C’è chi vince e c’è chi perde

C’è chi vince e c’è chi perde

Sotto le granate / Torna la rubrica della nostra Maria Grazia Nemour

di Maria Grazia Nemour

Arriviamo da una settimana di emozioni, alcune nostre, altre prese a prestito.

Prima è la Roma a trascinarci nel tifo, conquista un tre a zero dal nulla, anzi peggio, da un meno quattro. Nessuna passione pro-romani, ma vuoi non gioire quando vedi una squadra credere all’incredibile, e vincere? Battere a Roma il Barcellona ha esaltato tutta l’Italia, non si può resistere. Col bel calcio ci si emoziona. Il giorno dopo è la volta del Real, chiamato a confermare la vittoria di andata. E, per i primi 93 minuti, non ci riesce. Mi è estremamente difficile ammetterlo, ma la juve ha giocato una partita di coraggio e padronanza d’azione. Ma questo, per i primi 93 minuti appunto, dopo, capita quello che nel calcio si verifica con una certa regolarità e si chiama evento inaspettato. Capita il rigore nei minuti del recupero. Ed è qui che inizia la juve. È qui che fa scuola-calcio, come solo lei può insegnare. Lo sgomento, tra campo e panchina e tribuna, implode di indignazione: rigore? Adesso? Ma contro, o per noi? In che senso, contro?

Inaccettabile. Non lo accetta Buffon, che dimentica di essere un aspirante Beato del calcio, icona giovanile di correttezza. Qualcuno pensa che forse piangerà di nuovo e invece no, esplode, inquinando di parole mal pensate tutto intorno. Ok, il momento è vibrante, ma la squadra viene prima della rabbia se sei un professionista, e farsi espellere proprio quando si è chiamati a parare un rigore, è dilettantesco. Ma se questo gesto può essere compreso dall’innalzamento della pressione sanguigna, sicuramente è fuori misura quello che accade dopo. A sangue tornato tiepidino, rilascia interviste destinate a essere ascoltate da milioni di ragazzini in cui dispensa i peggio insulti all’arbitro. Benatia, vuole dimostrare di non essere da meno del capitano e si lascia fiorire in bocca una gemma di primavera: “A Madrid è stato uno stupro”, parole talmente paradossali che ci ironizza su anche Crozza, ipotizzando che il prossimo fallo, inserito nel posto idoneo, potrebbe fargli comprendere la differenza sostanziale tra perdere una partita e subire uno stupro. E poi spazio al padrone, che non si limita a dare dell’incapace all’arbitro, ma indica al mondo la verità: c’è vanità e presunzione nel designatore, dell’arbitro. Eliminiamolo.

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E dopo un giovedì passato a pensare che saltuariamente c’è giustizia in Terra, ecco che arriva il venerdì con la sua finale di Coppa Italia, e questa sì, che è un’esplosione di Primavera!
Il Toro giovane parte dal Filadelfia con la sua bella vittoria di andata contro il Milan e non si lascia abbagliare dalle luci, a San Siro. Gioca solido, con l’obiettivo di difendere il risultato già ottenuto. Ma non manca mai di coraggio e alla fine viene premiato dell’ulteriore soddisfazione di vincere anche il ritorno. Borello si infila proprio lì, nell’unico pertugio da cui è possibile forare, ed è gol!

E dopo il venerdì, ecco il sabato. Il Toro grande se ne va a Verona, nella testa ancora rimbombano i festeggiamenti per la Coppa Italia portata a casa dai Piccoli. Ma non è stimolo sufficiente per battere un avversario battibile. Per 90 minuti sembra sempre che il gol possa arrivare, ma la partita finisce con uno zero a zero che soddisfa solo il Chievo. Continuiamo a blindare e non subire gol, ma questa era la partita da spintonare e vincere, per accarezzare l’ipotesi di sorpassare Samp, Fiorentina e Atalanta. Nel calcio c’è chi vince e c’è chi perde, e poi c’è chi pareggia. Noi…pareggia.


