestazioni opache, la sua poca voglia di metterci la faccia (con relativa presunta fuga dopo il ko interno contro la Fiorentina). Tutte cose che, ammetto, possano dare fastidio, ma possibile che non c’è nessuno che si chieda come mai Darmian, Peres, Immobile, Zappacosta, D’Ambrosio e Belotti abbiano deciso di lasciare il Toro e, se non a parole, non si siano minimamente legati a questa maglia? Io potrei capire che qualcuno possa avere mille motivi per andare via, ma qualcuno che voglia restare per affetto della maglia potrebbe pure esserci. Ciò che non concepisco è che noi tifosi del Toro non possiamo affidare il nostro cuore granata ad un beniamino, che subito questo deve abbandonarci perché la società vuole vincere lo scudetto delle plusvalenze.

Insomma tutti noi tifosi siamo stati contagiati dalla mediocrità di questi dodici anni e soltanto una marcia come quella del 2003 potrebbe darci quei “due ceffoni” che ci potrebbero far svegliare da un sonno indotto da una sorta di sonnifero che ormai respiriamo quotidianamente.

Che bello sarebbe vedere la città di Torino invasa da una marea umana granata come quindici anni fa! Servirebbe a recuperarci tutti, servirebbe a dare un messaggio al mondo intero proprio come allora, servirebbe a Belotti e compagni per far capire loro dove sono e che dovrebbero baciare l’erba che calpestano, servirebbe alla società ad avere più rispetto per l’onore che ha nel guidare una società così gloriosa e ricca di valori.

Nella speranza che il Toro che batte dentro il cuore di ognuno di noi torni a vedere rosso, non ci resta che attendere la fine di questa stagione balorda, tra i campionati più strazianti dell’era Cairo, aggrappandoci ancora una volta alla maglia, all’identità e all’orgoglio di essere del Toro, cosa che ci ha sempre contraddistinto magari manifestando anche oggi come quindici anni fa. Il Toro è dentro di noi, perché non ci ritroviamo?


Vincenzo Chiarizia, giornalista di fede granata, collabora con diverse testate abruzzesi che trattano il calcio dilettantistico, per le quali scrive e svolge telecronache. Quinto di sei figli maschi (quasi tutti granata), lavora e vive a L’Aquila con una compagna per metà granata.

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  1. Il mio Toro - 5 mesi fa

    Cari fratelli granata, anziché fare le marce e comprendo il sentimento di alcuni di voi di non farci prendere per il culo dopo 13 anni di niente, non sarebbe più utile essere tutti presenti il 4 maggio a Superga ( veramente in 50000) e impedire a quel buffone di presidente che abbiamo, di salire al colle , perché è lui e solo lui il responsabile di questo ennesimo…..fallimento, forse piu grave del precedente perché coinvolge tutti noi anche nei sentimenti. #CairoNoGrazie#

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  2. Andrea Valentino - 5 mesi fa

    Troviamoci più numerosi di 15 anni fa, ottima idea, andiamo a fare una visitina al nostro amato presidente, così in modo da mostrargli la nostra riconoscenza per tutto quello che avrebbe potuto fare e non ha fatto, ma soprattutto per fargli capire, perché sembra che non gli sia ancora molto chiaro, che deve VENDERE IL Toro a qualcuno DEGNO di rappresentare la storia di questa gloriosa società, che i soliti noti cercano da 69 anni di cancellare mettendo alla presidenza i soliti burattini servili, ma non ci riusciranno mai

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    1. prawn - 5 mesi fa

      Si potrebbe scendere in piazza per chiedere un nuovo presidente e far vedere che di tifosi ce ne sarebbero anche tanti, ormai assopiti dalla nullità di questa dirigenza.

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    2. Athletic - 5 mesi fa

      Il soggetto DEGNO lo trovi tu ? Perchè alla porta sembra che nessuno sia venuto a bussare. E non nelle ultime settimane, ma da circa 30/40 ANNI. A me starebbe anche bene una manifestazione, se potesse servire a convincere Cairo a investire di più, anche se non ci credo per nulla, ma questa cosa del vendere… ho sempre questa curiosità… a chi?

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  3. Sempregranata - 5 mesi fa

    Caro Chiarizia, le marce non le fanno più neanche i sindacati. La gente non va in piazza neanche più per difendere propri diritti. Nel mondo moderno ora quello che conta è la pressione mediatica non il scendere in piazza.

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  4. Baveno granata - 5 mesi fa

    Ritrovarci per una marcia granata?
    Quando il mercante alessandrino avrà lasciato il Toro volentieri,molto volentieri.
    Sarà l’occasione giusta per purificarci.
    Sogno la mia squadra granata de-urbanizzata

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  5. prawn - 5 mesi fa

    Cairo sta ammazzando il toro, anno dopo anno.

