Una domenica in casa, senza nulla di speciale, è diventata fantastica con il Toro

Una domenica in casa, senza nulla di speciale, è diventata fantastica con il Toro

Le Torogiornate di Tommy / Un anno fa, in questi giorni, smaltivo la trasferta di Helsinki. E ora…

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Bruno Peres, Torino, Toro, Atalanta

Seconda metà di novembre. Primi fiocchetti di neve. Poi torna un pallido sole.

Un anno fa, in questi giorni, smaltivo la rabbia e la gioia di Helsinki. Rabbia e gioia, sì, perché la trasferta a Helsinki fu fantastica, malgrado la sconfitta dei granata. Fu fantastico girare per la città sotto una neve ghiacciata, sentire Mario che urlava, abbracciare le finlandesi per farsi consolare, sognare e sperare che sarebbe andata meglio a Copenaghen.

Un anno dopo, ecco qualche timido fiocchetto qua e là, ma nella mia città. Il Toro non è più in Europa League, mia madre è gravemente malata, io continuo a scrivere, accompagnato da quella malinconia che alla mia età… nessuno mai dovrebbe provare. L’anno scorso l’unica cosa che poteva fermarmi era un brutto voto; sarei stato privato del Toro, la più grande punizione che mi si potesse infliggere. Ora, durante un anno scolastico più brillante del solito, il mondo sembra crollarmi addosso. E così, ieri, anziché essere a Bergamo, stavo disteso su di un letto, tenevo per mano mia madre e l’ascoltavo urlare. Ha promesso che, sino a quando avrà la fortuna di vivere, non urlerà più con noi (la sua famiglia). Ma per il Toro, sì, il Toro è tutta un’altra storia. E così urlava ogni qualvolta la palla superava la metà campo, ogni qualvolta ce l’aveva Quaglia (che mia madre non ama, né mai ha amato) ed ogni qualvolta vedeva (pur non vedendoci quasi più) qualcosa di strano. Ed io, che ho ancora nel cuore Helsinki, che ripenso sempre a Copenaghen, a quando urlavamo juvem…a sulle montagne russe dei Giardini di Tivoli, mi sento quasi mancare.

Poi arriva la fine del primo tempo, qualche commento, un mugugno di Gian e Riki che scappa di là. Rimaniamo soltanto io e mamma. E così, improvvisamente, mi rendo conto della fortuna che ho. Sono lì con lei, anche se lontano da Bergamo. Stiamo guardando insieme la nostra squadra del cuore che, finalmente, oggi, sembra abbia ritrovato lo spirito granata. La casa è calda, la camera accogliente più che mai. Il letto è comodo, la coperta è del Toro. Mi sento bene anche lontano da Helsinki, anche senza le montagne russe di Copenaghen. Mi sento pervaso da immensa felicità. La felicità di quando ci si rende conto di quanto valgono le persone, le cose, gli affetti, le passioni che si hanno. Il Toro, una delle mie più grandi passioni, ricomincia a giocare. E proprio mentre penso quanto sia bello, ecco Bovo segnare! Gooooooool!!! Urlo a squarciagola, lo scrivo sui gruppi whatsapp, chiamo Riki e Gian, svaniti nel nulla e mai più tornati in camera. Ed ecco Gian tornare di corsa, chissà dove era andato, chissà cosa aveva fatto: “ Ti sei perso un goal fantastico!”. Il resto del secondo tempo a sperare di vederne e viverne un altro. Peccato, non c’è stato. Gli ultimi minuti terrificanti, come solo noi granata siamo stati abituati. Finalmente l’arbitro fischia, la partita è finita, l’abbiamo vinta!

Sono felice… mamma è felice… Riki, anche se non sa ancora il risultato, è felice… addirittura Gian, tra un mugugno e l’altro, è felice! Andiamo a cercare Matisse, il nostro bellissimo gatto granata. Anche lui fa festa, finalmente gli abbiamo messo lo sportellino per poter liberamente entrare ed uscire da casa. Ed andandolo a cercare, tra un passo lento ed uno lentissimo di mamma… dinanzi a noi una grande sorpresa: Gian, durante l’intervallo, ha addobbato la veranda, che è diventata stupenda, meravigliosa, magica.

Una domenica in casa, senza fare nulla di speciale… è diventata fantastica.

Tutti chiusi in casa, ad addobbare, a urlare, a vedere il Toro vincere e segnare.

E allora anche io mi metto a fantasticare… dove sarà il mio Toro a Natale?

Come già scritto e riscritto altre volte… nessuno può vietarmi di sognare.

Il Toro sesto in classifica a Natale? Perché no? Si può fare!

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