Il diritto di essere razzista

Il diritto di essere razzista

Sotto le Granate / Torna l’appuntamento con la rubrica di Maria Grazia Nemour: “Mi viene invece il dubbio che chi urla “Uh” non lo abbia compiuto per intero il processo evolutivo scimmia-uomo”

di Maria Grazia Nemour

In questi giorni di festa in cui uno cerca di tirare fuori il meglio di sé, ho sentito da più parti rivendicare il diritto di essere razzista. Almeno allo stadio, dai! Perché se adesso non puoi neanche più associare Koulibaly a una scimmia, sovrastandolo di “Uh uh!” in perfetto stile giungla, dopo che per novanta minuti si è messo di traverso tra l’Inter e la vittoria, allora che senso ha far giocare la serie A a Natale?

A San Siro l’arbitro non ha avvertito l’urgenza di sospendere la partita, che a osare tanto poi si finisce dismessi, come Gavillucci, finito ad arbitrare nell’armadio della serie B dopo la sospensione di Sampdoria-Napoli. Già, per sospendere una partita ci vuole coraggio, ma per mandare a casa 60.000 persone in sicurezza occorre qualcosa di più, la bacchetta magica. Chissà se le ha fatte queste valutazioni, chi di professione scrive come si devono comportare gli altri. Tornando a San Siro, l’arbitro non ha colto i ripetuti cori fuori luogo, no, ma con solerzia ha cacciato Koulibaly, reo di un applauso che poteva certo tenersi dentro alle mani. Sarò sincera, Koulibaly non mi fa simpatia, ma credo che, nonostante l’assonanza, sia sostanziale la differenza che intercorre tra un “Bu” e un “Uh”: il primo lo urlo senza se e ma, al più spocchioso dei difensori del Napoli, il secondo è una critica al tipo di melanina nella pelle, neanche mi viene in mente. In mente mi viene invece il dubbio che chi urla “Uh” non lo abbia compiuto per intero il processo evolutivo scimmia-uomo. Una roba da nostalgici.

E qualche giorno dopo Koulibaly, stesso odioso trattamento riservato dalla curva laziale al nostro Meité. L’arbitro si accorge subito della reazione non consona di Meité su Acerbi, a noi invece ci vorranno giorni, per capire cosa diavolo abbia combinato: una manata. “Non violenta ma antisportiva”, scrive il giudice. E come è una manata non violenta ma antisportiva, una carezza focosa? Non avendola vista rimarremo col dubbio, abbiamo però la sicurezza che è stata l’errata reazione a qualcosa, qualcosa che non abbiamo visto. L’unico elemento certo, sono gli “Uh-Uh!” che hanno accompagnato l’uscita di Meité.  Mi auguro che il giudice sportivo tenga conto di tutti questi fattori nel valutare il ricorso contro le due giornate di espulsione (sfide impegnative, prima la Roma e poi l’Inter. Orfani anche di Izzo). Mi auguro che il giudice sportivo prenda atto che esistono curve che si fanno un vanto di avere una connotazione razzista. I laziali nel 2017 rivendicarono – addirittura un po’ seccati a dire il vero – in un comunicato ufficiale, la primogenitura degli “Uh-uh!” razzisti all’indirizzo dei giocatori neri negli stadi, pensarono forse di iscriverlo alla Siae una volta per tutte il loro “Uh-uh!”, prima che qualche interista o juventino si prendesse il merito. Sempre quei laziali che qualche giorno fa, per spronare e coccolare il loro centrocampista serbo a ribasso di prestazioni, hanno esposto lo striscione “Milinkovic zingaro”. Confusamente gli stessi che anni or sono scrissero “Onore alla tigre Arkan”. Quelli che ieri notte hanno “giocato” alla guerra, lanciando bombe carta per le strade di Roma.

Non ho bisogno di essere Koulibaly o Meité o napoletana o zingara, per dire che certi atteggiamenti non li voglio accettare. Però sono una donna, questo sì, e da donna trovo curioso che la medesima Lega che il 25 novembre – giorno contro la violenza sulle donne – fa giocare i calciatori ostentando un tratto rosso sul viso, poi scelga Riad come sede della finale di Supercoppa Juventus-Milan, proprio quella Riad che a me direbbe: lei che è donna si sieda lì, in quel piccolo settore, perché nel resto dello stadio non ha il diritto di entrare. E si consideri fortunata, fino a qualche anno fa sarebbe stare fuori, nel parcheggio.

