Toro, quello strano gusto agrodolce…

Toro, quello strano gusto agrodolce…

Nei miei sogni da bambino era ricorrente quello di diventare un calciatore famoso, di certo non ho mai sognato di diventare un arbitro, motivo per cui non mi riesce facile comprendere quali strani meccanismi albergano nelle menti contorte dei direttori di gara.
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Nei miei sogni da bambino era ricorrente quello di diventare un calciatore famoso, di certo non ho mai sognato di diventare un arbitro, motivo per cui non mi riesce facile comprendere quali strani meccanismi albergano nelle menti contorte dei direttori di gara.
Di certo però quello che ha combinato domenica pomeriggio Andrea Gervasoni da Mantova ha davvero del singolare.
Il bel fischietto nativo della città virgiliana all’ultimo sospiro della prima frazione di gioco, col risultato di 1 a 0 a favore della Sampdoria, non ha convalidato una rete ai blucerchiati in quanto il tempo era ampiamente scaduto, tutto regolare, tutto perfetto, ma perché continuare a far giocare ben oltre i due minuti di recupero concessi?
Col senno di poi sarebbe stato sicuramente più saggio far terminare il primo tempo evitando di far battere la punizione.
Naturalmente questo episodio ha condizionato pesantemente il prosieguo della partita e logicamente il direttore di gara non ha più potuto essere sereno nelle sue decisioni.
Il Toro comunque nella ripresa ha saputo riprendersi ed è riuscito ad acciuffare il pareggio con Immobile, bravo ad approfittare di una disattenzione della difesa avversaria, da lì in poi i granata avrebbero potuto dilagare diventando gradualmente padroni del campo, Cerci in contropiede ha avuto la possibilità di portare in vantaggio i suoi, ma il portiere avversario è stato bravo a sventare la minaccia.
Poco dopo D’Ambrosio in versione ala destra è stato abbattuto in area da Palombo, rigore solare che Cerci ha realizzato portandoci sul 2 a 1.
Seduto sul divano di casa mi sono domandato quando mai avessi visto il Toro vincere in modo così facile ed in modo così poco da Toro, tanto che la prima cosa che ho esclamato è stata: “Ma adesso come facciamo a perderla questa partita?”
La Sampdoria completamente nel buio totale non è riuscita a creare il benché minimo problema al sempre più sicuro Padelli.
Ma non saremmo il Toro se la partita in questi casi finisse nel modo più logico e cioè con la vittoria della squadra padrona del campo, ed in questo caso la squadra padrona del campo era la nostra.
Sempre seduto sul divano allo scoccare del novantesimo da gran menagramo quale sono ho profeticamente sentenziato: “Questi possono segnare solo se l’arbitro si inventa un rigore”.
Detto fatto al 92’ un contrasto fra Glik ed Eder come se ne vedono a decine nel corso di una partita è stato sanzionato col rigore dal simpatico Gervasoni.
La cosa più divertente di tutte è stata cheGlik oltre a doversi vedere fischiare un rigore contro è stato pure ammonito e così dovrà saltare la prossima  sfida contro l’Inter, mentre al contrario il fallo grosso come una casa commesso da Palombo su D’Ambrosio, in occasione del rigore a nostro favore, non è stato punito con alcun cartellino.
Quali sono i metri di paragone con cui gli arbitri dirigono le partite sono misteri custoditi a Coverciano.
Tutto sommato prendiamoci questo punto che fa classifica, ma è innegabile che questa è l’ennesima decisione arbitrale totalmente avversa al Toro e di conseguenza ci rimane in bocca quel sapore agrodolce causato dall’ennesima beffa.
 
Beppe Pagliano
 
(foto Dreosti)
 
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