Mi sono laureata in fantascienze politiche non so più bene quando. In ufficio scrivo avvincenti relazioni a bilanci in dissesto e gozzoviglio nell’associazione “Brigate alimentari”. Collaboro con Shakespeare e ho pubblicato un paio di romanzi. I miei protagonisti sono sempre del Toro, così, tanto per complicargli un po’ la vita.

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  1. iltorinese - 3 giorni fa

    Mi fa sempre piacere legger i tuoi articoli, perchè sono sagaci e “puliti” senza offendere nessuno, ma che dicono chiaramente qual’è l’umore del tifoso Torinista. Vorrei rispondere a tutti quelli che continuano ad illuderci che l’Europa è a portata di mano se qui e se la….Vorrei ricordare a lor signori che speranza può avere una squadra ( TORO), che in 4 incontri con due compagini ( Verona e Chievo) con 12 punti in palio, siamo riusciti a raggranellare a mala pena 3 punti, stiamo parlando di due squadre che sono in procinto di scendere in B. Si comincerà a dare la colpa, (sicuramente ha il suo peso), ad una campagna acquisti 2017 sbagliata ( vedi Sadich, Njang ecc.. ai vari infortuni non preventivati). Ma secondo me e qui mi riferisco all’ultima esternazione di Sirigu ” PER RICOSTRUIRE CI VUOLE TEMPO ” è vero! ma, cari signori che muovete le fila, ricordatevi che la “TELA DI PENELOPE” ha avuto una fine quando arrivò ULISSE, ma se voi Ulisse lo continuate a vendere sempre prima ( per fare cassa) questa tela non verrà mai terminata e la tifoseria si adeguerà, sperando che i PROCI non prendano il sopravvento. Ti saluto molto Cordialmente e sempre FORZA TORO.

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  2. iltorinese - 3 giorni fa

    Brava Maria Grazia, da qualche tempo mi diletto e aspetto sempre con piacere di leggere i tuoi articoli sul nostro Toro. Mi permetto di fare una piccola osservazione ( non su di te ) ma su quelli che continuano a illuderci dicendo ( con conteggi alla mano ) che l’Europa è a portata di mano se qui e se la……. Ma vogliamo renderci conto, (anche grazie ad una campagna acquisti non indovinata a luglio 2017 vedi Niang, e Sadic cc.., includendo anche i vari infortuni succeduti, che comunque si dovevano mettere in conto) come possiamo aspirare a certi traguardi ( Europa) quando in quattro incontri avuti con VERONA e CHIEVO ( 12 punti in palio ) siamo riusciti a raggranellare, con fatica, ben 3 PUNTI lasciandone ben 9 per strada e sto parlando di avversari che molto probabilmente retrocederanno in B. E’ vero, come dice Sirigu ” per ricostruire ci vuole tempo” ma se andiamo avanti con questo andazzo la “TELA DI PENELOPE”, visto che ULISSE non arriverà mai, (perchè lo vendiamo sempre prima per fare cassa) c’è il rischio che i PROCI prima o poi prenderanno il sopravvento. Aspetto con piacere di leggere il tuo prossimo commento.
    Grazie e sempre FORZA TORO

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  3. IlDadoDelToro - 3 giorni fa

    Bravissima, è sempre un piacere leggere i tuoi articoli.
    Pensieri in cui mi riconosco, parole che vorrei trovare io, passione che unisce.
    I tuoi articoli sono pezzi da conservare per marcare tempi ed eventi del nostro mondo granata.
    Grazie e un saluto

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  4. user-13685686 - 3 giorni fa

    Sempre brava e con la giusta ironia non volgare forza Toro e real

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  5. anatrerz - 3 giorni fa

    Quoto Bacigalupo1967 e raddoppio: spettacolare!
    Riconosco in questa frase “dimentica di essere un aspirante Beato del calcio, icona giovanile di correttezza” il mio triste pensiero di quanto la nostra specie vada vieppiù alla deriva “foxxendosene bellamente” del suo prossimo.

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  6. BACIGALUPO1967 - 3 giorni fa

    Maria Grazia spettacolare come sempre.
    Bravissima

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