Toro: e adesso Europa…

Toro: e adesso Europa…

Saldature / La rubrica di Beppe Pagliano

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Alla vigilia della partita col Cagliari il cuore mi diceva che sarebbe arrivata la quinta vittoria consecutiva, mentre la ragione, al contrario, mi suggeriva che un pareggio sarebbe stato comunque un risultato positivo, perché solo le squadre di caratura riescono a centrare certi filotti di vittorie tutte d’un fiato.
Dato ormai per scontato l’aver raggiunto il traguardo della salvezza, si può continuare a coltivare il sogno della qualificazione europea che dista una manciata di punti ed i punti in palio sono ancora tantissimi, motivo per cui, a parer mio, il traguardo può essere raggiunto, sebbene ho l’impressione che le milanesi prima o poi dovranno iniziare a scalare alcune posizioni.
La partita col Cagliari poteva tranquillamente essere vinta se i nostri giocatori avessero avuto una mira migliore e se il portiere sardo non fosse stato in una giornata di grazia, ma non dobbiamo nemmeno dimenticare che a pochi minuti dal termine della partita Sau ha avuto sui piedi la palla del match ball, che ha fallito calciando sopra la traversa quando si trovava solo davanti a Padelli.
Ora però mettiamo da parte il campionato ed immergiamoci nell’atmosfera europea, siamo infatti alla viglia della sfida contro l’Athletic Bilbao.
Quella contro i baschi è la classica sfida in cui non si ha nulla da perdere, anzi si ha tutto da guadagnare, un eventuale eliminazione non creerebbe danni all’ambiente, ma un successo regalerebbe a squadra e tifosi la possibilità di continuare un sogno interrotto nel maggio del 1992 ad Amsterdam e mai completamente sopito.
Domani sera tutti quanti siamo impegnati nel cercare di riscrivere una pagina importante della Storia granata, i giocatori in campo sono obbligati a giocare senza timori non tralasciando grinta e tenacia, mentre noi sugli spalti dobbiamo essere l’uomo in più, quello che spinge la squadra a raggiungere i risultati che alla vigilia sono considerati impossibili.
Chi non è più un ragazzino ricorderà sicuramente quando eliminammo il Real Madrid. Ebbene quella sera tutti noi e dico tutti noi, eravamo arcisicuri che le merengues non avrebbero avuto scampo e così fu.
Gli spagnoli quella partita la persero già durante la ricognizione del campo quando venero accolti da 70.000 mila assatanati che li accolsero in una bolgia infernale, nella quale vennero inesorabilmente spazzati via, una cosa simile successe poi anni dopo a spese del Mantova quando venne travolto nello spareggio per salire in serie A.
Al contrario prima della finale contro l’Ajax quello stesso spirito non ci fu, quella magica scintilla non si innescò, un misto di timore, di paura e di timidezza davanti ad un risultato mai conseguito prima ci rese meno agguerriti di altre volte ed in campo i giocatori di entrambe le squadre questo lo captarono, così gli olandesi quella sera conquistarono quel maledetto pareggio per 2 a 2 su cui costruirono la conquista della coppa Uefa. Da parte mia sono sempre stato convinto che se la prima partita si fosse giocata in terra olandese la coppa l’avremmo vinta noi, sappiamo però come sostiene il Manzoni che dei se e dei ma sono piene le fosse.
Quindi domani sera un applauso ai sostenitori baschi prima della partita non facciamocelo mancare, perché se esiste al mondo una tifoseria simile alla nostra per orgoglio ed attaccamento ai propri colori è proprio quella dell’Athletic, ma poi scateniamoci dimostrando agli amici baschi che in quanto a corride non prendiamo insegnamenti da nessuno, a fine partita poi che vinca il migliore, auspicandoci naturalmente che il migliore sia il Toro!

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