Toro: amarsi e dirsi addio…?

Toro: amarsi e dirsi addio…?

Le Saldature / Torna la rubrica del nostro Beppe Pagliano, che oggi ci parla di una stagione di successi, che forse però poteva essere ancora più positiva..

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E anche questo campionato è stato archiviato, non senza rimpianti per quello che poteva essere e non è stato.

Indubbiamente non sono mancate le soddisfazioni su tutte le vittorie di Bilbao e il tanto agognato derby, ma è innegabile che in Europa League lo Zenit era ampiamente alla nostra portata e col senno di poi non era così utopico immaginare possibile il raggiungimento della finale di Varsavia, così come il sesto posto in campionato era oggettivamente alla portata dei ragazzi guidati da Mister Ventura, ma per l’ennesima volta siamo qui a fare i conti delle occasioni perdute, un po’ per sfortuna, un po’ a causa di arbitraggi strani, vedi la doppia sfida contro i russi dello Zenit e in campionato il gol annullato a Maxi Lopez in quel di Palermo che pesa come un macigno, ma soprattutto a parer mio a causa di una mancanza di vera ambizione da parte della società, la quale sembra volere accontentarsi di questa politica dei piccoli passi, quasi a non voler dare troppo fastidio alla concorrenza ed alle società più importanti e con un maggior peso specifico all’interno del Palazzo.

Domenica sera al termine dell’incontro col Cesena riflettevo e con la mente ritornavo al 1992 quando alla conclusione del campionato Gigi Lentini venne portato in trionfo sotto la Maratona, ricordo lo sguardo spaesato di quel ragazzo che teneva in mano e sventolava una bandiera granata, i suoi occhi erano gli occhi di chi sa, ma non può dire nulla ed infatti da lì a poco Lentini ci lasciò alla volta del Milan di Berlusconi.

La stessa cosa ho l’impressione ed il timore che si sia ripetuta l’altra sera con Darmian e Glik e sinceramente la cosa mi fa molto arrabbiare, in quanto eravamo riusciti faticosamente a ricostruire uno zoccolo duro di giocatori da Toro ed ora c’è il rischio fondato di dover ricominciare per l’ennesima volta tutto daccapo.

Sicuramente c’è chi obietterà che bisogna tenere d’occhio il bilancio, ma mi risulta che il Toro sia una delle società con i bilanci più in regola di tutto il panorama calcistico nazionale ed allora perché non provare a rischiare qualcosa con l’obiettivo di portare a casa ancora maggiori introiti?

Perché non credere possibile una qualificazione in Champions con i relativi incassi?

Le storie d’amore struggenti sono toccanti, fanno sì che i romanzi siano indimenticabili e le lacrime scendano copiose, ma io mi sono stufato di essere il Dottor Zivago che in mezzo ad una landa desolata ed innevata vede andarsene l’amata Lara in compagnia del perfido Komarowski, per una volta sarebbe bello che il finale cambiasse, vorrei che Zivago e Lara si amassero per la vita intera e  potessero vedere crescere insieme Tania, il frutto del loro amore.

Invece il finale è sempre lo stesso, Lara se va, Zivago la osserva da una finestra alitando sul vetro ghiacciato cercando di riuscire a scorgerla per un istante ancora, e poi, anni dopo, lui seduto su un filobus la vede camminare su un marciapiede di Mosca ed a quel punto l’emozione ha il sopravvento ed il suo cuore malato cede, non riuscendo così a ricongiungersi con la donna da lui tanto amata…

E’ bello essere del Toro con tutto quell’alone di tristezza che ci circonda, ma non sarebbe ora che anche noi ritornassimo a provare le gioie vere….?

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