Se questo è il Toro…parte seconda

Se questo è il Toro…parte seconda

Cari amici colgo l’occasione per tornare sulle ‘Saldature’ uscite lunedì sera ed approfittarne per precisare alcune cose.
 
Tanto…
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Cari amici colgo l’occasione per tornare sulle ‘Saldature’ uscite lunedì sera ed approfittarne per precisare alcune cose.
 
Tanto per iniziare voglio ringraziare ad uno ad uno tutti coloro che si sono complimentati col sottoscritto, ma che soprattutto hanno condiviso lo stato d’animo che ho provato domenica pomeriggio al termine del derby.
 
Vorrei puntualizzare che quando dichiaro che sono stufo di tifare per questa squadra mi rivolgo a questo pseudo Toro che da troppi anni indossa la maglia granata, ma mai e poi mai  smetterò di seguire le sorti di questa maglia, il mio, al massimo, è il grido disperato di un amante tradito.
 
Voglio ora soffermarmi su tutti gli appunti che mi sono stati mossi da chi non si è trovato d’accordo con le mie considerazioni.
 
Alcuni mi hanno accusato di usare un tono retorico e lamentoso, altri mi hanno invitato a rimboccarmi le maniche e cercare di migliorare questo paese, a tal proposito mi permetto di affermare che le maniche ho iniziato ad alzarmele all’età di 16 anni quando sono entrato nel mondo del lavoro, ed oggi che ne ho 47 continuo a svolgere il mio lavoro senza aver mai approfittato di nulla ed inoltre non ho mai nemmeno preso una multa per divieto di sosta e le tasse le ho sempre pagate interamente, motivo per cui ho la presunzione di ritenermi un cittadino modello.
 
Altri ancora mi hanno esortato ad acquistare io stesso Messi e Cristiano Ronaldo e qui mi trovo davvero spiazzato, qualcuno invece molto più prosaicamente mi ha mandato a… quel paese!
 
E’ proprio a questi tifosi granata a cui  mi voglio rivolgere. Lo sappiamo tutti che il Toro è indubbiamente più debole della squadra contro cui ha giocato domenica pomeriggio, ma è l’atteggiamento mentale quello che non funziona, ma vi rendete conto che sia Sampdoria, Verona e Chievo hanno saputo rendersi pericolose e vendere cara la pelle mentre noi per la terza volta consecutiva, abbiamo concluso il derby senza mai affacciarci  dalle parti del portiere avversario ed abbiamo inoltre affrontato la stracittadina senza il sacro fuoco che dovrebbe contraddistinguere questa sfida.
 
Partendo dal presupposto che il Toro è più debole i derby li avrebbero vinti solo Capitan Valentino e compagni più poche altre formazioni granata, invece fino a vent’anni fa le vittorie erano praticamente pari, la mia sarà pure retorica ma questi sono dati di fatto!
 
I tifosi meno giovani forse ricorderanno il campionato 1981/’82 l’ultimo di Pianelli con Giacomini in panchina, ebbene quel Toro composto quasi esclusivamente da ragazzi usciti dal vivaio nel derby di ritorno, contro la formazione bianconera che da lì a pochi mesi sarebbe diventata per larga parte campione del mondo, dopo venti minuti era in vantaggio per 2 a 0, quella squadra lottò gagliardamente ed alla fine fu sconfitta per 4 a 2, ma giocò la sua partita come il DNA del Toro impone.
 
L’anno successivo il Toro di Bersellini in tre minuti e quaranta secondi affondò le certezze bianconere, regalandoci una delle pagine più memorabili della storia granata.
 
Avvicinandosi ai giorni nostri nel 2001 il Toro di Camolese riuscì a rimontare dallo 0 a 3 al 3 a 3 pur trovandosi al fondo della classifica e  grazie a quell’exploit iniziò la rimonta in campionato.
 
Non voglio essere retorico e aggrapparmi al Cuore Granata, ma voglio molto più semplicemente usare un altro termine che è CREDERCI, quelle squadre hanno avuto il merito di crederci.
 
Nello sport  -ve lo dice uno che lo sport agonistico lo ha praticato- iniziare una competizione con la cattiveria e concentrazione giusta è determinante, purtroppo questo Toro troppe volte ha sbandato terribilmente soprattutto quando le partite declinano verso la fine.
 
Ma c’è ancora una cosa che questo Toro non riesce a regalarci e sono le EMOZIONI, questa squadra non riesce a fare nulla di memorabile, a questo punto mi accontenterei anche di finire una partita in otto come in quella famosa sfida di Coppa Campioni contro il Borussia, invece il nostro elettrocardiogramma è sempre perennemente piatto.
 
Archiviato il derby ci attende ora la sfida contro la moribonda Sampdoria, considerando che da noi la specialità della casa è resuscitare i morti, sono un tantino preoccupato per la partita di domenica prossima.
 
Naturalmente spero che chi di dovere mi smentisca clamorosamente ed anzi da Genova ci porti in dote tre punti importantissimi per il prosieguo del nostro campionato.
 
Forza Toro Sempre e Comunque!
 
 
Beppe Pagliano
 
(foto Dreosti)
 
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