Ma noi possiamo sfoggiare i nostri ultras laziali anche in questo frangente: qualche mese fa, nell’ennesimo comunicato alla curva – neanche San Paolo scriveva così tante lettere ai romani – evidenziava come le prime dieci file dovessero essere riservate ai soli maschi di puro sangue celeste. No woman, no cry.

Chissà, magari andare a giocare una partita di pallone in Arabia Saudita contribuirà davvero ad ampliare la parità di genere. In fondo è molto più sconfortante pensare che l’Italia fornisce all’Arabia Saudita bombe che poi la dittatura sgancia sugli stati non graditi, che nobilitarla con eventi sportivi internazionali. O no. Chissà.

È che a me frega sempre l’idea di un calcio romantico, quello dei valori positivi che rotolano in un pallone. Ad esempio quello del piccolo attaccante Toro under 14 che in una partita di qualche giorno fa si vede assegnare un gol contro la Lazio ed esulta, ma poi gli basta un’occhiata di Fioratti, l’allenatore, e va dall’arbitro: ho calciato fuori, non era gol, la rete è bucata.

Il mio buon auspicio per il nuovo anno è di non veder chiudere le curve per cori razzisti, ma di ammortizzare il costo delle migliaia di telecamere di cui sono stati dotati gli stadi, nonché il costo dell’emissione di biglietti nominativi, individuando gli artefici di ogni gesto in curva, in modo da andare poi a prenderli per un orecchio a casa. Auspico società di calcio che non scendano mai a patti con pseudo tifosi legati alla malavita che di professione fanno gli ultras, ma prendano le distanze e puntino il dito: tu, tu e tu. Un elenco di nomi e cognomi. Oh… che bel 2019 sarebbe.


Mi sono laureata in fantascienze politiche non so più bene quando. In ufficio scrivo avvincenti relazioni a bilanci in dissesto e gozzoviglio nell’associazione “Brigate alimentari”. Collaboro con Shakespeare e ho pubblicato un paio di romanzi. I miei protagonisti sono sempre del Toro, così, tanto per complicargli un po’ la vita.

37 Commenta qui

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  1. christhrash 68 - 2 mesi fa

    Io sono razzista !!! Odio i neri…, ma anche i bianchi…quindi metto tutti insieme. Odio i bianconeri !!

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  2. Picchio49 - 2 mesi fa

    Hai già detto tutto tu e benissimo. Brava

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  3. Gio - 2 mesi fa

    Pochi anni fa, in un Torino-Napoli, anche il nostro stadio si è distinto per razzismo antinapoletano. A suon di vesuvio lavali eccetera. Cosa paradossale è che avevamo Quagliarella e Molinaro in campo che giocavano per noi, entrambi napoletani. Altrettanto paradossale è che gli stessi interisti o laziali che gridano i bu, poi sono pronti a idolatrare il giocatore di colore se con la loro maglia permette una vittoria. Quindi è un razzismo di facciata, un’ignoranza diffusa, un modo per insultare l’avversario attaccandosi a qualsiasi cosa. Farebbero lo stesso con chiunque, pur di dare fastidio, magari rinfacciando le corna fattegli dalla moglie, un debito in banca o una malattia avuta. Ricordo quando Bettega prese la tubercolosi, il motto era juve mer… e Tbc. Un paio d’anni fa sono andato in trasferta per la coppa Italia contro il Milan. I nostri eroi da trasferta gridavano cori contro gli Agnelli, accusandoli di essere ebr… di mer…

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    1. Rock y Toro - 2 mesi fa

      È quello che credo anch’io, i bu non sono dettati dal razzismo, sono convinto che gli scemi che lo fanno non siano razzisti ma vigliacchi, nel senso che si attaccano a una diversità o a una malattia o altro per sbeffeggiare l’avversario. Sarebbe invece bello che allo stadio si inneggiasse alla propria squadra E BASTA magari portando bellissimi inni cantati come fan gli inglesi

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  4. oliberto - 2 mesi fa

    Perchè non si prova con una sospensione temporanea.Tanto da far capire che se i cori insistono verrà sospesa definitivamente?

