Il Toro e quel dolce 3-2 al Napoli

Il Toro e quel dolce 3-2 al Napoli

Sabato sera il nostro Toro se la vedrà contro un avversario decisamente ostico, ovvero il Napoli del ritrovato Cavani.

Tra l’altro le notizie che mi arrivano dall’Italia…

 
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Sabato sera il nostro Toro se la vedrà contro un avversario decisamente ostico, ovvero il Napoli del ritrovato Cavani.

Tra l’altro le notizie che mi arrivano dall’Italia riguardanti la nostra infermeria non sono certo delle migliori. Brighi a causa dell’ennesimo infortunio ne avrà per almeno un mese, mentre Birsa starà fuori una ventina di giorni. Speriamo che nel frattempo a questi non si aggiungano altri infortuni.

Nonostante tutto ciò mi sento abbastanza sereno al riguardo della partita contro i partenopei. Il Toro ha dimostrato di possedere una buona organizzazione di squadra, grazie alla quale può sopperire alle defezioni dei giocatori più titolati. Esempio lampante è il rendimento superlativo di Rodriguez il quale per buona parte della stagione ha saputo sostituire splendidamente Ogbonna.

 

Sabato sera sarò impossibilitato a tifare Toro in Maratona, in quanto sarò ancora qui nei pressi di Varsavia, ma statene certi che sarò davanti al televisore ad incitare i nostri giocatori (la partita sarà trasmessa in diretta sul canale sportivo polacco che detiene i diritti per la visione del campionato italiano), in mia compagnia ci saranno i componenti del mio personale ToroClub Varsavia, ovvero i parenti di mia moglie, i quali, grazie al lavoro da gesuiti prima di mio suocero e poi mio, sono diventati tifosi granata, tanto da seguire regolarmente le imprese della squadra granata.

Inutile dire che appena arrivato qui, la prima cosa che mi è stata chiesta sul Toro è il rendimento di Kamillone. La mia risposta non poteva che essere la seguente: ”Kamil Glik è un giocatore da Toro!”.

 

Quanti ricordi felici sono legati alle sfide contro la squadra azzurra. Ricordo ad esempio nell’anno magico dello scudetto ’76, una vittoria ottenuta grazie ad un pugno galeotto di Pulici, del tutto simile alla “mano de Dios” di Maradona contro l’Inghilterra nel mondiale del 1986 in Messico.

Sempre ricordando Maradona, come dimenticare la sua prima apparizione al Comunale contro i granata nel 1984/85 quando il Napoli del Pibe de Oro venne schiantato da un perentorio 3 a 0 firmato da una doppietta di Serena e da un gol di Francini, il quale da lì a pochi anni sarebbe andato a fare le fortuna del Napoli in compagnia di Corradini.

 

Esiste però un Torino – Napoli che mi è rimasto veramente nel cuore, e non è legato agli anni belli della squadra granata, ma bensì a questi ultimi venti decisamente bui.

 

Sabato 1° Maggio 1999.

Siamo al Delle Alpi, prima del fischio d’inizio vengono ricordati gli Invincibili, da lì a pochi giorni ricorrerà il cinquantesimo anniversario della sciagura di Superga, i miei occhi come sempre mi succede, si inumidiscono nel sentire scandire la formazione che per noi granata è come un mantra e che ci ripetiamo nei momenti difficili, quindi praticamente sempre.

Siamo in serie B, stiamo lottando per risalire in A, una vittoria oggi vorrebbe dire stroncare le speranze di promozione della squadra allenata da Ulivieri, ma soprattutto ci permetterebbe il prossimo 4 maggio di affrontare la squadra delle All Star del campionato di serie A in serenità, ricordando così nel migliore dei modi i nostri Campioni periti a Superga.

Il pomeriggio come spesso accade nei primi giorni di maggio passa dal soleggiato al piovoso in men che non si dica. Passano solo 2 minuti dall’inizio della partita ed il Napoli è già in vantaggio col russo Shalimov. A questo punto il Toro inizia ad attaccare a testa bassa, Mondonico in panchina incita i suoi, ben sapendo dell’importanza del match. Asta pareggia, ma l’arbitro Dagnello di Trieste annulla per un dubbio fuorigioco. Il Toro non si arrende, come sempre dovrebbe fare il Toro, fino a quando al 35’, su cross di Lentini, Bonomi di testa batte il portiere Mondini e pareggia le sorti dell’incontro.

Passano appena quattro minuti e sempre su cross di Gigi è Ferrante a colpire di sinistro e portarci in vantaggio. Prima della fine del primo tempo i granata potrebbero mettere il sigillo sull’incontro, ma Sassarini a due passi dalla porta colpisce il palo a portiere battuto. Finisce così la prima frazione, con questo risultato a sei giornate dalla fine del torneo, il Toro avrebbe un piede e mezzo in serie A.

Nel secondo tempo i nostri giocatori cercano di contenere gli attacchi degli avversari. Al 55’ il difensore danese del Napoli Nielsen, viene espulso per aver colpito a gioco fermo Tricarico. La partita a questo punto è saldamente in mano nostra, almeno così pensiamo in Maratona. Lentini a tu per tu con Mondini fallisce il colpo del ko, ed al 70’ il Napoli usufruisce di un calcio di punizione al limite dell’area, sotto la Maratona, leggermente verso le tribune.

Batte Esposito, la traiettoria della palla, lo si intuisce subito nel momento in cui calcia, è maligna, ed infatti, un istante dopo, supera Pastine.

2 a 2! Tutto da rifare!

A questo punto Mondonico manda in campo prima Artistico al posto di Tricarico e poi Sommesse al posto di Asta, ma la partita non si sblocca.

Alzo gli occhi al cielo come è successo per centinaia di volte, chiedendo a loro, ai nostri Campioni di darci in qualche modo una mano, non possiamo e non dobbiamo non vincere oggi, lo dobbiamo a loro!

Riabbasso gli occhi mentre Shalimov prende palla a centrocampo e si invola tutto solo verso la nostra porta, Pastine non si muove lo aspetta e riesce a rubargli il pallone da in mezzo ai piedi mentre sta per calciare in porta, compiendo così uno dei migliori interventi di tutta la sua carriera, come quella volta che parò un rigore a Ravanelli in un derby passato alla storia.

Continuo a pregare, il 90’ è passato da tre minuti quando un giocatore in maglia granata butta la palla in mezzo all’area di rigore sotto la curva Primavera, intravedo uno dei nostri che di testa riesce a colpire la palla ed un attimo dopo vedo la rete del Napoli scuotersi, grido con tutta la voce che ho in gola, vengo sommerso dagli abbracci di centinaia di altri fratelli, che insieme a me, stavano recitando le medesima preghiera.

 

Saprò dopo che quella testa era di Ferrante, il Toro quel pomeriggio sconfisse il Napoli e da lì a poche giornate tornò in serie A, ma è bello pensare che quel giorno successe qualcosa di magico, uno squarcio di sole, infatti, salutò la vittoria dei nostri colori e per una volta fummo noi a vincere all’ultimo respiro!

 

Ecco la formazione di quella partita:

Pastine, Bonomi, Fattori, Maltagliati, Asta (80’ Sommese), Tricarico (72’ Artistico), Scienza, Scarchilli, Sassarini (66’ Cudini), Ferrante, Lentini. A disp.: Casazza, Crippa, Sanna, Brambilla. All.: Mondonico.

 


Beppe Pagliano

Twitter @beppepagliano

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