Toro: a San Pietroburgo nella speranza che il sogno continui

Toro: a San Pietroburgo nella speranza che il sogno continui

Saldature / La rubrica di Beppe Pagliano

 

Prima o poi doveva succedere, prima o poi il Toro doveva perdere una partita, prima o poi il Toro doveva scendere in campo senza quella cattiveria che aveva mostrato nei primi due mesi del 2015.

E’ successo domenica pomeriggio ad Udine dove un Toro svogliato, molle e deconcentrato è stato sconfitto dall’Udinese che a sua volta si è rivelata avversario tutt’altro che imbattibile, ma questa volta la difesa granata si è contraddistinta per una serie di errori ed amnesie che da tempo erano state dimenticate.

Proprio domenica mattina parlavo con amici granata e tutti quanti propendevamo a pensare che la partita in Friuli sarebbe stata particolarmente delicata proprio per il fatto di essere giocata pochi giorni prima della trasferta in Russia contro lo Zenit e purtroppo i nostri giocatori hanno dimostrato di non essere ancora pronti a sopportare la pressione causata da impegni importanti a distanza ravvicinata.

Per carità non è successo nulla di terribile, però un punto lo si sarebbe potuto tranquillamente portare a casa, consideriamo pure il fatto che domenica pomeriggio la dea bendata ci ha voltato le spalle in occasione del palo colpito da Quagliarella a differenza di sette giorni prima quando era stato Gabbiadini a colpire il palo su punizione con Padelli battuto.

Questa sconfitta fa il paio con quelle subite l’anno scorso nel girone di ritorno contro Bologna e Sampdoria essendo indubbiamente imputate a peccati di gioventù da parte di una squadra ancora acerba, in futuro questi errori non possono che essere corretti a condizione che l’ossatura e lo zoccolo duro della squadra rimangano immutati, ma al momento questo è un discorso che preferirei non affrontare.

Domani sera a San Pietroburgo contro lo Zenit di Villas Boas, la nostra squadra è attesa da un impegno chiave nell’economia della stagione granata.
Di fronte ci troveremo una squadra indubbiamente superiore a livello tecnico e con una caratura ed un’esperienza a livello internazionale di un altro pianeta, ma sono queste le sfide che servono per migliorarsi.

I nostri giocatori sono chiamati a ripetere la strepitosa prestazione di Bilbao, ma non è detto che ci possano riuscire per svariati motivi.
Personalmente mi accontenterei di un risultato che ci permetta di coltivare qualche speranza nel return match di Torino, quando saremo noi tifosi a dover spingere la squadra granata alla conquista dei quarti di finale.

Io di solito pessimista e cinico, questa volta ho un presentimento misto a speranza, secondo me domani sera in terra russa i nostri giocatori venderanno cara la pelle ed usciranno dal campo ancora ampiamente in partita e pronti a caricare l’intero ambiente in vista della sfida di ritorno.

Nel frattempo lunedì sera nel bel mezzo della doppia sfida contro lo Zenit si dovrà giocare contro una lanciatissima Lazio alla rincorsa del secondo posto e temo che una eventuale sconfitta contro i biancazzurri ci troncherebbe quasi ogni speranza di riagganciare un posto utile per disputare la prossima Europa League.

Questo Toro ha comunque ampiamente dimostrato in questo scorcio di stagione di saperci regalare emozioni e di conseguenza tuffiamoci in questa settimana di passione nella speranza che il nostro sogno continui.

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