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  5. Madama_granata - 2 mesi fa

    Certi facinorosi (non tifosi, si badi bene), sono talmente “stupidi” da dileggiare i giocatori di colore delle altre squadre, e poi da assurgere al ruolo di “eroe” quelli della propria squadra!
    Al primo “turnover” quello deriso arriverà nella loro squadra, e lo applaudiranno, e quello applaudito finirà altrove, e verrà sbeffeggiato!
    Secondo me, il colore della pelle (bianca) di codesti infelici è l’unica possibilità per illudersi di sentirsi “superiori” a qulche altro essere vivente sul globo terracqueo!
    È la “pochezza spirituale ed intellettuale” dei suddetti facinorosi, arrabbiati contro tutto e tutti, ma incapaci di trovare una motivazione valida al loro scontento, a spingerli ad un “bersaglio facile”.
    Quelli, i calciatori, sono ricchi e famosi; hanno belle donne, belle case e belle auto.
    Almeno “deridiamoli” per il colore scuro della loro pelle!
    MIO MESAGGIO PERSONALE AL SIGNOR BOMBER.
    Sfoghi come il suo fanno bene a tutti noi: ci aiutano a riflettere.
    Non sia lei a scusarsi: sono altri quelli che dovrebbero farlo!

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  6. user-13659615 - 2 mesi fa

    Davvero Tanta Stima.

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  7. bomber - 2 mesi fa

    Lungi da me la tentazione di fare il professore o di imporre pensieri ma come diceva mio nonno: un conto è parlare di morte, un conto è morire.
    Esiste razzismo nel calcio? Assolutamente si, come del resto nella vita.
    In fondo il calcio è uno spicchio di vita in cui tutto viene esasperato perché considerato un poco zona franca. Sia i pensieri nobili( il tifo e la passione) sia quelli beceri ( la violenza ed appunto il razzismo).
    Ho adottato un meraviglioso figlio indiano che agli occhi degli avversari( gioca a calcio) ha due difetti: è troppo abbronzato ed è bravo a giocare a calcio.
    Non vi dico quante volte ha subito episodi di razzismo, ho perso il conto.
    E parlo di un ragazzo di 13 anni che gioca a calcio da 8 anni.
    Sapete poi qual è la cosa assurda?
    Ha subito le stesse cose anche dai compagni di squadra, alcuni per fortuna.
    Ho cercato anche di provare a fargli fare un altro sport, forse ce ne sono alcuni più “civili” ma poi ho capito una cosa: lui quando corre, quando gioca, quando segna, quando vince ma anche quando perde è felice, gioca con il sorriso sulle labbra.
    Non è facile, vi assicuro, rassicurarlo sulla sua “diversità” fargli crescere l’autostima, aiutarlo a diventare un uomo sereno, ma è il mio compito di genitore e ci provo con tutto me stesso.
    E non è nemmeno facile insegnare i valori del rispetto, della fratellanza, della condivisione quando sembra che gran parte del mondo ce l’abbia con te e ricevi l’esatto contrario di ciò che ti viene insegnato.
    Comunque, scusandomi per lo sfogo,
    sempre forza Toro

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    1. BIRILLO - 2 mesi fa

      Sei un grande !

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    2. BACIGALUPO1967 - 2 mesi fa

      Bomber@ anche io ho un figlio che gioca a calcio.
      Ha carnagione chiara e due bellissimi occhi verdi che purtroppo però necessitano dell’aiuto di lenti durante le partite.
      Occhialuto di m… è uno degli epiteti più dolci che si è sentito dire sia dagli avversari che dai genitori…
      L’ineducazione purtroppo è imperante e non solo nel nostro Paese. In un torneo in Francia è stato oggetto di scherno anche lì.
      Lui sorride, marca ancor più duramente il suo avversario è quando gli capita di far gol si toglie gli occhiali, va verso chi lo insulta a testa alta e gli chiede se per caso ha bisogno di indossarli lui

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    3. Torello_621 - 2 mesi fa

      100% con te e con il tuo bambino. Il tempo è galantuomo, quando tuo figlio avrà studiato e sarà cresciuto con i valori che suo padre gli avrà trasmesso, guarderà dall’alto quei cretini del passato. E non dirà loro niente perché nulla gliene importerà.

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      1. BACIGALUPO1967 - 2 mesi fa

        In una partita contro i giovanissimi della giuve qualcosa ho detto pure io però ad un genitore gobbo pure lui…. Non si può sempre porgere l’altra guancia.
        :-)

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  8. tric - 2 mesi fa

    Un interessante zibaldone di pensieri. Senza andare in Arabia, provi ad andare sul monte Athos o in qualche chiesa ortodossa: come donna si vedrà sbattere la porta in faccia. Quanti problemi ha il mondo …!