    Riguardo ai giocatori : offrendo un progetto credibile e premi e cambio di salario in base ai piazzamenti son sicuro che resterebbero.

    Ci vuole un presidente, un Ds, un allenatore che crei qualcosa di unico, perché vincere un Europa league con la maglia del toro dovrebbe essere un sogno per tanti, non una presa per il culo per i tifosi.

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  6. user-13658280 - 5 mesi fa

    i vari giocatori ke hai elencato non si sono innamorati del toro xche non sono tifosi e nemmeno hanno il carattere da toro oltre al fatto ke non abbiamo mai obbiettivi importanti… dovrebbero guardarsi una cassetta di bruno policano e annoni xche con loro potevi anke perdere ma sapevi ke gli avversari in campo si sarebbero sempre guardati bene dal prendere x il culo i nostri colori

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  7. user-13653020 - 5 mesi fa

    Vorrei scendere in strada per festeggiare…..Non per farmi prendere per il culo!!!!!

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  8. user-13653020 - 5 mesi fa

    che bello…….E magari ci teniamo tutti per mano!!!!
    …….

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  9. Pesce - 5 mesi fa

    Egregio giornalista
    non le dico niente circa le motivazioni per cui i migliori dei nostri giocatori hanno deciso di lasciare il toro (l’hanno già ben spiegato qui sotto alcuni miei colleghi con i loro commenti, sembra quasi che lei arrivi da un altro pianeta), ma circa l’eventuale manifestazione una cosa gliela dico: penso che sia una buona idea, a condizione che si faccia in concomitanza di una partita casalinga lasciando completamente vuoto lo stadio.
    Come la prenderebbe il nano?

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  10. claudio sala 68 - 5 mesi fa

    Bisogna guardare avanti, noi ci voltiamo troppo spesso indietro.. Chi è andato via dal Toro è perché ha ricevuto offerte migliori è inutile continuare a tormentarci con domande ovvie. La società deve lavorare per portare al Toro, giocatori che rispecchiano lo spirito Toro ma soprattutto valorizzare i giovani del vivaio che sicuramente questo spirito lo hanno dentro.

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  11. Scott - 5 mesi fa

    Impossibile affezionarsi, se si scende in campo con il cartellino al collo già prezzato.

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  12. robertozanabon_821 - 5 mesi fa

    anche se ci ritrovassimo tutti ne mancherebbe sempre uno.
    Il solito.

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  13. federicof26 - 5 mesi fa

    ma non scrivere ca…..!!

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  14. Athletic - 5 mesi fa

    Quei giocatori sarebbero rimasti solo se gli avessimo dato gli stessi soldi offerti dal City, dallo United o dall’Atletico e se gli avessimo consentito di giocare in Champions. Semplice. Tutto il resto è aria fritta, sono inutili seghe mentali. I giocatori di oggi pensano solo ai soldi, le bandiere non esistono più da anni ormai, è non solo al Toro. Una manifestazione poi, non so a cosa possa servire. Se volete fare qualcosa di utile voi giornalisti, trovate qualcuno con la grana.

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    1. Torogranata - 5 mesi fa

      Condivido,e aggiungo che le manifestazioni in Italia si devono fare per cose molto più serie del calcio.

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  15. fabrizio - 5 mesi fa

    Molto semplice sig Chiarizia.
    I vari Darmian etc non si sono innamorati del toro proprio per la mancanza di stimoli, nemmeno per i soldi. Perche’ sono convinto che se braccino avesse detto ai sopracitati: ho intenzione di investire nel toro e voi siete parte di questo progetto per arrivare in alto, secondo me sarebbero rimasti, magari non tutti, ma la maggior parte sarebbe rimasta (invece che marcire in panchina a Manchester, a roma etc)

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    1. claudio sala 68 - 5 mesi fa

      Chiunque di noi cambierebbe lavoro se a 25 anni ti offrissero il triplo dello stipendio per 4-5 anni…. Chi ha deciso di rimanere in una squadra come ad esempio Di Natale lo ha fatto da ultratrentenne.

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      1. ddavide69 - 5 mesi fa

        Il triplo dello stipendio… Se prendi mille euro e te ne danno cinquemila, magari. Ma se prendi due milioni a stagione penso che il motore non dovrebbe essere lo stipendio ma altre motivazioni, ad esempio gli obiettivi come giocare in Europa. Cosa che da da noi non succede quasi mai.

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      2. coach53 - 5 mesi fa

        Lo ha fatto perché non ha mercato … ergo è scarso!

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