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  9. Rock y Toro - 2 mesi fa

    Per Birillo: non si tratta di capire, penso di avere capito bene, solo che qui su TN son convinto non ci sia lo spazio né l’ambiente adatto per trattare argomenti come razzismo, guerre, bombe, dittature ecc. Quindi l’articolo risulta un affastellatura di cose troppo importanti per essere brevemente accennate. E in un contesto sbagliato

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    1. BIRILLO - 2 mesi fa

      E’ la tua opinione. Pensare al toro e allo sport in generale e’ piu’ gratificante (a volte). Io spero al contrario che ci siano possibilita’ di sdegnarci, anche solo con un articolo come questo, per il razzismo e per il macismo insano.
      Se in questo sito possiamo non annoiarci solo a leggere il fantacalciomercato e il gossip di giocatori vari ma possiamo trarne uno spunto di denuncia civile, io almeno lo trovo in linea con l’essenza pulita di chi ha definito lo sport quale disciplina educativa e di crescita.
      Non sono un presuntuoso, ma ricordiamoci che i valori dello sport, e del Toro sono anche legati all’opposizione alle faziosità come quelle espresse nell’articolo.
      Per il resto, la Nemour e’ del Toro, e mi piace ci siano ancora persone come lei che contrastano le inciviltà e partecipino alla nostra storia.
      Ciao.

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  10. Torello_621 - 2 mesi fa

    Ho capito la fantascienza politica, probabilmente ramo distopico. In ogni caso si gioca a Gedda e non a Riad, l’Arabia è un emirato e non una dittatura e poi vorrei sapere le bombe che venderemmo e sono sganciate in giro…

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    1. emmegienne - 2 mesi fa

      L’Arabia Saudita rappresenta una fonte di guadagno per l’esportazione italiana di armamenti che nel solo 2016 ha portato in Sardegna 410 milioni di euro per l’acquisto di 20mila bombe. Il NYTimes ha denunciato che quelle bombe sono state sganciate sulla popolazione civile dello Yemen. Il Ministro della difesa ha assicurato che approfondirà la questione.
      Gli Emirati Arabi Uniti sono un sistema federale di monarchie ereditarie assolute. Si gioca a Gedda, hai ragione.

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    2. BACIGALUPO1967 - 2 mesi fa

      Sei mai stato in Arabia Saudita?
      Per lavoro ci vado almeno una volta all’anno, i diritti umani delle donne ma non solo, vengono calpestati continuamente.

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      1. Torello_621 - 2 mesi fa

        Sono stato a Riad anch’io per lavoro. Ho abitato nel QD vicino alla King Saud University. Ho buoni ricordi. Nei compound le donne vivono all’occidentale. Fuori si devono adattare ancora ai costumi tradizionali, devono indossare l’abaya, con velo non strettamente obbligatorio. In Gedda, che è più turistica, si chiude maggiormente un occhio. Sono rispettati i nostri canoni di vita? No. La gente si sente oppressa? Nemmeno. Stanno progredendo? Sì. È un posto da andare a vedere? Sì. Si guadagna bene? Alla grande
        Si vive meglio in Italia? 100% sì.

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        1. BACIGALUPO1967 - 2 mesi fa

          Per lavoro frequento zone rurali.
          La condizione delle donne è terribile. 5 o 6 donne per uomo ed in media un figlio ogni 2 anni.
          Scolarità zero, diritti zero, possibilità di passeggiare da sole zero, vestite sempre con l’abaya.
          Per non parlare delle condizioni dei lavoratori stagionali provenienti per lo più da India e Bangladesh trattati alla stregua di schiavi.

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  11. Pikabu - 2 mesi fa

    maria grazia capace sempre di parlare delle cose di calcio (e della vita legate al calcio) senza mai essere banale e superficiale

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  12. Rock y Toro - 2 mesi fa

    Ma cosa scrive neymour? Ora ci si riempie la bocca di questi strampalati discorsi! Ma cosa scrive? Ma si rende conto o no? Ci mette tutto, una zuppa calda di un po’ di questo e un po’di quello! Ma via, a questo modo son capaci tutti! Qualunquismo allo stato puro! Amen

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    1. BIRILLO - 2 mesi fa

      La tua è una critica senza costrutto. L’analisi della MG Nemour ha fondamenti, non so cosa leggi solitamente che ritieni più aderente al senso delle tesi trattate da Lei ma se vuoi puoi farcene dono scrivendone tu direttamente, o obiettare facendo riferimento ad assunti di altri autori che hanno ideali credibili diversi. Solo così per disquisire un pò.. Probabilmente non rispondi.
      Il qualunquismo è di chi non si contrappone a tesi peraltro evidenti, con antitesi di basi serie, ma soltanto giudicando di stomaco senza motivare con elementi reali. Mah.

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      1. Rock y Toro - 2 mesi fa

        Mi piacerebbe sapere tu cosa ci hai capito in quello che scrive la fantascienziata. Bah!

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        1. BIRILLO - 2 mesi fa

          Rileggi il suo articolo e poi dimmi cosa non hai capito. Riparti dal rileggerlo, non deve piacerti a tutti i costi, ma almeno leggilo..

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    2. Torello_621 - 2 mesi fa

      Concordo 100%. Chiacchiere in libertà piene di inesattezze. Come molte discussioni sul calcio, forse, ma lì è nello spirito, quando si vogliono toccare temi seri occorrerebbe scrivere in modo accorto e preciso.

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  13. user-14142613 - 2 mesi fa

    Ancora con questi cori razzisti verso Meitè! Ero allo stadio, non c’è stato nessun coro contro nessuno.
    Siate un po’ più seri. Forza Toro!

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    1. vittoriogoli_348 - 2 mesi fa

      Bravo

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  14. plexy67 - 2 mesi fa

    Grazie prima di tutto x ricordarci gli ultimi episodi violenti ,razzisti e idioti che purtroppo non saranno gli ultimi…Vorrei dare un opinione riguardo alla partita che si giocherà a Riad tra Juventus e Milan.La lega calcio,ha solo pensato di incassare facendo si che una vetrina di ricchi potesse ammirare il prodotto della società vestita a strisce che così come in Cina,gli Arabi potranno investire nella società del Gobbo più odiato dal pianeta…Ecco perchè si gioca in un luogo dove se non ci fossero gli occhi di tutto il mondo addosso e fossimo solo fino a una decina di anni fa,ci sarebbero enormi problemi a fare in modo che le donne entrino in quello stadio…

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  15. GlennGould - 2 mesi fa

    Senz’altro, uno dei motivi per cui leggo e partecipo al forum di toronews è la presenza di giornalisti e/o intellettuali come Lei o l’Inglese che qui scrive, e chiedo venia se ora non ne ricordo il nome.
    Complimenti per l’articolo, e cosa aggiungere? Che Roma, come ho già ribadito, è molto spesso terra franca. Aimè.

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    1. BIRILLO - 2 mesi fa

      Anthony Weatherill

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      1. GlennGould - 2 mesi fa

        Grazie Birillo!

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        1. BIRILLO - 2 mesi fa

          Ci mancherebbe, poi Anthony è un dono per il sito, per quello che scrive e come lo scrive. Dovere e piacere, ciao

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  16. Lucius - 2 mesi fa

    William sarebbe orgoglioso di leggerti. Che dire, se non il totale accordo su tutto quel che scrivi? Grazie di esistere, woman, e di costringerci a riflettere, come dovremmo fare più spesso.

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  17. BACIGALUPO1967 - 2 mesi fa

    Maria Grazia applausissimi
    Fvcg

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  18. BIRILLO - 2 mesi fa

    10 per avere sempre trattato argomenti così impegnativi con dovizia e profondità.
    Peraltro il razzismo che è odioso quanto la misoginia, è esecrabile però ha radici in contesti antichi di nuclei umani di etnie chiuse e assumendo il clan quale esempio di cerchia per il primo caso, era un processo naturale di difesa del nucleo stesso e non si dimentichi che il razzismo è presente anche oggi (purtroppo) in ogni etnia e anche nelle regionalità.
    Inconcepibile l’odio per la donna in genere, sia per ruolo sociale che sopperisce in toto alle carenze non sempre contingenti del “maschio” nella famiglia, che per intellettualità, risultando anche percentualmente più propensa allo studio in concomitanza con le altre attività famigliari e sociali.
    Il più al dieci, non dato, è il mio limite giudicando a mia volta il suo giudizio di spocchioso a Koulibaly sindacabile, ma è giustamente soggettivo.
    Trovo insopportabilmente più spocchioso Cristiano Ronaldo.
    Sempre bello leggerla.

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  19. Granata per convinzione - 2 mesi fa

    Grazie Maria Grazia, è sempre un piacere leggere analisi intelligenti

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